Mancavano meno di due minuti all’esplosione.
Stefan non senti dolore perche era sotto choc. Ma il suo braccio sinistro era inutilizzabile, ciondolava inerte. Una macchia nera, oleosa, insistente, comincio a farsi strada nel suo campo visivo.
Solo qualche luce era stata lasciata accesa, ma all’improvviso e in modo uguale tutte tremolarono e si spensero, lasciando la stanza vagamente illuminata dal debole luccichio dei quadranti e degli indicatori. Per un istante Stefan penso che la luce che si stava estinguendo fosse un ulteriore segno che la sua coscienza lo stava abbandonando. Poi capi che era venuta nuovamente a mancare l’energia elettrica, evidentemente in seguito all’opera di sabotatori perche non si erano udite le sirene che avvertivano l’imminenza di un attacco aereo.
Kokoschka sparo due volte dall’oscurita e le scintille che uscirono dalla bocca dell’arma indicarono la sua posizione. Stefan spreco gli ultimi tre colpi che aveva in canna, sebbene non avesse alcuna speranza di colpire Kokoschka attraverso il marmo del bancone.
Fortunatamente il tunnel era ancora in funzione perche alimentato da un generatore autonomo. Stefan getto la pistola e con la mano destra si afferro al bordo del tunnel. Si spinse dentro e striscio freneticamente verso un punto a tre quarti del passaggio, dove avrebbe attraversato il campo energetico per giungere a Big Bear, nell’anno 1989.
Mentre si addentrava carponi nell’oscuro passaggio, realizzo improvvisamente che il timer era collegato alla rete di distribuzione pubblica. Il conto alla rovescia era stato interrotto quando le luci si erano spente.
Con sgomento capi perche Kokoschka non era morto a Big Bear, nel 1988.
Stefan esito, chiedendosi se fosse il caso di tornare indietro.
Dietro di se udi altre voci nel laboratorio. Altri uomini della polizia segreta erano accorsi in aiuto di Kokoschka.
Continuo ad avanzare.
Che cosa ne sarebbe stato di Kokoschka? Il capo della polizia segreta evidentemente si sarebbe trasferito al 10 gennaio 1988 per cercare di uccidere Stefan sulla Statale 330. Ma sarebbe riuscito solo a uccidere Danny, prima di soccombere a sua volta. Stefan era abbastanza sicuro che la morte di Kokoschka fosse un destino immutabile. Ma aveva bisogno di pensare in modo piu approfondito ai paradossi del viaggio nel tempo, per capire se vi fosse una qualche possibilita che Kokoschka potesse evitare di essere ucciso nel 1988, una morte a cui Stefan aveva gia assistito.
Le complicazioni legate al viaggio nel tempo creavano una certa confusione anche quando venivano esaminate a mente lucida. Nelle sue condizioni, ferito e concentrato nello sforzo di rimanere cosciente, questo pensiero non fece che stordirlo ancora di piu.
Piu tardi. Ci avrebbe pensato piu tardi. Dietro di lui, nel laboratorio avvolto nell’oscurita, qualcuno comincio a sparare contro l’ingresso del tunnel, nella speranza di colpirlo prima che potesse raggiungere il punto di partenza.
Supero strisciando gli ultimi centimetri. Verso Laura, verso una nuova vita in un’epoca lontana. Ma aveva sperato di chiudere per sempre il tunnel fra l’era in cui viveva e quella in cui stava per calarsi. Invece il tunnel sarebbe rimasto aperto e loro potevano viaggiare attraverso il tempo per venire a prendere lui… e Laura.
9
Laura e Chris trascorsero il Natale con Thelma nella casa di Jason Gaines a Beverly Hills. Era una villa di venti stanze, stile Tudor, circondata da sei acri di terreno cintati. Era una proprieta incredibilmente grande dove il costo del terreno al metro quadro aveva gia da tempo raggiunto cifre incredibili. Durante la costruzione, negli anni Quaranta, il proprietario era un produttore di commedie brillanti e film di guerra, non si era certo badato a spese. C’erano soffitti a cassettoni molto elaborati, alcuni in legno di quercia e altri in rame; le modanature erano minutamente intarsiate; le finestre avevano vetri a piombo colorati o in cristallo molato e penetravano cosi a fondo negli spessi muri che ci si poteva comodamente sedere sugli ampi davanzali. Gli architravi interni erano decorati con pannelli scolpiti a mano: tralci di vite e rose, putti e stendardi, cervi in corsa, uccelli; gli architravi esterni erano di granito scolpito e su due erano incastonati grappoli di coloratissimi frutti in ceramica, stile della Robbia. Il terreno che circondava la casa era un parco curato in modo molto meticoloso. Dei sentieri in pietra serpeggiavano in un paesaggio tropicale abitato da uccelli del paradiso e ricco di palme, fichi, azalee cariche di fiori di un rosso vivido, felci e fiori stagionali di ogni specie.
Laura e Chris arrivarono nel pruno pomeriggio di sabato, la vigilia di Natale, e Thelma li porto a fare un giro della casa e dei dintorni, dopo di che si sedettero a bere una cioccolata calda e mangiare dei dolcetti preparati dal cuoco e serviti da una cameriera sotto il portico che dava sulla piscina.
«Non trovi che sia pazzesco tutto questo, Shane? Chi avrebbe mai detto che la stessa ragazza che ha trascorso quasi dieci anni in topaie come il McIlroy e Caswell, potesse finire a vivere
La casa era cosi lussuosa e imponente che avrebbe indotto chiunque la possedesse a sentirsi un vip e a mostrarsi un po’ presuntuoso. Ma quando Jason Gaines rientro a casa, alle quattro, si rivelo molto alla mano, piu di chiunque altro Laura conoscesse, ed era straordinario in una persona che da diciassette anni viveva nel mondo dello spettacolo. Aveva trentotto anni, cinque piu di Thelma, e assomigliava a Robert Vaughn da giovane. Era molto piu che «piacente», come l’aveva descritto Thelma. Non era trascorsa neanche mezz’ora dal suo rientro che lui e Chris si ritirarono in una delle tre stanze adibite ai suoi hobby a giocare con un trenino elettrico che correva su una piattaforma grande quattro metri e mezzo per sei, con tanto di villaggi ricostruiti minuziosamente, paesaggi, mulini a vento, cascatelle, gallerie e ponti.
Quella sera, quando Chris si era gia addormentato nella stanza accanto a quella di Laura, Thelma ando a trovarla. In pigiama si sedettero a gambe incrociate sul letto, come se fossero ancora ragazzine, mangiando pistacchi tostati e bevendo champagne.
«La cosa piu strana di tutte, Shane, e che nonostante le mie origini io sento di appartenere a questo posto. Non mi sento fuori luogo.»
E neanche il suo aspetto sembrava fuori luogo. Sebbene fosse sempre lei, Thelma Ackerson, negli ultimi mesi era cambiata. I capelli erano tagliati e pettinati con maggior cura, per la prima volta nella sua vita era abbronzata e inoltre aveva un atteggiamento molto piu femminile. Indossava un pigiama meno vistoso e piu sexy del solito: aderente, senza disegni, di seta color pesca. Tuttavia portava ancora le pantofole da coniglietto.
«Le pantofole da coniglietto», disse, «mi ricordano chi sono. Non puoi montarti la testa se porti un paio di babbucce cosi. Non puoi perdere il senso della realta e cominciare ad atteggiarti a star o a ricca signora se continui a indossare delle pantofole da coniglietto. Inoltre mi danno un senso di sicurezza, perche sono allegre. E come se dicessero: ‘Nulla al mondo potra deprimerti a tal punto da impedirti di essere stupida e frivola’. Se morissi e dovessi ritrovarmi all’inferno, potrei sopportare quel posto se avessi con me le mie pantofole.»
Il giorno di Natale fu come un sogno meraviglioso. Jason si rivelo un sentimentale tradizionalista. Insiste perche si radunassero intorno all’albero di Natale in pigiama, che aprissero i loro doni in allegria, che cantassero le filastrocche di Natale e che mentre aprivano i pacchetti abbandonassero l’idea di una sana colazione preferendo mangiare biscotti, dolci, nocciole, gelatine e pop corn caramellati. Dimostro anche che il giorno prima non aveva giocato con Chris solo per dimostrare di essere un bravo padrone di casa. Tutto il giorno di Natale lo trascorse infatti con il bambino, facendogli fare tanti giochi diversi, sia in casa sia fuori ed era chiaro che amava i bambini e aveva con loro un rapporto naturale. Quando furono a cena Laura si rese conto che Chris aveva riso piu in un giorno che negli ultimi undici mesi.
Quando lo mise a letto, Chris le disse: «E stato un giorno fantastico, vero mamma?»
«Uno dei piu belli in assoluto», concordo Laura.
«Tutto cio che vorrei», mormoro Chris scivolando nel sonno, «e che papa fosse qui a giocare con noi.»
«Io vorrei la stessa cosa, dolcezza mia.»
