fare accapponare la pelle.
— Scendi, o notte, e avvolgi la terra! Vieni, paura e scuoti il mondo!
— Radunati, tenebra!
Un attimo dopo l’Uomo Nero si stava di nuovo adagiando sul trono. Adesso la sua voce sardonica era piu pacata.
— Prima di procedere con gli affari ordinari, c’e la questione dei nuovi membri. Persefone?
Poco lontano da se, nell’oscurita, Jarles udi la risposta di Sharlson Naurya.
Era tre volte confuso: per l’insospettata vicinanza della ragazza, per aver finalmente capito perche la voce della creatura chiamata Micia gli era suonata cosi familiare e per quello che Sharlson Naurya stava dicendo.
— Io propongo che venga accolto come membro della Stregoneria l’ex sacerdote del Primo Circolo, Armon Jarles! Se ne e dimostrato degno bestemmiando pubblicamente contro il Grande Dio e sfidando la sua ira. Potrebbe diventare uno stregone astuto e potente.
— Presentatelo — ordino l’Uomo Nero — ma non prima di avergli preso quello che va preso!
Due mani afferrarono Jarles per le braccia e qualcosa di appuntito gli trafisse la schiena. Lui soffoco un grido e si divincolo per liberarsi.
— Non avere paura — tuono l’Uomo Nero in tono beffardo. — Noi abbiamo quello che vogliamo, il seme per cio che deve crescere. Conducetelo all’altare, Sorelle, affinche chini la testa sul Libro e io possa battezzarlo con il suo nuovo nome, il suo nome di stregone, Dite!
A quel punto Jarles ritrovo la voce.
— Perche dovrei diventare uno di voi?
Un silenzio sbigottito. Poi. vicino al suo orecchio, il sussurro di Sharlson Naurya: — Taci! — E una rapida stretta delle dita che gli serravano il braccio da quella parte.
Ma quell’ammonimento ebbe il solo effetto di incitarlo a proseguire. — Che cosa vi fa credere che diventero un membro della Stregoneria?
Di nuovo il sussurro di Naurya: — Dove altro pensi di trovare scampo, stupido!
Segui un mormorio concitato di voci umane e subumane.
Ma l’Uomo Nero si era gia alzato in piedi. — Sii gentile, Persefone — l’apostrofo. — Ricorda che nessuno puo accedere alla Stregoneria, se non di propria spontanea volonta. A quanto pare la tua recluta ha delle riserve. Lasciamo che ce le esponga.
— Innanzi tutto spiegatemi che cosa vorreste da me — replico Jarles.
Quando l’Uomo Nero parlo di nuovo, vi era una vaga nota di derisione nella sua voce. — Credevo lo avessi intuito. Vogliamo che tu abiuri il Grande Dio. Che ti metta, anima e corpo, al servizio di Satanas. Che tu scriva il tuo nome in questo Libro appoggiandovi sopra la fronte, in modo da ricevere il tuo schema personale e unico di onde del pensiero, che nessuno puo contraffare. E che tu assolva a qualche altra formalita.
— Non basta: — ribatte Jaries. — E come diventare sacerdote della Gerarchia, le stesse ciance soprannaturali. Che cosa si prefigge questa organizzazione di cui mi chiedete di diventare schiavo?
— Noi non te lo chiediamo, Armon Jarles — rispose l’Uomo Nero. — E non uno schiavo, bensi un uomo libero che ha contratto certi obblighi. Per quanto riguarda le nostre finalita… Immagino che tu abbia sentito il nostro rito. Rovesciare il Grande Dio e la sua Gerarchia!
La dura risposta di Jarles suscito un nuovo mormorio concitato.
— Capisco, in modo da elevare le vostre volgari superstizioni a decalogo di una nuova Gerarchia e opprimere il mondo a vostra volta? Anche gli scienziati dell’Eta dell’Oro si prefiggevano nobili scopi, ma appena hanno assaporato il potere se ne sono scordati. E poi. come fate a essere sicuri di non essere anche voi dei burattini della Gerarchia? E vero, mi avete salvato. Ma la Gerarchia usa metodi subdoli. Mi hanno lasciato parlare ai cittadini comuni quando avrebbero facilmente potuto ridurmi al silenzio. Forse hanno permesso che venissi salvato per qualche oscura ragione.
— Non so proprio come convincerti, Armon Jarles… ammesso che sia possibile… — replico l’Uomo Nero con divertita perplessita. — Per quanto riguarda le finalita ultime della Stregoneria, quando e se la Gerarchia verra deposta, be’ qui intervengono questioni di alta politica di cui non sono autorizzato a parlare.
“Ma, Armon Jarles, se c’e qualcosa che posso ragionevolmente fare per persuaderti in merito agli scopi che ci prefiggiamo, chiedi pure!
— Si, una cosa ci sarebbe — rispose Jarles con veemenza, incurante della pressione delle dita di Naurya sul suo braccio. — Se la vostra opposizione alla Gerarchia e il vostro amore per il popolo sono sinceri, rinunciate a questa ridicola messinscena e a tutti gli inganni! Non aumentate le superstizioni dei comuni cittadini! Non capite che alla radice di tutto c’e lo stato di ignoranza in cui sono tenuti? Dite loro la verita! Risvegliate le loro coscienze e incitateli a ribellarsi contro la Gerarchia!
— E patirne le conseguenze? — lo canzono l’Uomo Nero. — Ti sei dimenticato quello che stava per accaderti nella Grande Piazza? E di come i cittadini reagivano alle tue parole?
— Io chiedo un favore — intervenne Sharlson Naurya precipitosamente. — Quest’uomo e un idealista dalla testa particolarmente dura. E sospettoso e criticone di natura. Nominalo stregone d’autorita! Non appena avra avuto un po’ di tempo per riflettere vedra anche lui le cose come le vediamo noi.
— No, Persefone. Temo che non potremo fare un’eccezione… neanche per un idealista con la testa dura.
— Allora fallo rinchiudere in una cella fino a quando vedra la luce!
— No, Persefone, non possiamo ricorrere alla forza, ne per obbligarlo a diventare stregone ne per imprigionarlo. Anche se ammetto che ci sono volte in cui ne avrei una gran voglia! — Scoppio a ridere.
Ma un attimo dopo la sua voce ritorno seria, seria quanto puo esserlo una voce che trasuda allegria.
— Temo che tu non abbia altra scelta, Armon Jarles: o adesso o mai piu. Che cosa hai deciso: vuoi diventare membro della Stregoneria o no?
Jarles esito e si volto a guardare il circolo di sagome nere, e a tratti fosforescenti, che a poco a poco si era stretto intorno a lui. Se avesse rifiutato, con ogni probabilita l’avrebbero ucciso. Ormai sapeva troppe cose.
E poi c’era Sharlson Naurya, che pensava d’aver perduto per sempre. Accettare la proposta dell’Uomo Nero significava poter stare vicino a lei. E sembrava che anche lei lo volesse. Dite e Persefone non erano il re e la regina degli Inferi?
E poi c’erano anche quelle altre persone, l’Uomo Nero e gli altri. Verso di loro provava sentimenti contraddittori. Forse non gli piaceva quello che facevano ma non li odiava. Gli avevano salvato la vita.
All’improvviso si rese conto di essere molto stanco. Non gli si poteva chiedere di sfidare la morte, di sua spontanea volonta, due volte nello stesso giorno.
E le dita di Naurya continuavano a trasmettergli un messaggio insistente e ansioso. — Di’ di si, di’ di si!
Quando Jaries apri le labbra fu per rispondere: — Si.
Ma, come era accaduto nella Grande Piazza, la sua coscienza di idealista si ribello e la rabbia che provava per tutto quanto era falsita e fantasticheria soprannaturale ebbe di nuovo il sopravvento.
— No! Credo in quello che detto! Non scendero a patti con la menzogna! Non voglio aver nulla a che fare con la vostra Gerarchia Nera!
— Molto bene, Armon Jaries! Hai fatto la tua scelta! — risuono la voce stentorea dell’Uomo Nero.
Le mani che lo avevano trattenuto lo lasciarono andare e l’Uomo Nero sembro avventarsi contro di lui. Jaries comincio a sbracciarsi in preda al panico. Il quadro che prima sembrava dipinto a pennellate nere e fosforescenti si disgrego in un caos informe.
Altre mani lo afferrarono, mani morbide, ricoperte di guanti di gomma e molto forti. Avverti la pressione di una specie di campo, anche se diverso dal campo di inviolabilita delle vesti scarlatte dei preti della Gerarchia. Si divincolo invano.
Una cosa piccola, pelosa e dotata di artigli gli afferro la gamba nuda. Jaries si mise a scalciare convulsamente. Udi la voce imperiosa dell’Uomo Nero che ordinava: — Torna qui, Dickon, qui! — La creatura pelosa mollo la presa.
Jaries fece in tempo a urlare: — Sono tutte menzogne, Naurya! Tutte menzogne! — E a udire riecheggiare dalla tenebra la sua risata irosa e il suo grido di condanna: — Idiota! Idealista!
Poi una forza, a cui non riusciva a opporre resistenza, lo trascino via: fuori dalla porta, lungo un corridoio stretto che girava e poi girava ancora e ritornava indietro, come il budello di un labirinto. Lui vacillava e incespicava e le sue spalle rimbalzavano contro muri invisibili. Poi sali una scala. Qualcuno gli passo rapidamente
