«Che cos’e che vedi, Zsuzsanna?», le ho chiesto con gentilezza e, senza pensare, le ho messo una mano sulla spalla.

«Un gufo!», ha esclamato. «Riesci a vederlo? La, a destra… lassu, tra i rami piu alti».

Naturalmente non riuscivo a vedere niente, e ho balbettato una risposta riguardo al fatto che la sua vista era veramente notevole, cosa che sembro farle piacere, sebbene, in realta, sapessi che quello doveva essere un prodotto della fantasia. A quella distanza non poteva aver distinto niente.

Non e stato il suo immaginario avvistamento a turbarmi, ma l’improvvisa consapevolezza che la mia mano poggiava su una spalla che era normale, perfetta e in salute come la sua compagna, e il fatto che la sua intera spina dorsale era ora del tutto diritta.

Poi si e voltata e, cercando di non tradirmi con lo sguardo, mi sono seduta accanto a lei sul sedile e abbiamo avuto una breve conversazione relativa al suo miglioramento. La sua unica lamentela era che non aveva molto appetito. Finalmente le ho detto che Arkady era stato malato ma che, adesso, stava del tutto bene, e lei e sembrata, alla notizia, educatamente preoccupata, sebbene non triste. Le ho anche detto che uno dei cani dei domestici aveva di recente avuto dei cuccioli, e ho accennato che il migliore della cucciolata avrebbe potuto essere tenuto per lei se avesse voluto, ma non si e dimostrata affatto interessata. Sembrava preoccupata, e continuava a guardare fuori della finestra come in cerca di qualcosa.

Al termine della nostra chiacchierata, si e alzata e mi ha accompagnato alla porta. Non e stata la mia immaginazione: era piu alta, e camminava senza alcuna traccia del suo precedente zoppicare.

Questo mi ha preoccupato. So che ha preoccupato anche Dunya poiche, quando gliel’ho raccontato, ha stretto le labbra e scosso la testa, dicendo:

«Non capisco, doamna. Non e un buon segno».

Poi le ho chiesto di spiegarmi il Patto in modo piu completo, lo Schwur di cui aveva parlato. Non lo ha voluto fare finche non l’ho portata nella mia camera da letto, ho chiuso a chiave la porta e, anche allora, continuava a guardare nervosamente la finestra. Il suo racconto e stato cosi semplice eppure tanto stranamente elegante, che l’ho fermata e l’ho fatta parlare lentamente in modo da poterlo riportare qui, con le sue stesse parole:

Il racconto di Dunya Moroz

Questa e la storia del Patto con lo strigoi, che mia madre mi ha raccontato, proprio come sua madre l’ha raccontato a lei, e la madre di sua madre prima di lei.

Piu di trecento anni fa, ora quasi quattrocento, lo strigoi era un uomo vivente, Vlad il Terzo, conosciuto ai piu come Vlad Tsepesh, l’Impalatore, voievod della Valacchia del sud. Era molto temuto da tutti per la sua grande ambizione e la sua sete di sangue, e per i suoi crimini divenne conosciuto come Dracula, il Figlio del Diavolo.

Ci sono molte storie della sua terribile crudelta, specialmente verso coloro che erano colpevoli di tradimento o di inganno. Alle adultere venivano tagliati gli attributi femminili, poi erano scuoiate come conigli e le loro pelli e i loro corpi appesi a pali separati dove tutti nel villaggio potessero vederle. Talvolta si infilava un palo tra le loro gambe fino a farlo emergere dalla bocca. Anche coloro che si opponevano politicamente a Dracula morivano in modo orribile, spellati vivi o impalati. A volte impalava le madri colpevoli attraverso i loro petti e inchiodava a loro con la lancia i loro sfortunati bambini. Non tollerava insulti al suo orgoglio. Si racconta che venne dall’Italia un gruppo di ambasciatori. Si tolsero il cappello ma, sotto, c’erano degli zucchetti che, secondo il loro uso, non toglievano mai, nemmeno davanti all’imperatore.

«Bene», disse Dracula, «permettetemi di rafforzare le vostre usanze», e ordino che gli zucchetti fossero inchiodati ai crani di quegli uomini.

Nonostante la sua crudelta, Dracula era rispettato dalla sua gente perche, durante il suo regno, nessuno osava essere disonesto, o rubare, o ingannare un altro, giacche tutti sapevano che la ricompensa sarebbe arrivata presto. Si diceva che si poteva lasciare tutto l’oro che si possedeva nella piazza del villaggio e non temere mai che venisse rubato. Dracula era anche ammirato per il suo comportamento onesto verso i contadini e la sua lotta coraggiosa contro i Turchi. Era un guerriero abile e coraggioso.

Ma venne il giorno che, nel mezzo di una campagna, uno dei suoi stessi servi, in verita una spia turca, lo tradi e lo uccise.

I suoi uomini lo credettero morto, ma la verita fu che Dracula aveva previsto la sua imminente sconfitta, poiche le forze ungheresi e moldave lo avevano da poco abbandonato, lasciandolo vulnerabile ai Turchi. Si dice che a quel tempo fosse cosi avido di sangue e di potere da stipulare un patto con il Diavolo per diventare immortale bevendo il sangue, in modo che potesse governare per sempre, e che avesse anticipato la sua stessa morte, sapendo che, subito dopo, sarebbe risorto.

Una volta che fu un morto vivente e un immortale, lo strigoi porto la sua famiglia al nord, dalla Valacchia alla salvezza della Transilvania, dove i Turchi non erano una grande minaccia e dove lui aveva minori probabilita di essere riconosciuto. Finse di essere il suo stesso fratello, ma la verita circa la sua identita comincio a circolare sulla bocca della gente.

Presto si proclamo domnul di un piccolo villaggio. Era terribilmente crudele verso quei rumini che disobbedivano, ma generoso verso coloro che lo servivano con fedelta. Ben presto vennero tempi difficili per gli abitanti del villaggio. Molti morirono per il morso dello strigoi e anche coloro che vivevano nelle cittadine circostanti erano terrorizzati.

Presto la popolazione diminui, e i sopravvissuti scoprirono come tenere a bada lo strigoi. Alcune anime coraggiose tentarono persino di distruggerlo, e lo strigoi si spavento pensando che la sua malvagia esistenza potesse giungere ben presto alla fine. Divenne anche difficile mantenere segreto tutto cio che accadeva al castello.

Lui puo controllare la mente di un uomo o di due, o anche di piu allo stesso tempo, ma non puo controllare le azioni e i pensieri di un intero villaggio. E cosi non riusci piu a mantenere il segreto su quello che stava accadendo al castello. Le storie si sparsero per tutta la Transilvania e presto corse il pericolo di morire di fame.

Cosi ando dagli anziani del villaggio e fece il Patto: lui non si sarebbe piu nutrito con nessuno del villaggio e li avrebbe sostenuti piu generosamente di qualunque altro domnul di tutto il paese, inoltre si sarebbe assicurato che i lupi non attaccassero le provviste, se, in cambio, essi lo avessero protetto, aiutato a nutrirsi di estranei, stranieri, e avessero mantenuto il silenzio riguardo al Patto.

Gli abitanti del villaggio accettarono, e la citta prospero; nessuno fu ucciso tranne quelle poche anime sciocche che disobbedirono. Una generazione fa, quando il mondo era diviso e moriva di fame a causa delle guerre di Napoleone, noi eravamo al sicuro e ben nutriti. Grazie allo strigoi, non siamo mai stati affamati in un paese che conosce la fame. Il bestiame e i cavalli non morivano piu quando i lupi attaccavano in inverno, e i rumini vivevano bene, talmente bene che si stabili l’usanza di offrire spontaneamente quei bambini nati troppo ammalati o deformi per sopravvivere, che adesso sono molti, poiche pochi forestieri si stabiliscono nel villaggio, essendosi sparsa per le campagne la notizia del Patto.

Accetto anche questo: nessun altro strigoi oltre lui, per il bene di tutti. Egli trapassa i loro corpi con dei pali, poi li decapita in modo che essi non risorgano come morti viventi.

Nonostante tutto il bene che ci ha portato, noi abitanti del villaggio lo temiamo; poiche ci sono molte storie sulle terribili punizioni che infligge a coloro che infrangono il Patto, che cercano di fargli del male, o che avvertono coloro che sono scelti come vittime. Nessuno che abbia cercato di distruggere lo strigoi e sopravvissuto. Molti al villaggio borbottano e gli augurano del male; borbottano e si ingrassano dei frutti dei campi dello strigoi.

Dicono anche che egli abbia stipulato un Patto simile con la sua stessa famiglia, un accordo secondo il quale lui non fara del male a nessuno dei suoi, mentre gli altri membri della famiglia potranno vivere nella beata ignoranza della verita.

A questo punto fummo disturbate dal bussare di Ilona, venuta a cambiare la biancheria. Dunya ha sussultato colpevolmente e se ne e andata subito; avrei voluto chiederle altro circa il Patto di Famiglia, ma lei e chiaramente riluttante a discuterne in presenza di altri domestici — e non fa meraviglia, poiche parlandomene rischia una terribile punizione — cosi dovro aspettare.

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