che tutti noi siamo gia stati condannati.

— E vero, Mewdon Chemmy. Ma se le tue risposte verranno giudicate soddisfacenti, ti verra risparmiato il dolore. Spiega con maggior precisione in che modo hai cospirato contro la Gerarchia.

— Ho eseguito gli ordini di Satanas.

Deth rise. — Quali ordini?

— Di fare di me stessa uno strumento della sua volonta soprannaturale. Di mettere in pratica i suoi insegnamenti. Di bestemmiare e fare sortilegi. Di vessare e tormentare le persone che lui mi indica.

Per la terza volta dalle labbra di Cugino Deth usci quella che per lui era una risata. — Forse tu sei abituata a usare parole senza senso per descrivere quello che fai. Ebbene sappi che a noi questo non interessa. A noi interessano solo i fatti. Quali nozioni scientifiche ti sono state insegnate?

— Io non so nulla di queste nozioni di cui parli. Satanas e onnipotente e pertanto non ne ha bisogno.

Deth si rivolse al capo della sua squadra di tecnici. — Sei pronto? — gli chiese.

Il sacerdote annui. Una spessa calotta di metallo fu trascinata dietro la sedia e infilata a mo’ di cappuccio sulla testa della strega. Dal congegno si dipartivano flange ricurve che seguivano le linee del suo corpo.

Deth guardo di nuovo la prigioniera. — Finora, in considerazione della tua fragile costituzione e del tuo sesso, siamo stati indulgenti verso di te, Mewdon Chemmy. Ma potremmo smettere di esserlo, se tu persisterai in questo comportamento infantile. Mettiti in testa una volta per tutte che non abbiamo alcuna intenzione di perdere il nostro tempo ascoltando le tue scempiaggini su Satanas e altre entita soprannaturali. Non c’e bisogno che ti ricordi che non stai parlando a dei cittadini comuni ignoranti e creduloni.

Dal Tavolo del Concilio si levo un mormorio di disapprovazione. Quel modo di esprimersi cosi franco e incauto era contrario a qualsiasi regola. Il vecchio Sercival biascico parole di sdegno. Molti arcipreti lanciarono occhiate interrogative a Goniface, senza pero riuscire ad attirare la sua attenzione.

— Comunque, Mewdon Chemmy, ti resta ancora una possibilita — prosegui Deth. — Se ci riveli fatti concreti, fatti che possano essere verificati, noi saremo clementi con te.

Il volto della strega, in parte nascosto dal cappuccio di metallo, era piccolo come quello di un bambino e pallido come un cencio.

— Ma come potrete essere clementi con me? Hai appena ammesso che la Gerarchia non crede nel Grande Dio. Mi lascerete forse libera di andarlo a raccontare ai cittadini comuni? Potete permettervi di correre il rischio che qualcuno di noi smascheri le vostre menzogne?

Sembrava che Deth non aspettasse altro, perche con aria trionfante si affretto a replicare: — Finalmente arriviamo a qualcosa! Finalmente ammetti che tutte queste manifestazioni non sono nient’altro che invenzioni della scienza!

Gli arcipreti trattennero il fiato e il silenzio che calo sulla Camera del Concilio fu tale che tutti poterono udire la sua flebile risposta.

— No. Non e vero. Per piu di un secolo Satanas vi ha fatto credere che fosse cosi, affinche la vostra rovina fosse completa e il vostro tormento piu grande. Satanas esiste! Ed e il signore supremo di quell’inferno che voi chiamate cosmo!

Quella risposta creo grande scompiglio fra i membri del Concilio. Solo Goniface rimase impassibile e si limito a fare un cenno a Deth.

— Medow Chemmy, noi vogliamo i fatti! — urlo il diacono aspramente. — In primo luogo, chi e il tuo capo?

— Satanas.

— Idiozie! Trasmettete il dolore alle dita della mano sinistra!

A quelle parole, la tensione che regnava nella sala madreperlacea aumento e i diaconi puntarono minacciosamente le verghe dell’ira contro i prigionieri. Ma questi, gli occhi serrati, sembravano intenti a elevare mute preghiere alla loro oscura divinita.

Poi, dal sudario di metallo provenne un debole sibilo, come di aria risucchiata fra i denti e la lingua.

Ma, benche stesse ascoltando con estrema attenzione, Goniface, il Sommo Gerarca, quel sibilo non lo udi. Perche, in quello stesso istante avverti un bruciore ustionante alle dita della mano sinistra, che teneva abbandonata a lato dello scranno, come se le avesse improvvisamente immerse nel metallo fuso.

Con un rapido e supremo sforzo di volonta, controllo l’impulso di sollevare l’arto e di contorcersi e urlare di dolore. Quindi, con un ulteriore sforzo, che in verita non era che un prolungamento, anche per intensita, del primo, lancio una rapida occhiata ai suoi confratelli arcipreti. Si rassicuro: se per caso si fosse tradito compiendo qualche movimento inconsulto, nessuno aveva dato segno di accorgersene.

— Mewdon Chemmy, adesso ti ripetero la domanda. Chi e il tuo vero capo?

— Satanas, Satanas. — Respiri rapidi e affannosi.

Goniface abbasso gli occhi. La sua mano non presentava alcunche di insolito, a eccezione delle nocche bianchissime e dei tendini tesi. Con molta lentezza la sollevo e l’appoggio sul tavolo. Ma il bruciore non diminui.

— Trasmettete il dolore al polso. Chi e il tuo capo, a parte quello che tu chiami Satanas?

— E… Satanas dammi la forza! — Un gemito affannoso. — E Asmodeo.

A Goniface sembro di aver indossato un guanto rovente.

— Chi e Asmodeo?

— Satanas aiutami! E il Re dei Demoni.

— Al braccio! Chi e Asmodeo?

— Il re… il re dei demoni.

— Noi sappiamo che Asmodeo e un uomo. Qual e il suo vero nome?

— Il re… — Un grido soffocato. — Che Satanas possa farvi bruciare per l’eternita nel fuoco dell’inferno! Non lo so. Non lo so.

— Allora Asmodeo e un uomo?

— Si. No. Non lo so! Che Satanas possa farvi bruciare come voi state facendo bruciare la sua serva!

Goniface senti la fronte imperlarsi di sudore, mentre il fuoco invisibile gli saliva a spirale lungo il braccio, come una serpe incandescente.

Doveva pensare. Pensare!

— Mewdon Chemmy, chi e Asmodeo? Qual e il suo nome?

— Non lo so… non lo so!

— Lo hai mai visto?

— Si. No! Si! Mewdon Chemmy, Satanas! Io sono la tua serva fedele.

— Che aspetto aveva?

— Non lo so… Era solo tenebra! Tenebra… e una voce!

Sottili rivoli di sudore cominciarono a colare lungo il viso di Goniface accompagnati da brevi scariche di adrenalina. Ancora qualche istante e la strega avrebbe ceduto. Ma quel dolore insopportabile doveva pure avere una causa. Pensare. Doveva pensare.

— Molto bene, Mewdon Chemmy. Per il momento lasceremo perdere Asmodeo. Adesso dicci: dove si trova il quartier generale della Stregoneria di Megateopoli?

— Non… Dove ci avete catturato.

— Quello era solo un luogo di incontro. Sai benissimo che non intendo quello. Dunque, dove si trova il vero quartier generale?

— Non… Non esiste un quartier generale.

— Tu stai mentendo! Lo sai, perche per due volte sei stata sul punto di dirlo e poi hai taciuto. Dove si trova il vero quartier generale? Dove tenete il vostro armamento scientifico?

— Nel… Non esiste nessun armamento scientifico. Satanas non ha bisogno…

— Alla spalla!

Il bruciore che invadeva la spalla, sempre piu straziante. Pensare! Doveva pensare! Tumulto all’estremita della Camera. Le grandi porte che si aprivano. E dai prigionieri inginocchiati, una supplica appena mormorata, cadenzata, intensa, simile al rullo smorzato di un tamburo. — Satanas, vieni in nostro aiuto. Satanas, vieni in nostro aiuto.

— Mewdon Chemmy, dove si trova il vostro quartiere generale? Sei nella Grande Piazza e stai andando verso il quartiere generale della Stregoneria. Stai per imboccare una strada. Che strada e?

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