Demetrios si avvio lentamente; usci dal parco e si diresse verso il settore della periferia della Citta Esterna dove Redcurtain Street occupa un tratto dell’arco; e la perplessita lo accompagnava come un nugolo di moscerini. Non era piu cio che era stato prima di incontrare Angus. Nella loro conversazione non avevano mai parlato di quel poliziotto, ma nella solitudine di Demetrios quell’immagine incombeva anche troppo grande. Angus, che fin dall’infanzia era abituato a considerare un poliziotto della Citta Esterna come un subordinato, probabilmente non dava importanza all’episodio. E Demetrios aveva dimenticato Joe Park, affascinato com’era dalla presenza di Angus. Il passato era stato nitido, prima dell’ora appena trascorsa; adesso era il presente a riempire l’orizzonte; eppure Demetrios non era neppure certo di amare quel ragazzo.

Angus apparteneva alla societa moderna, come non poteva appartenervi il vecchio Demetrios del ventesimo secolo. Tre ore fa non lo conoscevo neppure. La fede non muove le montagne se non nella mente del pio sognatore; l’amore e piu forte, non e costretto, come la fede, a nutrirsi d’illusioni… puo farlo, certo, e cosi facendo si avvelena, ma non e costretto a farlo.

Svolto in un vicoletto squallido, una scorciatoia che portava a Redcurtain Street. Li le case erano state raffazzonate con legname di scarto negli anni precedenti all’assassinio di Simon Bridgeman, quando i profughi avevano incominciato a non essere piu tanto i benvenuti nella citta-stato di Nuber; e si piegavano assurdamente l’una verso l’altra, come vecchie megere pettegole. Simon Bridgeman, figlio dell’era della plastica, non era mai riuscito a realizzare una segheria efficiente. Questo era spettato a Brian I, il quale capiva anche l’arco e le frecce, le picche e il tomahawk. Oggi imbrigliano i corsi d’acqua che si gettano nel mare di Hudson e nell’enorme Delaware, e c’e una cava, dietro Mount Orlook, dove si ricavano buone mole. Nel vicolo, Demetrios si guardo intorno, per vedere se c’erano maiali in cerca di cibo, sudiciume sparso, cani randagi feroci come donnole, e ubriachi. Nell’anno 47 Nuber non era afflitta da molte attivita criminose violente; e quel po’ di malavita che c’era si annidava, come un ragno, in budelli come quello.

Demetrios avanzo a passo vivace, agitando il bastone di noce, e tenendolo bene in vista nell’ultima luce del giorno. Qualche volta, il vecchio entrava in vicoli come quello senza alcuna necessita, e riconosceva la stoltezza di quel comportamento. Sfidava il ragno nero ad assalirlo, e dopo si sentiva… no, non piu giovane, ma forse piu vivo.

(C’e gente che abita ancora nelle regioni desolate oltre Katskil e altri centri, gente selvaggia ma non demoniaca come molti immaginano. Costoro vivono la per libera scelta. Potrebbero abbandonare i loro costumi ferini e accettare il riparo offerto dalle citta-stato… Katskil, Moha, Penn. Ma non lo fanno. Ecco, adesso smetto di nuovo.)

Demetrios usci sano e salvo dal vicolo in Redcurtain Street, dove la polizia non permette che succeda mai niente di spiacevole. I potenti della Citta Interna l’hanno sempre favorita, anche per amore delle percentuali, naturalmente; quelli dalle tuniche bianche amano i marciapiedi puliti, alle ore piu adatte. L’usanza locale impone di seppellire i rifiuti nei giardini dietro le case, in modo che i maiali e i cani non vadano a rovistare. Demetrios era fiero dei fiori e delle verdure che coltivava per l’istituzione di Madam Estelle, sebbene questo non rientrasse, a stretto rigore, nei suoi compiti di Portinaio. Molte case di Redcurtain Street hanno grandi vetrate e balconi dove le ragazze si mettono in mostra, spartendo quei comodi promontori con gatti addormentati. Una strada incantevole, almeno nell’Anno 47.

Sui gradini della Casa di Madam Estelle, il Professore stava meditando, solo con il suo liuto, quando Demetrios sopraggiunse. Alzo un dito bruno in atto di saluto, senza dimenticare una sola nota della scala che svolazzava su e giu come un uccellino. — E stata una bella giornata, — disse Demetrios.

Il Professore annui, spandendo dal liuto altra polvere diamantina di suoni. Normalmente, gli si facevano solo domande cui potesse rispondere con un si o un no, perche era muto. — Una bella giornata calda. Mi sono fatto un nuovo amico, e forse sono felice. — Un arpeggio splendente riconobbe la possibilita della felicita. Gli occhi del Professore erano insondabilmente dolci, pieni di luci d’oro. Aveva la pelle abbronzata, i capelli corti e ricciuti. Demetrios pensava che avesse anche del sangue negro nelle vene, ma, come molti di coloro che vivevano nella citta-stato di Nuber, non ammetteva di avere un passato. Erano amici da anni. Spesso il Professore, quando Madam non aveva bisogno di lui nel Salotto, se ne andava in giro per la citta insieme a Demetrios; la sua presenza e il suo liuto potevano condurre a dimensioni nuove le storie raccontate agli angoli delle strade. Questo, e il fatto che dividevano il letto di Solitaire, creavano legami d’affetto.

— Ormai le ragazze si staranno alzando. — Il Professore annui, mentre guardava volar via la musica. Sorrideva di rado, se non spirava il vento del sud; e quel giorno, il vento veniva dall’est. Per un attimo, Demetrios scopri qualcosa di Garth nella bocca lussureggiante del Professore, e nell’inclinazione del capo, qualcosa di Solitaire nella grazia delle mani lunghe e sottili… non e strano che coloro che amiamo abbiano in comune qualche tratto del loro aspetto. — Non so mai in quale momento del giorno mi faccio un amico. — Il Professore giudico il Tempo meritevole d’una rispettosa scrollata di spalle. — Fra poco torno da te, paisa. — Nel 47 quella parola d’origine italiana si era aggiunta ad altre espressioni affettuose dell’inglese, questo Mississippi delle lingue. Demetrios strinse la spalla del Professore ed entro nella Casa del Sesso di Madam Estelle.

La Madam si stava godendo il te in compagnia della graziosa Glorie e dell’olivastra Fran, servendosi distrattamente di una tozza teiera rosa che era Woolworth autentica, e condendo, il suo te, distrattamente, con il fuoco di una bottiglia di whiskey di granturco. Come usava dirle stizzita Babette (gliel’aveva detto almeno trenta volte) doveva aver bevuto abbastanza te di Penn da farci galleggiare l’intera flotta di Katskil… quattro battellini a una sola vela e un ketch. Era quel momento del pomeriggio in cui una foschia protettiva avvolgeva Madam Estelle, che abbandonava la casa a se stessa: il che voleva dire che era Babette a mandarla avanti. — Madam, ti dichiaro, si, proprio a te, che questi bicipiti mi sono venuti a forza di sollevare quel maledetto bricco per farti il te e il te e poi ancora il te. — Ma non era il te che preoccupava il buon cuore di Babette.

— Prova a perdere trenta libbre, — disse dolcemente Madam Estelle, — e forse il tuo braccio sara abbastanza magro perche io possa vedere il bicipite. — La bionda Glorie ridacchio; le labbra di Fran si mossero, come se provassero qualche passaggio del Libro delle Posizioni. Fran era una ragazza dolce e seria; andare a letto con lei era come acquisire titoli accademici.

La robusta Babette, che era la tuttofare da dieci anni, di solito aveva la peggio in tutte le discussioni. Saluto Demetrios con affetto disinvolto (qualche volta andavano a letto assieme) e disse: — La ragazza ha finito di lavorare, uomo Demetrios. E di sopra. — Estelle sospiro, forse impegnata, nella foschia dello spirito di granturco, con gli orari di lavoro e con la fatica rugginosa e cigolante di vivere.

Un anno prima Demetrios aveva trovato Solitaire che vagava nei boschi intorno alla citta. Era stata violentata da una banda di teppisti, aveva detto, e poi si era nascosta e aveva sofferto la fame per qualche giorno. Non ricordava chi fosse. Egli l’aveva portata al rifugio di Madam Estelle, come caso speciale. Poteva aiutare a tener pulita la casa, dividendo il letto soltanto con lui e con il Professore. Non doveva venire toccata dai clienti, altrimenti tutti e tre se ne sarebbero andati. — Un vecchio amico non ha bisogno di ricattarmi, — aveva detto la Madam. — Anch’io le voglio bene.

Estelle faceva conto su di lui. Chi altri avrebbe badato ai fuochi e avrebbe coltivato l’orto per un salario cosi modesto, e avrebbe intrattenuto gli ospiti nel Salotto con le sue storie solo per il gusto di farlo? E dove poteva trovare uno come il Professore, il cui liuto ti dava il suono delle risate infantili e dei cuori che si spezzano? Madam Estelle non era mai stata troppo avida di danaro, ne malvagia. Presto aveva cominciato a provare e a dimostrare una speciale tenerezza per Solitaire… che ancora adesso non ricordava la propria identita. Probabilmente la grazia eccentrica della ragazza era ricordata nel grosso librone chiuso a chiave, il Diario, che Demetrios riconosceva come il cuore, lento ma vitale, dell’esistenza di Madam Estelle. Madam Estelle era timidamente fiera della sua capacita di leggere e di scrivere, una dote del Tempo Antico. Nessun altro vedeva mai il Diario: ella era meno vanitosa di molti autori, e aveva un sistema migliore per guadagnarsi da vivere.

Solitaire era sottile e dolce e minuta, e in un suo modo sottile, dolce e minuto, era completamente pazza.

Demetrios sali le scale e percorse il lungo corridoio, ricambiando i pigri saluti delle ragazze che si preparavano per la cena e per la nottata di lavoro, e raggiunse la grande, bella stanza in fondo alla casa, che divideva con il Professore e Solitaire. Da quella stanza poteva affacciarsi sull’orto e compiacersi della superiorita di questo nei confronti degli orti dei vicini; e poteva anche seguire quello che i vicini facevano, se ne aveva voglia… talvolta raccontava a Solitaire storie scatenate sul loro conto, completamente inventate da lui. Ella era seduta sul grande letto, e come Demetrios aveva previsto portava addosso gli stracci sporchi della giornata di lavoro; aveva i capelli raccolti in una stretta crocchia sotto un fazzolettone, e le guance macchiate. L’abbandono dell’avvilimento e

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