bassa e lunga che, si diceva, risaliva ai Tempi Antichi, e sulla faccia da ranocchio di Paddy, mentre li serviva, c’era un’espressione di stupore cortese ma evidente, cosa stava complottando il vecchio Demetrios con un Bridgeman biancovestito? Ma Paddy era un buon pirata, la cui unica battuta di spirito era che evitava il raffreddore tenendo il naso fuori dagli affari altrui. Non c’era ressa, sul prato di Paddy. Angus e Demetrios poterono mangiucchiare il formaggio e bere il vino di Katskil, vecchio di due anni, in santa pace, guardando le nubi temporalesche che si allargavano sopra le colline. I Giardini erano abbastanza in alto per permettere di scorgere, attraverso un varco tra le montagne, le acque del Mare di Hudson.

— Riesci a vedere il punto in cui s’incontrano il mare e il cielo?

— Senza troppa certezza, Demetrios. E la luce che mi parla.

Non molto lontano, in una parte piu erbosa e frequentata dei Giardini, c’era il Tempio, che avrebbe potuto avere un nome, se un dio vi avesse dimorato… l’invito malinconico d’un nome non bastava piu, da solo, ad attirare la gente. Era un tetto di legno di quindici metri per sei, montato su colonne di pietra (gli abitanti di Katskil avevano sentito dire che il grande terremoto a nord di Albany non c’era mai stato) e la sua costruzione era stata finanziata circa dieci anni prima da un filantropo della Citta Interna. Costui riteneva che il Popolo dovesse avere un piacevole luogo di ritrovo, per svaghi come le danze popolari; voleva chiamarlo «il Mall», e doveva essere come il Partenone ma piu grande; poi, quando il danaro aveva cominciato a scarseggiare, aveva permesso che fosse piu piccolo, purche fosse rettangolare. E lo era: ma sulla trabeazione non c’erano fregi di splendore e di guerra… soltanto le tegole, che sembravano piu linde e che avrebbero richiesto una manutenzione minore. Nel ventesimo secolo, il filantropo avrebbe spedito ad Atene gli esperti per avere una copia autentica, in cemento armato e con l’impianto stereo: ogni secolo ha il suo linguaggio.

Due gruppi s’erano radunati alle estremita opposte della tettoia. Uno era un branco di giovani con tuniche e gonne e perizomi colorati: petali di fiori animati, raccolti intorno a un centro, un gur barbuto vestito di rosso. L’altro gruppo era formato da persone di eta diverse, irrequiete, che gridavano «amen», e ascoltavano la predica di un uomo dalla voce aspra e dal perizoma grigio. L’uomo aveva gettato via la tunica. Continuava a posarsi la mano sinistra sulle costole sporgenti, nei pressi del cuore, con il pollice e l’indice a formare un cerchio, le altre tre dita sollevate, e la mano destra aperta piu o meno sul fegato, per indicare l’Io carnale… il segno della Ruota e della Carne. Era uno spettacolo che si vedeva sempre piu spesso a Nuber, con il diffondersi del culto di Abraham. Alcuni abramiti schizzinosi sostenevano che la mano destra doveva stare incurvata sopra i genitali, anziche sul fegato: un possibile movente per una futura guerra di religione. I rumori confusi dei due gruppi lontani, che si ignoravano rabbiosamente in nome dell’amore e della tolleranza, giungevano a Demetrios come borbottii e squittii. Nessuno dei due oratori era molto abile; l’abramita era troppo aspro, il gur troppo mielato. — L’Agora locale, — disse Angus.

— Si, ma credo che Socrate non abbia potuto venire.

— Ho quasi riconosciuto quel gur dalla tonaca rossa; comunque credo che sia Gur Johnson. Non riesco a scorgere la sua faccia, ma non credo che possano essercene due di cosi grassi, con lo stesso abito rosso da monaco. Il senatore Smith lo ha invitato nella Citta Interna poco tempo fa, a una festa nel suo giardino, anche se non credo che il senatore si sia convertito. Il Gur Johnson afferma che lo spirito umano non puo liberarsi dai ceppi della carne e diventare una cosa sola con l’Unico Infinito se prima non rinnega la dottrina pervertita della sfericita del pianeta.

— Esiste un Infinito non unico?

— Merda, uomo, ho dimenticato di chiederglielo. Comunque il pianeta e piatto, chiaro? Se lo ammettiamo, possiamo ascendere in cielo senza nessuna fatica, Demetrios. Solo l’amore per l’umanita tiene il gur legato alla terra… l’eccesso di peso non c’entra. Lui lo dipingeva con belle parole, ma io sgranocchiavo malignamente dei biscotti alle noci, e quando ho finito di mangiarli qualche altro peccatore ha cominciato a irritare il suo orecchio trascendente, e cosi io ho preso il mio spirito in ceppi e me ne sono andato.

— Non sei maturo per il cielo. L’altro oratore e Holman Shawn, predicatore della Societa dei Discepoli, chiamati talvolta anche abramiti.

— Stanno operando delle conversioni nella Citta Interna. — Angus si rattristo, per qualche pensiero che non confido. — Demetrios, la proporzione degli eccentrici e sempre stata elevata come lo e qui a Nuber adesso?

— Oh, credo di si. Oserei dire che le proporzioni si sono sempre mantenute, forse fin dai tempi piu remoti… una manciata di geni, una manciata di subnormali e di idioti, una moltitudine di individui a mezza strada tra gli uni e gli altri, e dappertutto una spruzzata di eccentrici imprevedibili, come pepe sullo stufato. — Demetrios s’incupi, assillato da un’inquietudine abituale. Durante i primi anni della sua attivita di narratore agli angoli delle strade aveva raccontato qualche volta la storia del martirio di Abraham Brown, cosi come l’avevano veduto i suoi occhi inorriditi… Ma non l’aveva raccontata del tutto onestamente. Aveva eliminato un po’ della ferocia, dell’incorreggibile tenebrosita umana, e magari aveva fatto apparire il povero, coraggioso fanatico Abraham piu grande che non nella realta. Beh, in un certo senso era grande, ma lo sono tutti, i pochi che pensano. Matto o no, Abraham Brown aveva vissuto con purezza d’intenti e coraggio nelle sue azioni,’ed era morto per cio che era, allo stesso modo di Cristo. La versione di Demetrios aveva contribuito a lanciare un altro infelice culto messianico, che inevitabilmente avrebbe pervertito quanto c’era stato di buono negli insegnamenti di quell’uomo, e l’avrebbe gonfiato facendone una creazione mostruosa adeguata alle fantasie e alla politica dei fondatori di chiese? — Caro Angus, — disse, — qualche volta mi chiedo se una vita di quietismo, o almeno di semplicita voluta e di scarsissima azione, non sia l’unica che non causi gravi danni. Persino il Gur Johnson puo avere dentro di se una scintilla, se non pensa solo al denaro e ai biscotti.

— Il mondo fa schifo, — disse Angus. Il cambiamento d’umore del ragazzo colse Demetrios impreparato, come se Angus fosse piombato nella disperazione, come chi cade da uno stretto sentiero montano. — Fa schifo. Non il mondo, naturalmente. L’uomo. Il sozzo animale peloso… ma accidenti, non e sempre cosi. Non deve essere cosi… o deve? Crudelta, cattiveria, avidita, infermita della mente e del corpo, sospetto… Demetrios, io so qualcosa di te. E quasi vero che sono venuto a cercarti… No, e meglio dire che ti ho aspettato, ho sperato di rivederti ancora, da quella prima volta che ti ho sentito, quattro anni fa. Mi fido di te, Demetrios. Sai che nella Citta Interna c’e una stupida fazione che vuol fare di me un politico? Quelli si vedono gia come fabbricanti di re. Il potere fa schifo. O Demetrios, cosa debbo fare? Qual e il mio compito? Il mondo non ha bisogno di gente come me.

— Il mondo non sa quello che vuole. E solo capace di tirare avanti tra uno sbaglio e l’altro. Lo so… per «mondo», tu intendi «la gente in generale». La risposta e la stessa. Troverai da solo la tua arte, Angus.

— E come, nella mia ignoranza? Come?

— Te lo direi io, se potessi. L’arte di guidare il popolo? Governare… insegnare? Posso almeno dirti che le cose non sono importanti. L’amore non e mai una cosa, e un paese nel quale possiamo compiere viaggi.

— Demetrios, hai visto morire Abraham?

— Si. Non posso credere che il martirio serva a qualcosa. Ci commuove, ma non c’insegna nulla. La nostra reazione al martirio e l’indulgenza verso noi stessi. Ricordiamo la cicuta e la croce, ma che abbiamo mai fatto della saggezza di Socrate e della bonta di Gesu?

— Mi racconterai la storia di Abraham, comunque?

— Si. Devo pensarci sopra. Adesso sono stanco e turbato.

— Perdonami. Ti ho impedito di tornare a casa. Ti incontrerai ancora con me, qui? Domani, verso mezzogiorno?

— Domani, verso mezzogiorno. Pace.

— Pace, Demetrios.

CAPITOLO 4

SOLITAIRE ASPETTAVA

Non so mai in quale momento del giorno mi faccio un amico.

DEMETRIOS.
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