fori dei proiettili. Domani, o forse il giorno seguente, la notizia sarebbe apparsa su tutti i giornali… Il rumore che aveva sentito mezz’ora prima forse non era un aereo di passaggio. Forse era cio che aveva pensato al momento: un tuono molto lontano, a venticinque o trenta chilometri di distanza.
Ancora dei tuoni in una notte senza pioggia.
«Dottore, mi aiuti a vestirlo», disse Laura, indicando il suo Custode sul lettino accanto. «Faccia almeno questo per me, visto che mi tradira.»
Brenkshaw trasali visibilmente alla parola
Prima aveva mandato Chris di sopra a prendere degli indumenti di Brenkshaw: camicie, magliette, giacche, pantaloni, un paio di calze e un paio di scarpe. Avevano piu o meno la stessa taglia.
Al momento il ferito indossava solo un paio di slip sporchi di sangue, ma Laura sapeva che non c’era tempo per fargli indossare tutti i vestiti. «Mi aiuti solo a infilargli la giacca, dottore, portero il resto con me e lo vestiro piu tardi. La giacca sara sufficiente per proteggerlo dal freddo.»
Con riluttanza, Brenkshaw sollevo il ferito e lo mise a sedere sul lettino. «Non dovrebbe essere mosso.»
Laura lo ignoro e mentre cercava di infilare il braccio destro di Stefan nella manica della giacca di velluto a coste, disse a Chris: «Vai nella sala d’attesa che da sulla strada. Li e buio. Non accendere le luci. Vai alla finestra e controlla la situazione. Per l’amor di Dio non farti vedere!»
«Pensi che siano qui?» chiese il bambino in tono spaventato.
«Se non sono ancora qui, lo saranno presto», rispose Laura, infilando l’altro braccio del suo Custode nella manica della giacca.
«Di che cosa state parlando?» chiese Brenkshaw, mentre Chris si precipitava nella camera accanto e da li nella buia sala d’attesa.
Laura non rispose. «Forza, mettiamolo sulla carrozzella.»
Insieme sollevarono il ferito dal lettino e lo sistemarono nella carrozzella allacciandogli una cintura attorno alla vita.
Mentre Laura avvolgeva i due vasi di medicinali nei vestiti e ne faceva un fagotto, Chris ritorno indietro correndo. «Mamma, sono arrivati proprio ora, devono essere loro, due macchine piene di uomini dall’altra parte della strada. Sono in sette o otto. Che cosa facciamo?»
«Dannazione!» esclamo Laura. «Non possiamo raggiungere la jeep adesso e non possiamo neppure uscire dalla porta laterale perche potrebbero vederci!»
Brenkshaw fece per dirigersi verso il suo studio. «Chiamero la polizia…»
«No!»
Mise il fagotto con gli abiti, le medicine e la sua borsa fra le gambe del suo Custode e afferro il fucile mitragliatore. «Al diavolo, non c’e piu tempo! Deve aiutarmi a fare uscire la carrozzella dal retro, giu per gli scalini del portico posteriore.»
Alla fine riusci a convincere il dottore, che afferro la carrozzella e la spinse rapidamente attraverso una porta che collegava l’ambulatorio al corridoio. Laura e Chris lo seguirono lungo il buio corridoio, poi attraverso la cucina illuminata solo dalla tenue luce che proveniva dagli orologi digitali del forno e del forno a microonde. La carrozzella urto con violenza contro la soglia che divideva la cucina dal portico posteriore, facendo sballottare paurosamente il ferito.
Laura si mise l’Uzi sulla spalla, infilo il revolver nella cintura, corse davanti a Brenkshaw e scese gli scalini. Afferro la carrozzella dal davanti, aiutandolo a farla scendere fino al sentiero.
Lancio uno sguardo verso il passaggio fra la casa e il box, quasi certa di veder gia spuntare un uomo armato. A Brenkshaw bisbiglio: «Deve venire con noi. Se rimane qui la uccideranno, sono sicura che lo faranno».
Il medico si astenne nuovamente da qualsiasi commento e segui Chris. Laura arrivo per ultima, imbracciando il fucile mitragliatore, pronta a voltarsi e ad aprire il fuoco se avesse udito un rumore provenire dalla casa dietro di loro.
Quando Chris raggiunse il cancello, lo apri, ma all’improvviso un uomo vestito di nero avanzo dal vicolo, piu scuro della notte che li circondava, tranne per il biancore lunare del volto e delle mani, non meno sorpreso di vederseli davanti di quanto lo fossero loro. Veniva dalla strada accanto alla casa e stava imboccando il vialetto per offrire una copertura sul retro. Nella mano sinistra luccico sinistramente un fucile mitragliatore. Non era in posizione di tiro, ma prontamente comincio a sollevarlo. Laura non poteva sparargli, non senza falciare anche suo figlio. Poi Chris reagi come per mesi Henry Takahami gli aveva insegnato. Il bambino roteo e con un calcio colpi il braccio destro dell’assassino, facendogli saltare dalla mano il fucile, che cadde nel prato con un tonfo. Chris calcio nuovamente, ma questa volta miro ai testicoli dell’avversario. Con un grido di dolore, l’uomo cadde all’indietro, contro il pilastro del cancello.
A quel punto Laura aveva gia girato la carrozzella e si era messa fra Chris e il killer. Impugno l’Uzi per la canna, lo sollevo e abbatte il calcio sul cranio dell’assassino, colpendo con tutte le sue forze. L’uomo cadde nel prato, lasciando libero il passaggio, senza aver avuto la possibilita di lanciare un grido.
Gli eventi stavano prendendo un ritmo veloce, troppo veloce. Si trovavano in un prato in discesa, Chris aveva gia oltrepassato il cancello e Laura lo stava seguendo, quando sorpresero un secondo uomo vestito di nero, gli occhi come fessure nel volto cadaverico. Un vampiro. Non era possibile eliminarlo con un colpo di karate, percio Laura dovette aprire il fuoco prima che l’uomo usasse il suo fucile. Sparo al di sopra della testa di Chris, un colpo preciso che colpi l’assassino nel petto e nel collo, praticamente decapitandolo mentre veniva catapultato all’indietro sul selciato del vialetto.
Brenkshaw aveva oltrepassato il cancello dopo di loro, spingendo la carrozzella nel vialetto e Laura era desolata di averlo coinvolto in quella faccenda, ma ormai non poteva tornare indietro. La strada sul retro era stretta, fiancheggiata su entrambi i lati dai giardini recintati delle case, con qualche box e i bidoni della spazzatura ammassati dietro ogni proprieta, debolmente illuminata dai lampioni che si trovavano agli incroci delle strade, alla fine di ogni isolato.
Laura disse a Brenkshaw: «Attraversi il vialetto e vada un po’ avanti, di un paio di porte. Poi cerchi un cancello che sia aperto e si nasconda con lui nel giardino di qualcun altro. Chris, tu vai con loro».
«E tu?»
«Vi raggiungero fra un attimo.»
«Mamma…»
«Vai, Chris!» gli ordino Laura, perche il dottore si era gia allontanato di una quindicina di metri, attraversando il vialetto.
Mentre il bambino seguiva con riluttanza Brenkshaw, Laura ritorno verso il cancello aperto sul retro della proprieta del dottore. Fece appena in tempo a vedere due figure scure sgusciare fuori dal passaggio fra la casa e il box, a una ventina di metri da lei, appena visibili, individuabili solo grazie al fatto che si stavano muovendo. Correvano rannicchiati, uno di loro diretto verso il portico e l’altro verso il prato, perche non erano ancora riusciti a comprendere esattamente da dove provenisse il fuoco.
Laura supero il cancello, entro nel vialetto e apri il fuoco su di loro prima che potessero vederla, mitragliando il retro della casa di pallottole. Anche se non era vicina ai suoi bersagli, venti metri non erano una grande distanza e le due figure si gettarono a terra per trovare riparo. Non era certa di averli colpiti e non continuo a sparare perche, anche con un caricatore di quattrocento colpi sparati in brevi raffiche, l’Uzi avrebbe potuto svuotarsi rapidamente. E ora era l’unica arma automatica che ancora possedesse. Arretro oltre il cancello e corse per raggiungere Brenkshaw e Chris.
Avevano appena oltrepassato un cancello in ferro battuto sul retro di una proprieta che si trovava sull’altro lato del vialetto, due porte piu in giu. Quando li raggiunse ed entro nel giardino, si accorse che lungo il recinto di ferro, a sinistra e a destra del cancello, crescevano delle vecchie eugenie che si erano sviluppate a tal punto da formare una fitta siepe, percio nessuno avrebbe potuto intravederla facilmente dal vialetto, a meno che non si trovasse davanti al cancello stesso.
Il dottore era gia arrivato con la carrozzella in fondo al vialetto sul retro della casa. Al contrario di quella di Brenkshaw, questa era in stile Tudor, costruita circa quaranta o cinquant’anni prima. Il dottore stava per imboccare il vialetto d’accesso che conduceva sull’altra strada principale.
Delle luci si accesero nelle case attorno. Laura era sicura che ci fosse qualcuno dietro le finestre, anche dietro quelle che non si erano illuminate, ma penso che comunque non avrebbe visto molto.
