notizia. Seguito da un avvilito scriba e da un ciambellano, il nobile prese a passeggiare avanti e indietro tuonando imprecazioni all’indirizzo del clan, della virilita e del nome stesso di Ynryc, mentre Jill sostava vicino al muro insieme ad alcune serve e osservava quell’uomo enorme e ancora robusto nonostante i capelli grigi brandire il messaggio di Ynryc in un pugno massiccio e protenderlo verso lo scriba come se il poveretto fosse stato responsabile di averlo scritto e non di averne soltanto dato lettura.
— Che sfacciataggine! — ringhio Marclew. — Catturare mio figlio sulla strada con un subdolo trucco da bastardo e poi farsi beffe di
— «So che Vostra Signoria attribuisce un alto valore al denaro, tenendolo stretto come gli altri uomini preferiscono fare con una donna, ma indubbiamente suo figlio significa per lui abbastanza da indurlo a separarsi da una parte dei suoi tesori. Abbiamo stabilito un prezzo di due regali d’oro di Deverry, uno per i suoi uomini, inclusa la daga d’argento, e per i servitori…
— Che sfacciataggine! — ululo ancora Marclew. — Si aspetta davvero che paghi il riscatto di una puzzolente daga d’argento? Lo fanno per beffarsi di me, e che io sia dannato se staro al loro gioco.
Con un ringhio, Marclew riprese a passeggiare avanti e indietro, mentre il ciambellano si girava verso Jill e le segnalava con un cenno di venire a implorare il nobile. Jill pero scosse il capo in un gesto di diniego e lascio la grande sala; una delle serve, una ragazza di nome Perra, la segui e la prese per un braccio.
— Cosa vuoi fare? Perche non lo implori? — chiese.
— Perche ho io il denaro necessario a riscattare personalmente Rhodry. In tutti gli anni che ho trascorso sulla lunga strada non ero mai stata trattata cosi miseramente da un nobile e che io sia dannata se intendo sopportarlo oltre. Se fossi un bardo, trasformerei Marclew in un oggetto di satira.
— Oh, molti bardi lo hanno gia fatto, ma non e servito a nulla.
Jill scese nelle stalle, dove dormiva in un angolo accanto al suo cavallo; la un garzone l’aiuto a sellare l’animale e le spiego come arrivare alla fortezza di Ynryc, che si trovava a circa un giorno e mezzo di viaggio.
— Sta’ attenta, ragazza — raccomando l’uomo. — Sulle colline le bande di guerra saranno fitte come pulci su un cane.
— Badero a me stessa. Puoi darmi un po’ di avena per il mio cavallo, oppure il tuo tirchio signore ti battera se lo farai?
— Non lo sapra mai. Bisogna avere cura di un cavallo come quello.
Quasi sapesse che gli era stato rivolto un complimento, Sunrise scrollo la testa e fece ondeggiare la criniera argentea sul collo dorato; quel corsiero occidentale era stato un dono di Rhodry, quando lui aveva ancora avuto la possibilita di elargire doni di valore a chi lo serviva.
Jill lascio la fortezza senza neppure rendere a Marclew l’omaggio di salutarlo e percorse i primi chilometri al galoppo per lasciarsi alle spalle la rocca; quando arrivo alle ampie rive erbose del fiume Lit permise infine a Sunrise di rallentare il passo per raffreddarsi. All’improvviso, il suo gnomo grigio apparve sul pomo della sella, appollaiato in precario equilibrio.
— Stiamo andando a prendere Rhodry, e poi imboccheremo ancora la lunga strada — spiego Jill. — Marclew e un porco.
Lo gnomo sogghigno e assenti vigorosamente.
— Spero proprio che lo stiano trattando bene. Per caso sei andato a dargli un’occhiata?
Lo gnomo annui vigorosamente in risposta ad entrambe le domande.
— Sai, piccolo fratello, c’e una cosa che non comprendo: nonostante il suo sangue elfico, Rhodry non riesce a vederti — osservo ancora Jill.
Lo gnomo si tormento pensosamente i lunghi denti azzurrini mentre rifletteva sulla domanda, poi scrollo le spalle e scomparve. A quanto pareva, neppure lui era in grado di capire la cosa.
La strada si snodava attraverso basse colline, allontanandosi a volte dal fiume quando esso s’incanalava in qualche gola profonda e ritrovandolo poi nelle vallate; ai due lati si allargavano chilometri e chilometri di pascoli che ricoprivano le colline sulle quali Jill scorse qua e la capi di bestiame dagli orecchi rossicci sorvegliati da un mandriano e da un paio di grossi cani grigi e bianchi. Sul finire della giornata, la ragazza aveva appena aggirato un’ampia curva della strada quando vide lontano sulla destra alcuni corvi che saltellavano nell’erba alta oppure si levavano in volo e tornavano a posarsi per nutrirsi dopo aver descritto qualche cerchio nel cielo.
Inizialmente Jill suppose che ad aver attirato gli uccelli fosse la carcassa di un vitello, nato troppo debole per sopravvivere, o di qualche vecchia giovenca che si era ammalata ed era morta prima di essere trovata dai mandriani, ma d’un tratto lo gnomo grigio torno ad apparire e afferro le redini con le dita ossute, scuotendole con forza e indicando in direzione dei corvi.
— Vuoi che vada a dare un’occhiata? — domando Jill.
Lo gnomo annui con espressione eccitata.
Legato Sunrise ad un cespuglio vicino alla strada, la ragazza si affretto a seguire lo gnomo; al loro avvicinarsi i corvi fuggirono con strida indignate, andando ad appollaiarsi su un albero vicino da dove potevano tenere d’occhio la loro preda, la carcassa di un cavallo che giaceva nell’erba con ancora indosso le briglie e la sella, le cui cinghie di cuoio affondavano in profondita nella carne gonfia.
Se si fosse trattato del cavallo di un membro di una banda di guerra che si era azzoppato, il suo padrone gli avrebbe pero tolto i finimenti prima di dargli il colpo di grazia.
Trattenendo il respiro, Jill si avvicino maggiormente, abbastanza da scorgere le gemme e l’argento che brillavano sulle briglie.
— Per ogni dio e sua moglie! Chi puo aver mai abbandonato finimenti del genere? — esclamo.
Lo gnomo pero non la stava ascoltando ed era invece intento a frugare nell’erba, separandola con le mani per sbirciare fra gli steli, il piccolo volto ossuto contratto in un’espressione concentrata. Mentre lo osservava, Jill si rese conto che gia qualcun altro aveva cercato in quella zona, perche l’erba circostante era calpestata e strappata per un ampio raggio tutt’intorno al cavallo; quando infine si avvio verso lo gnomo, un bagliore dorato attiro la sua attenzione e la indusse a raccogliere l’oggetto che lo aveva causato, un bracciale formato da un semicerchio di oro puro decorato con un elaborato disegno di rose e di spirali. Pur non avendo mai visto un gioiello del genere indosso a nessuno, Jill aveva sentito narrare storie in cui si diceva che essi erano appartenuti agli eroi dell’Alba dei Tempi. Quello doveva essere quindi un oggetto di famiglia trasmesso di generazione in generazione per secoli, e di certo doveva valere almeno venti volte il suo peso in oro.
— Ehi, era questo che stavi cercando? — chiamo.
Lo gnomo le si avvicino con espressione confusa, tocco il bracciale con un lungo dito, lo annuso e infine sorrise improvvisando una piccola danza di trionfo.
— Benissimo, allora lo porteremo con noi — decise Jill.
Lo gnomo annui e scomparve. Nell’avvolgere il bracciale nei suoi calzini di riserva per poi riporlo nelle sacche della sella, Jill si trovo a chiedersi chi avesse ucciso quel cavallo e che ne fosse stato del suo cavaliere, e all’improvviso le giunse l’avvertimento del dweomer, un brivido gelido che le corse lungo tutta la schiena come se qualcuno l’avesse accarezzata con una mano ghiacciata. In quel luogo stava succedendo qualcosa di pericoloso che esulava dalla sua comprensione ma che lei poteva fiutare nello stesso modo in cui sentiva il puzzo del cavallo morto. Quel pomeriggio percorse una notevole distanza prima di accamparsi e durante la notte quasi non chiuse occhio, sonnecchiando soltanto a tratti nel montare la guardia.
Quella stessa notte Nevyn si trovava in una piccola locanda a circa centocinquanta chilometri di distanza. Il vecchio aveva dedicato le ultime due settimane alle ricerche di Camdel, dopo che uno dei due spiriti annessi alla Grande Gemma dell’Ovest era venuto a informarlo del suo furto. Dal momento che di rado gli capitava di dormire piu di quattro ore per notte, Nevyn era ancora sveglio e intento a riflettere su quel furto sconvolgente quando lo gnomo grigio di Jill apparve davanti a lui.
— Buona sera, piccolo fratello. Jill e da queste parti?
Lo gnomo scosse il capo in segno di diniego, poi prese a saltellare in tondo con un sorriso che gli andava da un orecchio all’altro.
— Cosa significa? Ci sono buone notizie?
L’essere fatato annui e si lancio in un’elaborata pantomima, servendosi delle mani per descrivere un piccolo oggetto rotondo e fissando poi la forma da lui modellata come se stesse evocando un’immagine in essa.
