fossero diaconi a portata di orecchio. Si mormorava che un sacerdote fosse fuggito a gambe levate da una cappella nella quale stava celebrando, perche qualcosa di invisibile lo aveva afferrato alla gola mentre predicava. Altri riferivano di un gruppo di popolani che, mentre rientravano di sera dai campi, erano stati abbandonati dal sacerdote che aveva il compito di scortarli e di proteggerli contro le forze del male.
Qualcuno aveva addirittura raccontato che prima dell’alba un bambino era morto del Mal Soffocante, perche nessun prete del Terzo Circolo aveva accettato di uscire dal Santuario.
Ma vi erano anche altri segnali che indicavano che la Gerarchia era spaventata. Da due giorni continuavano ad affluire alla spicciolata in citta gruppi di preti di campagna. Alcuni sostenevano che fossero venuti a Megateopoli per celebrare una festa religiosa, ma altri sussurravano che cercassero la protezione del Grande Santuario. Quest’ultima voce trovava conferma nei racconti dei contadini che erano venuti al mercato. I contadini, che erano piu schietti della gente di citta, avevano riferito, senza mezzi termini, che molti santuari rurali erano stati abbandonati e che il lavoro nei campi era pressoche fermo.
I mercanti che erano giunti dai centri vicini, chi a dorso di mulo, chi a bordo di carri, avevano dichiarato che anche in quelle citta i servi di Satanas erano all’opera, e non si erano mostrati per nulla sbigottiti nell’apprendere che Megateopoli fosse sottoposta a un simile assedio.
Satanas rideva. La terra tremava. E il Grande Dio non se ne curava.
Cosi, a poco a poco, fra i cittadini comuni scoppio una discussione sulla vigliaccheria dei sacerdoti. Ecco quello che pensavano gli uomini e le donne del popolo: — Perche i preti non ci proteggono? Abbiamo confessato i nostri peccati gia due volte. Ci siamo pentiti e siamo ritornati sulla retta via. Allora perche continuano a farci vivere nel terrore? Loro dicono che e una prova, ma se e davvero una prova e durata fin troppo. Hanno sempre sostenuto di essere in grado di sconfiggere Satanas in qualsiasi momento. E allora perche non lo fanno?
Rabbia e paura: erano questi i sentimenti che si agitavano nel cuore dei cittadini comuni che lasciavano la Grande Piazza, o per lo meno questa fu l’impressione che ebbe Sharlson Naurya, scivolando furtivamente fra di loro. Lo si intuiva dal modo in cui litigavano per il diritto di precedenza e altre quisquilie del genere, dalle accuse di furto che si scambiavano l’un l’altro e dai ceffoni che assestavano ai figli quando restavano indietro.
La confusione creata da quei bisticci era propizia per la ragazza, perche teneva occupati i pochi preti e diaconi presenti.
Era consapevole di correre un grosso rischio e di disobbedire agli ordini di Asmodeo, ma la scomparsa dell’Uomo Nero e di Jarles aveva profondamente cambiato la situazione. Jarles aveva lasciato la casa di Madre Jujy per rimettersi in contatto con la Stregoneria e l’Uomo Nero era andato a incontrarlo. Questo era tutto quello che Drick era riuscito a scoprire.
Cosi, vestita come una popolana, lo scialle stretto intorno alla testa, Sharlson Naurya si era mescolata alla folla che gremiva la grande piazza, come una giovane madre alla ricerca dei figli scomparsi.
Ed era proprio come una madre che si sentiva in quel momento. Perche se era vero che lei era innamorata di uno dei due uomini, a volte le sembravano i suoi figli. L’Uomo Nero, il cocco un po’ viziato: intelligente e buono d’animo, ma anche sfrontato, monello e incosciente. Jarles, quello piu serio, cocciuto e tormentato dai dilemmi morali.
A un tratto, all’angolo con una delle viuzze che confluivano nella piazza, vide un cittadino comune della medesima corporatura di Jarles. Istintivamente accelero il passo. L’uomo aveva la barba corta e ispida e indossava un cappuccio… Forse per nascondere la tonsura?
Sharlson Naurya gli si avvicino. Assomigliava a Jarles. Era Jarles. Il suo cuore ebbe un sussulto di gioia, ma al tempo stesso non pote fare a meno di provare una punta di sottile auto-compiacimento. Dunque, secondo Drick, non valeva la pena tenere la riunione, vero? Perche quella sera lei avrebbe portato Jarles direttamente alla riunione delle Congreghe. E allora Drick si sarebbe reso conto di quale nuovo valido soldato lei avesse conquistato alla causa della Stregoneria.
Sharlson Naurya attiro l’attenzione dell’uomo. Poi con un cenno quasi impercettibile del capo, gli fece segno di seguirla nella stradina laterale. Dopo un attimo lui la raggiunse.
L’ebbrezza che Jarles provo quando riconobbe Sharlson Naurya fu istantaneamente smorzata da una certa apprensione. Non aveva sperato di riuscire a mettersi in contatto con la Stregoneria cosi presto e con tanta facilita, ma al tempo stesso era cosciente che la strada che stava per imboccare era lastricata di pericoli… di minacce al suo benessere fisico. E ultimamente lui aveva incominciato a provare un gran rispetto per quell’involucro di carne e di ossa che racchiudeva il suo io. Una volta che quell’involucro si danneggiava in modo grave, non c’era piu modo di riceverne in dotazione uno nuovo!
Proprio non riusciva a capire il motivo che in passato l’aveva spinto a correre rischi tanto folli. Almeno l’avesse fatto per trarne un profitto personale! Ma probabilmente quel comportamento aveva a che vedere con quel suo incredibile spirito idealista di un tempo. Quello era un mistero ancora piu grande, e non gli piaceva pensarci: erano cose troppo misere e puerili.
Del resto era naturale che se uno voleva ottenere vantaggi personali e appagare il proprio io dovesse correre dei rischi. Ogni cosa aveva un prezzo. E nessuno faceva mai niente per niente. Era chiaro dunque che se Goniface gli aveva promesso di promuoverlo sacerdote del Quarto Circolo, pretendesse qualcosa in cambio. Era per questo che era indispensabile che lui si imbarcasse nella difficile impresa di tradire la Stregoneria.
Goniface! Quello si che era un uomo! Jarles non ricordava di aver mai invidiato una persona in vita sua con tanta intensita ne di averne ammirata un’altra in modo cosi profondo, benche a denti stretti. Nemmeno Cugino Deth. Perche l’arciprete possedeva un’ampiezza di vedute e una naturale inclinazione al potere (di cui intimamente sapeva godere come nessun altro) che al diacono mancavano.
L’elevazione al Quarto Circolo, e tutto quello che cio comportava (e anche qualcosina di piu), era una ricompensa che giustificava il rischio. Non poteva esserci peggior sorte di dover avere a che fare con le menti limitate e timide dei sacerdoti dei primi due circoli. Ma cio non significava che non dovesse usare il buon senso e cercare di ridurre al minimo i rischi.
Per cui fu con mente vigile e occhi aguzzi che Jarles si decise a seguire Sharlson Naurya nel distretto abitato dai cittadini comuni. Noto con un certo piacere le intense sfumature di luce che i raggi rossi del sole riuscivano a strappare da quei muri grezzi. In quegli ultimi giorni era iniziata una nuova vita per lui, infinitamente piu piacevole e gratificante di quella precedente. I suoi sensi, la vista, il tatto, l’olfatto e altri piu intimi, gli regalavano emozioni mai sperimentate prima di allora. Perche finalmente lui aveva capito quale fosse la sua vera identita: era io puro, assoluto, libero per un certo periodo di assaporare i piaceri del mondo e di imporre al mondo la sua volonta. Una volta capito quello, tutto diventava chiaro come il sole e ogni istante prezioso.
Un vago idealismo aveva reso cieco quell’altro Jarles e incapace di godere di cio che aveva a portata di mano. Ma adesso quell’altro Jarles non poteva piu dargli fastidio… se non nel sonno.
Quando furono abbastanza lontani dalla Grande Piazza, Jarles si affianco a Sharlson Naurya e da quel momento in poi procedettero appaiati. Gli sembro saggio dire, a fior di labbra: — Adesso sono con voi fino in fondo. Ho riflettuto a lungo, mentre ero da Madre Jujy e alla fine ho preso la mia decisione.
Come risposta gli giunse la calda, amichevole stretta di mano di Naurya. Quel contatto, cosi rapido eppur cosi intimo, ebbe l’effetto di fargli riaffiorare alla mente un dubbio che lo tormentava fin da quando aveva parlato con Goniface.
Goniface aveva dato istruzione molto precise riguardo a Sharlson Naurya, sia a lui sia a Cugino Deth. Se nel corso dell’azione fossero riusciti a catturarla, avrebbero dovuto ucciderla subito.
Naturalmente, se non gli fosse rimasta altra via d’uscita l’avrebbe sacrificata… l’avrebbe soppressa con le sue stesse mani, se fosse stato assolutamente inevitabile. Ma se, senza attirare troppi sospetti su di se, fosse riuscito a farla sparire misteriosamente, be’ quella sarebbe stata senz’altro la soluzione migliore.
Ma perche a Goniface premeva tanto la sua morte? Era chiaro che lei doveva essere a conoscenza di un paio di segretucci sul suo conto che il caro arciprete preferiva rimanessero tali, ma che forse a lui sarebbero tornati utile per fare carriera piu in fretta… Per cui adesso aveva non piu una ma due buone ragioni per salvarle la vita, se solo ne avesse avuto l’opportunita.
La luce intensa del tramonto aveva ceduto il posto a quella piu tenue del crepuscolo. A un tratto, la sua guida piego in direzione di un minuscolo tempio in cui, presumibilmente, i cittadini comuni si riunivano a pregare. Nell’oscurita, Jarles riusci a discernere l’immagine del Grande Dio, l’altare, e alcune piccole panche. Il tempio era vuoto. Sharlson Naurya si avvicino a una delle pareti a fianco dell’altare, e tasto la cornice di plastica decorata.
