neanche da che parte cominciare per tenerli uniti.»
Eric si mise a ridere. «Tenerli uniti e il meno. L’importante e fare in modo che restino vivi. Non credo che Arthur sia capace di tanto.»
Il Corridore si limito a borbottare seccato. Eric non riusciva a capirlo: un momento disprezzava gli Stranieri, subito dopo si dimostrava tollerante e comprensivo nei loro confronti. Quando passarono davanti alla porta da cui il giorno prima Eric era uscito nel corso della sua fuga dai cunicoli, videro che la lastra non era stata ancora rimessa a posto. I due esploratori controllarono che non ci fossero trappole nelle vicinanze, poi, di comune accordo, senza bisogno di parlare, sollevarono la porta e l’incastrarono nell’incavo del muro. Infine si scambiarono un sorriso soddisfatto: si erano comportati come rispettabili guerrieri dell’Umanita.
Dopo trecento passi si fermarono, perche Arthur aveva detto che dovevano aspettare li che arrivassero anche gli altri. In quel punto un mobile titanico, relativamente piccolo, era appoggiato alla parete. Alzando la testa e torcendo il collo, Eric riusciva a vederne la sommita, stranamente curva e da cui sporgevano oggetti simili a maniglie. I due guerrieri si fermarono al riparo del mobile, riposandosi finalmente, dopo avere segnalato a gesti al grosso, ancora lontano, che potevano avanzare senza paura.
Solo allora, Eric chiese a Roy spiegazioni sul suo ambiguo atteggiamento verso gli Stranieri.
«Spiegami un po’: il momento prima li disprezzi tutti quanti, e il momento dopo dichiari che Arthur sa il fatto suo?»
Dopo averci pensato, Roy rispose: «Lo dico perche, essendo il capo, Arthur non puo sbagliare.»
«Andiamo! Non dire sciocchezze. Fin dove credi che potremo arrivare, se il nostro capo si comporta cosi da inesperto? Prima si dimentica di mettere le sentinelle, poi di mandare gli esploratori in avanscoperta, e lo fa solo quando uno de suoi uomini e stato ucciso da una trappola. Infine, non tiene in nessun conto la disciplina.»
«E il capo» insiste Roy, cocciuto. «Tuo zio, secondo te, era piu bravo di lui, con tutta la sua abilita nel distruggere le trappole e la sua disciplina? D’accordo, ha commesso un unico sbaglio… Ma e stato sufficiente perche lui e la sua banda fossero distrutti. Arthur, invece, e vivo.»
«Lo e perche quando e successo il guaio lui si trovava al sicuro nel quartier generale della Scienza titanica.»
«Il motivo non interessa, Eric. Interessa invece che sia ancora vivo. E poi, questa banda e tutto quello che ci resta. Non abbiamo piu ne parenti, ne amici, ricordatelo. Quindi dobbiamo fare del nostro meglio per adattarci e dimostrare che sappiamo andare d’accordo con gli Stranieri.»
Eric non rispose. Pensava al passato, quando le orgogliose bande dei guerrieri dell’Umanita venivano in quello stesso luogo a compiere le loro scorrerie. Allora, lui e Roy erano fieri di appartenere all’Umanita. Adesso dovevano imparare a essere fieri di diventare Stranieri? E Stranieri fuggitivi, per di piu, senza donne a consigliarli e a guidarli, a dire loro cos’era bene e cosa male!
No, lui non la vedeva cosi, e lo disse: «Caro mio, non ho intenzione di farmi ammazzare per uno Straniero e per i suoi progetti.»
«Sempre il solito!» esclamo Roy. «Ribelle, piantagrane, individualista. Io, invece ho cercato di andare sempre d’accordo con tutti. Perche credi che abbia aderito alla Scienza titanica? Perche cosi aveva fatto tutta la mia banda. Se gli altri avessero aderito alla Scienza ancestrale, avrei fatto cosi anch’io, e adesso sarei dalla parte del capo e di tutti gli altri reazionari. Io vado sempre d’accordo con la maggioranza, perche cosi mi sento sempre molto piu protetto e sicuro.»
A questo punto sopraggiunse Arthur col resto della spedizione, e il colloquio fini li. Arthur ordino ai due esploratori di riprendere la marcia, indicando il punto fin dove dovevano arrivare.
Eric e Roy si rimisero in cammino senza piu parlare. Eric capiva il punto di vista di Roy, ma non riusciva a condividerlo. Si rifiutava di accettare supinamente il parere e le decisioni degli altri, specialmente quando si trattava di Stranieri. Tuttavia, almeno per il momento, non vedeva cos’altro potesse fare.
Tutto il gruppo si accampo per la notte in una fessura di una gigantesca arcata che, dalla dispensa, portava in un’altra stanza titanica. Con soddisfazione, Eric noto che Arthur aveva provveduto ad appostare le sentinelle. Tutti avevano fatto provvista di viveri rubati nella dispensa e avevano riempito le borracce a un’apertura di un tubo di acqua potabile che Walter l’Armaiolo conosceva.
Mentre si rifocillavano, cosa che Eric fece con una certa diffidenza perche quel cibo non era stato esaminato dalle donne, senti Roy dire a un gruppetto di Stranieri: «Sapete come si chiamava la mia tribu, giu nei cunicoli? Umanita! Umanita! Roba da non crederci. Erano cosi superstiziosi che bevevano solo l’acqua delle condutture che passavano nei cunicoli, e nel timore di morire avvelenati mangiavano soltanto dopo che le donne avevano esaminato il cibo. Qui in territorio titanico, avrebbero preferito morire di fame e di sete, piuttosto che rinunciare alle loro abitudini superstiziose… Temevano che i loro antenati si sarebbero infuriati, e…»
Eric si allontano per non ascoltarlo piu. Si sentiva molto, molto solo.
13
Quando la spedizione si rimise in cammino dopo una notte di riposo, Eric trovo Roy ancora piu insopportabile. Il Corridore aveva trovato da qualche parte una piccola fascia e si era annodato i capelli dietro la nuca, secondo l’usanza degli Stranieri.
Adesso, erano in tre a formare l’avanguardia. Arthur aveva infatti ordinato a Walter l’Armaiolo di unirsi a Roy e a Eric. Walter infatti, era l’unico di tutto il gruppo che si fosse gia avventurato in territorio titanico oltre la dispensa, alla ricerca di oggetti titanici da potere trasformare in armi adatte all’uomo.
Roy era affascinato, e continuava a insistere sull’argomento, tempestando Walter di domande, e parlando con ironia della «sua piccola tribu nei cunicoli», composta di gente ignorante che non era mai stata piu in la della dispensa.
«Attenzione alle trappole» disse Walter, mentre uscivano dalla grande arcata. «Ne mettono sempre, all’uscita della dispensa.»
«Scommetto che tu hai visto trappole che lo zio di questo ragazzo» cosi dicendo indico Eric, «non si era mai nemmeno sognato. Di’, Eric, non ti danno fastidio tutti quei capelli sulla faccia? Un Occhio come te, non deve avere la faccia coperta.»
«Mi arrangio lo stesso» replico brusco Eric. E rivoltosi a Walter chiese: «Vuoi che marci io, in testa?»
«Ottima idea, giovanotto» rispose l’Armaiolo. «La tua vista e migliore della mia. Non dobbiamo fare altro che seguire questa parete fino al prossimo turno di riposo. Se vedi qualcosa di sospetto, fermati subito e segnala il pericolo.»
Mentre avanzava, Eric si stupiva di essersi abituato cosi in fretta all’abbagliante vastita del territorio titanico. Sebbene non mancasse di sentirsi intimidito tutte le volte che alzava la testa, gli bastava procedere sfiorando il muro per sentirsi sicuro e disinvolto.
Per tre volte s’imbatte in piccoli ostacoli che potevano essere trappole, e segnalo il fatto agli altri che seguivano, i quali, a loro volta, informarono il grosso della spedizione. Senza avvicinarsi per osservare meglio, tutti aggirarono gli ostacoli descrivendo un ampio semicerchio per riprendere poi a costeggiare la parete.
Avevano appena superato l’ultimo intralcio, quando Eric senti uno strano ronzio, proveniente proprio dalla parete. Cosa poteva essere? Una nuova specie di trappola invisibile? Un sistema di allarme in uso fra i Titanici per segnalare l’avvicinarsi dell’uomo? Informo Walter e Roy, che si misero a loro volta in ascolto. Ma Walter, dopo un momento, scosse la testa e fece segno a Eric di riprendere la marcia.
Ma, d’improvviso, nel tratto di muro fra Eric e quelli che lo seguivano, si apri una fessura, che ando rapidamente allargandosi come se la parete stesse avvolgendosi su se stessa. Pochi istanti dopo, al posto della parete c’era una gigantesca apertura che dava su una immensa distesa bianca… E un Titanico avanzava tranquillamente verso di loro.
A dispetto del lungo addestramento di guerriero, Eric rimase paralizzato dal terrore. Gli pareva di avere i piedi inchiodati al pavimento, e per quanto sapesse che doveva muoversi subito, rimase immobile nonostante il pericolo che una delle sei enormi gambe del Titanico si abbassasse su di lui, schiacciandolo.
Walter, invece, non perse tempo.
Staccatosi da Roy, anche lui immobilizzato dal terrore, corse fino a trovarsi davanti al mostro, e poi si mise a gridare agitando le braccia.
