persuaderla, o a costringerla a entrare nel monacato, lui sarebbe riuscito ad averla.
La Gerarchia. Li, finalmente, avrebbe potuto trovare la vera sicurezza. Sapeva che, per qualche ragione, la sicurezza che gli offriva la Gerarchia era sbagliata. Ma per quale ragione? Non lo rammentava piu.
La Gerarchia. Il pensiero della Gerarchia illumino la sua mente come un immenso sole dorato, e lo abbaglio.
Poi, quella luce dorata si trasformo in una fiamma accecante e ustionante. Un rombo assordante squarcio l’aria. Era come se lui si trovasse al centro di un’esplosione che faceva tremare il cosmo intero. Un’esplosione che aveva dilaniato ogni fibra sensitiva del suo corpo, lacerato i suoi nervi: un’esplosione che lo aveva annientato.
Poi, il nulla, il buio, la morte dei sensi.
Quindi, la lenta risalita da quell’abisso di tenebra.
Si trovava nella stessa stanza di prima. Seduto sulla stessa poltrona imbottita. E Fratello Dhomas lo fissava con lo stesso sguardo vacuo.
Non era cambiato nulla.
Che cosa aveva cercato di fare Fratello Dhomas? Di cambiare la sua personalita? Ah ah, non c’era riuscito! Lui era ancora Fratello Jarles. Quel vecchio idiota aveva fallito!
Ovvio che era Fratello Jarles, sacerdote del Primo Circolo. Ma non lo sarebbe stato ancora per molto! Dunque, l’obiettivo a cui doveva puntare era l’elezione al Quarto Circolo, da dove, poi, avrebbe iniziato la scalata al potere. Il terzo e il quinto erano fondamentalmente dei vicoli ciechi.
Ovvio che lui era Fratello Jarles. Servo fedele della Gerarchia. Qualunque imbecille sapeva che quello era il sistema migliore per conquistarsi un posto al sole. Cugino Deth era suo amico; in altre parole, Cugino Deth era disposto ad aiutarlo. E tutti quelli che potevano contare sull’aiuto di Deth facevano strada.
Poi, come una pugnalata nella schiena, gli riaffioro alla mente un’eco del passato. Con incredulita, con dolore, Jarles ricordo.
Dunque si era sbagliato! L’esperimento di Fratello Dhomas era perfettamente riuscito! La sua personalita era cambiata!
Con riluttanza e con un profondo senso di vergogna e di imbarazzo, ricordo l’altro, il vecchio Armon Jarles.
Che incredibile, miserabile stupido bamboccio romantico era stato quell’altro Armon Jarles!
11
Fratello Chulian aveva paura dell’uomo disteso sul letto. C’era quasi angoscia nei suoi occhi mentre lo guardava.
Per la verita, quell’uomo era quasi sicuramente privo di coscienza; lo era stato fin dal momento in cui l’avevano catturato. Era ferito in modo cosi grave che i medici avevano dovuto approntare un cuore artificiale per sostenere il suo. Chulian osservo il sangue che scorreva nei tubi trasparenti.
Era ben vero che la scienza medica della Gerarchia era in grado di accelerare in modo stupefacente il processo di guarigione, ma cio non toglieva che sarebbero dovute trascorre parecchie ore prima che il prigioniero potesse alzarsi da quel letto.
Nondimeno, Chulian aveva paura di lui. Perche quell’uomo era una strega, o non sarebbe stato piu giusto dire uno stregone? In ogni caso, un potente esponente della Stregoneria Occulta. E il ricordo della recente esperienza che aveva fatto dei poteri della Stregoneria era fin troppo vivo nella sua mente. Quel divano abominevole! Non era piu riuscito a dormire bene da quel giorno.
Simili poteri oltrepassavano i limiti del possibile.
Naturalmente, i sacerdoti dei circoli piu alti sostenevano l’esatto contrario. La maggior parte di loro asseriva che quei poteri altro non erano che trucchi, illusioni create con innegabile maestria dai nemici della Gerarchia con l’ausilio della scienza. Insomma, in essi non vi era alcunche di soprannaturale. Era questo il concetto che in quei giorni veniva ripetuto con martellante insistenza ai preti dei circoli inferiori. Erano anche state indette speciali riunioni sull’argomento. I sacerdoti delle alte sfere non si stancavano neppure di ribadire che la Gerarchia avrebbe presto sconfitto il nemico: aveva soltanto ritardato l’azione per poterlo studiare e perfezionare i preparativi del contrattacco. Nel frattempo, ai preti dei circoli inferiori veniva chiesto di guardare con assoluto e totale scetticismo ai fantasmi… e, se ne vedevano qualcuno, di presentare in merito dettagliate relazioni ai loro superiori.
Come sarebbe stato piu rassicurante, riflette ansiosamente Chulian, se la Gerarchia avesse annunciato che il Grande Dio, nella sua soprannaturale onnipotenza, aveva deciso di sbaragliare le schiere di Satanas! Il fatto era che il Grande Dio non esisteva. Quale immenso conforto sarebbe stata la sua esistenza!
Una sacerdote del Terzo Circolo entro nella stanza, ispeziono il paziente, rilevo i dati dagli indicatori collegati alla macchina per la circolazione extracorporea del sangue, e se ne ando senza dire una parola.
Come era stato meschino Cugino Deth ad affidargli quell’incarico!
Ma che cosa poteva farci? Poco per volta, e contro la sua volonta, era entrato a far parte del suo entourage. E dietro Cugino Deth si profilava la potente figura dell’arciprete Goniface. Dopo aver cercato per anni di evitarlo, Chulian era rimasto invischiato nella politica della Gerarchia.
Per suo temperamento, Chulian si riconosceva nel partito dei Moderati. Una volta aveva sentito l’arciprete Frejeris parlare e ne era rimasto cosi colpito che se lo ricordava ancora. Un uomo alto, bello, sereno come una statua; gli aveva ispirato un senso di grande tranquillita e di sicurezza.
Tuttavia, doveva ammettere che la politica adottata in quel frangente dai Moderati, con la loro ostinazione a minimizzare il pericolo rappresentato dalla Stregoneria, non lo soddisfaceva affatto. Se fosse capitato a loro quello che era capitato a lui, si sarebbero ben guardati dal sottovalutarne a quel modo la minaccia! Questa volta erano i Realisti a vedere giusto.
Un flebile rumore, come di qualcuno che si schiarisse la gola, lo distolse da quei pensieri. L’uomo disteso sul letto aveva aperto gli occhi e lo stava guardando.
Non appena l’Uomo Nero riprese conoscenza, il primo pensiero che attraverso la sua mente fu un’eco che lo raggiunse dal profondo del suo subconscio: preoccupazione per Dickon. Senza la sua quotidiana razione di sangue, il suo piccolo fratello sarebbe potuto sopravvivere al massimo tre giorni.
Formulo con ansia un messaggio: — Ci sei, Dickon? — Poi sgombero la mente e resto in attesa.
Lentamente, nel vuoto dei suoi pensieri si incise una risposta.
— Dickon e nei tubi del vento. Dickon e molto debole. Povero Dickon. Ma Dickon riesce a vederti.
Tubi del vento? I condotti dell’areazione! Doveva esserci una presa d’aria nella stanza.
Penso: — Perche non puoi venire qui da me?
Trascorsero alcuni istanti prima che gli giungesse la risposta. Evidentemente, il cervello del suo fratellino era ottenebrato dai veleni della stanchezza.
— A Dickon piacerebbe venire. E all’imboccatura di un tubo del vento che porta alla tua camera. Ma c’e sempre un prete nella stanza. Sarebbe sbagliato per Dickon rischiare di farsi vedere dal prete. Questo tu lo sai, fratello.
— Dickon ha aspettato qui per un giorno intero. Povero Dickon. E stato molto difficile per lui arrivare fin qui. Ha perso il contatto con la mente di suo fratello piu di una volta. Dickon vuole che tu gli dica che cosa deve fare.
L’Uomo Nero penso: — Dove si trova il prete?
— Se giri un po’ la testa a sinistra, lo vedi. Non sta guardando il fratello di Dickon in questo momento.
Con infinita cautela e senza fare nessun rumore, l’Uomo Nero ruoto il capo fino a quando i suoi occhi inquadrarono Fratello Chulian. Il paffuto sacerdote della Gerarchia sembrava assorto in cupi pensieri.
Penso: — Hai ancora sufficiente energia per muoverti con rapidita per un po’, Dickon?
— Dickon ha ancora una piccola scorta di sangue fresco nella sua sacca. Restando seduto tranquillo, Dickon e riuscito a risparmiarla.
— Perfetto! Non ci vuole niente per spaventare questo prete. Senza farti vedere, cerca di fargli paura, cosi mentre lui si precipita fuori dalla stanza, tu puoi correre qui. lo lo distrarro, mentre tu entri in azione.
— E dopo Dickon potra venire da suo fratello?
