Un pesante pannello scivolo di lato e la ragazza oltrepasso rapidamente il varco che si era aperto nel muro. Jarles. invece, indugio per qualche istante suite soglia, in modo che la valvola dei traccianti radioattivi, che portava legata all’avambraccio sinistro, potesse lasciare in quel punto un segno piu marcato e facilitare cosi la ricerca di Cugino Deth. Con un moto di impazienza, Sharlson Naurya gii fece segno di affrettarsi.
Il pannello si richiuse alle sue spalle. Si ritrovarono in una stretta galleria, scarsamente illuminata da rare e minuscole lampadine. La ragazza tasto di nuovo la cornice, che da quella parte era liscia, per ripristinare il sistema di allarme che aveva disattivato pochi istanti prima. Senza dare nell’occhio, Jarles studio i suoi movimenti e, quando lei si volto e si avvio lungo il cunicolo, ne approfitto per allungare la mano nel punto in cui l’aveva vista armeggiare, trovare il pulsante e premerlo. Poi, lesto come un fulmine, la raggiunse.
Alla fine del corridoio, discesero alcuni scalini. Un altro corridoio. Altri scalini. I sensi di Jarles erano tesi allo spasimo.
— Questi passaggi sotterranei risalgono all’Eta dell’Oro — gli spiego Naurya.
A un tratto si fermo.
— L’ingresso alla Camera della Convegno e piu avanti, dopo una doppia curva — disse. — Adesso entreremo insieme e io proporro subito che tu venga accolto come nuovo adepto della Stregoneria. La riunione e gia cominciata. Questo — aggiunse toccando il muro — e uno degli ingressi secondari. Li usiamo in caso di emergenza.
Le sue dita fecero scattare un meccanismo e un pannello si apri.
Il nuovo Jarles penso e agi rapidamente. Dopo aver regolato il raggio dell’ira, che portava legato al braccio destro, sulla funzione “paralisi”, ne diresse il getto, adesso invisibile e accompagnato soltanto da un debole sibilo, contro il busto della ragazza. Sharlson Naurya si irrigidi: contrasse convulsamente il diaframma, apri la bocca per urlare, ma neppure un flebile suono usci dalle sue labbra.
Dopo averla afferrata per un braccio, Jarles la lascio cadere gentilmente nel cunicolo laterale che lei aveva appena aperto. Poi. contando i secondi, aziono con freddezza il raggio contro la sua testa, e quando ritenne che sarebbe rimasta priva di conoscenza per un sufficiente periodo di tempo, chiuse il pannello e si avvio verso l’ingresso principale della Camera del Convegno.
Tenebra sfumata di rosso e una voce potente e imperiosa. Stagliato contro l’oscurita lievemente meno intensa della parete di fondo, un nutrito cerchio di sagome umane ascoltava la voce. Un trono fosforescente contro la parete e, assisa in esso, una figura pseudo-umana, nera come la pece. Era da quella figura che proveniva la voce.
Nella mente di Jarles riaffioro il ricordo vivido della prima volta che aveva messo piede in quel luogo. Un ricordo cosi vivido che per un attimo le due esperienze si sovrapposero, benche adesso lui fosse una persona completamente diversa. Il potere infallibile della memoria di colmare qualsiasi vuoto.
Senza far rumore, indosso gli occhiali per la conversione dei raggi ultravioletti che, dietro suo suggerimento, Cugino Deth gli aveva procurato. Fu come se all’improvviso una pallida luce gialla avesse inondato l’intera stanza. E, contemporaneamente, ogni mistero svani. Jarles si guardo attorno e quello che vide gli parve della massima normalita, con due sole eccezioni. La Camera del Convegno era una banale stanza lunga e bassa; il cerchio di sagome umane era un gruppo di uomini e donne intenti ad ascoltare, con profonda attenzione, un oratore seduto su un trono completamente disadorno e per nulla imponente. A quella vista, Jarles provo un gratificante senso di superiorita.
Le uniche due presenze di cui non riusciva a comprendere la natura, le due eccezioni per l’appunto, erano l’oratore e una cosa alta che si ergeva dietro al trono.
L’oratore era rimasto una semplice sagoma umana fatta di tenebra: era chiaro che doveva essere avvolto da un campo in grado di assorbire tutte le radiazioni.
La cosa alta che si profilava alle sue spalle sconcerto Jarles a tal punto che indugio a fissarla confuso, senza nemmeno prestare orecchio alle parole della figura nera. Era sicuro che la volta precedente quell’oggetto non fosse presente nella stanza. Per altezza e conformazione, assomigliava a un angelo; ma il suo viso largo, scuro e senza vita, era di un’incredibile bruttezza, aggravata dalle corna maligne che spuntavano sulla fronte. Per braccia aveva zampe di rettile, che terminavano in lunghi artigli. Era un monolito luciferino, immobile, alto due volte un uomo e un po’ piu alto della stanza, cosicche le sue corna si estendevano in quella che sembrava un’ampia nicchia circolare o un orifizio del soffitto.
Doveva trattarsi di una specie di scultura rituale, concluse Jarles. Quelle persone avevano molta fantasia, questo era indubbio; e, forse, erano anche molto intelligenti, ma era altrettanto innegabile che fossero sprovveduti e ingenui come dei bambini. Come si spiegava, altrimenti, la facilita con cui gli avevano permesso di infiltrarsi in una loro riunione segreta?
Paradossalmente, in quel momento l’oratore stava proprio esprimendo quello stesso concetto. Jarles si mise ad ascoltare la voce imperiosa.
— Finora voi avete semplicemente giocato a fare le streghe. E stato un gioco a volte duro e pericoloso, ma comunque, per molti di voi, soltanto un gioco. Siete diventati membri della Stregoneria per lo piu per spirito di ribellione, e per un desiderio birbone di esercitare un potere segreto in un mondo in cui la Gerarchia detiene il potere assoluto. Quando io e i miei collaboratori abbiamo concepito e fondato la Stregoneria, abbiamo tenuto conto anche di questo fatto. Sapevamo che per attrarre nuovi seguaci non bastava conquistarli a una grande causa o a un nobile fine. Sapevamo che avreste obbedito ai nostri ordini soltanto se aveste avuto anche la possibilita di divertirvi. Ed e per questo motivo che tutte le volte che uno di voi indulgeva in qualche tiro mancino contro un proprio personale nemico, noi lo abbiamo lasciato fare.
La voce tacque. Con impazienza, una delle persone sedute in circolo ad ascoltare intervenne con una domanda.
— Quello che dici e vero. Ma che cosa vuoi che facciamo adesso, o Asmodeo?
Jarles trasali. Asmodeo! Ma quello era il nome del capo della Stregoneria! Questo significa che, grazie a lui, quella sera la Gerarchia avrebbe fatto prigionieri illustri. Ma in questo caso, l’elevazione al Quarto Circolo non era piu una ricompensa adeguata. Meritava almeno di venir promosso sacerdote del Settimo Circolo! Per fortuna aveva ancora Sharlson Naurya da usare come arma di ricatto contro Goniface, se l’arciprete lo avesse ostacolato.
— Adesso — riprese la voce imperiosa — il gioco e finito. O meglio, e entrato in una fase piu delicata. Fino a oggi, nonostante la vostra negligenza e la vostra incoscienza, siete riusciti a riportare successi sorprendenti. Ma, cosa ancora piu importante, la Gerarchia ha risposto ai nostri attacchi con estrema lentezza. E un’organizzazione di stampo conservatore, che dal giorno della sua costituzione non si e mai dovuta misurare con un’opposizione degna di tale nome. In piu oggi e anche travagliata da dissensi intestini. Cosi, un po’ per conservatorismo, un po’ per astuzia, un po’ per esigenze di compromesso al suo interno, finora ha adottato una politica di attesa!
“Ma non per questo noi dobbiamo sottovalutarla! Perche adesso la Gerarchia si sta rendendo conto, anzi si e gia resa conto del pericolo che la minaccia. Ha allertato tutte le sue numerosissime spie e in migliaia di santuari i sacerdoti ricercatori del Quinto Circolo stanno per scoprire e riprodurre i segreti scientifici della Stregoneria. Inoltre ci sono segnali inequivocabili che i dissensi all’interno della Gerarchia verranno presto sanati… grazie a un drastico intervento di chirurgia.
“Non sottovalutate la Gerarchia! Il suo potere e cosi grande che puo permettersi di indugiare prima di rispondere al nostro attacco. Non e vana millanteria quella dei sacerdoti quando minacciano di invocare aiuti dal cielo!”
Ormai, l’irruzione di Cugino Deth nella sala doveva essere imminente, penso Jarles. Secondo i suoi calcoli, il diacono doveva aver gia raggiunto la galleria sotterranea, eppure, a quanto sembrava non era scattato alcun allarme. Buon segno. Cio nonostante, una paura improvvisa si impadroni di lui. Non era paura per la propria incolumita, per la quale temeva a ogni secondo (e per questo era in costante allerta). Si trattava di un sentimento piu vago, informe, di cui si sforzo di comprendere la natura.
— In guerra il fattore tempo e fondamentale — proseguiva intanto la voce proveniente dal trono. Faceva pensare istintivamente a un paio di occhi pieni di luce maligna, ma capaci anche di allegria e di compassione. — Potete immaginare quanto sia ancora piu importante nella guerra psicologica che stiamo combattendo! La paura e la nostra unica arma e ha un grande difetto: la sua efficacia e limitata. Grazie a un’ondata di terrore attentamente calibrata siamo riusciti a spaventare enormemente i sacerdoti dei circoli inferiori e a diffondere il timore di un’offensiva di tipo soprannaturale nelle alte sfere. Ma se adesso ci fermassimo, perderemmo tutto il vantaggio
