Guardo Milton con aria interrogativa e Milton annui.
«Ce l’ho infatti» ammise Charlie. «Ma se Gary aveva una unita di controllo manuale mi domando quanto quello stampato possa essere accurato. A ogni modo, tornando alla simulazione del gioco, vorrei che cercaste di ricordare qualsiasi vostro movimento che abbia attinenza col gioco. Quando avete saputo qual era la vostra vittima, quando avete preso l’arma, quale arma avete scelto, quando e se l’avete usata.»
«A cominciare da che momento?» domando Harry. «Io, per esempio, non sono in grado di fornirle un resoconto minuzioso di tutti i miei movimenti nell’arco delle ventiquattr’ore. Chi potrebbe farlo?»
«Per adesso mi interessano solo quelli piu significativi» rispose Charlie tranquillizzandolo. «La vittima, il testimone, l’arma, l’ora. Sarete sorpresi nel constatare quante cose vi torneranno alla mente se davvero darete inizio a questo processo.»
«Che differenza fa?» insistette Harry. «Anche questo non ha alcun senso!»
Charlie lo guardo con un’espressione calma. «Qualcuno stava giocando per una posta molto alta. Qualcuno ha trovato i computer portatili e li ha usati. Lei sa chi e, Harry? Uno di voi lo sa sicuramente e altri sanno piu di quello che lei crede. Se qui c’e un assassino, uno di voi o piu di uno ha visto abbastanza da poter indicare di chi si tratta.»
«Mio Dio!» gemette Beth. «Durante il gioco ci siamo comportati come dei paranoici, ma questo… questo e mostruoso!»
«L’omicidio e qualcosa di mostruoso» ribatte Charlie, e passo in rassegna i loro volti osservandoli freddamente. Maddie era pallida come un cencio, le mani le tremavano troppo per riuscire a reggere una matita, del caffe o qualsiasi altra cosa. Alle parole di Charlie Laura aveva stretto il braccio del marito, ma Harry l’aveva allontanata con una scrollata e ora si fissava le scarpe con uno sguardo arcigno e lontano. Jake osservava attentamente Charlie e la sua espressione era distaccata e indecifrabile. Alexander rigirava la matita tra le dita, ne mordicchiava la gomma e ritornava a farla roteare. Solo Milton Sweetwater aveva un’aria rassegnata. Fu lui a rompere il silenzio.
«Charlie, quali sono i suoi sospetti? Cosa sa?» domando.
«So che fin dall’inizio del gioco c’e qualcosa che non quadra nella lista dei movimenti. Se non aveste occultato delle prove alla polizia se ne sarebbero accorti anche loro. Venerdi sera Gary vi ha radunati tutti qui, vi ha descritto brevemente le regole del gioco ed e uscito dalla stanza. Il tabulato mostra che e salito in ascensore ed e andato in camera, dove sembrerebbe essere rimasto tutta la sera dal momento che non e piu stata registrata alcuna uscita. In realta pero ho verificato che piu tardi si trovava al primo piano, tutto preso dal gioco e dal tentativo di uccidere Bruce.» Charlie rise in maniera stridula. «Una magia. Sul tabulato risulta che quella sera e rientrato in camera una seconda volta.» Charlie li guardo nuovamente. Erano tutti immobili. «A meno che abbiate dei cloni segreti di cui non vi siete ancora dati la pena di informarmi, il sistema non ha registrato tutti i suoi movimenti, oppure e riuscito a mettere a segno un numero acrobatico praticamente impossibile. La polizia non ha chiesto di vedere l’intero tabulato?»
Alexander scosse la testa. La matita si spezzo all’improvviso tra le sue dita con un crac quasi assordante. Il ragazzo si schiari la voce. «Non ho mai visto il tabulato completo. A nessuno e venuto in mente di risalire fino a venerdi, a cosa sarebbe servito? La polizia ha chiesto di avere il tabulato dei movimenti a partire da sabato dopo cena fino al momento del loro arrivo. Nessuno ha chiesto dei movimenti avvenuti prima di allora, perche avrebbero dovuto farlo?»
«Esattamente» rispose con ironia Charlie.
Harry balzo in piedi, scaglio per terra il blocco per gli appunti e guardo Jake con un’espressione furente. «E tutta una stramaledetta bugia! Quella registrazione non significa un accidente di niente! La prova che non c’era nessuno in ascensore con Rich, che Gary era solo nella Jacuzzi! Non significa niente! E tutta una stramaledetta bugia! Guardate cosa e successo a non dire niente su quel dannato gioco!»
«Il programma e pieno di errori» disse con rabbia Bruce. «Lo sapevo! Quel bastardo! Quel maledetto bastardo! Tutti soldi buttati al vento! Il programma e totalmente inaffidabile! Lo sapevo fin dall’inizio.»
«Non e vero!» grido Alexander, balzando in piedi con i pugni serrati. «Un conto e se Gary l’ha disattivato, ma il programma non ha fatto errori ne ha mentito. Maledizione, funziona!» urlo con voce stridula.
Constance li stava osservando. Quando Maddie prese un bel respiro e si alzo, lei fece altrettanto.
«Non mi sento molto bene» disse Maddie con un filo di voce. «Vado a sdraiarmi un po’.»
«Lasci che l’accompagni» le propose Constance. «Devo salire anch’io in camera per qualche minuto.»
Maddie e Constance lasciarono la stanza accompagnate dalla scia delle voci impegnate in un’animata discussione. Quando si aggiunse anche la voce acuta di Laura, Constance si chiese se Charlie non li avesse messi un po’ troppo sotto pressione. Constance gli aveva trasmesso con lo sguardo che avrebbe cercato di far parlare Maddie, e Charlie le aveva risposto con un cenno talmente veloce e impercettibile da dare a Constance la certezza che fosse passato inosservato agli occhi altrui. Tutti quei geni si erano comportati esattamente come Charlie aveva previsto, e ora lui si sarebbe seduto comodamente a osservare e ad ascoltare. Al momento giusto, poi, li avrebbe nuovamente punzecchiati fino a farli confessare o ricordare qualcosa di interessante. Maddie imbocco le scale senza esitazione e comincio a salire. Sembrava che in quella casa nessuno volesse proprio prendere l’ascensore.
A meta della rampa, lontano da occhi e orecchie indiscrete, Constance disse: «Mrs Elringer, puo smettere di recitare adesso.»
Maddie si fermo e la guardo in modo pungente.
«Mi riferisco alla sceneggiata del bere» spiego Constance. Le prese il braccio e ricominciarono a salire. «L’ho osservata tutta la sera. Direi che non ha assunto piu alcol di quanto ne abbia assunto io.»
«Tutti continuano a chiedermi di prendere posizione» disse Maddie a bassa voce. «Gary e morto da meno di tre mesi e loro si azzuffano come cani. Proprio come cani.»
Constance annui. «Finche credono che sia sotto l’effetto dell’alcol la lasciano in pace, vero?»
«Credo di si» ammise Maddie.
«Possiamo parlare qualche minuto?»
«Sono davvero stanca» rispose. Si fermarono davanti a una porta e la donna poso la mano sul pomo.
«Ed e anche terrorizzata» aggiunse gentilmente Constance. «Forse dovrebbe sfogarsi un po’.»
Il viso di Maddie si corrugo e i suoi occhi si riempirono di lacrime. Constance le passo davanti per aprire la porta, ed entrarono nella camera da letto.
«Avrebbe dovuto essere figlio unico» disse Maddie qualche minuto dopo. La donna era andata in bagno a sciacquarsi la faccia e si era seduta su una delle poltroncine davanti al tavolino e alla vetrata. Constance era seduta di fronte a lei. Le tende erano tirate, la stanza illuminata solo da una fioca lampada a muro. «Era un bambino difficile. Molto difficile. Naturalmente anche molto precoce, ma Bruce… Aveva solo sei anni e non poteva capirlo. Mi dicono che sia una brutta eta per accettare l’arrivo di un fratellino. Con la sua intelligenza vivace era stato per tanto tempo coccolato da tutta la famiglia poi, all’improvviso, e arrivato qualcuno ancora piu in gamba di lui. Sin dall’eta di tre o quattro anni non c’era una sola cosa che Gary non potesse fare meglio di Bruce. All’inizio era allo stesso livello del fratello maggiore ma poi lo supero in tutti i campi. Litigavano continuamente, i viaggi in macchina erano un inferno e restare a casa con loro due era anche peggio.» Scosse la testa, gli occhi chiusi, la fronte corrucciata.
«Non si rendeva conto di quanto potesse far soffrire la gente» continuo. «Suo padre, me, Bruce, poi Beth e alla fine tutti quanti. Non lo faceva apposta ne per cattiveria. Semplicemente non se ne rendeva conto. Prendeva dalla gente quello che gli serviva, e quando aveva ottenuto cio che voleva voltava loro le spalle senza esitazione.»
Sospiro profondamente e divenne immobile, avvolta da ricordi che le facevano assumere una smorfia di dolore. «Pero gli siete rimasti tutti fedeli» disse Constance dopo un istante. «Vi siete messi in affari con lui, avete continuato a proteggerlo anche dopo che era diventato adulto.»
«Era anche cosi vulnerabile» si giustifico Maddie. «Non si accorgeva delle conseguenze che le sue scelte avevano sulle persone. Quella sera, quando ha tirato fuori la storia del gioco, era sincero. Per lui si trattava solo di un gioco. Avevo avuto una premonizione» disse quasi in un sussurro. «Non credo alle premonizioni, ma d’un tratto ho sentito distintamente che quel gioco sarebbe finito in una tragedia. Ne ho avuto la netta sensazione. Tutti erano risentiti e dentro di loro desideravano che fosse Gary la loro vittima. Ma non fu solo questo. Provai anche un sentimento di orrore, e dissi che non volevo saperne di partecipare al gioco. E cosi feci. Stasera, quando suo marito ha cominciato a parlare di nuovo del gioco, ho rivissuto quel terribile sentimento di orrore, di terrore.»
Quando Constance ritorno in soggiorno, Charlie la fisso con aria interrogativa.
«Sta riposando.»
Si mandarono alcuni messaggi con gli occhi, poi Charlie annui leggermente e lei ando alla credenza per un caffe. A quanto pareva gli altri erano ancora tutti presenti. C’erano fogli di taccuino sparsi sui tavoli, sul pavimento accanto alle sedie, sul tavolino basso che Charlie utilizzava come piano di lavoro. Non fu affatto sorpresa nel vedere che stavano seguendo la proposta di Charlie.
«Bene» disse Charlie consultando gli appunti. «E l’una passata. Gary ha appena cercato di ucciderla ma vostra madre non puo testimoniare perche non partecipa al gioco. Giusto?»
L’espressione di Bruce tradiva la sua impazienza, rispose di si con una specie di gemito. Constance lo osservava e si chiese se avesse sviluppato quell’atteggiamento come reazione alla genialita del fratello. Si trattava del vero Bruce o dell’uomo che gridava, imprecava e urlava turpitudini un po’ a casaccio?
«Jake non collaboro» prosegui Bruce. «Quando capi cosa stava per fare Gary si allontano.»
Jake annui e prese appunti sul foglio. Anche Beth scrisse qualcosa. Quando anche Bruce ebbe terminato di scrivere, ognuno consegno i propri appunti a Charlie che li aggiunse alla crescente pila di fogli.
«Qualcun altro vuole aggiungere qualcosa?» Non intervenne nessuno, allora Charlie chiese a Jake: «Perche non ha voluto testimoniare a favore di Gary?»
«Avevo cominciato a intuire l’importanza di cio che Gary aveva realizzato con Smart House e volevo parlargli, seriamente pero, non col gioco di mezzo. Quella sera pensavo che stessimo andando a discutere da qualche parte, ma sulla porta della sala tv Gary vide Bruce e disse qualcosa tipo: 'Preso'. Mi resi conto che sarei stato il testimone e, sinceramente, decisi di non aiutare Gary a vincere il gioco se potevo evitarlo, cosi mi allontanai.»
«Dov’e andato?»
«In giardino a prendere qualcosa da bere prima di andare a letto e poi in camera con il bicchiere.»
«Non ha piu incontrato Gary quella sera?»
Jake scosse la testa.
Charlie si volto nuovamente verso Bruce. «E lei dov’e andato?»
«Volevo andare in cucina a mangiare qualcosa, ma Gary continuava a venirmi dietro e a urlare cosi ho preso l’ascensore, sono andato in camera mia e li sono rimasto. A quel punto penso che Gary si sia diretto in cucina.»
Charlie apri il tabulato sul tavolo e corrugo la fronte. Picchietto la gomma sui fogli con aria assente e disse: «Secondo il tabulato ufficiale Gary si e ritirato nella sua camera al secondo piano alle dieci e dieci di venerdi sera e non e piu uscito. Risulta inoltre che e andato in cucina all’una e venticinque, e anche in questo caso non ne e piu uscito. Forse le sue regole erano diverse da quelle che seguivate voi.»
«E cosa risulta quando ha preso quel dannato pugnale?» domando Bruce alzandosi e avvicinandosi alle spalle di Charlie per consultare il tabulato.
Charlie scosse la testa. «Nulla.» Guardo Alexander con un’aria assorta. «Potrebbe aver programmato il computer in modo che cancellasse determinate funzioni, permettendogli comunque di aprire le porte?»
Alexander dovette ammettere miseramente di si.
«D’accordo. Potrebbe aver programmato il computer in modo che non registrasse i suoi movimenti quand’era con un’altra persona, in questo caso Jake, per esempio?»
Alexander annui.
