Non ha certo usato il tempo per misurare le parole, penso Gunnar, deluso nel sentire la direttrice dell’Istituto Arni Magnusson usare certe espressioni. Quanto erano cambiati i tempi da quando era giovane lui, quarant’anni or sono. Allora si teneva ad adoperare un linguaggio forbito, cosa che oggi appariva invece sempre piu un fatto obsoleto, quasi ridicolo. Addirittura un’intellettuale come Maria, dotata di profonda cultura e di un’eta non piu giovane, ricorreva a quei solecismi non certo appropriati. Gunnar si schiari la gola. «Che c’e di tanto urgente, Maria?»
«Cristo!» ripete lei, scorrendo le dita di entrambe le mani tra i capelli tagliati corti, che sulle tempie si stavano imbiancando. Infine scosse il capo e si decise a parlare. «Manca un’epistola antica.» Una breve pausa, e poi: «Che e stata rubata».
Gunnar sembro ricevere una scossa fisica, poi ringhio: «In che senso? Rubata? Dall’esposizione?»
Maria emise un gemito. «No, non dall’esposizione. Da qui dentro, da questo edificio!»
Gunnar rimase a bocca spalancata. Da li dentro? «Ma come e possibile?»
«Ottima domanda. A quanto ne so, questa e la prima volta che accade un fatto del genere qui dentro.» Poi aggiunse in tono cupo: «Chissa, forse e scomparso anche qualcos’altro. Come sai bene, qui vengono conservati piu di milleseicento codici e frammenti di manoscritti antichi provenienti dalla collezione di Arni Magnusson, oltre a tutte le epistole e le missive storiche appartenenti alla collezione stessa e a circa centocinquanta codici della Reale Biblioteca di Copenhagen. E poi ci sono una settantina di manoscritti e numerose lettere di diversa origine». Maria fece una breve pausa e fisso Gunnar negli occhi. «E sottinteso che a questo punto parte un’inchiesta per vagliare l’intera collezione in nostro possesso e scoprire se si sono volatilizzati altri documenti preziosi. Quello che invece volevo dirti a quattr’occhi, mio caro, prima che la notizia trapeli, e che nel momento in cui il controllo sara stato effettuato non ci saranno piu dubbi in proposito».
«Che intendi dire? Cosa c’entro io?» Il tono di Gunnar era un misto di stupore e risentimento. Pur essendo il direttore del dipartimento di Storia, non aveva mai dovuto — o bisognava dire potuto? — avere rapporti stretti con gli studiosi dell’istituto. «Stai forse accusandomi di avervi sottratto quell’epistola?»
«Per Dio, Gunnar. E meglio che ti spieghi come stanno le cose, prima che ti metti a chiedermi se sospetto il rettore del furto!» Maria gli consegno una lettera che giaceva sul suo tavolo. «Ricordi il carteggio antico che ricevemmo in prestito dall’Archivio di Stato di Danimarca?»
Gunnar scosse il capo. L’istituto riceveva spesso in prestito dall’estero collezioni di documenti che avevano qualche relazione con i progetti interni di ricerca. Gunnar ne riceveva si notizia, ma non sempre, e oltretutto non era tenuto a ricordarsi di ogni collezione che arrivava in sede, a meno che non riguardasse il suo specifico campo di studio. Ma quella raccolta di documenti dell’archivio danese non lo era stata. Diede allora una rapida occhiata alla lettera, firmata da un certo Karsten Josephsen, direttore di sezione dell’Archivio di Stato e scritta in danese, dove si faceva presente che stava per scadere il termine del prestito e quindi bisognava preparare la restituzione del carteggio. Gunnar riconsegno il foglio a Maria. «Non ne sapevo niente.»
Maria prese la lettera e la rimise in un cassetto della scrivania. «Puo anche darsi. Si trattava di una collezione di epistole indirizzate ai vescovi del duomo di Roskilde, tutte del periodo compreso tra il 1500 e il 1550. Mi e stato riferito che non erano molto interessanti per i nostri studiosi, tranne quelle collocabili intorno all’anno della riforma danese, il 1536. Ma la lettera scomparsa non e una di esse.»
«Di che cosa trattava?» domando Gunnar, senza capire ancora quale fosse il suo ruolo in quella vicenda.
«Non lo so esattamente, dato che e scomparsa. So invece che era datata 1510 ed era stata scritta da Stefan Jonsson, allora vescovo di Skalholt, e indirizzata al vescovo del duomo di Roskilde. O almeno queste sono le informazioni presenti sull’indice che accompagnava l’intera raccolta al suo arrivo in Islanda. E stato appunto tramite questo indice che ho scoperto la mancanza dell’epistola, mentre riordinavo la collezione per il trasporto e la restituzione alla Danimarca.»
«Esiste la possibilita che proprio questa lettera non sia mai arrivata in Islanda, cioe che mancasse in partenza?» chiese Gunnar.
«E da escludere», fu la netta risposta di Maria. «Ero presente io stessa, l’anno scorso, quando la collezione venne aperta e accuratamente confrontata con l’indice del contenuto che la accompagnava. Tutto era a posto.»
«Forse allora e andata a finire da qualche altra parte, questa dannata lettera», insiste Gunnar. «Non potrebbe essere andata a ficcarsi dentro un’altra raccolta?»
«Ti diro», rispose Maria, «se non ci fosse dell’altro, potrei anche pensarlo.» Tacque un istante per sottolineare le parole che si accingeva a dire. «Non appena mi accorsi della scomparsa mi misi subito a cercare nel nostro data base. Come ben sai, noi scannerizziamo per archiviarli nel computer tutti i documenti che arrivano, tanto i nostri quanto quelli presi in prestito da altre istituzioni.» Gunnar annui e Maria prosegui: «E sai che ho scoperto? Che avevano eraso il file, anzi, solamente questa unica lettera!»
«Aspetta», obietto Gunnar. «Questa assenza non potrebbe provare, invece, che la lettera non si trovava tra quelle della collezione? Le lettere non erano state scannerizzate al momento dell’arrivo?»
«Si, cominciammo il giorno dopo. Ma la lettera in questione c’era e venne scannerizzata. Lo vedo anche dal codice numerico che utilizziamo per catalogare i file elettronici. La collezione riceve un numero di identificazione, poi tutti i documenti vengono classificati per ordine di eta, con i piu antichi in cima e i piu recenti in fondo.» Maria si passo di nuovo le dita tra i capelli. «Manca solo il numero della lettera scomparsa.»
«E le copie di sicurezza del sistema elettronico? Ci dicono sempre che dobbiamo stare tranquilli contro le perdite di documenti, dato che ne fanno sempre una copia. Non sei riuscita a trovarla nemmeno la?»
Maria sorrise tristemente. «L’ho gia controllata. A detta del nostro esperto informatico, questa lettera non si trova in nessuna delle copie giornaliere, ne in quelle mensili. Le copie giornaliere vengono cancellate settimanalmente, mentre la cassetta con tutte le copie del mese viene conservata fino al mese successivo, per cui non abbiamo le copie giorno per giorno, se non risalgono a meno di un mese fa. Dunque quella registrazione e stata eliminata piu di un mese fa. Certo, esiste anche una copia con le registrazioni degli ultimi sei mesi, che e conservata nella cassetta di sicurezza dell’istituto presso la nostra banca di fiducia. La non ho ancora controllato, dato che solo oggi mi sono resa conto della gravita della situazione.»
«Ancora non mi hai detto cosa c’entro io in tutta questa faccenda», fu l’unica cosa che venne in mente di dire a Gunnar.
«Ovviamente, ho anche controllato quali studiosi avevano lavorato su questa collezione. Come ben sai, e tutto schedato e catalogato. Secondo il registro dei prestiti, l’ultimo a ottenere l’accesso alla raccolta di epistole e stato proprio uno dei tuoi studenti.» Il volto di Maria si fece piu duro. «Harald Guntlieb.»
Gunnar si porto la mano sulla fronte e chiuse gli occhi. E ora? Non finiva mai questa storia? Tiro un profondo sospiro e si sforzo di misurare le parole per non perdere il controllo della sua voce. «Ma ci sara pur stato qualcun altro che ha avuto in prestito la collezione per delle ricerche. Come puoi essere cosi certa che a rubare la lettera sia stato proprio Harald e non qualcuno prima di lui? Qui lavorano quindici ricercatori fissi tutto l’anno, senza contare l’innumerevole quantita di ospiti e di studenti che effettuano ricerche individuali.»
«Si, ne sono certa. Ma chi ha avuto la collezione sotto mano prima di Harald sono stata io stessa, e ti posso assicurare che non mancava proprio un bel niente. Anzi, ti diro che nella cartella che abbiamo ora qualcuno ha infilato della cartaccia per non farla apparire vuota e non destare sospetti al momento della restituzione. E quella cartaccia toglie ogni dubbio.» La direttrice afferro il pezzo di carta incriminato e lo getto verso Gunnar con una veemenza che tradiva il suo nervosismo. «Spero tu ti renda conto che gli studenti del dipartimento accedono ai documenti in nostro possesso solamente sotto la responsabilita del dipartimento stesso. Non possiamo permettere che il nostro istituto si crei la nomea di smarrire preziosi codici antichi. Noi dipendiamo dai buoni rapporti di collaborazione che intratteniamo con gli istituti analoghi degli altri Paesi nordici, e non e ammissibile che tali rapporti vengano ora messi a repentaglio per la disonesta di uno dei vostri studenti.»
Gunnar inghiotti e guardo la carta che Maria gli aveva passato. Ebbe subito la tentazione di strapparsi i capelli o fuggire. Si trattava di un foglio con l’intestazione della segreteria dell’universita e i crediti dello studente Harald Guntlieb. Gunnar si lascio cadere il documento sulle ginocchia. «Se Harald ha veramente rubato l’epistola e l’ha poi sostituita con questo, allora abbiamo a che fare con il ladro piu ingenuo della storia. Come pensava di farla franca con una prova come questa in nostro possesso?» Gunnar riprese il foglio e lo sventolo davanti a se.
Maria alzo le spalle. «Come faccio a sapere io che cosa gli stava passando per la testa? Forse pensava di fare un’altra sostituzione piu tardi. Ma poi ha avuto un problema, come tu ben sai. Inoltre aveva avuto il permesso di consultare la collezione solamente un mese prima di morire. Probabilmente si era gia accorto che nessuno
