— Bene. Faremo lo stesso — Fred strinse gli occhi. — Tu ricordi la nostra conversazione dell'altro giorno nella Sala di Bronzo, Roy?

— Benissimo.

— Ti ho chiamato per chiederti quale decisione hai preso — disse Fred. — Si o no.

Walton fu sorpreso fuori guardia.

— Ma avevi detto che avevo tempo una settimana! — esclamo.

— Il periodo e stato dimezzato — disse Fred. — Adesso ci rendiamo conto che e necessario accelerare le cose.

— Dimmi cosa vuoi che io faccia. Poi ti daro la mia risposta.

— E abbastanza semplice. Dovrai dimetterti in mio favore. Se la cosa non avra luogo entro domani sera, sara necessario distribuire il siero di Lamarre. Queste sono le nostre condizioni, e non cercare di mercanteggiare con me, perche sarebbe inutile.

Walton tacque per qualche istante, contemplando il viso gelido del fratello, sullo schermo. Finalmente disse: — Ci vuole del tempo per realizzare queste cose. Non posso semplicemente dare le dimissioni dalla sera alla mattina, capisci?

— FitzMaugham l'ha fatto.

— Ah, si… se quelle le chiami dimissioni. Ma a meno che tu non voglia ereditare lo stesso caos che ho ereditato io, farai meglio a concedermi un po' di tempo per preparare ogni cosa.

Gli occhi di Fred scintillarono.

— Significa che tu cedi? Darai le dimissioni, in mio favore?

— Non c'e alcuna garanzia di essere accettato dalle Nazioni Unite — disse Walton. — Anche con la mia raccomandazione, non posso prometterti il successo sicuro al cento per cento.

— Dovremo correre il rischio — disse Fred. — Il passo piu importante e quello di scalzarti dal posto che occupi adesso. Quando potro avere conferma di tutto questo?

Walton fisso il fratello, con attenzione.

— Vieni nel mio ufficio domani a quest'ora. Avro preparato tutto per accoglierti, allora, e ti potro mostrare bene come funziona il meccanismo di Poppy. E un vantaggio che avrai e che io non ho avuto. FitzMaugham teneva meta del lavoro registrato soltanto nella sua testa.

Fred sogghigno ferocemente.

— Ci vedremo all'ora che dici, Roy. — Il sogghigno si trasformo in un sorriso di gioia, e ridacchiando Fred aggiunse. — Lo sapevo che tutti questi atteggiamenti spietati erano soltanto una maschera, sai? Non sei mai stato un tipo duro, Roy.

Walton diede un'occhiata all'orologio, dopo che Fred fu scomparso dallo schermo. L'ora precisa… le undici esatte. Era stata una mattinata molto piena.

Ma molte cose vaghe avevano acquistato dei contorni piu chiari. Ora lui sapeva, per esempio, che Sellors era stato stipendiato dagli stessi gentiluomini di campagna che stipendiavano Fred. Presumibilmente, significava anche che FitzMaugham era stato assassinato dai proprietari terrieri.

Ma per quale motivo? Certamente, non solo per il piacere di commettere un delitto. Se avessero voluto fare questo, avrebbero potuto uccidere FritzMaugham in qualsiasi momento.

Ma ora capiva per quale motivo la scelta del tempo era stata cosi accurata. Quando i congiurati si erano resi conto che sicuramente Walton sarebbe stato il successore del vecchio, Fred era gia entrato nel gruppo. Avevano gia pronta una leva per muovere Roy nella maniera desiderata. Sapevano di poterlo sbattere fuori dal nuovo ufficio quasi subito, per sostituirlo con la loro marionetta, Fred.

Bene, avrebbero avuto una bella sorpresa. Fred sarebbe comparso nell'ufficio di Walton alle undici precise del mattino del diciassette, per prendere il comando delle operazioni. Walton pensava di essere pronto per quell'ora.

C'era la faccenda Lamarre. Walton voleva impadronirsi dell'ometto e della sua formula. Ma ormai Fred doveva avere creato almeno una copia della scoperta del gerontologo; la minaccia sarebbe rimasta, anche se Poppy fosse riuscita a ricuperare l'originale.

Walton aveva ventiquattro ore per agire. Chiamo subito Sue Llewellyn, dell'amministrazione.

— Sue, come va il nostro bilancio?

— Che hai in mente, Roy?

— Molte cose. Voglio sapere se posso fare una spesa di… diciamo, un miliardo, da qui a stasera.

— Un 'miliardo'? E uno scherzo, Roy?

— Non e uno scherzo. — Walton aveva un tono cupo. — Spero che non dovro spenderlo tutto. Ma voglio fare un grosso acquisto… un investimento. Non e possibile tirar fuori il denaro? Non importa la provenienza, perche se entro stasera non lo troviamo molto probabilmente dopodomani non ci sara piu Poppy.

— Di che 'cosa' stai parlando, Roy?

— Dimmi un si o un no. E se la risposta non e quella che voglio sentire, temo che dovrai cominciare a cercarti un nuovo lavoro, Sue.

Lei emise un'esclamazione soffocata. Poi disse: — Va bene, Roy. Voglio stare al tuo gioco, anche se questo puo significare la nostra rovina. C'e un miliardo a tua disposizione in questo momento, anche se non posso fare a meno di chiederti cosa usero per pagare gli stipendi, la settimana prossima.

— Riavrai indietro la somma — disse Walton. — Con gli interessi semplici e composti.

Subito dopo chiamo un uomo con il quale aveva spesso trattato in passato, durante il periodo trascorso come segretario del senatore FitzMaugham. Si trattava di Noel Hervey, agente di cambio e operatore di borsa autorizzato.

Hervey era un ometto minuto, dall'aria perennemente preoccupata, ma i suoi occhi freddi, con palpebre che non si muovevano neppure, tradivano la sua vera natura di calcolatore.

— Qual e il tuo problema, Roy? — chiese.

— Voglio che tu mi acquisti un pacchetto azionario, subito. Nel giro di un'ora, diciamo.

Hervey scosse immediatamente il capo.

— Dolente, Roy, Sono troppo impegolato in un grosso affare con una compagnia monorotaia. Non saro libero fino a mercoledi o giovedi, se riusciro a liberarmi.

Walton disse: — Quanto denaro potrai guadagnare dal tuo grosso affare, Noel?

— E un'informazione riservata! Non vorrai invadere il segreto professionale di un operatore come faresti con…

— Riuscirai a tirarci fuori cinque milioni di dollari, Noel?

— Cinque mil… ehi, e uno scherzo, Roy?

— Sono terribilmente serio — disse Walton. — Voglio che tu concluda un affare per mio conto, immediatamente. Hai sentito quello che offro.

Hervey sorrise con calore.

— Be', comincia pure a parlare, fratello. Considerami assunto.

C'era da occuparsi in fretta di qualche altra questione. Walton passo qualche secondo a colloquio con un tecnico delle comunicazioni, poi mando l'ordine di portargli tre o quattro volumi tecnici. 'Teoria Fondamentale del Caleidovortice' e opere correlate. Mando un messaggio a Lee Percy, chiedendogli di stare pronto a salire da lui tra un'ora, e disse alla segretaria che nessuno avrebbe dovuto disturbarlo, per nessuna ragione al mondo, nelle prossime sessanta tornate della lancetta dell'orologio. Un'ora intera nella quale lui sarebbe stato a tutti gli effetti pratici fuori del mondo.

L'ora trascorse rapidamente; alla fine Walton aveva la testa un po' stordita dal rapido assorbimento di dati, ma la sua mente stava pulsando di nuove possibilita nell'uso delle tecniche di comunicazione. E si parlava del modo di convincere la gente! 'Lui' sapeva come fare!

Schiaccio il bottone dell'intercom. — E gia arrivato il signor Percy?

— No, signore. Devo chiamarlo?

— Si. Dovrebbe arrivare da un momento all'altro. Ci sono state delle chiamate?

— Abbastanza. Le ho tutte ritrasmesse al signor Englin, come lei ha detto.

— Brava figliola — le disse Walton.

— Oh, ecco il signor Percy. E c'e una chiamata per lei dalla sezione comunicazioni.

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