Sunrise aveva gia finito di pascolare e lei pote legargli intorno al muso la sacca piena di granaglie, provvedendo poi a mangiare a sua volta un po’ di pane e formaggio senza neppure sedersi. Il giorno era sorto soleggiato e caldo, ma Jill si sentiva intrisa di freddo, come se avesse avuto la febbre, e quella sensazione la spinse a raccogliere in fretta le sue poche cose, lasciando a Sunrise appena il tempo di finire l’avena prima di rimettersi in marcia.
Quel mattino la strada la condusse lontano dal fiume e a mano a mano che prosegui la scura linea di montagne che separava l’Yr Auddglyn dalla provincia di Cwm Pecl incombette sempre piu vicina, come una schiera di nubi basse sull’orizzonte. Verso mezzogiorno, nell’attraversare al trotto una valletta Jill vide sulla strada una nuvola di polvere che avanzava verso di lei; di li a poco la nube rivelo sei uomini armati e Jill si affretto ad allentare la spada nel fodero, ma quando la incrociarono i cavalieri la salutarono con un cenno amichevole.
— Aspetta un momento, ragazzo — disse il loro capo. — Per caso sei latore di un messaggio da parte di Lord Marclew?
— No, ma sono diretta alla fortezza di Lord Ynryc, perche la daga d’argento che tiene prigioniera in attesa di riscatto e il mio uomo.
I cavalieri si protesero in avanti sulla sella per scrutarla meglio in viso.
— Non e un Wyrd malvagio che una cosi graziosa ragazza abbia per marito una daga d’argento? — commento poi il loro capo, ma un sorriso cortese attenuo l’asprezza del commento. — Il vecchio Marclew non intende riscattarlo lui stesso?
— Forse che il gelido Inferno puo diventare caldo e coprirsi di fiori? Sono venuta a trattare di persona con il vostro signore. Siete disposti a lasciarmi passare?
— Ah, ti scorteremo noi stessi alla fortezza, dove scoprirai che il nostro signore e dannatamente piu generoso di Marclew. Ti avverto pero che al momento e a corto di fondi.
Anche se inizialmente Jill rimase sul chi vive, i sei uomini la trattarono con cortesia, mostrandosi comprensivi per la difficolta della sua situazione, perche la guerra non era ancora arrivata a quello stadio di ferocia che portava gli uomini a violentare con la stessa noncuranza con cui uccidevano. Inoltre, Jill fu costretta ad ammettere dentro di se di essere lieta di avere una scorta armata, anche se non avrebbe saputo dire perche fosse tanto certa di averne bisogno.
La fortezza di Ynryc distava altri sei chilometri e sorgeva appollaiata sulla cresta di una collina, cinta da un terrapieno e da una cerchia di mura all’interno della quale si levava una massiccia rocca di pietra, larga quasi quanto era alta… cosa che Jill non aveva mai visto prima… e circondata dal consueto assortimento di capanne e di baracche. Il cortile era pieno di cavalli legati all’esterno per mancanza di un numero sufficiente di stallaggi, e al limitare di quella mandria Jill scorse il cavallo da guerra baio di Rhodry, lasciato in disparte come se la cavalcatura di una daga d’argento condividesse la vergogna del suo padrone.
Uno dei membri della scorta improvvisata di Jill, un uomo biondo e robusto chiamato Arddyr, l’accompagno nella grande sala, che era affollata come una citta in giorno di mercato: fra i tavoli aggiuntivi e i mucchi di coperte quasi duecento uomini sedevano o gironzolavano, bevendo birra e parlando degli imminenti combattimenti, mentre al tavolo d’onore quattro nobili che sfoggiavano il loro plaid sopra i calzoni erano intenti a studiare una mappa di pergamena. Quando Jill segui Arddyr verso di loro, uno di quei nobili, un individuo grasso e brizzolato, si giro a guardarli.
— Lord Ynryc? — lo interpello Arddyr. — Questa dama ti puo disturbare per un momento? Ti ricordi di Rhodry, la daga d’argento? Questa e sua moglie, e Marclew le ha rifiutato il denaro del riscatto del suo uomo.
— Quel vecchio mucchio di sterco di porco! — commento Ynryc, poi si giro verso uno degli uomini che gli sedevano accanto. — Bene, Maryl, ho vinto la scommessa e mi devi una moneta d’argento.
— Infatti. La mia fiducia che a Marclew restasse ancora qualche brandello di onore mi e costata cara. Tuttavia… ragazza, prima d’ora non avevo mai sentito parlare di una daga d’argento che avesse moglie.
— Senza dubbio io sono la sola ragazza del regno tanto stupida da averne scelta una come suo uomo, mio signore, ma Rhodry significa tutto per me. Non dispongo di un regale di Deverry, ma sono pronta a pagare tutte le monete che posseggo pur di riaverlo.
Ynryc esito, mordicchiandosi le estremita del baffi, poi scrollo le spalle.
— Voglio una moneta d’argento come pagamento simbolico — disse, — e niente di piu.
— Se fossi un bardo, mio signore, canterei il tuo nome per questo.
Cinque minuti piu tardi Arddyr rientro nella sala insieme a Rhodry, che portava su una spalla le sacche della sella e teneva il rotolo delle coperte sotto l’altro braccio; lasciato cadere a terra il suo equipaggiamento, il giovane s’inginocchio davanti a Lord Ynryc. Dopo che Jill gli ebbe consegnato la simbolica moneta d’argento il lord restitui la spada al giovane e lo invito a rialzarsi.
— Sei un uomo fortunato ad avere una donna coraggiosa come questa — gli disse. — Promettimi che non combatterai piu contro di me in questa guerra.
— Lo giuro dal profondo del cuore — replico Rhodry. — Mi credi tanto stupido da cavalcare ancora per Marclew?
I nobili seduti al tavolo d’onore scoppiarono in una sonora risata.
Dal momento che era generoso come si conveniva ad un lord, Ynryc permise a Rhodry e a Jill di cenare con la servitu e diede loro rifugio per la notte nella fortezza. Dopo molte ricerche nella rocca affollata un servo trovo loro dove dormire in un magazzino, dove Jill stese a terra le loro coperte fra file di cipolle e botti di birra, mentre Rhodry sollevava la spada e la esaminava centimetro per centimetro alla luce della lanterna.
— Non e intaccata, vero? — domando Jill.
— Per fortuna no, siano ringraziati gli dei della guerra — rispose lui, riponendo l’arma nel fodero e posandola a terra accanto a se. — Amor mio, tu sei troppo buona con un uomo disonorato come me.
— Idiozie.
Sorridendo, Rhodry le poso le mani sulle spalle, accarezzandola e traendola a se.
— Non ti ho ancora ringraziata adeguatamente per avermi riscattato — sussurro. — Vieni qui a sdraiarti vicino a me.
Non appena le loro labbra si toccarono Jill non riusci a pensare ad altro che a lui ma piu tardi, quando erano ormai entrambi semiaddormentati uno nelle braccia dell’altra, avverti di nuovo la sensazione di allarme tremolarle nella mente e fu lieta che si trovassero all’interno di una fortezza, circondati da un piccolo esercito.
— Per quel che mi riesce di vedere — affermo pensosamente Alastyr, — ci precedono di circa un giorno e mezzo. Adesso che abbiamo un cavallo per il tuo protetto dovremmo pero riuscire a viaggiare piu veloci.
— Infatti, maestro — convenne Sarcyn. — Non potresti raggiungerla con la mente e usare un incantesimo per confonderle i pensieri?
— Potrei arrivare a farlo, ma per ora preferisco evitarlo… vedi, e una cosa di cui Nevyn si potrebbe accorgere.
Sarcyn non aveva difficolta a vederlo. Sebbene l’estate precedente fosse stato lasciato nel Bardek per curare gli affari che il suo maestro aveva laggiu, aveva sentito raccontare molte cose sul Maestro dell’Aethyr e sui suoi enormi poteri.
— E poi c’e da considerare anche Rhodry — prosegui Alastyr, sempre piu pensoso. — Quando lo vedremo avremo molte cose interessanti da riferire al Vecchio.
— Dimmi una cosa, Sarcco — osservo. — Hai mai avuto la sensazione che qualcuno ci stesse osservando con il dweomer?
— Ci ho pensato, un paio di volte. Credi che sia il Maestro dell’Aethyr?
— No, perche se sapesse che siamo qui ci piomberebbe addosso con la rapidita di un serpente. Se non e lui, allora…
