Constance. «Grazie Mr Ramos. Ci e stato molto utile.»

«Accidenti se lo sono stato» rispose lui.

12

Charlie e Constance cercavano Alexander e invece s’imbatterono in Beth. Era pallida e sul punto di scoppiare in lacrime. «Non ce la faccio piu» disse stancamente. «Mi stanno facendo impazzire.» Aveva una felpa appoggiata sul braccio e indossava dei jeans, una camicia scozzese e scarpe da ginnastica. «Scendo alla spiaggia.»

«Cos’e successo?» le domando Constance.

Nell’udire il tono preoccupato di Constance si mise quasi a piangere e scosse la testa senza dire una parola.

«Ha fatto colazione? Andiamo, bisogna che metta qualcosa nello stomaco prima di uscire. Fa piuttosto freddo ed e ancora tutto bagnato per la nebbia. Charlie, ti raggiungo dopo.»

Charlie la guardo condurre la giovane donna nella sala della colazione e si mise alla ricerca di Alexander. Qualsiasi cosa stesse tormentando Beth, Constance lo avrebbe scoperto in cinque minuti, penso, e ci avrebbe anche scommesso sopra se li intorno ci fosse stato qualcuno a cui spillare dei soldi.

Charlie era gia diretto verso le scale del seminterrato quando vide Harry e Bruce nell’ampio corridoio davanti alla porta della biblioteca. Sembrava stessero litigando. D’un tratto Harry afferro Bruce per un braccio e lo sospinse verso la porta piu vicina attraverso la quale passarono in giardino. Charlie cambio meta e sali velocemente le scale fino al corridoio curvo, lo percorse ed entro nel giardino dal piano superiore cercando di non fare rumore. Sapeva che dal basso nessuno poteva vederlo attraverso la fitta vegetazione. Era una giungla la in mezzo, penso, e comincio ad avanzare prudentemente costeggiando le piante, talvolta abbassandosi per evitare che Bruce o Harry lo vedessero nel caso in cui avessero sollevato lo sguardo.

Charlie dovette percorrere i due terzi del giardino per riuscire finalmente a udire le loro voci. I due erano al bancone del bar, uno di fronte all’altro. Ora Charlie riusciva a scorgerne dall’alto le teste. Spostandosi con cautela, scese lentamente i gradini avvicinandosi il piu possibile al bar finche l’indistinto mormorio divenne abbastanza definito da poter afferrare le parole, e a quel punto si fermo. Un lussureggiante banano lo nascondeva alla loro vista. Una grossa protuberanza rossa indicava che la pianta stava fruttificando. Quella protuberanza aveva un qualcosa di stranamente osceno. Charlie si mise ad ascoltare.

Bruce aveva continuato a imprecare per quasi un minuto di fila, urlando una monotona serie di parolacce finche Harry aveva sbattuto la mano con forza sul piano del bancone.

«Chiudi il becco, per Dio, e stammi a sentire. Non c’e tempo per questo, ormai. Ce la fai a convincerla?»

«Certo, te l’ho gia detto. Chiedero a mamma di darsi da fare con Beth, non ti preoccupare.»

«Non ti preoccupare! Bene, me lo ricordero. Ascolta, dobbiamo diffondere una certa voce. Voglio far circolare la notizia che Bos e Bos2 fanno sembrare Unix un gioco da ragazzi. Ne annunceremo l’uscita in autunno e la dimostrazione in primavera. Questo e quanto.»

«Vaffanculo! Non abbiamo mai dovuto ricorrere al trucco di annunciare dei software che non andranno mai in commercio!»

«Vuoi stare zitto? Grollier potrebbe andare bene per mettere in giro la voce. Ci serve un’altra gola profonda che spifferi tutto quello che sa, chi potrebbe essere?»

«Non certo Beth, anche se l’avessimo gia dalla nostra parte. Conosce troppe cose per parlare, e Grollier lo sa. Qualcuno della squadra di Alexander?»

«No, per lo stesso motivo.»

«Ma perche dare la notizia di un software che non verra mai commercializzato? Perche in questo momento? Cosa cazzo cerchi di fare utilizzando questi squallidi sistemi?»

«Cristo!» gemette Harry disperato. «Usa un po’ di cervello! Abbiamo bisogno di liquidi, un bel po’ di liquidi, e ne abbiamo bisogno subito, altrimenti finiremo tutti gambe all’aria. Non possiamo chiedere soldi al dipartimento della Difesa, ma se fossero loro a venire da noi? Quali sarebbero le nostre condizioni di vendita? Lo sapevano tutti a cosa stava lavorando Gary. Dio santo, lo sa il mondo intero quello che stava cercando di fare. Ora noi mettiamo in giro la voce che c’e riuscito, cosi loro ci contattano. Devi assicurarti che Beth non cambi idea, devi farle tenere la bocca chiusa e restare tranquilla almeno per i prossimi tre, quattro mesi. Questo ci dara il tempo di valutare il risultato della voce che abbiamo messo in giro, e a quel punto ’fanculo Beth!»

«Il tuo piano e troppo vago» obietto Bruce dopo una pausa. «Bos lo conoscono gia ma vedranno Bos 2 come una trovata pubblicitaria e nulla di piu.»

«Sbagliato» disse Harry. «Dobbiamo studiare quello che vogliamo far sapere con grande cura. A mettere in giro la voce deve essere qualcuno che non ne conosce il significato, ed e per questo che Beth non sarebbe adatta. Diciamo Bos 3.7 e Bos 2 2.4. Dovrebbe andare, non credi?»

Bruce fece una pausa ancora piu lunga della precedente, poi comincio a parlare con un tono piu misurato: «Non puo essere Grollier. Ci sono un paio di altre persone che fanno al caso nostro. Sal Vinton, per esempio, e anche Laura sarebbe adatta. Con Sal Vinton Laura sarebbe perfetta.»

Fino a poco prima Charlie si era accontentato di riuscire a sentire le loro voci, ma in quel momento desidero anche di poterli vedere. Sposto leggermente la foglia di banano che aveva davanti al viso e colse un movimento con la coda dell’occhio. Guardo meglio e vide Jake che origliava, esattamente come lui, nascosto tra il fogliame del livello superiore. Ovviamente Jake doveva essersi accorto della presenza di Charlie gia da qualche tempo, per questo si limito ad annuire appena, restando immobile senza fare rumore.

«L’altra questione e quando iniziare a far circolare la voce» disse infine Harry senza il minimo cambiamento d’intonazione. «Dev’essere il prima possibile. Se iniziassimo questo fine settimana sarebbe un fallimento, naturalmente, ma Laura puo cominciare da lunedi. Due, tre settimane dovrebbero essere sufficienti…»

Jake stava pian piano risalendo i gradini. Raggiunse la porta scorrevole piu vicina, la apri e si fermo sulla soglia come se fosse appena entrato nell’atrio. «Beth, sei qui?» urlo.

Charlie vide le teste di Bruce e Harry lasciare il bar e uscire dal giardino. Charlie si volto verso Jake. «Tante grazie. Stavo assistendo a una lezione di etica informatica, credo.»

«Se avessimo voluto salvare anime ci saremmo dati al sacerdozio» rispose bruscamente Jake. Si volto e si allontano attraverso la porta scorrevole.

Beth si era sentita troppo imbarazzata per chiedere la colazione a Mrs Ramos, e aveva troppa paura di dare fastidio per andare in cucina a prepararsi qualcosa. Beth ammiro la sicurezza con cui Constance ordino per lei uova strapazzate, pane tostato e caffe. «E l’idea di tutti quei soldi» disse d’un tratto, come se solo adesso si fosse resa conto di qualcosa d’importante. In effetti l’argomento era importante. I soldi stavano trasformando tutti in estranei, e lei era come una sconosciuta anche per se stessa. «Ho appena fatto una scenata a Maddie» disse con un filo di voce. «Che strano. Dopo tutti quegli anni con Gary e le volte che avrei potuto trovare delle scuse per prendermela con lei e non l’ho mai fatto, mentre adesso…»

«Maddie cosa vorrebbe che facesse?»

«Intanto vorrebbe che fossi piu gentile con Bruce» disse amareggiata. «E come chiedere di essere gentile con un serpente a sonagli.»

Mrs Ramos apparecchio, porto il caffe e si allontano silenziosamente cosi come era arrivata. Constance verso il caffe a tutte e due benche ne avesse gia bevuto parecchio quella mattina. In qualche modo, penso, condividere il caffe o il cibo agevolava la conversazione. Agevolava le autorivelazioni, si corresse.

«Ha un comportamento che sfiora l’isteria» disse Constance vedendo che Beth non sembrava voler proseguire il discorso. «La gente in quello stato dice e fa cose che normalmente non direbbe o farebbe.»

«Credo sia cosi. Non siamo mai stati ricchi. La mia famiglia non ha mai avuto soldi. I miei lavoravano per l’amministrazione pubblica, mia madre e stata infermiera per qualche tempo ma ha lasciato il lavoro appena siamo andati all’universita. Io e mio fratello, intendo. Avevamo una borsa di studio ma mio fratello ha smesso di studiare. Era troppo difficile finanziariamente, e poi voleva sposarsi. Anche quando Gary ha cominciato a guadagnare non avevamo soldi. Capisce cosa intendo? Se gli arrivava un assegno di mille dollari ne spendeva istantaneamente duemila. Poi e nata la societa e siamo stati tutti assunti, ma neppure allora abbiamo visto il becco di un quattrino. C’era sempre qualcosa di piu grande o migliore da comprare, un laboratorio piu spazioso da affittare, altro personale da assumere e cosi via. Quando sono tornata all’universita la situazione stava appena cominciando a migliorare. Pensavo che fosse finito il tempo delle economie, e credo che lo avessero pensato tutti. Nessuno di loro aveva grandi conti in banca. Avevano idee, progetti, sogni, speranze, ma neanche un soldo. A parte Milton, credo, ma di certo non gli altri.»

Constance si rese conto che quel discorso era fuori luogo. Non era cio per cui avevano litigato Maddie e Beth. Aspetto. Quando la maniglia comincio ad abbassarsi si alzo e con estrema gentilezza prese il vassoio dalle mani di Mrs Ramos, disse qualcosa e ritorno al tavolo con la colazione. Beth era ancora intenta a guardare fuori dalla finestra e non si era accorta di nulla.

«Maddie dice che se fossi stata piu carina con Gary, se non lo avessi lasciato, non sarebbe successo nulla di tutto questo. Dice che si e incattivito a causa mia. Ora tutti trattano male Bruce, lui ne soffrira e diventera anche lui cattivo o chissa che altro. Maddie desidera che sia gentile con lui, che gli dica che non voglio soldi per le azioni, che aspettero il momento piu opportuno finche i guai non saranno passati.»

«Mangi la sua colazione» le disse Constance quando Beth ricadde nel silenzio.

Beth prese un boccone, poi un altro, senza nemmeno guardare il cibo. Poso la forchetta e bevve dell’altro caffe. «Mi ha detto che Bruce ha accettato delle pesanti condizioni economiche per gli alimenti della moglie, la sua ex moglie, perche pensava che non avrebbe avuto problemi di soldi. Se fossi rimasta con Gary non avrebbe pensato a quello stupido gioco. Uomini adulti che si aggirano furtivamente con palloncini, pistole ad acqua, fratello contro fratello. Ed e tutta colpa mia! Se fossi rimasta con lui e avessimo avuto dei bambini non avrebbe cominciato a occuparsi di Smart House!» Il mento le tremava di nuovo e aveva gli occhi lucidi e gonfi di lacrime.

Constance le appoggio una mano sul braccio e le disse con fermezza: «Beth, Maddie e molto spaventata. Perche ha cosi paura?»

«Le e crollato il mondo addosso. Gary e morto, Bruce e… E convinta che Bruce abbia ucciso il fratello, credo. Gary era il sole, Bruce la luna, ed erano tutto per lei. Questa consapevolezza la spaventa a morte.»

Charlie e Alexander si trovavano nell’appartamentino di Gary. Charlie era al computer e lo stava detestando con tutte le sue forze. Alexander era seduto accanto a lui.

«Non c’e bisogno che le spieghi come lo so» disse Charlie rabbiosamente. «Le dico che aveva una serie di comandi separati, o qualcosa del genere, a cui poteva accedere attraverso questa dannata macchina, mi creda. Lei lo conosceva bene, cerchi di entrare nella sua testa. Se avesse una stanza segreta, per esempio, come aprirebbe e chiuderebbe la porta?»

Alexander si mordicchiava le unghie guardandosi intorno nervosamente e rifiutandosi di entrare nella testa di Gary anche solo per un istante. «Qualsiasi cosa. Avrebbe potuto programmare qualsiasi cosa avesse voluto. Come faccio a saperlo?»

Charlie inspiro brevemente. «Va bene, va bene. Facciamo un gioco. Attraverso questo computer possiamo colloquiare con quello principale, giusto?»

Alexander annui stancamente.

«Immaginiamo che io voglia chiudere a chiave la porta e non mi voglia alzare. Cosa potrei fare?»

«Entrare nelle funzioni della sicurezza. E un programma separato che va sotto la denominazione sicurezza. E sufficiente che digiti la parola.»

«Bene. Di solito usava parole normali come questa? Nessun codice segreto o altri stratagemmi?»

«Dipende da cosa doveva fare.»

Charlie impreco sottovoce e guardo il ragazzo. «Aveva creato un codice segreto, ammesso fosse questo cio di cui si serviva?»

«Non lo so.»

«Lo deve sapere!» gli grido Charlie, ed ebbe l’impressione che Alexander volesse scappare via, cosi lo afferro per un braccio e lo trascino sulla sedia di fronte alla tastiera. «Lei sa sicuramente qual e, e ora me lo cerchera. Non puo essere sicurezza, quel programma e accessibile a tutti nel computer principale. Potrebbe trattarsi di un altro programma? Di un segnale? Di un codice di accesso o di un comando? Cosa potrebbe essere?»

Alexander sembrava terrorizzato e scosse la testa.

«Non si alzera da qui finche non lo avra trovato, ha capito?»

Sconsolato, Alexander inizio a digitare sulla tastiera con due sole dita. Comincio a scorrere un testo e il ragazzo guardo il monitor. Fece qualche operazione per cancellare la schermata, digito nuovamente qualcosa e poi di nuovo, e di nuovo ancora. Qualche minuto dopo alzo lo sguardo pieno di speranza. In quel momento si udi bussare.

Вы читаете La casa che uccide
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату