questa proposta il Concilio si esprima subito con una votazione.
Frejeris lo squadro con un’occhiata di gelido disprezzo, come se fosse semplicemente offeso per l’inaudito affronto di quella interruzione tanto villana.
— Approvo! — bercio inaspettatamente Fratello Sercival dal suo scranno, accanto a quello di Goniface.
Persino il vecchio Fanatico fa il nostro gioco, penso quest’ultimo.
Ma nonostante questo, Frejeris continuo a non capire e rimase immobile, come se attendesse che quella serie di disdicevoli interruzioni finisse e lui potesse finalmente riprendere la parola. Era un uomo di superba dignita e grande regalita di portamento.
I suoi stessi Moderati intuirono quello che stava per succedere prima di lui. E malauguratamente per lui, i loro sguardi esprimevano piu paura che indignazione.
— Allora, ci sono obiezioni alla mia richiesta di mettere la proposta ai voti? — chiese Jomald. Il tono della sua voce era inesorabile e, nel silenzio, ogni sua parola risuono come un colpo di mannaia.
Con grande titubanza, lanciando occhiate interrogative da un capo all’altro del tavolo, uno dei Moderati fece un timido tentativo di alzarsi in piedi. Ma l’impassibilita degli altri arcipreti lo convinse a cambiare repentinamente idea, e si lascio ricadere sul suo scranno evitando di incrociare lo sguardo di Frejeris.
Fu solo allora che Frejeris capi. A suo onore va detto che nemmeno in quel momento perse la calma e il suo volto, grande e bello, conservo intatta la sua statuaria dignita.
Uno dopo l’altro gli arcipreti appoggiarono sul tavolo lucente il pugno chiuso, decretando cosi la sua condanna. Frejeris lancio loro occhiate sprezzanti, ma piu come un uomo che ricusi uno sgarbo, che come un prete che stia per essere scomunicato.
Alla fine non una sola mano era stata appoggiata sul tavolo con il palmo rivolto verso il basso, in segno di opposizione alla proposta, e solo due Moderati si erano astenuti, e il loro disagio era evidente.
— Eseguite la sentenza — tuono Jomald rivolto al gruppo di tecnici del Quarto Circolo.
Molti arcipreti, che solo a quel punto si resero conto di come ogni cosa fosse stata attentamente preordinata, tradirono sorpresa.
Ma anche in quella circostanza, Frejeris mantenne la calma. I Moderati che gli sedevano accanto si ritrassero per la paura; lui, invece, non indietreggio e rimase ritto al suo posto, come una statua di marmo.
E come una statua di marmo fu abbattuto. I tecnici diressero contro di lui radiazioni invisibili, che provocarono la paralisi dei centri nervosi. Il primo a essere colpito fu il nervo ottico.
Esitando, Ferjeris si porto le mani agli occhi ormai ciechi, ma prima che potesse completare il movimento, anche il tatto l’aveva abbandonato. Poi fu il senso dell’equilibrio a venire meno. Il suo corpo massiccio ondeggio in avanti e poi cadde pesantemente sul tavolo, un tavolo che non poteva piu sentire.
Fratello Frejeris giacque li, riverso sul marmo lucente, piu indifeso di un bambino, rudere inanimato, scomunicato non solo dalla Gerarchia, ma dall’universo intero, escluso da ogni contatto sensoriale, condannato per un anno all’inferno privato dei suoi pensieri ; un anno che sarebbe durato un’eternita, perche non avrebbe avuto alcun modo di misurare il tempo.
Mentre alcuni sacerdoti dei primi circoli si facevano avanti per portare via il leader caduto, Fratello Jomald riprese a parlare.
— Io chiedo inoltre che l’arciprete Goniface venga ufficialmente investito del potere di usare tutte le risorse della Gerarchia per combattere il comune nemico e che venga nominato Sommo Gerarca fino a quando la Stregoneria verra sconfitta. Per tutta la durata di questo periodo, il Sommo Concilio fungera da principale organo consultivo.
Anche quella proposta fu approvata all’unanimita. Perfino il vecchio Sercival, che tutti immaginavano avrebbe caparbiamente mantenuto la propria indipendenza, si uniformo alla maggioranza. Dal canto suo, Goniface, che fino ad allora non aveva aperto bocca, non fece alcun commento. Si limito ad alzarsi in piedi per dire: — Conducete i prigionieri e che l’interrogatorio abbia inizio.
Quell’annuncio suscito un’imprevista obiezione da parte del vecchio Sercival. Il suo viso incartapecorito era l’incarnazione dell’odio fanatico.
— Vi prego, suprema eminenza, evitiamo qualsiasi commercio con gli agenti di Satanas! Se lei ci garantisce che si tratta di streghe, che vengano uccise immediatamente. Rappresentano un’onta troppo grande per il creato perche siano lasciate in vita. Io ho votato affinche vi venisse assegnato il potere supremo — continuo Sercival — perche io vi considero un uomo forte, deciso e capace di combattere senza pieta il Signore del Male. Dunque, io dico nessuna clemenza per le streghe!
— Ho sentito — replico Goniface freddamente. — E le garantisco che non risparmiero i nostri nemici. Ma prima e indispensabile che li interroghiamo.
Con riluttanza, Sercival si rimise a sedere. — Io insisto che vengano uccisi subito — mugugno ostinatamente.
Ma subito dopo l’attenzione si sposto da lui alle streghe e agli stregoni, che in quel momento venivano condotti nella Camera scortati da una nutrita schiera di diaconi. Con finta indifferenza, gli arcipreti approfittarono a piene mani della prima opportunita che veniva loro concessa di studiare il nemico faccia a faccia.
La prima impressione che ne ricavarono fu rassicurante. Tutti i prigionieri indossavano misere tuniche consunte di tessuto grezzo. Sembravano anche piuttosto sporchi! Inoltre, il fatto che non si ribellassero e non si difendessero in alcun modo dagli spintoni e dagli strattoni, brutali e gratuiti, dei diaconi, li faceva apparire estremamente servili. Quale minaccia avrebbero potuto rappresentare per la Gerarchia simili straccioni? Chiunque li avrebbe scambiati per una squadra di stradini, se non fosse stato per il fatto che il gruppetto era composto per lo piu da donne. Alcune sembravano abbastanza carine, ma chi lo sa, forse sarebbero apparse addirittura belle se fossero state pettinate e agghindate nello stile avvenente delle Sorelle Perdute. In ogni caso, dal modo in cui si presentavano in quel momento, quei sedicenti potenti nemici sembravano soltanto umilissimi servi.
Tuttavia, la seconda impressione non fu altrettanto rassicurante. I volti dei prigionieri esprimevano, com’era logico aspettarsi, maggiore sensibilita e intelligenza rispetto a quelli della media dei cittadini comuni. E quella che, a prima vista, era sembrata ottusita, si rivelo, a una piu attenta osservazione, pensierosa concentrazione.
Inoltre, si indovinava fra di loro un sottile legame di solidarieta, una mutua fedelta che li faceva apparire un gruppo unito e compatto, sensazione che veniva rafforzata dalle tuniche identiche che indossavano. Allo stesso modo, dopo un po’ fu chiaro a tutti che i prigionieri non subivano supinamente i maltrattamenti dei diaconi, ma che piuttosto li ignoravano, perche la loro mente era concentrata su qualcos’altro.
Ma proprio la sensazione che fossero assorti in oscuri pensieri era quella che piu inquietava gli arcipreti, perche ne derivava il timore che stessero comunicando con forze occulte che si trovavano fuori dalla Camera del Concilio.
Nel complesso, pero, fu la prima impressione a prevalere, mentre le altre rimasero sospese come vaghi presagi in qualche recesso della loro mente.
Con un cenno della sua grande testa da nano, Cugino Deth fece segno a un chierico del Secondo Circolo di dare inizio all’interrogatorio. Dal momento stesso in cui Goniface era stato investito del potere assoluto, il piccolo diacono aveva gettato la maschera e adesso il suo viso registrava le sue emozioni in tutta la loro nuda bruttezza. Le occhiate spavalde che lanciava ai membri del Sommo Concilio erano piu eloquenti di mille parole e sembravano dire: — Adesso sono io il secondo uomo della Gerarchia.
Il chierico lesse ai prigionieri un breve atto d’accusa che era al tempo stesso una sentenza di condanna.
— Voi siete stati arrestati mentre cospiravate contro la Gerarchia sotto le mentite spoglie della Stregoneria. Se adesso vi farete spontaneamente avanti e renderete piena confessione delle vostre colpe, senza omettere nulla, vi verranno risparmiate le torture.
A un tratto, una delle donne comincio a tremare e ad agitarsi convulsamente, la testa rovesciata all’indietro, gli occhi serrati. Poi, i suoi movimenti divennero piu violenti: i muscoli del collo si irrigidirono e le si piegarono le ginocchia, come se si stesse preparando a compiere uno sforzo enorme. Sembrava che una forza invisibile la stesse squassando tutta. All’improvviso, cadde a terra, con la bava che le usciva dalla bocca come se fosse in preda a una crisi di epilessia.
— Il Signore ci protegga! — urlo contorcendosi sul pavimento. — Che Satanas aiuti i suoi servi!
Contemporaneamente, dalla parte opposta della sala, una grande sagoma di lupo prese vita dal grigiore indistinto delle pareti. I suoi occhi erano come cuori di tenebra illuminati al centro da tizzoni morenti. Silenzioso e sinistro, il lupo avanzo a grandi balzi verso il Tavolo del Concilio, grande come una casa, l’incarnazione stessa
