infine. «Per tutto il sabato Gary e Rich avevano fatto pressione su Jake per ottenere il suo appoggio. Se non fossero morti sarei stato io il prossimo da convincere. Penso che ogni singola mossa sia stata programmata in anticipo.»
«E la casa invece l’ha convinta?»
«No. Non scordi che sono l’economo della societa e che piu di chiunque altro sapevo quanto stava costando e quanto sarebbe continuata a costare.» La sua voce era nuovamente priva di intonazione. Prese il cucchiaio ma si limito a esaminarlo. «Argento sterling» disse con quella voce monotona e dura, e getto bruscamente il cucchiaio sul tavolo.
«Capisco» disse Constance con un’espressione assorta. «Mi sembra logico che un uomo alto come Jake abbia scelto una garrotta per una donna tanto piu bassa come Beth. Lo ha visto tirare fuori il nastro?» domando rivolto a Harry, che la stava guardando con avversione e forse persino con un po’ di disprezzo. Charlie fu colto di sorpresa per questo cambio improvviso di direzione della moglie.
«No, lo teneva nascosto, ma poi ho visto Beth portare le mani alla gola nel gesto tipico di chi viene strangolato…»
«Oh, ma certo, si tratta di un riflesso.»
Charlie la osservava attentamente. Poveretto chi avesse provato a strangolarla, penso. Constance era cintura nera di aikido e per anni aveva tenuto delle dimostrazioni. Le sue mani avrebbero raggiunto parti e fatto cose che l’ipotetico assassino non avrebbe gradito.
«Conoscevate il nome della vittima prima di prendere l’arma?» domando loro Constance.
Laura e Harry si scambiarono delle occhiate colme d’irritazione. Laura guardo l’orologio e disse: «Non era indispensabile. Non so gli altri ma io lo conoscevo. Dove vuole arrivare?»
«Semplice curiosita» rispose Constance allegramente. «Mi sembra cosi strano che una donna scelga una garrotta quando la sua vittima e tanto piu grande di lei. Lei Laura quanto e alta, uno e settantatre, uno e settantasei? Jake e perlomeno uno e ottantacinque. Mi chiedevo se avesse provato a usare l’arma e non ci fosse riuscita, se fosse stata lei a far venire in mente a Jake di usarla in seguito per Beth.»
«Non sono nemmeno riuscita a trovarlo per tutto il giorno!» rispose Laura infuriata. «E rimasto chiuso con Rich o Gary o Alexander da qualche parte.»
Harry allontano in modo brusco la sedia dal tavolo. «Se avete finito» disse sgarbatamente «avrei del lavoro da sbrigare» e usci a grandi passi dalla stanza. Constance si volto verso Laura che la guardava con astio.
«Pensavo di arrivargli di soppiatto alle spalle mentre era seduto, ma non ne ho mai avuto l’occasione.»
«Da quanto tempo lei e Harry siete sposati? Charlie sgrano nuovamente gli occhi. Laura avvampo di rabbia e contrasse le labbra.»
«Non sono affari suoi!»
«Ovviamente no» rispose amabilmente Constance, e i suoi occhi chiari e imperturbabili sostennero lo sguardo di Laura, mentre la consapevolezza della risposta rimasta in sospeso aleggio tra loro finche Laura balzo in piedi e usci di corsa dalla stanza.
«Cosa accidenti significa tutto questo?» le domando Charlie a bassa voce, impressionato da come la moglie fosse riuscita a scuoterla tanto efficacemente, mentre lui no.
«Semplice curiosita. Mi chiedevo se stessero ancora dormendo insieme e la risposta e no.»
«Come lo sai?» le domando scrutandola attraverso le fessure degli occhi.
«Lo so e basta» rispose. «Credo che Harry sia impotente, che non abbia nemmeno un briciolo di feromoni.»
«Dio mio!»
«Charlie, i segnali ci sono tutti» disse gentilmente. «Il modo in cui parla di Beth, in cui la guarda, in cui guarda me e tratta Laura. All’inizio pensavo fosse omosessuale, ma non credo che lo sia. Forse sarebbe piu corretto definirlo asessuale. La moglie corre la cavallina, lui lo sa ma non fa nulla per impedirglielo. Laura lo tormenta con il suo atteggiamento, come quando ha tirato di nuovo fuori la storia dell’incontro tra lei e Milton sul tetto, o il fatto che abbia scelto appositamente un’arma che avrebbe implicato un contatto fisico con Jake. Se Harry cercasse di liberarsi di lei, Laura minaccerebbe di dirlo a tutti e lui morirebbe piuttosto che farlo sapere. E poi, tutte quelle montagne…» Constance sospiro. «Povero Harry. Laura avra pure viaggiato con l’aereo della societa, ma e stato Gary a mettere fine alla loro storia, non lei.»
Nel sentire quelle parole a Charlie ando di traverso il caffe. Constance lo guardo sorpresa. «Be’, e ovvio. Gary si garantiva la lealta delle persone distribuendo loro delle quote di azioni, no? A lei non ne ha mai date, e da come si comporta direi che Laura e piuttosto risentita per il modo in cui Gary l’ha trattata. Credo le abbia detto che presto avrebbe dovuto affrontare un divorzio, e che le abbia confidato l’intenzione di voler usare Beth come accompagnatrice per le dimostrazioni a Smart House, un ruolo perfetto per Laura ma non per Beth. Oh, si, e parecchio arrabbiata. E poi mi sembra evidente che non avrebbe mai cercato di sorprendere alle spalle un uomo. Si sarebbe avvicinata a Jake apertamente, gli avrebbe messo le braccia intorno al collo e poi avrebbe esclamato: 'Preso!' non pensi, Charlie?»
«Hai detto che Harry non ha feromoni» disse cupamente. «Intendevi letteralmente nessuno? E come lo sai?»
«Da quell’aura verde carica di vibrazioni che avvolge la maggior parte della gente, da una piccola scossa qua e la, da un formicolio che si avverte alla punta delle dita quando ci si avvicina a loro. Naturalmente alcuni tipi di aura sono rosa, o azzurri, ma anche il verde e piuttosto comune. Harry invece non ne ha. Quella di Laura e color topo e molto compatta.»
Charlie era stato ad ascoltarla attentamente con grande serieta. Comincio a ridere, e il suo viso si raggrinzi come accadeva sempre quando rideva, facendolo sembrare molto piu giovane. «Cosi impara a farmi gli occhi dolci davanti a te.»
Constance assunse un’espressione innocente.
L’aria era decisamente troppo fredda quando uscirono per andare nella serra. La nebbia era rimasta impigliata tra le cime degli alberi e celava ancora l’orizzonte attardandosi sulle colline dietro a casa. L’erba, coperta di piccole gocce d’acqua, luccicava, e passando tra i rododendri sembrava che i cespugli scuotessero via quel che rimaneva dell’umidita notturna e si ergessero per affrontare un nuovo giorno.
«Che bello» mormoro Constance. Il brontolio dell’oceano, il fragore di un’onda, l’aria pungente del mare, era tutto molto bello, una mattina perfetta.
Mr Ramos li aspettava davanti alle porte aperte della serra, una costruzione sufficientemente grande e con un numero tale di piante da poter essere scambiata per un’attivita commerciale. Charlie emise un leggero fischio. Non c’era da stupirsi che gli azionisti si lamentassero per tutti i soldi sperperati. Gary aveva fatto le cose davvero in grande.
Mr Ramos aveva un fisico forte e un viso aguzzo. I muscoli, i tendini e le ossa erano tutti in sintonia, tutti perfettamente armonici e ben marcati. Aveva una cinquantina d’anni, capelli grigi e occhi quasi neri e troppo piccoli. Nel vedere Charlie in soggezione sorrise, scoprendo una dentatura bianca e splendente con otturazioni d’oro brillante.
«E una gran bella serra» disse Mr Ramos. «Vuole visitarla?»
«Certo. Ha terminato di controllare le piante?»
«Tutte quelle all’interno della casa. Non abbiamo trovato niente, non sono state toccate. Questo e uno speciale ambiente a carattere sperimentale» disse, indicando una delle piccole aree delimitate dal vetro all’interno della grande struttura della serra. In tutto c’erano sei piccole aree, ognuna con un diverso assortimento di piante, una gran varieta di fiori o di frutti. «All’interno possiamo mantenere temperature differenti» spiego Ramos. «E miscelare diverse concentrazioni di biossido di carbonio o eseguire altre operazioni. La dietro c’e la stanza di propagazione.»
Attraversarono con lui la serra e l’uomo spiego loro l’utilizzo delle varie aree. Arrivati davanti a un intrico di tubi, Charlie lo fermo. I pesticidi erano stivati in una stanza separata in fondo all’autorimessa, mentre l’anidride carbonica proveniva attraverso un tubo dalla casa. L’acqua e il fertilizzante arrivavano tramite altre tubature e l’intera gestione della serra poteva essere affidata al computer. «A parte in questo momento» soggiunse Ramos con un sorriso, facendo brillare i denti d’oro agli angoli della bocca. «Ora mandiamo avanti la serra alla vecchia maniera, grazie all’aiuto dell’intuito e di Dio.»
«La sera in cui sono morte le due vittime nella serra e stato rilasciato dell’insetticida» disse Charlie. «Penso sara contento di sapere che il computer non controlla piu nulla.»
«L’ho gia detto alla polizia e lo dico a lei adesso. Non e stato il computer. Ci vuole la mano di un uomo per aprire quella valvola, non bastano gli ordini di un computer.»
«Me la faccia vedere» disse Charlie.
Ramos li condusse alla fine del muro su cui scorreva l’intrico di tubi. «Vede quello?» disse indicando un piccolo tubo d’acciaio. «Va nell’insetticida che si trova nel deposito. Dal serbatoio l’insetticida arriva in un miscelatore dove viene diluito con l’acqua e pressurizzato per poter essere spruzzato. Quella mattina avevo chiuso presto la valvola perche stavamo finendo l’insetticida e dovevo sostituirlo con un nuovo serbatoio. Non erano previsti trattamenti per cui, dopo aver cambiato il serbatoio, non ho piu riaperto la valvola. Ho raccontato anche questo alla polizia, ma suppongo che abbiano deciso di non credermi. Hanno pensato che mi fossi dimenticato di averla riaperta.»
«Qual e la valvola che apre e chiude il flusso nel tubo?»
Ramos indico nuovamente una delle tante valvole. «L’idea e di lasciarle sempre aperte, in modo che sia il computer a regolare l’afflusso di tutto cio che passa nei tubi. Quando pero qualche prodotto si esaurisce sono io a occuparmi di rimpiazzarlo, io o uno dei ragazzi. Porto dell’altro fungicida e lo sistemo nel deposito, o dell’altro pesticida, o del fertilizzante. Quando finisce un prodotto chiudiamo la valvola, altrimenti falsa tutte le letture dei valori come la pressione o altre cose. I veleni potrebbero essere pompati nel modo sbagliato, oppure potrebbe non essere vaporizzato abbastanza prodotto. Non mi dimentico cose simili.»
«Chi poteva saperlo oltre a lei?» domando Charlie cercando di seguire la rete di condutture sparse per tutta l’ampiezza della serra. Era inutile, non ci riusciva.
«Mr Schoen o il dott. McDowd, l’orticoltore. E un consulente, viene qui due, tre volte a settimana. Oltre a me lo sapeva anche uno dei miei uomini, ma non era qui durante quel fine settimana.»
«Gary Elringer?»
«Non che io sappia, non il suo dipartimento. Non gli interessava cosa succedeva qui.»
«Come avete bonificato l’aria dopo l’immissione del veleno?»
«Possiamo cambiare l’aria della serra in quattro minuti netti, l’intero volume d’aria. Per le aree sperimentali invece occorrono pochi secondi. Era questo cio che la polizia voleva sentirsi dire, non della valvola.»
Charlie lo studio con una certa curiosita. «Pensano che Rich Schoen possa essere stato soffocato qui e poi spostato?»
«Ovviamente non mi hanno detto quello che pensano, pero hanno esaminato le aree sperimentali e hanno chiesto in che modo si poteva aspirare l’aria all’interno.»
«C’era qualche altra valvola che non doveva essere aperta o chiusa e invece lo era?»
«No, io non ho notato niente di anomalo. Quando e scattato l’allarme, qualche dannato idiota ha rotto un vetro per fare uscire l’aria. Il tempo di arrivare e di organizzarmi per far partire il sistema di aspirazione e gia c’erano vetri sparsi dappertutto, oltre al fatto che non si sa come abbiano potuto rompere un tubo per l’irrigazione… avevamo un dito d’acqua sotto i piedi. Un disastro! Hanno combinato un vero disastro.»
«Sono accorsi tutti?»
Ramos guardo verso la grande casa e si strinse nelle spalle. «In casa c’era una dozzina di poliziotti o forse anche di piu. Il computer ha cominciato a segnalare l’allarme per il veleno, cosi Alexander e Bruce Elringer li hanno portati tutti qui. Credo sia stato Bruce a cominciare a rompere i vetri con una vanga.»
Proseguirono il giro, e intanto in Charlie aumentava sempre piu il senso di frustrazione. C’erano troppe ipotesi plausibili per quella morte: il veleno della serra, la cella frigorifera, l’aspirapolvere automatico nell’ascensore e Dio solo sapeva cos’altro. Un trattore con una lama livellatrice venne messo in moto e il gruppetto si fermo. La macchina stava spostando una pila di corteccia sminuzzata che due uomini infilavano in grandi sacchi di plastica raccogliendola con delle pale. «Ne compriamo intere cannonate» disse Mr Ramos sovrastando il rumore del trattore. «Alcune piante non amano lo sfagno, per cui noi copriamo il terreno con la corteccia sminuzzata.» L’uomo guardo Charlie con un’aria scaltra. «La polizia ha voluto vedere le carriole, i carrelli agricoli.»
Charlie annui quasi involontariamente. «Potrebbero interessare anche a me.»
C’erano due carriole, un carrello con grandi ruote su cui erano stati impilati dei sacchi di tela pieni di sfagno. Charlie li guardo e provo un grande senso di vuoto, poi prese sottobraccio
