Anya era morto di morbillo, il secondo era diventato prete e aveva rinunciato al trono in tre lingue; e cosa fece il fratello maggiore, il buon Principe Cuthbert? Si mise l’armatura e ando a combattere contro i visigoti, il che non solo non era conveniente, ma era anche piu pericoloso che sciare; e questo mise delle idee in testa al ragazzo del ciabattino.

«Era un ragazzo simpatico che si chiamava Hans. La Principessa Anya l’aveva visto una, volta sola, quando aveva portato a far risuolare le sue pianelle di vetro, e si erano giurati eterna fedelta in fretta e furia perche lei doveva correre via per inaugurare una fondazione. Egli stava per riportarle le pianelle… e aveva fatto un buon lavoro, anche… il giorno in cui lei era sparita. Giuro vendetta contro Mennoc Moses e poi cerco qualcosa di piu pratico, ma passarono alcuni anni prima che il Principe Cuthbert partisse per la guerra e gli facesse venire una parvenza di idea. Per via gerarchica, inoltro al Re Dagobert l’offerta di andare a cercare la Principessa Anya e di assicurare la successione, in cambio del solito premio: meta del regno e la principessa. Dagobert rifiuto.

«Presto pero giunse la notizia che i visigoti, com’era prevedibile, avevano fatto fuori l’eroe nazionale, il Principe Cuthbert, ed erano anzi arrivati a poche miglia dalle porte di Peranelios. Dagobert cambio idea. Poiche Mennoc Moses era occupato, fece chiamare Hans, il ragazzo del ciabattino, si scuso magnanimamente per la sua decisione affrettata, e chiese se l’offerta era ancora valida. “Si, ineffabile Maesta,” disse Hans. “Pero adesso devo chiedere che il regno venga diviso sessanta-quaranta, per via dell’inflazione.”

«“Cinquantacinque-quarantacinque?”

«“Sessanta-quaranta.”

«“E va bene. Vuoi anche un po’ del mio sangue? Un esercito di picchieri e di elefanti? Travelers’ checks?”

«“No, no, superba Maesta,” disse Hans, che vedeva se stesso come una specie di Sir Galahad, solo un po’ piu pratico. “No, andro solo e in tutta semplicita. Attirero meno l’attenzione. E…” Qui veramente rischio molto, “e se fallisco nella mia missione, fai pure di me quello che vuoi.” — «Dagobert penso che, dopotutto, nessuno di quelli che Mennoc Moses aveva fatto sparire era mai ricomparso. Non c’era altro da fare che prepararsi a un accordo con i visigoti: succede sempre cosi. Ma lui preferiva cercare di coprirsi le spalle, se poteva. “D’accordo,” disse, e sogghigno.

“Hans usci a ritroso dalla sala del trono e, per compiere la sua vendetta, corse da Mennoc Moses per fargli una proposta: il dieci per cento del suo sessanta per cento se Mennoc avesse fatto cortesemente ricomparire su due piedi la principessa. Era un ragazzo furbo e sapeva che le principesse scomparse nelle favole ricompaiono sempre. Ma Mennoc Moses gli urlo: “Potrei fare svanire l’intero regno, se volessi: perche dovrei accontentarmi del dieci per cento del sessanta per cento? Non ci pensare neanche. E poi, non faccio mai ricomparire nessuno… questione di principio.” (la verita e che non sapeva come fare.) “Pero ti diro come potrai trovarla, e te lo diro per niente, tanto e un’informazione che non vale niente.”

«“E come, o fonte di saggezza ultraterrena, se cosi puo esprimersi il ragazzo del ciabattino?”

«“Oh, grazie, figliolo. Dunque, vai a est, ovest, nord e sud, piu o meno nello stesso tempo; poi vai a sinistra, poi a destra, e continua diritto per Peraselene… non puoi sbagliare, Adesso devo tornare al mio lavoro. Lieto di averti conosciuto.”

«Hans, il ragazzo del ciabattino, ando a est, ovest, nord e sud piu o meno nello stesso tempo, poi ando a sinistra e poi a destra, e non vide niente che somigliasse a Peraselene, percio chiese a un uccellino rosso “E questa la strada per Peraselene, Eminenza?” “Mio marito e occupato,” disse l’uccellino rosso. “Io sono la signora dell’Eminenza. Beh, dovevi svoltare a destra laggiu, pero se svolti a sinistra dopo la scuola non puoi sbagliare.” E il povero Hans ebbe molte altre avventure del genere, fino a quando incontro un Alieno il quale non gli disse che non poteva sbagliare: gli disse dov’era. Ma tutto questo richiese molto tempo.

«A Peranelios, intanto, il Re Dagobert aveva avuto la prima idea intelligente del suo regno lungo e glorioso. Chiese a Mennoc Moses, educatamente, quando non era troppo occupato, di far sparire i visigoti. E il vecchio lo accontento, brontolando appena un po’: lo avrebbe fatto prima se avesse saputo che era quello che voleva Dag, e il re aveva in mente qualcosa d’altro?

«“Oh, Dio, no!” disse il Re Dagobert, andandosene finche tutto andava per il meglio. “No, e tutto favoloso. Buona giornata.”

«E Hans, seguendo le istruzioni dell’Alieno, arrivo finalmente alla graziosa casetta di Anya, la Guardiana d’Oche, che riconobbe subito sebbene fosse cresciuta parecchio. La moglie del fattore era morta per il suo caratteraccio, ma il fattore sperava ancora di finire Gibbon, e Anya, la Guardiana d’Oche, gli stava leggendo Proust a pagina 2004 proprio nel momento in cui Hans busso alla porta. Adesso lei aveva meno tempo libero per leggere, per via delle faccende di casa e tutto il resto, ma il fattore era paziente, e voleva ancora studiare la struttura di ogni frase. Se la cara Anya tardo un po’ a riconoscere il ragazzo del ciabattino, questo avvenne perche doveva pensare a tante cose; ma poi comincio a ricordare tutto, e gli chiese: “Mi hai portato le pianelle?”

«“No, scusami, me ne sono dimenticato. Ma, o mia diletta, meta dell’anima mia, sono venuto per riportarti a Peranelios, e per questo il tuo nobile padre mi dara meta del suo regno, o meglio il sessanta per cento.”

«“Ma non e possibile… tesoro, ridallo a Joe, sai bene che e suo… Scusami, stavo parlando con il mio piu piccolo, passa una di quelle fasi…”

«“Tutto sistemato,” disse il figlio del fattore. “Ho separato quelle due carognette.” Gli era andata bene, tra l’altro (voglio dire al figlio del fattore) e cercava di essere un buon marito.

«“Certo,” disse Anya, la Guardiana delle Oche, “sei stato molto gentile a pensarci, ma vedi come sono combinata.”

«“Saro felice se resterai a pranzo,” disse il figlio del fattore. “Magari vacci un po’ piano con quegli “o mia diletta”, perche qui siamo un po’ suscettibili, senza offesa.”

«“E la felicita occasionata dalla sua presenza al nostro desco,” disse il fattore, “presenterebbe un esempio di letizia reciprocamente desiderata non meno di un tranquillo apprezzamento del riassunto che egli potrebbe decidere di narrarci delle sue peregrinazioni…”

«“Fa sempre cosi,” disse Anya. “Resta a pranzo, naturalmente… Hans.” Si era ricordata il suo nome.

«Cosi Hans resto a pranzo, e gioco con i bambini che gli si arrampicavano sulle ginocchia, ammiro i melopoponi e le petunie, e venne presentato all’Oco Maschio, che lo becco; e poi riparti per Peranelios al piu presto possibile… Dormi?»

— Solitaire non dorme, — sbadiglio Solitaire. — Perche sa che c’e dell’altro.

— Arrivato a Peranelios Hans disse al Re Dagobert, onestamente, come stavano le cose e concluse: «Percio, o suprema Maesta, fai di me cio che vuoi.» Re Dagobert lo nomino Cancelliere dello Scacchiere.

«Mennoc Moses… beh, egli annego i suoi guai sposando un’incantatrice, e vissero felici e contenti, ma gli altri personaggi della storia erano un po’ troppo giovani per fare altrettanto. Dormi?…

«Dormi?… Uhm, bene.»

Poi ella si sarebbe svegliata per cenare, quando Demetrios o il Professore avrebbe portato su la cena per tutti e tre. Poi, se gli occhi del Professore la avessero supplicata, ella gli avrebbe dato quel tocco scherzoso di frusta che era una delle sue necessita, perche faceva parte della pazzia di Solitaire l’avere imparato ad essere buona verso quella che e considerata pazzia negli altri. E poi sarebbe piombata nel vero sonno della notte, dal quale si sarebbe destata a mezzanotte per mettere via le forbici. A Demetrios faceva piacere badare a lei. Era una bella vita, sotto molti aspetti. Peccato (accidenti a quel poliziotto!) che qualcosa la turbasse.

L’immagine di Angus Bridgeman gli passo per la mente, bellissima e orgogliosa, intenta a guardare dalla vetta della gioventu, con curiosita e forse con tenerezza. Sul tetto, la pioggia era sferzata dal ritorno del vento di tempesta che ormai stava per spegnersi.

CAPITOLO 6

FRAMMENTI D’UNO SPECCHIO INFRANTO

…. e io ricordo quel che non c’e mai stato, l’Eta dell’Oro.

MADAM ESTELLE, DIARIO.
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