All’improvviso, una delle finestre del piano superiore si dilato e il prete schizzo fuori come un proiettile, come se la casa lo avesse assaggiato e poi, non avendolo trovato di proprio gusto, lo avesse sputato fuori. A meta tragitto, il sacerdote attivo il suo campo di inviolabilita, cosicche il suo atterraggio fu piu lento e morbido. Rimbalzo gentilmente per terra.
Questa volta le risate della folla non furono dettate soltanto dall’isteria.
La casa si acquieto.
I sacerdoti che sorvegliavano gli strumenti cominciarono a consultarsi freneticamente. Due di loro si precipitarono verso Cugino Deth. Quelli che controllavano il grande tubo arrotolato sulla collinetta gli rivolsero uno sguardo interrogativo.
Ma fra tutti gli esorcisti, nessuno si sentiva piu inutile e confuso di Fratello Chulian. Perche gli dovevano sempre capitare cose simili? Eletto a quella posizione di apparente autorita per un malvagio capriccio di Deth, era quello che meno di tutti sapeva che cosa stesse accadendo. Se solo la sera prima avesse tenuto a freno la lingua e non avesse insultato quel piccolo diacono pestifero!
I quattro giovani sacerdoti risolsero di allontanarsi dalla casa e si fermarono accanto a lui. L’emozione aveva fatto dimenticare loro qualsiasi dignita di comportamento e stavano discutendo animatamente. Quello che era stato lanciato fuori dalla finestra veniva interrogato dagli altri tre.
— Chi non sarebbe stato tentato di dare una sbirciatina all’interno? — protesto con veemenza. — Due piedi nudi che correvano, e questo che ho visto vi dico. Soltanto due minuscoli piedi nudi, senza un corpo, senza niente. E quando si sono allontanati a passo di danza, dovevo pur vedere dove stavano andando! Poi, quando sono rimasto intrappolato nella porta, da non so dove sono arrivati dei piccoli cittadini comuni, che hanno cominciato a fare le piu ingiuriose osservazioni sulla mia testa. Come se fosse un trofeo impagliato e appeso al muro! Anche a voi sarebbero saltati i nervi. Volevo punirli. E per questo che sono corso dentro.
— E come hai fatto a saltare dalla finestra?
— E stata la casa, vi dico! Non c’erano cittadini da nessuna parte. A un tratto ha cominciato a sollevarsi e a tremare tutta. Il pavimento si e alzato sotto i miei piedi e mi ha scagliato contro un muro. Il muro mi ha mandato a rimbalzare contro un altro muro. Poi mi ha raggiunto un’altra volta il pavimento. Prima che potessi accorgermi di essere arrivato al piano di sopra ho ricevuto un ultimo colpo e, pochi istanti prima di finire spiaccicato contro la parete, ci si e aperta in mezzo una finestra e sono volato fuori. Non ci ho potuto fare niente!
Chulian non voleva ascoltare. Era tutto troppo strano e inquietante. Che cosa spingeva la Gerarchia a fare cose simili? E poi i cittadini comuni avevano riso! I diaconi sparsi in mezzo alla folla li avevano prontamente zittiti, ma loro avevano riso.
Cugino Deth avanzo a grandi passi, seguito dai sacerdoti.
— E adesso che le vostre reverenze hanno edificato il popolo con questa piccola esibizione — stava dicendo il diacono — forse potremo finalmente eseguire gli ordini impartitici dall’arciprete Goniface.
— Impartiti a te, vuoi dire! — lo rimbecco con rabbia uno dei giovani preti. — Noi abbiamo ricevuto gli ordini dal Centro di Controllo del Santuario e dal Sommo Concilio. Ci era stato detto di procedere nel solito modo.
Deth lo squadro freddamente — Ma vedete, reverenza, questa non e la solita casa stregata costruita apposta perche voi la demoliate. Temo che questa sia una specie di guerra. E forse la guerra e una cosa con cui solo uno spregevole e illegittimo diacono sa come sporcarsi le mani. Fratello Shawl, preparate il getto a entropia- zero.
Un lungo tubo, sottile e leggero, fu attaccato al contenitore che era stato portato in processione alle spalle di Cugino Deth. Fratello Chulian senti un brivido percorrere il suo campo di inviolabilita e si allontano tremando.
— Un breve getto di media intensita contro tutta la costruzione — stava ordinando Deth. — Quel che basta per consolidare le mura esterne. Poi avanti a tutto regime. Ci apriremo una porta da soli. Pronti? Molto bene. La parola a Fratello Jafid.
La voce di Fratello Jafid, potentemente amplificata, era melliflua e sgradevole.
— Che le Acque della Pace Perfetta circondino questo luogo. Che plachino il suo subbuglio. Che lo liberino da ogni moto e da ogni male.
Con un debole stridio, cosi acuto da essere quasi impercettibile, come quello di una lastra di ghiaccio che sfreghi contro un’altra lastra di ghiaccio, il proiettore a entropia zero si apri. Fiocchi di neve e di aria ghiacciata riempirono la traiettoria sempre piu ampia del suo getto. La casa stregata fu avvolta da una tormenta di neve in miniatura, dalla quale rimbalzarono tutt’intorno folate di aria polare. I cittadini, gia accalcati com’erano, dettero l’impressione di arretrare, premendo ancor di piu gli uni contro gli altri.
La portata del getto si restrinse, si concentro attorno all’ingresso e lo ricopri di una spessa crosta di ghiaccio. Poi il debole stridio cesso.
Un sacerdote si avvicino alla lastra opalescente e luccicante e la colpi violentemente con la verga dell’ira. I materiali ipergelati si frantumarono, aprendo nella porta un grande vano dentellato. Il prete passo con la verga intorno al bordo per eliminare le parti frastagliate che caddero per terra tintinnando come ghiaccioli.
— Adesso possiamo procedere — sentenzio Deth aspramente. — Prima il proiettore e le verghe. Restate uniti. Fate attenzione a eventuali trappole e alle porte. Seguite i miei ordini. Non appena avrete trovato la giovane strega informatemi.
Poi, mentre i sacerdoti si avviavano, noto Fratello Chulian che se ne stava in disparte.
— Oh, reverenza, stavo quasi per dimenticarmene! Questa era la casa che desideravate tanto vedere. Vi spetta il posto d’onore, Fratello Chulian. Vi prego, guidate voi i sacerdoti all’interno della casa!
— Ma…
— Stiamo aspettando la reverenza vostra, Fratello Chulian. Tutta Megateopoli vi sta aspettando.
Con riluttanza, Chulian si fece strada fra le erbacce ghiacciate. Folate di aria fredda gli gelavano le caviglie attraverso l’apertura inferiore del suo campo di inviolabilita, facendogli tremare le ginocchia.
Senza volerlo, si mise a studiare la casa, i cui muri ghiacciati cominciavano a evaporare ai caldi raggi del sole. Anche nello stato degradato in cui versava, la costruzione conservava una certa bellezza di proporzioni. Nondimeno, la sua potenziale fluidita era ripugnante per chi era abituato alla ponderosa, rigida plasticita dell’architettura della Gerarchia.
Da qualche parte aveva letto che le case dell’Eta dell’Oro erano regolabili, fatte di muri elastici tenuti insieme da campi di forze, e paragonabili, come struttura e finalita, alla figura mobile del Grande Dio sopra la cattedrale.
Ma quell’idea non piaceva affatto a Fratello Chulian. Per certi versi lui provava riverente soggezione nei confronti dell’Eta dell’Oro e dei suoi orgogliosi abitanti, alla stessa stregua dei comuni cittadini. Con ogni probabilita erano stati imprevedibili e cocciuti come le loro case… ribelli e critici come Fratello Jarles, e sfrontati e irriverenti come quella strega.
Chulian penso a quanto dovesse essere terribile vivere nell’Eta dell’Oro, quando la libera individualita di ciascuno era costantemente minacciata da quella degli altri e non c’era la Gerarchia a pianificare la vita e garantire la sicurezza.
Era arrivato molto vicino all’apertura circondata di ghiaccio. E se i vecchi abitanti fossero ritornati in vita insieme alla casa? Che idea stupida. Pero…
— Se all’interno ci sara qualche accenno di movimento, interverremo con un leggero getto di entropia per congelarlo — disse la voce di Deth alle sue spalle. — La reverenza vostra fara bene a camminare piu velocemente se non vuole che il suo campo di inviolabilita si arresti.
Affrettando il passo, Chulian entro nella casa stregata e imbocco la prima porta che vide. Sarebbe stato proprio nello stile di quel meschino d’un diacono mettere in atto quella minaccia, e l’idea di restare bloccato in un posto come quello, anche se solo per pochi istanti, era quanto mai seccante.
La debole luce della sua aureola illumino parzialmente una stanza di modeste proporzioni, sormontata da una cupola. I mobili che l’arredavano erano scoloriti dal tempo, ma di fattura gradevole e di aspetto comodo. Chulian tossi. La polvere, sollevata dai sommovimenti di poco prima stava lentamente ricadendo per depositarsi ovunque in spessi strati. Il pavimento cedette leggermente sotto i suoi piedi.
Nonostante il generale senso di ripugnanza che provava, quella stanza esercitava uno strano fascino su di lui. Anzi, per taluni versi, quasi gli piaceva. In particolare, lo attirava un certo divano, che assomigliava al letto della sua lussuosa cella al Santuario.
Un suono raggelante, come se qualcuno stesse digrignando i denti alle sue spalle lo fece girare di scatto. Non c’era nessuno.
