— Oh, dei! Ti riferisci alla Grande Gemma dell’Ovest?

Lo gnomo assenti e mimo l’atto di cercare qualcosa e di trovarla.

— L’hai trovata? Ah, ho capito, vuoi dire che ce l’ha Jill?

Quando lo gnomo assenti ancora, Nevyn si senti sopraffare da un intenso terrore.

— Ti rendi conto che questo significa che lei sta correndo un terribile pericolo? Gli uomini che l’hanno rubata vorranno riavere la gemma a tutti i costi e uccideranno per riprenderla.

Lo gnomo spalanco la bocca ed emise addirittura un flebile lamento, cosa che riusciva molto difficile ai membri del Popolo Fatato.

— Torna da lei, e al primo segno di pericolo vieni ad avvertirmi. Hai capito?

Annuendo, lo gnomo scomparve. In preda al panico nella misura in cui questo era possibile alla sua mente disciplinata, Nevyn si giro verso il braciere posto in un angolo della camera e ad un cenno della sua mano il Popolo Fatato del Fuoco arrovento i carboni contenuti in esso. Fissandoli, Nevyn evoco l’immagine di Jill.

Quasi subito la vide, accampata da sola vicino ad un fiume fra colline ondulate. Anche se stava dormendo, era seduta con la schiena addossata ad un albero e aveva la spada stretta in pugno. Se non altro, quindi, era consapevole di essere in pericolo, ma Nevyn sapeva che quella spada le sarebbe servita a ben poco contro il genere di nemici che era destinata ad incontrare… e poi, dov’era Rhodry, in nome di tutti gli dei? Con irritazione, il vecchio diresse a lui i propri pensieri e lo vide, disteso sulle sue coperte sul pavimento di una baracca sovraffollata, i cui occupanti erano tutti uomini cupi dall’aria vergognosa e infelice. Ampliando la focalizzazione, Nevyn fece passare la propria mente attraverso la porta della baracca e vide all’esterno alcuni uomini armati di guardia: quindi Rhodry era stato catturato mentre combatteva per qualche signore in questa o in quella guerra, e adesso Jill era sulla strada da sola.

Nevyn prese a imprecare con tale veemenza che per poco la visione non si dissolse, ma subito la rinforzo e mando di nuovo la sua mente verso Jill, perche adesso la cosa piu importante era stabilire dove si trovava. Usando il suo campo come punto di partenza, il vecchio allargo la visione in cerchi concentrici sempre piu ampi fino a vedere quanto bastava per stabilire che Jill era nell’area centrale dell’Yr Auddglyn. A quel punto dissolse la visione e prese a passeggiare con irrequietezza mentre elaborava i suoi piani: doveva viaggiare in fretta, quindi avrebbe comprato un secondo cavallo perche passando da una cavalcatura all’altra avrebbe potuto percorrere ogni giorno un maggior numero di chilometri.

— Devo raggiungerla in tempo — disse ad alta voce, — e in nome di tutti gli dei giuro che ci riusciro, a costo di sfiancare ogni cavallo su cui mettero le mani.

Nonostante quelle parole, la sua paura ando pero crescendo, perche i maestri oscuri che avevano organizzato il furto dovevano essere piu vicini di lui alla ragazza. Tornato accanto al braciere, passo il resto della notte a vegliare su Jill tramite il fuoco.

Lo specchio giaceva su un panno di velluto nero, ricamato con pentacoli rovesciati, il simbolo malvagio di coloro che erano disposti a lacerare l’ordine stesso della natura. Due candele ardevano su ciascun lato, e la loro luce si rifletteva sul centro della superficie concava. Inginocchiato davanti allo specchio, Alastyr si puntellava con le mani contro il pavimento, desiderando di avere a disposizione un tavolo; dal momento che non aveva mai visto la Grande Gemma dell’Ovest, non ne poteva evocare l’immagine nel modo consueto e piu facile, quindi trasse un profondo respiro ed invoco i malvagi nomi dei Signori dell’Esteriorita e dell’Apparenza. Allo scandire di ciascun nome senti gli spiriti che si raccoglievano dietro di lui, tenendosi pero appena fuori della portata della sua mente.

— Mostratemi la pietra — ingiunse.

Sagome incerte presero ad avvicendarsi nel centro dello specchio, ma nessuna di esse si trasformo in un’immagine nitida: per quanto Alastyr imprecasse contro di loro, gli spiriti continuavano a sfuggirgli come avevano fatto per tutta la giornata.

— Abbiamo bisogno di sangue — decreto infine, sollevando lo sguardo.

Sarcyn sorrise e si diresse verso l’angolo della cucina in cui Camdel era raggomitolato in preda al terrore; quando Sarcyn lo isso in piedi il nobile prese a piagnucolare, ma l’apprendista lo ridusse al silenzio con uno schiaffo.

— Non morirai — gli disse, — e la cosa potrebbe perfino piacerti. Stai cominciando a vedere come dolore e piacere si possono fondere, vero, piccolo uomo?

Passivo, con la bocca semiaperta, il giovane nobile si appoggio parzialmente contro Sarcyn mentre questi lo trascinava verso lo specchio posato sul panno; allorche Evy si avvicino con il coltello rituale dalla lama sottile, Sarcyn si porto alle spalle di Camdel e prese ad accarezzarlo intimamente mentre Alastyr iniziava il canto destinato ad evocare gli spiriti che lui aveva addestrato perche gli obbedissero. Tre gnomi neri e distorti e uno spiritello dalla bocca immensa orlata di denti rossi come il sangue si materializzarono davanti a lui.

Sollevando il coltello, Evy pratico un taglio sul dorso della mano di Camdel, che gemette ma si rilasso al tempo stesso all’indietro nell’abbraccio di Sarcyn, mentre il suo sangue prendeva a gocciolare. Subito gli spiriti deformi del Popolo Fatato si raccolsero intorno a lui, intercettando le gocce con la lingua: anche se il sangue in se stesso non avrebbe dato loro un vero nutrimento, essi stavano attingendo il magnetismo grezzo che trasudava dal sangue e dalla condizione di eccitazione sessuale di Camdel. A poco a poco, la ferita poco profonda smise di sanguinare e gli gnomi protesero verso Alastyr le mani munite di artigli.

— Non ne avrete piu finche non mi avrete mostrato la pietra. Soltanto allora ve ne daro ancora.

Gli spiriti si smaterializzarono e Sarcyn ritrasse la mano sebbene Camdel stesse ormai tremando, prossimo all’orgasmo.

— Piu tardi — gli sussurro l’apprendista nell’orecchio, — ripeteremo il rituale. Finira per piacerti… nonostante cio che puoi pensare di te stesso. La scorsa notte ti ho ampiamente soddisfatto.

Camdel lo guardo con un’espressione in cui il disgusto lottava con il desiderio. Ignorandoli entrambi, Alastyr torno ad inginocchiarsi davanti allo specchio.

— Mostratemi la gemma! — ordino.

Nello specchio rischiarato dalle candele si formarono nubi vorticanti che lentamente si trasformarono in oscurita. Sorridendo, Alastyr si protese in avanti mentre l’oscurita cedeva il posto ad immagini concrete: colline che si stendevano sotto un cielo stellato, un cavallo impastoiato vicino ad un albero sotto il quale un ragazzo armato di spada camminava avanti e indietro. No, non era un ragazzo… quella era Jill, la giovane guerriera che l’anno prima aveva gia interferito nei suoi piani.

— La pietra — sussurro. — Dov’e la pietra?

La visione scese velocemente verso il basso e si concentro sulle sacche della sella.

— Adesso mostratemi con esattezza dove si trova la ragazza.

La visione tremolo, poi prese ad espandersi… e all’improvviso svani in un bagliore di luce bianca. Semiaccecato, Alastyr cadde quasi in avanti sullo specchio mentre gli esseri del Popolo Fatato tornavano ad apparire… e dalla loro espressione terrorizzata il maestro oscuro comprese che qualcuno li aveva banditi. Una persona dotata di un grande potere nel dweomer stava quindi proteggendo quella ragazza, ed Alastyr non aveva dubbi su chi potesse essere.

— Il Maestro dell’Aethyr — sussurro.

Annuendo, gli gnomi confermarono la sua supposizione e svanirono mentre Alastyr si sedeva all’indietro sui talloni e prendeva in considerazione l’idea di rinunciare ad impossessarsi della pietra. Aveva pero impiegato anni a trovare gli informatori e a tendere le sue trappole, e aveva poi consumato una grande quantita di potere per incantare Camdel e tenerlo sottoposto a incantesimo per settimane, per cui adesso si rifiutava di fuggire ancora, se non dopo aver avuto in mano la pietra. Inoltre, l’estate precedente aveva avuto modo di vedere Jill in carne ed ossa, quando lei e il suo famoso padre si trovavano in una taverna di Eldidd; a quell’epoca aveva pensato che essere riuscito a vederla fosse stata soltanto una fortuna momentanea, ma adesso era certo che i Signori dell’Esteriorita e dell’Apparenza lo avessero guidato fino a lei. Avendola incontrata di persona, infatti, avrebbe ora potuto evocare normalmente la sua immagine e Nevyn non avrebbe cosi avuto modo di individuarlo. Sollevando lo sguardo scopri che Sarcyn lo stava osservando.

— Ho visto chi ha la gemma — gli disse, — e dovremmo riuscire con facilita ad ucciderla.

Il mattino successivo Jill si sveglio dopo poche ore di sonno sentendosi rigida e indolenzita. Il sole era gia alto sull’orizzonte, e nell’accorgersene lei avverti un irrazionale timore per aver indugiato tanto. Se non altro,

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