mandare Dickon a giocare un po’ con lei?

— Se lo vede gli cava gli occhi! Quel piccolo bruto, strisciante, raccapricciante e sporcaccione! Che cosa vuoi?

— Come sta il nostro malato?

— Vuole alzarsi e dar fuoco al mondo intero! Devo tenerlo legato al letto!

— E la sua… educazione?

— Oh, mi sembra che gli stia entrando un po’ di sale in zucca. I tipi come lui capiscono le cose solo dopo averci sbattuto la testa. Comunque e un duro. Per essere un giovanotto gentile com’e ha uno spirito impetuoso e contorto. In ogni caso, penso che si stia ammorbidendo nei vostri confronti… per sua disgrazia!

— Ottimo! Pero penso che tu sia troppo modesta. Tu sottovaluti l’influenza che la tua compagnia ha su di lui. Noi ti siamo molto grati, Madre Jujy.

— Grati un corno! — La vecchia strega si raddrizzo e sporse il mento avvizzito. — Ascolta, io sono disposta ad aiutarvi di tanto in tanto perche so che combattete i preti. Ma c’e una cosa che voglio che vi entri bene in testa: io l’ho capito fin dall’inizio. Nonostante tutti i vostri trucchi, le vostre acrobazie e le vostre scimmiette farfuglianti, voi non siete delle vere streghe!

Dalla tenebra provenne uno sghignazzo compiaciuto.

— Speriamo che i preti non arrivino mai a possedere un intuito come il tuo, Madre Jujy.

Lei ignoro il complimento. — Voi siete soltanto degli impostori — continuo. — Io sono la sola vera strega!

La tenebra si inchino. — E noi non ti contenderemo questo onore.

— Cosi va bene! — decreto Madre Jujy.

7

— Asmodeo ha detto che la Stregoneria aumentera la pressione, Drick. Questa notte, i lupi verranno a Megateopoli. All’inizio si limiteranno ad aggirarsi in periferia, ma poi si addentreranno in citta. A partire da mezzanotte, nelle citta chiave i telesolidografi funzioneranno ventiquattr’ore su ventiquattro. Per quell’ora dovremmo avere il secondo gia installato qui. Voi ragazzi potrete fare i turni. Divertitevi ma state attenti a non affaticare gli occhi. Nel frattempo, ogni congrega ordinera a tutte le streghe e a tutti gli stregoni disponibili di dare inizio al secondo stadio di persecuzioni a danno dei sacerdoti del Quarto Circolo. In questi nastri sono descritte le paure dei preti piu impressionabili. Puoi iniziare a distribuirli. Cosi dicendo, l’Uomo Nero allungo una scatola piena zeppa di minuscoli contenitori a forma di ruota al giovanotto che stava in piedi davanti alla scrivania. Quest’ultimo, basso, corpulento, scaltro e, come lui, vestito di nero, diede un’occhiata ai nomi scritti su ciascun contenitore, quindi, con un rapido gesto della mano, chiuse la scatola.

— Mi piacerebbe sapere dove Asmodeo reperisce informazioni cosi dettagliate — aggiunse l’Uomo Nero, sfregandosi gli occhi cerchiati di rosso. — Se fossi religioso, direi che e il Grande Dio in persona. Sa cosi tante cose sulla Gerarchia.

Drick si sporse in avanti. — Forse fa parte della Gerarchia.

L’Uomo Nero annui, aggrottando le sopracciglia. — Puo darsi — convenne con aria pensosa.

Drick lo guardo in modo strano.

— Non sono io Asmodeo, Drick. Non sono nemmeno sicuro di essere l’uomo piu importante di Megateopoli, anche se sembra che io sia il primo a ricevere gli ordini.

— Da dove? — Drick appoggio una mano sulla scatola. — Una cosa come questa, per esempio. Devi pur averla avuta da qualcuno.

— Naturale. — L’Uomo Nero gli rivolse un sorriso un po’ stanco. — Logica vuole che se io entro in questa stanza e trovo una scatola sul mio tavolo, qualcuno deve avercela messa. Ma chi?

— E cosi che e andata?

L’Uomo Nero annui.

Drick scosse la testa con fare dubbioso. — Certo e che noi ci fidiamo molto.

L’Uomo Nero sghignazzo. — Pero devi ammettere che questo sistema presenta dei notevoli vantaggi. Se qualcuno di noi viene catturato non puo mandare all’aria tutta l’organizzazione… nemmeno se lo persuadono a farlo.

— Finora non e stato preso nessuno di noi. — C’era una nota di impertinenza nella sua voce.

L’Uomo Nero sollevo lentamente gli occhi su di lui: il suo viso, normalmente malizioso si era fatto serissimo. — Non e che per caso pensi che sia cosi perche in realta non ne sono capaci? Non stai mettendo in dubbio il fatto che la Gerarchia abbia gia individuato alcuni di noi e che stia soltanto aspettando di far abboccare i grandi capi prima di tirare su le reti?

Drick parve un po’ sorpreso. Aggrotto la fronte. — Certo che no. — Prese la scatola e si alzo. Poi gli venne in mente qualcosa. — Sono stato un po’ con Sharlson Naurya. Comincia a scalpitare. Non le piace restare rinchiusa qui.

— Anche in questo caso, ordini di Asmodeo. Ha in serbo qualcosa per lei, un incarico speciale per quando sara arrivato il momento opportuno. Passa un po’ di tempo con lei, Drick, se ne hai la possibilita. Distraila.

— Questi si che sono ordini piacevoli da eseguire!

— Oh, ma non farti troppe illusioni. Credo che fra breve avremo di nuovo fra di noi un certo prete rinnegato.

— Il paziente di Madre Jujy? Ha cambiato idea?

— Penso che sia sul punto di farlo.

Drick annui. — Dev’essere un buon diavolo. E credo che Naurya abbia un debole per lui. — Poi, arrivato sulla soglia, si volto indietro di scatto. L’Uomo Nero si era abbandonato contro lo schienale della sedia e si stava stropicciando gli occhi. — Senti — gli suggeri Drick con finta noncuranza — se a partire da questa notte la situazione si fara piu pesante, perche non ne approfitti per prenderti una mini-vacanza di sei ore, finche sei in tempo?

L’Uomo Nero assenti. — Non e una cattiva idea.

Quando Drick usci, si drizzo a sedere e fisso il muro. — Non e affatto una cattiva idea.

In lontananza una potente campana comincio a suonare a morto. Un sorriso malizioso increspo le sue labbra. Poi, pero, lo stregone aggrotto le sopracciglia e scosse la testa, come se volesse scacciare una tentazione. La campana continuava a rintoccare. La seconda volta il sorriso ebbe la meglio e, scrollando le spalle, l’Uomo Nero si alzo in piedi.

Adesso era scattante e pieno di energia.

Da un armadietto a muro estrasse una guaina nera piuttosto spessa che, per certi aspetti, assomigliava a un rotolo o a una rete di fili elettrici; se la lego all’avambraccio destro. Sopra uno stipo, dalla parte opposta della stanza, si trovava un vaso basso di bronzo, all’interno del quale galleggiavano alcuni fiori. L’Uomo Nero vi punto contro la mano destra, come se stesse provando a stabilire una sorta di contatto. Il vaso ondeggio leggermente, si sollevo di quattro o cinque centimetri dal ripiano e, all’improvviso, si capovolse, rovesciando acqua e fiori. L’Uomo Nero sorrise soddisfatto.

Al braccio sinistro assicuro un altro tipo di guaina, corredata di tasti che riusciva a toccare piegando il palmo verso il basso. Armeggio nello stipo e dopo un po’ nella stanza riecheggio un brano musicale: era una melodia solenne. L’Uomo Nero indietreggio, mosse il braccio sinistro come se stesse cercando di nuovo di stabilire un misterioso contatto e comincio a sfiorare i tasti. Immediatamente la melodia si trasformo in uno stridio rauco e discordante.

Lo stregone sghignazzo e, avvicinatosi all’armadio, tolse da un attaccapanni un’uniforme da cittadino comune: un grembiule di stoffa grezza con le maniche lunghe, le mollettiere, gli stivali e un cappello.

Una vocina sottile, smorzata e stridula, che sembrava provenire dal nulla, osservo: — Eccoti di nuovo pronto per fare altri scherzi! E immagino che anche questa volta a me tocchera il lavoro piu duro!

— Ti sbagli, caro Dickon, perche questa volta penso proprio che ti lascero a casa — rispose l’Uomo Nero.

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