Heseltine scosse la testa. — Non so se sono io eccezionalmente ingenuo, o voi insolitamente sospettoso. — Nel tono era implicito un rimprovero.

— Ripensiamo un po’ a questa storia. Prima di tutto, ci dice come la sua razza ha aiutato la nostra a evolversi. Questo puo essere vero, anche se dobbiamo fidarci delle sue parole. Poi ci descrive l’incidente. Anche questo puo essere vero. E nel seguito che ho notato le contraddizioni. Diventano parassiti di altre creature. Rubano su un pianeta i corpi di certe creature simili a polipi, poi tentano l’esperimento di nutrirsi con cibi normali, per vedere cosa succede. Accortisi che questo li fa invecchiare, tornano a nutrirsi di altre creature intelligenti.

— Senza distruggerle, pero — disse Fallada. — Non ricordi? Come mungere le mucche, ha detto.

— Dimentichi che noi le mucche non solo le mungiamo, ma le mangiamo, anche — disse Carlsen. — Voleva cercare di convincerci che trattano le altre creature come loro simili. Ma io non ci credo. Secondo voi, perche si spostano da un pianeta all’altro? Perche sono predatori naturali e non possono resistere al bisogno di distruggere le loro vittime. Quando hanno distrutto tutta la vita di un pianeta, passano a un altro.

— Non ne abbiamo le prove — disse Fallada. — Potrebbe anche essere cosi, ma non ne sappiamo niente.

— La mia e una specie di intuizione. Tutto nel loro modo di comportarsi non mi ispira fiducia. Le altre creature di questa specie sono rimaste nello spazio a morire di fame, lentamente. Perche dovrebbero morire di fame se hanno imparato l’arte di “mungere” l’energia vitale? Se fosse cosi, perche non si sono portati sufficienti provviste, sufficiente energia, come facciamo noi quando partiamo per un viaggio di nove mesi nello spazio? La risposta e che non hanno potuto portare provviste perche avevano gia svuotato la dispensa. E la Terra doveva essere la loro prossima dispensa!

Fallada ed Heseltine restarono colpiti da questo ragionamento che pero non li convinse del tutto. Si voltarono a guardare il corpo inerte di Armstrong, come per chiedere a lui una risposta.

— Io sono sempre dell’idea che noi dobbiamo loro qualche cosa — disse Fallada. — Dopo tutto, se e vero quello che dicono, hanno avuto quell’incidente per aver cercato di aiutare la nostra razza a evolversi. Stando a quello che ha detto, ci hanno insegnato l’agricoltura. O pensi che anche questa sia una bugia?

— Non necessariamente. Non stento a credere che volessero la nostra evoluzione. Quando sono tornati sulla Terra ventimila anni fa, probabilmente qui c’erano soltanto, al massimo, un milione di terrestri. E anche questi a un livello di poco superiore a quello di animali. Ci hanno lasciati crescere e moltiplicare, in modo che saremmo stati tanti, tanti di piu, quando loro sarebbero tornati. Adesso hanno sulla Terra una dispensa che puo bastare per diecimila anni. E vi diro un’altra cosa. Ha raccontato che sono tornati sulla Terra nella speranza di trovare qualcuno della loro specie…

— Cosa ci trovi di strano?

— Cosa? Quelli della loro specie non avrebbero potuto fare niente per loro. Non avrebbero potuto aiutarli a tornare su Orione, perche la loro razza non si serve di navi spaziali. Si tramutano in una piu sofisticata forma di energia che puo viaggiare piu veloce della luce. E queste creature hanno perso il loro potere dopo essere diventati vampiri.

— Come fai a saperlo?

— E ovvio. Se non l’avessero perso, tornerebbero sul loro mondo. Invece adesso hanno bisogno di un’astronave.

— Individui della loro specie potrebbero aiutarli — disse Fallada.

— Lo ritieni probabile? Si sono trasformati in criminali galattici, e con tutta probabilita hanno lasciato la Terra proprio per sfuggire a quelli della loro specie. Sono diventati come lebbrosi.

In tono divertito, Fallada disse: — Un’ipotesi interessante. Una specie di Caduta…

Il pilota indico in basso. — Ecco Bedford. Arriveremo fra dieci minuti — disse. — Puntiamo su Scotland Yard direttamente?

Heseltine guardo Carlsen.

— Sarebbe meglio andare al laboratorio di Fallada — disse Carlsen — e lasciare li Armstrong. Bisogna tenerlo in stato di incoscienza. Che ne dici? — chiese a Fallada.

— Va benissimo. Il mio assistente Grey si occupera di lui — rispose Fallada.

— E poi cosa facciamo? — chiese Heseltine.

— Se non sbaglio, vi aspetta un messaggio del Primo Ministro — disse Carlsen. — Vorra sapere che cos’avete fatto in questi due giorni.

— Infatti c’e un messaggio. Questa mattina ho chiamato mia moglie. Il Primo Ministro vuol vederci tutti e tre appena possibile.

— Bene. Allora andremo da lui.

In tono dubbioso, Heseltine disse: — Jamieson sara piu difficile da trattare di Armstrong. Cosa farete?

— Non so — rispose Carlsen. — Ma sono convinto di una cosa: dobbiamo affrontarlo faccia a faccia. Non c’e altro modo.

Il poliziotto di servizio davanti al numero 10 di Downing Street saluto rispettosamente Heseltine. Un momento dopo la porta venne aperta da una bella ragazza bruna.

— Il Primo Ministro ci sta aspettando — disse Heseltine.

— Si, signore. Sara libero fra un minuto. Volete aspettare qui, intanto?

Heseltine disse: — Mi sbaglio, o non vi ho mai visto?

— Sono Merriol — disse la ragazza, e sorrise mettendo in mostra i piccoli denti bianchissimi. Aveva un leggero accento gallese, e sembrava poco piu che una bambina.

Mentre la ragazza usciva, Heseltine disse: — Curioso…

— Cosa? — disse Carlsen.

— Oh, cosi… — Abbasso la voce. — Si dice che a Jamieson piacciano le ragazze molto giovani. In realta e qualcosa di piu che una voce. Pare che la sua ultima fiamma sia una studentessa di Anglesey.

— Ma non le porterebbe certo a Downing Street! Sarebbe troppo compromettente — disse Fallada.

— Lo penso anch’io. Voi cosa ne dite, Carlsen?

Carlsen stava guardando dalla finestra, con aria assorta. Alla domanda, alzo lo sguardo, sorpreso. — Scusate, non ho sentito — disse.

— Dicevamo che sarebbe strano se… — S’interruppe all’aprirsi della porta.

La ragazza disse: — Volete seguirmi, per favore? — e sorrise significativamente a Carlsen.

Sali svelta le scale davanti a loro. Dietro, Carlsen tenne gli occhi fissi sulle gambe snelle e nude sotto la gonna corta. Erano belle, e lui le apprezzava.

La ragazza li accompagno nell’ufficio attiguo alla sala del Consiglio. Il Primo Ministro Jamieson era seduto alla scrivania. Con lui c’era un uomo sulla sessantina, con gli occhiali, intento a smistare la posta.

Jamieson disse: — Per il momento basta cosi, Morton. — Sorrise a Heseltine da sopra gli occhiali. — Dunque i nostri vagabondi sono tornati! Accomodatevi, signori. — C’erano gia tre poltrone sistemate davanti alla scrivania. — Sigaretta? Oh, buttate quelle carte sul pavimento. Non dovrebbero essere qui. — Spinse verso di loro un portasigarette da tavolo. — Sono contento di rivedervi. Cominciavo a preoccuparmi. Qualche novita interessante?

Fallada disse: — Il Comandante Carlsen e io siamo andati in Svezia a consultare un esperto di vampiri.

— Davvero? Molto… molto interessante. — Il sorriso del Primo Ministro esprimeva insieme divertimento e noia. Jamieson guardo Heseltine e chiese: — Altre novita?

Heseltine diede un’occhiata a Carlsen. — Si, signor Ministro — disse. — Sono lieto di potervi informare che abbiamo catturato uno degli alieni.

— Ah! Dite davvero?

L’educata espressione di sbalordimento parve cosi genuina che Carlsen ebbe un attimo di dubbio. Il Comandante si mise una mano in tasca e ne tolse la bobina con la registrazione.

— Posso? — disse. Si protese in avanti, infilo la bobina nel registratore posato sulla scrivania, e premette il pulsante d’ascolto. La voce della creatura aliena, fredda, controllata, disse: — Il nostro pianeta e completamente ricoperto d’acqua. E…

Tutti e tre osservavano Jamieson. Il Primo Ministro ascoltava con grande attenzione, il mento appoggiato alla mano destra il cui indice passava e ripassava lungo la linea della mascella. Dopo cinque minuti, Jamieson allungo la mano e spense il registratore.

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