«Non ne sono convinto» protesto Jake. «Insomma, anche se fosse stato in grado, perche farlo? Per l’amor del cielo, si trattava di un gioco! A cosa gli sarebbe servito programmare un gioco come questo e poi imbrogliare?»

«Non lo so» rispose Charlie. «Qualcun altro avrebbe potuto fornire al programma le stesse istruzioni, Alexander?»

Il ragazzo impallidi poi arrossi violentemente. «Si. Io, o Rich. Nessuno conosceva ancora il programma, quantomeno nessuna delle persone che erano qui. A Palo Alto c’era un paio di tecnici che avevano lavorato al programma e anche loro avrebbero potuto modificarlo.»

«D’accordo» disse Charlie nel tono piu cordiale possibile, il tono che a volte faceva rabbrividire Constance. «Siamo arrivati al momento in cui vi trovate tutti al sicuro nelle vostre stanze e nessuno sa dove sia Gary. Dopo cosa e successo?»

«Ha davvero intenzione di farci ripercorrere ogni minuto?» domando Laura incredula. «E una follia. Che differenza fa?»

«Non so rispondere a questa domanda» ammise tranquillamente Charlie. «Visto che ha capito perfettamente quello che voglio fare, potrebbe sveltire l’operazione cercando di fornirci le informazioni riguardo al tempo mancante, evitandoci la fatica di ricostruirlo secondo per secondo? Ripensi a quando e dove e stata uccisa, chi l’ha uccisa e chi ha testimoniato. A quel punto faccia mente locale su cio che e accaduto prima e poi prosegua la sua ricostruzione. Se quella sera non c’e stata nessun’altra attivita andiamo avanti e passiamo al mattino seguente.»

Minuto dopo minuto, incontro dopo incontro, Charlie li condusse attraverso quella giornata di maggio. Di tanto in tanto interrompeva qualcuno per porre una domanda, ma per la maggior parte del tempo si limito ad ascoltare. Quando Beth menziono le copie cianografiche viste il sabato sul tavolo accanto a Rich Schoen, Charlie la interruppe.

«Immagino che Rich avesse nascosto il bastone di gommapiuma dentro ai fogli arrotolati» disse Beth. «E stata l’arma che poi ha usato su Gary.»

«Dove sono ora le copie cianografiche?»

Vi fu uno scambio di sguardi, poi Milton Sweetwater si strinse nelle spalle e disse: «Presumibilmente in uno degli uffici.»

«Rich li porto qui dall’ufficio di Palo Alto» spiego Alexander. «Ce li avrebbe mostrati alla riunione di lunedi. Di solito li teneva la, non piu a Smart House, ma non so dove siano adesso.»

Charlie annui e lascio che continuassero a descrivere il pomeriggio di sabato.

Poco dopo intervenne nuovamente. «Fino a questo momento nessuno ha riferito di aver incontrato Gary. Era normale alle tre del pomeriggio?»

Beth annui. «Stava sveglio quasi tutta la notte, non si alzava mai prima di mezzogiorno o l’una e gli piaceva fare colazione da solo. Non mi ha allarmata il fatto di non vederlo in giro.»

«E per questo che cenavamo alle sette» disse Laura con un sorriso sarcastico. «Gary voleva che la cena finisse entro le nove cosi poteva rimettersi a lavorare.»

Proseguirono raccontando le loro avventure come assassini e come vittime, finche non arrivarono al momento in cui si erano ritrovati per l’aperitivo. A quel punto Charlie li interruppe.

«Basta cosi, e tardi» disse. «Per favore, consegnatemi i fogli se avete delle annotazioni sull’orario o delle osservazioni di qualsiasi genere. Finiremo domani.»

«Era quasi mezzanotte.»

9

Beth lo fisso costernata. 'Dovevano sospendere tutto proprio adesso?' Si guardo attorno. Jake e Milton confabulavano a bassa voce. Bruce si aggirava per la stanza mentre Charlie radunava i fogli. Laura si era alzata per andarsene, ma poi sembrava essersi accorta che nessuno aveva intenzione di lasciare la stanza, allora aveva raggiunto Harry vicino alla credenza. Harry sembrava teso come una corda di violino, sarebbe bastato sfiorarlo per far esplodere tutta la sua tensione. Laura si tenne a debita distanza evitando di toccarlo.

Charlie diede uno sguardo ai presenti e raccolse i fogli alla rinfusa. Constance non si era mossa dalla poltrona.

D’un tratto Jake e Milton smisero di parlare e si avvicinarono a Charlie. «Charlie, e evidente, quantomeno a me» disse Milton con un tono autoritario «che e giunto alla conclusione che si sia trattato di un delitto, che quelle due morti non siano state accidentali.» Rimasero tutti immobili. «Se stasera lei se la sente di continuare, la esorto caldamente a farlo. Se dovra saltar fuori qualcosa da questa storia, e meglio che mettiamo tutto in chiaro stasera. Se tra noi c’e un assassino e qualcuno lo ha visto fare qualcosa di sospetto, quella persona potrebbe essere in pericolo. Io, per esempio, ho intenzione di chiudere in qualche modo la porta della mia stanza stanotte.»

«Sono assolutamente d’accordo» gli fece eco Jake. «E riuscito a spaventarci a morte stasera» disse con calma. «Non voglio lasciare tutto in sospeso.»

Charlie sollevo entrambe le mani. «Per me va bene. Qualcuno ha qualcosa in contrario?» Non si fece avanti nessuno. «Facciamo una pausa, diciamo una ventina di minuti. Potremmo preparare dell’altro caffe e magari dei panini. Forse durante la pausa potreste annotare i particolari delle successive uccisioni, il nome della vittima, l’arma, il testimone, le altre vittime, l’orario e tutto cio che puo essere pertinente. In questo modo guadagneremo tempo. Alexander, nel frattempo le spiacerebbe mostrarci dove lavorava Rich Schoen quand’era a Smart House? Aveva un suo ufficio?»

Alexander balzo in piedi, sollevato all’idea di poter fare qualcosa. Ma, prima che avesse il tempo di rispondere, Harry disse: «Sappiamo tutti fin troppo bene che Rich non si sarebbe lasciato soffocare in quell’ascensore senza reagire. E il fatto che uno di noi potesse essere un assassino sono tutte palle! Sapevamo anche questo. Lo abbiamo sempre saputo» disse con un tono severo «e abbiamo scelto di far finta di niente.» Guardo Jake scuotendo amaramente la testa. «Esiste un luogo pero dove l’aria puo essere aspirata in pochi secondi: le zone destinate alla coltivazione con la tecnica della polivasatura all’interno della serra. Sono state progettate per essere a tenuta stagna con un sistema di scarico, un impianto per l’aspirazione di gas.»

«Ci ho pensato» replico Jake con un certo disappunto. «Il problema e lo stesso. Perche Rich avrebbe dovuto restarsene li mentre qualcuno si avvicinava e armeggiava con la valvola del gas o digitava comandi sulla tastiera del computer o chissa che altro? L’ha progettata lui! Sapeva cosa poteva fare!»

«Ma se l’assassino aveva il computer portatile, avrebbe potuto controllare anche ogni funzione della serra. Sarebbe bastato premere un pulsante per farlo» obietto Harry. «Ricordati che quella notte e stato immesso del pesticida nella serra, le coltivazioni sono andate distrutte. Penso che l’assassino lo abbia fatto per depistare le indagini. Forse Rich ha reagito ma sarebbe stato impossibile verificarlo dopo i terribili effetti del veleno nella serra.»

Charlie si volto verso Alexander.

Il ragazzo annui sconsolato. «Si, il computer portatile avrebbe potuto essere programmato per fare una cosa simile.» E aggiunse quasi in tono lamentoso: «Ma ci sarebbe voluto del tempo. Del tempo per imparare il sistema, il linguaggio, il programma che regolava quella funzione. Non sarebbe stato come accendere o spegnere l’interruttore di una luce.»

«Per Gary sarebbe stato esattamente cosi» aggiunse a bassa voce Harry. «Chi, piu di lui, poteva avere il tempo per programmare tutto quello che voleva? Con chi altro potrebbe essere andato nella camera di coltivazione?»

«Oddio!» sussurro Beth. «Gary? Perche?»

«Non lo so perche, ma chi altro avrebbe potuto predisporre in anticipo ogni cosa? Solo tre persone: Rich, Gary o Alexander.»

Alexander guardo alternativamente Harry e Charlie con un’espressione confusa. Il suo volto si contorse in una smorfia come se stesse per scoppiare a piangere. «Non siamo stati noi» disse scuotendo la testa. «Perche distruggere il nostro unico sogno? Rovinare tutto quello per cui avevamo lavorato?» E scosse la testa con convinzione.

«E poi il nostro straordinario e atletico Gary ha sollevato Rich di peso e lo ha portato in casa percorrendo tutto il corridoio, nella speranza che nessuno lo vedesse trasportare un cadavere di ottantacinque chili» disse Jake con sarcasmo. «Lo ha messo nell’ascensore ed e andato a gettarsi nella Jacuzzi per il rimorso prendendosi la briga di coprire la vasca in modo che la sua vista non risultasse sgradevole per nessuno. Tanto per confondere ulteriormente la situazione, durante il percorso ha fatto in modo di sbarazzarsi dei computerini.» Jake si avvio verso la porta. «Mi offro volontario per preparare il caffe e i panini, ma voglio che un testimone controlli che io non aggiunga dell’arsenico nella zuccheriera.»

«Non e divertente!» gli grido Laura. «Hai un’idea migliore per spiegare quello che e successo? Almeno Harry ci sta provando.»

«Stai zitta!» le intimo Harry senza neanche guardarla in faccia.

Charlie indico con un gesto la porta, Constance si alzo e usci con lui e Alexander.

«E una situazione orribile» disse Alexander accigliato. «Peggiore di quanto mi aspettassi.»

«Lei dice?» domando Charlie. «A me sembrava che stesse andando tutto abbastanza bene» aggiunse con un sorriso.

Alexander lo guardo allibito con un’aria di riprovazione. 'Cosi giovane' penso Constance 'cosi intelligente e cosi ingenuo.'

«Ti do una mano per il caffe» propose Beth a Jake. «Ammesso che riusciamo a trovarlo.»

«Vengo anch’io» disse Laura. «So dov’e.»

«Penso che tu sappia troppe cose di Smart House» disse d’un tratto Bruce. «E le sapevi sin dalla scorsa primavera. Eri gia stata qui, vero? Alla fine ci sei riuscita ad accalappiare Gary, non e cosi?»

Laura gli lancio uno sguardo carico di odio. Prima che avesse il tempo di rispondere, Milton la prese bruscamente per un braccio e la costrinse a distogliere lo sguardo da Bruce. «Vorrei scambiare due parole con te» le disse.

Beth si ritrovo a osservare Harry. Era impassibile come un pezzo di metallo e cosi anche il suo sguardo. Gli accadeva quando c’era Laura di mezzo, penso Beth con un brivido. In qualche modo riusciva ad astrarsi. Si trasformava in un pezzo di ferro o in qualche altro metallo freddo e scuro che non lasciava trapelare nulla dei propri sentimenti. Bruce lancio un’occhiata astiosa a Laura e Milton, si volto di scatto come se volesse cercare un altro bersaglio su cui sfogare la propria ira ma incontro lo sguardo granitico di Harry. Bruce si fermo di colpo e, dopo un istante, lascio il soggiorno in silenzio. Beth esamino nuovamente il volto di Harry, e capi che se l’avesse guardata con quell’espressione sarebbe fuggita anche lei. Non che avesse un aspetto particolarmente minaccioso, penso, era qualcosa di peggio. Aveva un che di disumano.

Beth si accorse con sorpresa di essere dispiaciuta per Harry. Non le era mai piaciuto, le era sempre sembrato troppo brusco, troppo determinato, eppure ora gli faceva pena. Nessuno avrebbe dovuto essere costretto a rifugiarsi in un atteggiamento tanto disumano. Si ritrovo a chiedersi cosa provasse Harry quando era felice, quando stava per raggiungere la vetta di una nuova montagna e sapeva di avercela fatta. Beth non aveva mai conosciuto quell’aspetto del suo carattere.

Jake le sfioro il braccio e Beth si allontano con lui.

«Nei prossimi giorni verranno fuori molte cose spiacevoli» disse Jake a bassa voce mentre si avvicinavano alla cucina. «Capisco che sia necessario, e suppongo che non se ne possa fare a meno, ma mi dispiace che sia avvenuto in questo modo.»

Beth scosse la testa. «Non c’e problema. Lo sapevo gia.» Lo sapeva. Non ne conosceva i dettagli, come quando era iniziata o da quanto tempo andava avanti, ma lo sapeva. «Pero hai ragione» disse. «Ora le cose verranno tutte fuori. Ricorderemo particolari che avevamo dimenticato, li vedremo sotto una nuova luce. Charlie incute un po’ di paura, vero?»

«E intelligente, sa cosa sta facendo.»

Si erano fermati davanti alla porta della cucina. Beth lo guardo e disse quasi in tono di scusa: «Mentre ripensavo al gioco mi sono ricordata di quanto ero arrabbiata con te, non per il fatto che mi avessi uccisa, ma perche ti stavi divertendo.»

Jake si fece serio e pensieroso. «E vero, avevi ragione tu, Maddie e persino Harry. Quella sera, quando ci siamo incontrati in corridoio e abbiamo sceso insieme le scale, ero muto come un liceale il primo giorno di scuola. Pensavo che ce l’avessi ancora con me, mentre io ero tutto eccitato per la casa e per il gioco che mi stava davvero divertendo.»

Beth accenno un sorriso al ricordo di quanto fosse stato formale e impacciato il loro breve incontro, e rammento il sollievo provato quando Jake se n’era andato lasciandola in mezzo al grande corridoio vicino alla sala tv.

«E poi abbiamo sentito la risata di Gary» disse Jake con una voce piu roca. «Forza, cerchiamo il caffe e tutto il resto.»

«Mi parli di Rich» chiese Charlie ad Alexander mentre si dirigevano nell’ufficio di Rich. Era stato faticoso ma alla fine Alexander aveva raccontato loro qualcosa esprimendosi con esitazione,

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