della distruzione, violenta, inesorabile.
Gli arcipreti balzarono in piedi, incapaci di celare le proprie emozioni. Anche i sacerdoti dei circoli inferiori, senza volerlo, indietreggiarono e si fecero piccoli per la paura.
— Dissolvilo! — ordino bruscamente Goniface a Cugino Deth. Poi, anche lui si alzo in piedi. — Come avrete certamente capito, si tratta solo di un’immagine telesolidografica — disse con voce tagliente rivolto ai suoi confratelli arcipreti. Avrebbe quasi voluto che Frejeris fosse ancora fra di loro. Almeno quel presuntuoso d’un Moderato sapeva darsi un contegno.
Un po’ tranquillizzati, gli arcipreti notarono che, in effetti, il corpo del mostro era trasparente e che attraverso quelli che, a prima vista, sembravano muscoli possenti, si intravvedeva la parete di fondo; anche la bava che colava in lunghi fili dalle sue fauci gigantesche era finta. Inoltre, a ben guardare, si vedeva che le grandi zampe ungulate, si appoggiavano a volte un po’ sopra e a volte un po’ sotto il pavimento.
I tecnici agli ordini di Deth puntarono uno strumento contro la figura del lupo, che si dissolse rapidamente. Intere parti del corpo scomparvero all’istante, mentre altre, che non erano state centrate dalla prima messa a fuoco, rimasero intatte; a dire il vero c’era qualcosa di terribilmente diabolico in quei residui di solidogramma, che forse erano piu spaventosi dell’immagine completa del mostro: un orecchio qui, una zampa la, un ciuffo di peli sporchi e piu ruvidi dell’erba, l’orbita luciferina di un occhio. Ma nel complesso il risultato ebbe un effetto rassicurante sugli arcipreti.
— Naturalmente, non c’era alcuna necessita di farlo sparire — riprese Goniface freddamente. — Ma ho optato per questa soluzione per dimostrarne in maniera inequivocabile la natura solidografica. I nostri confratelli del Quarto Circolo sono riusciti a dissolvere l’immagine del lupo utilizzando uno strumento di recente invenzione: il neutralizzatore di polifrequenze. In altre parole, quella che abbiamo visto era soltanto un’immagine di natura fotonica, che si e dileguata nel nulla appena i nostri tecnici hanno applicato il principio dell’interferenza. Tutti i fantasmi messi in campo dalla cosiddetta Nuova Stregoneria sono di questo genere e per eliminarli basta trovare e distruggere i proiettori nascosti in citta. E soltanto una questione di tempo, anche senza le informazioni di cui saremo presto in possesso. — Cosi dicendo, lancio un’occhiata significativa al gruppo delle streghe e degli stregoni. — Se volessimo — riprese dopo una breve pausa d’effetto — potremmo, senza alcuna difficolta, isolare questa sala, e l’intero Santuario, in modo che non vi penetrino piu simili proiezioni. Ma non ve ne e alcun bisogno. I nostri scienziati sono convinti che il nemico non possa trasmettere frequenze e intensita nocive per il nostro fisico. Se decidessimo di isolare il Santuario daremmo la falsa impressione di avere paura. — Quindi, con un tono che non ammetteva repliche, aggiunse: — Ordino a tutti i sacerdoti e ai diaconi presenti in questa Camera di non prestare alcuna attenzione a qualsiasi altra immagine venga proiettata all’interno di queste mura.
Dopodiche si sedette, ma solo per accorgersi immediatamente che nella sala regnava una leggera afa e che all’improvviso una luce rosso fuoco aveva pervaso l’ambiente, facendo apparire ogni cosa nebulosa e indistinta.
Disubbidendo all’ordine che avevano appena ricevuto, gli arcipreti balzarono in piedi e si precipitarono all’estremita opposta del tavolo, allontanandosi il piu possibile dallo scranno di Goniface. Perche, dove un attimo primo aveva preso posto il Sommo Gerarca, adesso sedeva un enorme diavolo rosso, con lunghe gambe pelose, che sembravano trapassare il tavolo, e una grande testa cornuta che scuoteva da una parte all’altra, rivolgendo ai sacerdoti ampi sorrisi diabolici. Arrotolata sopra una spalla, simile a una scimmia accoccolata, spiccava la robusta coda, anch’essa colore del fuoco, che terminava in una malefica punta ricurva.
All’interno dell’immensa figura rossa, il profilo di Goniface appariva sfocato, come un insetto racchiuso in una perla d’ambra opaca.
Poi l’arciprete si alzo e, per un attimo, la sua testa emerse dalla sagoma vermiglia. Ma subito dopo anche il diavolo si alzo, provocando grande turbamento nel gruppo dei prigionieri, molti dei quali caddero in ginocchio e, con voce adorante, gridarono: — Signore! Signore!
Il vecchio Sercival alzo una mano tremante. I suoi piccoli occhi lucenti saettarono sgomenti per la stanza. Non sembrava tanto spaventato quanto furente.
— Che cosa significa tutto questo? — urlo. — Che abbiamo votato per Satanas in persona?
Anche i tecnici di Deth disobbedirono agli ordini e, girando rapidamente il proiettore, lo puntarono contro il solidogramma e lo neutralizzarono. A poco a poco, Goniface riemerse dall’involucro vermiglio, prima il capo, poi il resto del corpo. Nessuno ricordava di averlo mai visto cosi scuro in volto.
Ma prima che il Sommo Gerarca potesse aprire la bocca, dalla schiera dei diaconi si levo un grido di terrore. All’improvviso, una nube nera come l’inchiostro aveva avvolto le streghe e gli stregoni inginocchiati, e, espandendosi a velocita rapidissima, minacciava di invadere tutta la sala. I diaconi di guardia ai prigionieri emersero dalla tenebra vacillando, le braccia protese in avanti, gli occhi sbarrati.
— Le verghe dell’ira! — tuono Goniface, mentre la nube lambiva pericolosamente i tecnici e i loro strumenti. — Agitatele all’altezza del busto e se la tenebra non si dissolve, continuate ad avanzare ugualmente. Non esiste nulla in grado di neutralizzare l’energia delle verghe!
Raggi fiammeggianti crepitarono contro le pareti grigie della Camera, per poi puntare al centro, verso la nuvola scura. In un ultimo disperato tentativo di offesa, la nube emise uno pseudopodio nero come la pece che si diresse verso la grande porta della sala. Ma i raggi dell’ira lo colpirono e lo disintegrarono. La nube si dissolse all’istante e i raggi dell’ira vennero disattivati.
— Se in questa Camera verranno proiettati altri solidogrammi, daro l’ordine di uccidere le streghe! — proclamo Goniface severamente. — Per ogni solidogramma, verranno giustiziati cinque prigionieri!
— Perche non li fate sopprimere tutti subito? — chiese il vecchio Sercival. — Un attimo fa avete intimato che venissero trucidati con le verghe dell’ira, come io avevo consigliato fin dall’inizio!
— Era soltanto un espediente, reverenza — rispose Goniface laconicamente. — Ma mi rendo conto di quanto possa essere difficile per uno spirito santo come il suo capire simili questioni mondane!
Di fronte a quell’aspra critica, Sercival si quieto, ma continuo a mugugnare fra se e se, scuotendo la testa. Era chiaro che molti arcipreti avrebbero tirato un profondo sospiro di sollievo se Goniface avesse seguito il consiglio del vecchio Fanatico.
— Che l’interrogatorio abbia inizio! — ordino Goniface.
Due diaconi si avvicinarono al gruppo dei prigionieri, scelsero una donna e la condussero verso la poltrona accanto alla quale li attendeva Cugino Deth. Era una ragazza bionda, di costituzione molto gracile per essere una popolana. Aveva il viso aguzzo e la sua pelle era candida come la cera.
Segui docilmente le due guardie per alcuni metri, ma quando raggiunsero la poltrona comincio a dibattersi come un animale selvaggio, a mordere e a graffiare. Poi pero, non appena i diaconi la afferrarono per le braccia, le convulsioni l’abbandonarono.
Il chierico lesse ad alta voce: — Mewdon Chemmey, perche questo, anche se tu lo neghi, e il nome con il quale sei stata identificata: e mio dovere consigliarti di rispondere alle domande in modo veritiero e soddisfacente. In caso contrario, ci costringerai ad assumere lo sgradevole onere di persuaderti a farlo. Nelle civilta del passato venivano utilizzati strumenti di ogni tipo per provocare dolore: la ruota, il dado, il trapano e molti altri. Ma la Gerarchia e misericordiosa e non ama le mutilazioni. Per questo i suoi sacerdoti hanno messo a punto un congegno in grado di riprodurre i medesimi effetti provocati da quegli strumenti agendo direttamente sulle fibre dolorifiche. Cosi, si raggiungono i medesimi obbiettivi senza che il prigioniero riporti alcuna ferita o menomazione fisica: solo un grande spavento e qualche convulsione. Inoltre, questo metodo presenta un ulteriore vantaggio: non e necessario interrompere la tortura per paura che un grave danno all’organismo possa provocare la morte dell’inquisito.
Detto questo il chierico si sedette.
Con grande tranquillita, Deth fece alcuni passi verso il centro della sala, poi si arresto bruscamente e si giro verso la strega.
— Come ti chiami? — domando.
Silenzio. Poi, con un filo di voce la strega rispose: — I servi di Satanas non hanno nome.
Cugino Deth scoppio a ridere. Gli dispiaceva pensare di aver represso simili risate per tanti anni. Si ricompose. — Sei stata identificata come Mewdon Chemmy, popolana dell’Undicesimo Distretto, addetta alla decorazione della ceramica, moglie di Mewdon Rijard. Tu neghi questo?
Nessuna risposta.
— Molto bene, Mewdon Chemmy. Sei accusata di aver cospirato per rovesciare la Gerarchia.
— Ma il vostro chierico non ha detto solo questo — la voce era flebile, ma chiara. — Ha detto che io… cioe
