Jake emise un fischio e annui. Bruce allungo la mano per prenderlo ma Charlie lo ritrasse. Jake guardo i vasi, il muschio rimosso e aggrotto le sopracciglia, «Era nelle piante? Come l’avete trovato?»
«Diciamo che e stato un tentativo fortunato. Andiamo in cucina, vorrei lavarmi.»
«Ce n’e solo uno? Magari…» Jake guardo i vasi li intorno, poi l’intera stanza e alla fine si strinse nelle spalle. «Anche se ce ne fossero altri, potrebbero essere dappertutto» disse.
«Ammesso che ce ne siano altri, aspetteranno sino a domani» replico Charlie. Attese che Constance rimettesse la gardenia nel vaso, poi li fece scendere e li condusse fuori dal giardino.
In cucina Constance prese un altro sacchettino di plastica e tutti osservarono Charlie infilarci dentro l’unita di controllo e chiudere il sacchetto.
«Merda!» grido Bruce. «Proprio come nei film! Ha davvero intenzione di rilevare le impronte digitali? Non crede che un assassino intelligente le avrebbe cancellate tutte?»
«Cosa le fa pensare che sia intelligente?» domando Charlie come se fosse sinceramente interessato a una nuova idea. S’infilo in tasca il secondo sacchetto e ando al lavello dove Constance aveva gia cominciato a lavarsi le mani.
«Si da il caso che fino a oggi gli ospiti di questa casa fossero tutte persone intelligenti» disse Bruce.
Charlie annui e sorrise. «E casualmente voi due eravate svegli a fare la guardia alla piscina?»
«Io non ero sveglio» disse Jake con uno sbadiglio. «Ho sentito qualcuno sul balcone. Naturalmente ho controllato ma non ho visto nessuno. A quel punto ero piu sveglio che mai, cosi ho deciso che mi ci voleva qualcosa da bere. Ho incontrato Bruce in corridoio, vi stava spiando.»
«E una dannata bugia!» grido Bruce. «Da dentro non si riesce a sentire nessun rumore sul balcone. Stavo solo scendendo a mangiare qualcosa. Pensavo che foste dei ladri, vi e andata bene che non sono tornato in camera a prendere la pistola!»
Jake si senti quasi soffocare. «Mio Dio!» esclamo incredulo. «Tu possiedi una pistola?» Fu percorso da un brivido e volto la testa leggermente da una parte.
«Si! E sono un ottimo tiratore, per cui stai attento, stronzo che non sei altro!»
Jake ruoto di nuovo la testa verso di loro, la scosse e si capi chiaramente che stava ridendo. «E meglio che mi prepari da bere, visto che sono sceso per questo. Ci dev’essere qualcosa anche qui in cucina. Di sicuro non ho intenzione di andare al bar del giardino, non finche qualcuno non lo avra ispezionato tutto.» Comincio ad aprire gli sportelli sorridendo e alla fine trovo una bottiglia di bourbon. «Charlie? Constance?»
Bruce comincio a rovistare nel frigorifero. Jake verso da bere a Charlie e a Constance, si avvio verso la porta con il suo bicchiere in mano e lo sollevo. «Alla salute. Ci vediamo domani.» Poi, rivolto al socio: «Ah, Bruce, saprai anche da che parte sparare, spero» dopodiche si allontano.
L’espressione di Bruce era piu corrucciata che mai. Tiro mori dal frigo un vassoio di prosciutto affettato coperto da una pellicola trasparente e comincio a prepararsi un panino. Charlie si uni a lui e mangio un pezzetto di prosciutto. Era molto buono.
«Ha preso in mano l’unita di controllo quando suo fratello gliel’ha mostrata?» domando a Bruce.
«No, non mi avrebbe mai permesso nemmeno di toccarla. Ci vuole un po’ di senape» disse, e torno a prenderla in frigorifero.
«Sto solo cercando di capire cosa si poteva fare con quell’apparecchietto» spiego Charlie. «Le ha mostrato come funzionava?»
Bruce lo guardo con disprezzo. «Lei non sa un accidente di computer, vero?»
«Esatto.» Charlie aveva assunto un atteggiamento allegro e scherzoso particolarmente crudele. Constance si sedette al tavolo e li osservo.
«D’accordo, d’accordo, le spiego come funziona. Allora, il computer principale opera con un programma e l’unita di controllo invia una sorta di radio segnale che puo essere captato dall’unita centrale. Ha guardato l’apparecchietto? Ha una tastiera con dei numeri. Immaginiamo che lo si programmi per accendere le luci quando si preme il tasto A. Quindi parte un segnale che arriva al computer principale il quale riceve il comando e lo esegue. Il portatile viene programmato semplicemente per inviare dei segnali.» L’insofferenza di Bruce era scomparsa, ora il suo tono lasciava trapelare una rassegnata e paziente disponibilita che lo stesso Charlie assumeva quando spiegava qualcosa a uno studente particolarmente sprovveduto. «Questo significa» prosegui Bruce «che si possono usare tutte le lettere, i numeri e le possibili combinazioni per inviare un segnale, avendo come unico limite quello della memoria del computer principale. Il portatile puo fare esattamente le stesse cose di quello grande, se viene programmato in anticipo.»
«Mi sembra un po’ rischioso» disse Charlie perplesso. «E se si preme per sbaglio il tasto A?»
Bruce diede un morso al panino e scosse la testa. «Prima bisogna attivarlo attraverso una sequenza di lettere per avvertire il computer principale che ci si sta connettendo con lui.» Bruce parlava con la bocca piena e le parole uscivano attutite.
Charlie prese un’altra fetta di prosciutto. «Quanto tempo ci vuole per modificare un programma, una volta stabilita la connessione col computer principale?»
Bruce si strinse nelle spalle. «Dipende. Per riprogrammare tutto un paio di minuti. Per uno o due comandi invece, se si conosce il programma da cui iniziare, qualche secondo. Non dimentichi che nessuno di noi lo conosceva, e quindi ci sarebbe voluto un po’ piu di tempo.»
Charlie sembro sorpreso. «Mi sta dicendo che qualcuno avrebbe potuto farlo anche senza conoscere il programma, il linguaggio e tutto il resto?»
«Non si puo impedire a un bravo
«So distinguere Wagner da Verdi» rispose Charlie con circospezione. «Perche?» Dall’espressione smarrita di Bruce si rese conto che i nomi erano quelli sbagliati.
«Facciamo finta che sappia qualcosa di musica» propose Bruce. «Diciamo per esempio che sa riconoscere lo stile di Springsteen da quello di Simon o di chiunque altro. Quelli bravi hanno uno stile riconoscibile per cui si capisce chi sta cantando, d’accordo? La stessa cosa succede con i programmatori. Quelli bravi hanno uno stile che alla fine diventa riconoscibile. Tendono a ripetere continuamente le stesse operazioni. Qualcuno magari e piu stringato, altri piu prolissi, altri ancora usano scorciatoie con le quali pian piano acquistiamo dimestichezza. Forse Alexander e il migliore e possiede uno stile ben preciso. Sa, era il responsabile del gruppo dei programmatori. Insomma, chi conosce il suo stile sa anche dove andare a cercare, sa quale sara con ogni probabilita la sequenza successiva. Chiunque fosse stato abbastanza sveglio da maneggiare un computer avrebbe potuto penetrare nel suo programma, chiunque, e come ho gia detto, fino a oggi gli ospiti di questa casa potevano essere considerati tutti dannatamente svegli.»
Charlie annui distrattamente. «Mi chiedo perche nessuno ne abbia parlato prima.»
Bruce rispose con un’alzata di spalle e prese dell’altro prosciutto.
«Se era cosi facile, mi domando come mai suo fratello non abbia riprogrammato il computer per escludere sua madre dal gioco.»
Bruce si puli le mani sui jeans.
«Oppure mi domando come mai suo fratello abbia pensato che vostra madre potesse confermare la sua tentata uccisione, Bruce, visto che aveva annunciato di non voler partecipare al gioco.» Bruce, nel frattempo, era divenuto immobile, la bocca increspata, lo sguardo penetrante.
«E questo cosa significa?» domando. «Dove vuole arrivare?»
«Se solo lo sapessi. In quel frangente non le e parso curioso che suo fratello se la prendesse tanto pur sapendo che vostra madre non rientrava tra i giocatori?»
«Gary era uno stronzo.»
«Pensa che abbia manipolato il gioco facendo in modo che fosse lei la sua prima vittima?»
«E possibile. Sarebbe stato tipico del suo modo di fare.»
«A quel punto pero, anche se il primo tentativo non era stato registrato, lei avrebbe saputo di essere la vittima di Gary, giusto? Quindi avrebbe potuto cercare di evitarlo. Quando le ha mostrato l’unita di controllo?»
Il volto di Bruce si rilasso di colpo, poi divenne tutto grinzoso come quello di un bambino sul punto di fare una scenata. Charlie si ricordo di come trattava sua sorella Jessica da piccola quando assumeva quell’espressione. 'Temporale in vista' le diceva, e lei lo guardava sempre con un’aria sospettosa, aggrottava le sopracciglia e la maggior parte delle volte rinunciava a piangere solo perche lui se lo aspettava. Il ricordo di quelle scene era ancora estremamente vivido nella sua mente. Constance assomigliava a Jessica ogni giorno di piu. Charlie si scosse e torno a concentrarsi su Bruce.
«Non e stato Gary a parlarmene» mormoro Bruce. «Ho sentito che lo diceva a qualcun altro.»
Charlie inarco le sopracciglia e non fece commenti.
«Pensavo che lo avesse detto a tutti tranne me, e per questo che… Insomma, pensavo che lo sapessero tutti. Mi trovavo al piano interrato e stavo esaminando i vari impianti, il sistema automatico per la manutenzione della piscina, l’aspirapolvere automatico, questo genere di cose. Andai dietro all’ascensore per dare un’occhiata alla presa di scarico e aspirazione, e udii la sua voce. Pensai che si trovasse nell’ascensore e di certo non mi sarei lasciato sfuggire l’occasione di origliare. Non so con chi fosse, non sono riuscito a vederli e l’altra persona non ha detto nulla. Gary rise e disse: 'Non essere stupido. Certo che ho un supporto tecnico di sicurezza. E qui nella mia tasca, guarda!'. Ho capito subito di cosa si trattava e quanto fosse grande. Era l’unica spiegazione plausibile. Sarebbe stato da idioti non avere un secondo sistema di controllo.»
Charlie annui. «E poi?»
«E poi niente. Hanno smesso di parlare, forse l’ascensore e partito, oppure sono usciti. Sono salito dalle scale sul retro della casa, quelle che portano nei locali adiacenti alla sala idromassaggio, alla porta che da sull’esterno.»
«Quello e il punto in cui passano tutti i tubi, i fili elettrici, le tubature che arrivano alla serra e alla cella frigorifera, vero?»
Bruce si strinse nelle spalle. «Per accedervi bisognava essere abilitati. Ovviamente lo avevo immaginato, cosi ritornai a esaminare gli impianti.»
«A che ora li ha sentiti parlare?»
«Che cazzo ne so? A un certo punto del pomeriggio. Se avessi saputo che sarebbe diventato un caso federale avrei preso appunti! Vado a dormire.»
Bruce usci a grandi passi dalla cucina, Constance si alzo dal tavolo e si sposto al bancone dove il marito continuava a piluccare il prosciutto con aria assente. Constance allontano il piatto. «Ti verranno gli incubi stanotte.»
«Probabile. Cosa ne pensi di Bruce?»
«E ossessionato dalla gelosia. Se le cose stanno cosi con il fratello morto, figuriamoci come dovevano essere quando era ancora vivo! Poverino.»
«Ricordati che quel poverino ha una pistola e anche qualche rotella fuori posto.»
Constance lo guardo sorpresa. «Non dirmi che hai creduto alla storia della pistola?»
«Tu no?»
«Certo che no. E la tipica minaccia del ragazzino che si vanta di qualcosa per intimidire chi ha di fronte. Non mi e neanche passato per la testa che fosse vero.»
In realta neanche a lui era passato per la testa, penso confusamente Charlie. «Dove lo stai portando?»
Constance aveva preso il piatto col prosciutto. «Nel frigorifero, e poi porto
«E tu sei proprio una gran brava moglie» replico Charlie.
11
Il mattino successivo la nebbia turbino davanti alla vetrata, fu portata in alto dalla brezza marina, si dissolse e si riformo. Charlie osservava questi cambiamenti con aria assorta, aspettando la colazione insieme a Constance.
