sembrava sempre piu una persona e nel giro di qualche minuto, Shane, il mito e svanito. Non e niente di piu che un semplice uomo attraente, di mezza eta. Che cosa ne pensi?»

«Scusa, ma che cosa dovrei pensare?»

«Non so», disse Thelma. «Sono un po’ confusa. Ma un mito vivente non dovrebbe continuare a incutere soggezione anche dopo che ci hai parlato per venti minuti? Voglio dire, finora ho incontrato un sacco di divi e tutti hanno perso i loro aspetto divino, ma questo era McCartney.»

«Be’, se proprio vuoi sapere la mia opinione, il fatto che abbia perso cosi improvvisamente il suo alone divino non e certo un fatto negativo per lui, ma mi sembra invece molto positivo per quanto ti riguarda. Hai raggiunto una nuova maturita, Ackerson.»

«Questo vuol dire che devo smettere di vedere i vecchi film degli Stooges, ogni sabato mattina?»

«Quelli ti sono permessi, ma le lotte per il cibo sono qualcosa che appartengono definitivamente al passato per te.»

Quando Thelma riappese, alle otto meno dieci, Laura si sentiva leggermente meglio, percio dal libro passo alla fiaba di Sir Tommy Rospo. Aveva scritto solo due frasi quando l’oscurita al di la dei vetri fu squarciata da un improvviso lampo, tanto luminoso da far nascere pensieri sinistri di un olocausto nucleare. Il tuono che segui scosse la casa fino alle fondamenta, come se la palla d’acciaio di un demolitore fosse stata lanciata contro uno dei muri. Si alzo in piedi di scatto. Una seconda saetta illumino le finestre come se fossero gli schermi di un televisore e il tuono che segui fu ancora piu forte del precedente.

«Mamma!»

Laura si volto e vide Chris sulla porta. «Va tutto bene», disse. Chris corse da lei. Laura si sedette sulla poltrona e lo prese sulle ginocchia. «Va tutto bene. Non avere paura.»

«Ma non sta piovendo», esclamo Chris. «Perche ci sono questi tuoni cosi forti se non piove neppure?»

Fuori, la serie di lampi e di tuoni continuo per circa un minuto, poi si affievoli. La potenza era stata tale che Laura immagino che al mattino avrebbero trovato il cielo a pezzi, enormi frammenti come quelli di un gigantesco guscio.

Non erano trascorsi cinque minuti da quando aveva lasciato la radura in cui era arrivato, che Stefan fu costretto a fermarsi e ad appoggiarsi contro l’enorme tronco di un pino. Il dolore per la ferita lo faceva sudare, anche se allo stesso tempo tremava per il freddo intenso, troppo debole per rimanere in piedi, ma terrorizzato all’idea di sedersi e di cadere in un sonno senza fine. Con i rami del pino ripiegati su di lui, ebbe la sensazione di essersi rifugiato sotto il manto nero della Morte, da cui poteva non riemergere.

Prima di mettere a letto Chris, Laura preparo due coppe di gelato al gusto di nocciola e cocco. Mangiarono il gelato in cucina e il bambino parve piu sollevato e sereno. Forse lo strano fenomeno atmosferico lo aveva distolto dal pensiero della morte. Continuo infatti a parlare di fulmini e saette, di quello che aveva spezzato la corda dell’aquilone ed era finito nel laboratorio del dottor Frankenstein, nel vecchio film di James Whale che aveva visto per la prima volta una settimana prima, del fulmine che aveva spaventato Paperino in un cartone animato di Walt Disney e della notte tempestosa nella Carica dei 101, durante la quale Crudelia Demon aveva minacciato la vita dei cuccioli.

Quando lo mise a letto e gli ebbe dato il bacio della buonanotte, Laura si accorse che sul viso di Chris era scomparsa l’espressione pensierosa che per tutto il giorno non l’aveva abbandonato. Si addormento con un sorriso sulle labbra, un mezzo sorriso. Lei si sedette in una poltrona accanto al letto e attese finche non fu completamente addormentato, anche se non aveva piu paura e la sua presenza non era necessaria. Rimase semplicemente perche aveva bisogno di guardarlo per un po’.

Ritorno nel suo studio alle nove e un quarto, ma prima di sedersi di nuovo al computer, si fermo davanti a una finestra e rimase a guardare il prato innevato, la striscia nera del sentiero ghiaioso che conduceva alla lontana statale, poi rivolse lo sguardo al cupo cielo senza stelle. Qualcosa in quel temporale l’aveva profondamente turbata. Non tanto perche era stato cosi insolito, ne per la sua carica potenzialmente distruttiva, ma perche la sua potenza senza precedenti e quasi soprannaturale le era in un certo senso… familiare. Le sembrava di ricordare di aver assistito a una simile manifestazione in un’altra occasione, ma non riusciva a ricordare quando. Era una sensazione strana, simile a un deja vu.

Ando nella camera da letto principale e controllo il pannello del sistema di sicurezza per assicurarsi che l’allarme fosse inserito. Da sotto il letto tiro fuori l’Uzi e lo porto nel suo studio. Lo mise per terra accanto alla poltrona.

Stava per sedersi quando un lampo squarcio di nuovo la notte, seguito immediatamente dal boato di un tuono. Un altro lampo, poi un altro e un altro ancora si rifletterono nei vetri come una serie di facce spettrali che sbirciavano, fatte di luce ectoplasmica. Mentre il cielo era percorso da fremiti scintillanti, Laura si precipito nella stanza di Chris per calmarlo. Con sorpresa si accorse che il bambino non si era svegliato, forse perche il frastuono sembrava parte di un sogno che stava facendo sui cuccioli dalmata in una tempestosa notte di avventura.

Di nuovo, non una goccia di pioggia. I lampi e i tuoni svanirono rapidamente, ma non la sua angoscia.

Stefan vide strane sagome nere agitarsi nell’oscurita, esseri che scivolavano fra gli alberi e lo spiavano con i loro occhi piu neri dei loro corpi, e anche se lo spaventavano, sapeva che non erano reali, solo dei fantasmi creati dalla sua mente sempre piu disorientata. Continuava ad avanzare faticosamente nonostante il freddo, le punture degli aghi dei pini, le spine taglienti dei rovi, il terreno ghiacciato che sotto i suoi piedi scricchiolava come il piatto di un fonografo. Il dolore che avvertiva al petto, alla spalla e al braccio era cosi intenso che gli sembrava di avere dei ratti dentro il corpo che gli stavano divorando le carni, anche se non riusciva a immaginare come avessero fatto a entrare.

Dopo aver vagato, per circa un’ora — ma a lui parvero ore, forse giorni — arrivo al limitare della foresta e lontano, in fondo al prato ammantato di neve, vide la casa. S’intravedevano delle luci filtrare dalle persiane chiuse delle finestre.

Si fermo, incredulo, dapprima convinto che la casa non fosse piu reale delle figure sinistre che l’avevano accompagnato attraverso il bosco. Poi s’incammino verso quel miraggio. Forse non era un’allucinazione, dopotutto.

Aveva fatto solo qualche passo, quando una serie di lampi squarcio la notte.

L’ombra di Stefan sussultava e si contorceva sulla neve, anche se momentaneamente era paralizzato dalla paura. A volte aveva due ombre perche i lampi lo illuminavano simultaneamente da due direzioni diverse. Cacciatori ben addestrati lo avevano gia seguito lungo la Via del Lampo, decisi a fermarlo prima che avesse una possibilita di avvisare Laura.

Si volto a guardare il bosco da cui era appena uscito. Sotto il cielo, i sempreverdi sembravano scagliarsi contro di lui, poi ritrarsi, poi lanciarglisi di nuovo contro. Non vide nessun cacciatore. Mentre i lampi andavano attenuandosi, riprese ad avanzare verso la casa. Cadde due volte, si rialzo faticosamente, continuo ad avanzare, anche se temeva che se fosse nuovamente caduto non sarebbe piu stato in grado di rialzarsi o di gridare abbastanza forte da essere udito.

Lo sguardo fisso sullo schermo del computer, cercando di concentrarsi su Sir Tommy Rospo e pensando invece al temporale, Laura si ricordo improvvisamente di quando aveva visto per la prima volta quel cielo tempestoso cosi soprannaturale: il giorno in cui suo padre per la prima volta le aveva raccontato di Sir Tommy, il giorno che il tossicomane era entrato nella drogheria, il giorno in cui aveva visto il suo Custode per la prima volta, l’estate in cui aveva otto anni.

Si raddrizzo istantaneamente sulla poltrona.

Il suo cuore comincio a battere all’impazzata.

Un temporale di una tale potenza significava guai di una natura particolare, guai per lei. Non riusci a ricordare se ci fosse stato un temporale il giorno in cui Danny era morto o quando il suo Custode era apparso al cimitero, durante il servizio funebre di suo padre. Ma con un’assoluta certezza che non poteva spiegarsi, sapeva che il fenomeno a cui aveva assistito quella notte era carico di un significato tremendo per lei; era un segno premonitore e di certo non uno di quelli buoni.

Afferro l’Uzi e fece il giro di tutte le stanze, controllando tutte le finestre, guardando nella stanza dove dormiva Chris, assicurandosi che ogni cosa fosse come doveva essere. Poi corse al piano di sotto a ispezionare le

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