incespicando nelle frasi e lottando disperatamente con le parole. Racconto del gruppo che Gary aveva cominciato a mettere assieme oltre cinque anni prima. Constance lo guardo in modo penetrante e Alexander si strinse nelle spalle.
«Andavo ancora all’universita quando Gary ebbe l’intuizione di Smart House» disse. «Un sistema integrato che si serve di entrambi i tipi di computer…»
«Basta parlare di computer» lo interruppe Charlie. «Ha detto che Gary formo un gruppo di lavoro. Continui da li.»
«D’accordo, ma quella e l’idea di base… Va bene. Rich era a capo di uno studio per lo sviluppo di un particolare CAD, un programma di disegno e progettazione per architetti» si affretto a spiegare. «I giornali avevano parlato di lui, cosi Gary lo chiamo, si incontrarono, parlarono e Rich si uni al gruppo. Gary gli diede anche una percentuale delle sue azioni perche sapeva che, con l’andare del tempo, il denaro sarebbe scarseggiato, e voleva essere sicuro che Rich non mollasse tutto se la situazione si fosse complicata. Non sarebbe stato necessario, ma Gary era fatto cosi. Anche a me diede una percentuale di azioni, quando entrai nella squadra. Mi disse che lo faceva perche gli altri avrebbero potuto cercare di estrometterci, di smantellare la squadra, una volta scoperto cosa aveva in mente. In questo modo, invece, non sarebbero riusciti a farlo.»
«D’accordo, ho capito. Ormai la casa era quasi finita, il lavoro di Rich stava per terminare, cosa aveva intenzione di fare Gary?»
Il tormento di Alexander aumento, e la sua voce divenne poco piu di un sussurro. «Questo era un vero problema.» Li condusse attraverso il seminterrato, davanti alla vistosa sala giochi, i tavoli da biliardo e i vari trastulli. Mentre percorreva la stanza Alexander passo la mano sulle superfici lucide dei tavoli da gioco senza soffermarsi a guardarli. «Inizialmente l’intenzione era di costruire Smart House e di mostrarla a gente del settore alberghiero, turistico, a operatori immobiliari, a imprenditori edili. Potevano comprare l’intero sistema o solo una parte. Sarebbe stato Rich a occuparsi di tutto questo, avrebbe assemblato programmi nati separati o li avrebbe integrati a seconda delle necessita. Gary pero continuava a cambiare strategia, perche detestava l’idea che gruppi di persone venissero a Smart House per le dimostrazioni. Decise che, quando sarebbe arrivato il momento, Beth avrebbe potuto accompagnare i gruppi durante le dimostrazioni. Odiava le persone che non conosceva e non voleva occuparsi minimamente di questo aspetto, pero amava lavorare ai suoi progetti in questa casa. Sembrava convinto di poter continuare a occuparsi solo di questo, evitando contatti con chiunque.»
«E lei? Anche lei si occupava dell’intelligenza artificiale, vero?»
«Si, insieme a Gary.» Indico una porta con un ampio gesto. «E li che Rich aveva il suo ufficio.»
Come le altre stanze, anche quella era spaziosa, corredata di numerosi computer, tavoli da disegno, larghi scaffali per conservare copie cianografiche, contenitori verticali per materiale da disegno. Una delle stampanti piu grandi che Constance avesse mai visto era collegata a un computer. Tutto era minuziosamente ordinato, come se da mesi nessuno avesse piu toccato nulla, cosa peraltro assai probabile, penso Constance osservando ogni cosa. Nessun oggetto personale di Rich era visibile, non c’era nulla di umano. Avrebbe potuto essere una stanza allestita per un’esposizione, il perfetto ambiente di lavoro di un architetto. Constance guardo Charlie. «Comincio da la» disse la donna indicando la parete di destra attrezzata con scaffali su cui erano posate ordinatamente pile di carta millimetrata.
Per un attimo Alexander parve perplesso poi annui. «State cercando le copie cianografiche?»
«Esatto» rispose Charlie.
«Non penso che siano qui.»
«Nemmeno io, ma da dove le deriva questa convinzione?»
«Si e presentato un avvocato per prendere le cose di Rich. Sa, per definire le questioni patrimoniali. Se le copie cianografiche fossero state qui le avrei trovate, e sarebbero state rispedite a Palo Alto, all’ufficio principale, dove sono conservate le altre copie. Invece non le abbiamo trovate. Certo, non le abbiamo nemmeno cercate accuratamente, a me non e proprio venuto in mente di farlo. Insomma, chi puo aver bisogno delle copie cianografiche dopo che la casa e stata costruita? E poi ce ne sara almeno una dozzina di copie.»
«Ottima spiegazione» disse Charlie, afferro il braccio di Alexander e lo condusse alla porta. «Grazie ancora per averci fatto da guida. Ora torni su, d’accordo? Noi la raggiungeremo tra pochi minuti.» Charlie non arrivo a dirgli: 'E ora fila via' ma il tono era esattamente quello. Alexander arrossi e si allontano velocemente. Non appena Charlie chiuse la porta prese Constance tra le braccia e annuso il profumo dei suoi capelli. «Mi sei mancata» le disse. «Sei riuscita a sapere qualcosa dalla mammina?»
Constance rise amabilmente e lo allontano con una leggera spinta. «Questa e una mossa astuta e sleale. E io che pensavo fosse una manifestazione d’affetto!»
Charlie l’avvicino nuovamente a se e la bacio. «Chi ha detto che amore e affari non vanno d’accordo? E una bugia. Raccontami tutto.»
Constance rise. «Proprio come diciamo noi del mestiere!»
Quando ritornarono in soggiorno trovarono un vassoio di panini su un tavolo basso e la caffettiera nuovamente piena. Charlie osservo gli ospiti di Smart House. Maddie era tornata. Era pallida, aveva il viso raggrinzito di chi si e appena svegliata, ma sembrava tranquilla e vigile. Gli altri stavano quasi tutti mangiando, bevendo caffe o alcolici. Charlie aspetto che si mettessero di nuovo a sedere.
«Allora» esordi energicamente. «Siamo arrivati a sabato sera, all’ora dell’aperitivo. E dopo?» Non si fece avanti nessuno. «Siete rimasti in gruppo per non essere uccisi finche e arrivata l’ora di cena. Poi cosa e successo?»
Bruce si schiari la voce. Aveva un aspetto ancora piu disordinato, come se si fosse scompigliato i ricci di proposito per farli stare sollevati. I polsini del maglione erano particolarmente allungati, con una manica tirata su sopra il gomito e l’altra fino alla punta delle dita. Sembrava imbronciato. «Probabilmente sono stato io il primo» borbotto. «Rich mi ha ucciso con un serpente velenoso messo dentro al secchiello del ghiaccio nel bar del giardino. Milton ha testimoniato.»
«A che ora?»
«Intorno alle dieci» rispose Milton. «Abbiamo registrato l’evento, poi sono andato in biblioteca.»
Charlie si rivolse a Bruce. «E rimasto li con Rich?»
«Solo per qualche minuto. Poi Rich e andato via, immagino in camera a vedere chi fosse la sua nuova vittima e poi a prendere un’altra arma. Io ho finito di bere, sono andato a parlare con Alexander nel seminterrato e poi in cucina.»
«Chi e stata la vittima successiva?»
«Io, credo» rispose Milton dopo una breve pausa. «Sono andato in ascensore nel seminterrato per prendere un’arma alle dieci e dieci. Ho sentito Rich e Jake parlare, ma la porta dell’ufficio di Gary e stata chiusa quando mi sono avvicinato. Sono andato nella sala esposizione e quando sono uscito ho trovato Rich davanti all’ascensore. Mi sono assicurato che non ci fosse nessun altro e siamo saliti insieme.»
Charlie guardo Jake. «E lei dov’e andato?»
Jake diede uno sguardo agli appunti che aveva preso, poi disse con prontezza: «Ho aspettato che fossero saliti, poi sono andato nella mia stanza passando per le scale. Avevo capito che Milton doveva aver preso un’arma, mentre io non sapevo ancora nemmeno chi fosse la mia nuova vittima.» Allargo le braccia e aggiunse: «Si trattava di Rich.»
«In che modo Rich ha aperto la porta dell’ufficio di Gary? La chiusura era computerizzata come quella delle altre porte?»
Jake parve confuso e scosse lentamente la testa. «Non ci ho fatto caso. Forse si, ed era programmata perche Rich potesse aprirla.»
«Non lo era» si affretto a dire Alexander. «Gary aveva detto di essere il solo ad averne accesso. Il programma era gestito dal computer che si trovava nell’ufficio, io non potevo nemmeno entrare nella stanza.»
Jake parve ancora piu confuso e si strinse nelle spalle. «Non lo so. Ha semplicemente aperto la porta.»
Charlie annui. «D’accordo.» Si volto verso Bruce e disse gentilmente: «Ha lasciato Rich ed e andato nel seminterrato a parlare con Alexander, giusto?»
«Si» rispose Bruce svogliatamente. «Volevo delle informazioni. Gary era scomparso e pensavo che fosse lui a manovrare tutto dal suo ufficio, non il computer.» Rivolse uno sguardo sospettoso ad Alexander che provo un terribile imbarazzo.
«Gary mi aveva avvertito che Bruce avrebbe cercato di farmi delle domande» disse in fretta e furia Alexander. «Mi disse di non raccontargli nulla. Ho fatto solo quello che mi aveva raccomandato Gary.»
«Non voleva nemmeno che entrassi in quel cazzo di laboratorio» disse Bruce infuriato. «Raccontavano tutto a tutti, mentre io non potevo entrare nemmeno nei loro uffici! Alexander continuava a spingermi verso la porta, verso il corridoio. Mi ha persino accompagnato alle scale cercando disperatamente Gary o Rich o qualcuno che lo salvasse da quella situazione. Erano le undici meno dieci e sapevo che presto Gary sarebbe andato a preparare quei dannati popcorn, cosi sono salito in cucina per aspettarlo. Quando arrivai, pero, lui era gia li e stava prendendo l’occorrente, la macchina per i pop-corn, il granturco, il sale. Mi chiese se mi piaceva la sua casa-giocattolo, se mi stessi divertendo, ma quando gli dissi quello che pensavo si mise a ridere e usci con la macchina da popcorn e tutto il resto.»
Charlie sollevo una mano. «Alle undici meno dieci quindi si trovava nel seminterrato. Diciamo che ci ha messo un minuto per salire le scale e arrivare in cucina. Per quanto tempo avete parlato lei e Gary?»
«Due, tre minuti. Non abbiamo parlato, ha riso di me, mi ha sbeffeggiato. Non e cosi che si parla. Stava vivendo il momento piu bello della sua vita, una vera festa di compleanno.»
«Da che porta e uscito suo fratello?»
«Che cazzo di differenza fa?» grido. Gli altri lo guardarono impassibili.
«Sarebbe bello capire come mai non l’abbia visto nessun altro quella sera» riflette Charlie a voce alta. «Il corridoio principale e come una vasca per i pesci.»
«Mi sono messo tra lui e la porta che dava sul corridoio principale, Gary ha riso ancora piu forte ed e uscito dall’altra porta, quella del corridoio sul retro della casa. Lo ha fatto camminando sulle sue gambe, di sua volonta!» Con uno sforzo visibile cerco di riprendere il controllo di se. «Decisi di verificare cos’altro fosse stato comprato con i miei soldi» prosegui. «Stavo dando uno sguardo in giro quando mamma entro in cucina e comincio a gridarmi di tutto. Per quella sera ne avevo sentite abbastanza di stronzate, e cosi imboccai il corridoio sul retro diretto verso l’ascensore e la lasciai li a gridare. Volevo salire in camera a dormire ma quel cazzo di ascensore non arrivava, cosi andai in bagno passando dallo spogliatoio, mi preparai qualcosa da bere nel bar del giardino e poi…» Si strofino gli occhi e scosse la testa. «Non lo so, passai per la sala della colazione, poi andai in biblioteca. Harry arrivo subito dopo ma non avevo voglia di parlare, cosi uscii e mi avviai verso la sala tv. Gary era in giardino e la sua risata mi investi in pieno. Dissi qualcosa a Beth e lei scappo via. Non sopportavo quello stupido film dei Beatles, cosi ritornai in biblioteca. Milton era gia li e subito arrivo anche Jake.» Per la prima volta consulto il foglio di carta colmo di appunti dalla grafia piuttosto infantile, fece scorrere il dito sulla pagina e la getto a terra. «Questo e tutto.»
Charlie annui. «Grazie.»
Alexander continuava a piegare e ripiegare il foglio di carta che aveva in mano come se volesse vedere fino a quali minuscole dimensioni riusciva ad arrivare. «Bruce venne nel seminterrato» disse il ragazzo «e poi arrivo anche Harry. Da quel momento non vidi piu nessuno ne salii al piano di sopra. Avevo troppo lavoro da sbrigare, rimasi nel laboratorio tutta la sera.»
«Tutta la sera?» ripete Charlie. «Non ha accompagnato Bruce alle scale?»
«Si, ma non sono salito. Siamo rimasti li per qualche minuto. Non voleva andarsene e lasciarmi in pace. Dovevo accompagnarlo, altrimenti non sarebbe piu uscito dal mio laboratorio, dove poi sono tornato e sono rimasto.» Alexander aveva ridotto il foglio a un francobollo. Charlie penso che di li a poco il ragazzo avrebbe cominciato a sminuzzarlo. Quindi rivolse la propria attenzione a Jake.
«Facciamo un passo indietro. Quanto tempo rimase nell’ufficio dopo che Rich ando via?»
Jake prese il foglio con gli appunti. C’era un’unica riga scritta con una calligrafia chiara e ordinata. «Non mi sono spremuto troppo le meningi per cercare di ricordare» commento ironicamente. «Aspettai che le porte dell’ascensore si fossero chiuse e non ci fosse piu nessuno nei paraggi. Forse trascorse un minuto, ma non feci molta attenzione all’ora. Andai in camera mia, consultai il computer e, dopo aver visto che la mia nuova vittima era Rich, decisi di mettermi sulle sue tracce. Stavo giusto lasciando la stanza quando vidi Beth uscire dalla sua e scendemmo insieme le scale. Lei ando nella sala tv e io proseguii per la biblioteca. Quando udii la risata di Gary immaginai che ci fosse anche Rich da qualche parte, e la biblioteca era un posto come un altro per iniziare la mia ricerca. Mi sedetti in modo da poter tener d’occhio la porta, convinto che alla fine sarebbe entrato o passato da li, ma mi sbagliavo. Ero ancora seduto in biblioteca quando Maddie trovo Rich morto
