Dwight spiego perche quella teoria non lo convinceva, e Constance lo stette a guardare con uno sguardo rapito. Charlie abbasso la testa e comincio ad armeggiare con le carte di credito. Un paio di minuti dopo uscirono dal ristorante, Dwight per primo con un’aria soddisfatta, Constance per seconda e Charlie per ultimo. Charlie diede un pizzicotto alla moglie che sobbalzo, senza voltarsi a guardarlo, e George osservo da lontano la scena.
Tornati a Smart House rimasero sulla veranda finche le luci dell’auto di Dwight divennero un indistinto bagliore rosso, poi una macchia rosa nella nebbia e infine svanirono. «La cena e stata ottima» disse Constance.
«Hai imbrogliato quel ragazzo in una maniera ignobile.»
Constance rise sommessamente.
«Non ridacchiare, e stato ignobile.»
«Charlie, ce la stava mettendo tutta per fare colpo su di te e mi ha intenerito. Almeno uno di noi due doveva rimanere colpito. E poi non sto ridacchiando.»
Charlie apri la porta di casa ed entrarono. «Stavi chiaramente ridacchiando, ti ho sentita. Scommetti che ai piedi della scogliera non troveranno la pistola?»
«Quanto vuoi scommettere e su che cosa?»
«Scommetto esattamente questo, che non la troveranno. Facciamo dieci verdoni.»
«Se facessi scommesse avrei puntato sulla stessa cosa.»
Si trovavano nell’ampio ingresso e udirono la risata animalesca di Bruce provenire da una delle stanze vicine. Charlie scosse la testa, indico le scale a Constance e salirono in camera loro.
«Dobbiamo leggere tutte quelle scartoffie» disse Charlie con un’aria corrucciata. «Ho dato giusto un’occhiata ai documenti che Milton ci aveva procurato. Approvi il programma per la serata?»
Constance annui. «Voglio fare una specie di schema con tutti gli orari prima di dimenticare ogni particolare.»
Sgombrarono il tavolo, avvicinarono le sedie e si accomodarono. Charlie incomincio a leggere il materiale che ormai si era accumulato formando una considerevole pila, Constance invece tento di decifrare i vari appunti presi delle persone riguardo ai loro spostamenti la sera in cui Gary Elringer e Rich Schoen erano morti.
Quando Charlie alzo di nuovo la testa vide Constance fissare il vuoto con il volto leggermente corrucciato. «Cosa c’e?» le chiese.
Fece scorrere verso di lui il foglio su cui stava lavorando. «L’orario» rispose con un sospiro. Dal mio schema emerge ripetutamente il fatto che sono sempre rimasti in gruppo per tutta la sera, ma anche che almeno quattro di loro hanno cercato di chiamare l’ascensore dopo che Maddie era scesa, trovandolo ogni volta occupato o bloccato a qualche piano.
«E una delle domande che mi sono posto anch’io» disse Charlie esaminando lo schema di Constance. «Perche l’ascensore non arrivava quando veniva chiamato?»
«Chissa, forse c’era un fantasma tra loro» mormoro Constance.
Charlie emise un mugolio. «Avrebbe potuto esserci Rich, vivo o morto, o impegnato in una conversazione con il suo assassino. Una sedia o un’anomalia nel computer avrebbero potuto bloccare le porte tenendole aperte. L’ultima ipotesi e che stiano mentendo tutti come pazzi, fornendosi alibi a vicenda.»
«Se pero non stanno mentendo, e se sia Gary che Rich sono davvero stati uccisi dopo le undici e un quarto, rimangono solo due veri sospetti nel gruppo. A meno che uno sconosciuto sia riuscito a entrare in casa in qualche modo…» aggiunse lentamente Constance.
«Giusto. Cosa ne pensi del fatto che Harry affermi di aver gettato nell’oceano la pistola ad acqua e Laura asserisca che quella sera Milton ha trovato una pistola ad acqua sul tetto? Cosa diavolo significa? Sta cercando di gettare dei sospetti su Harry?»
Constance parve turbata, poi scosse la testa lentamente. «No, non credo proprio sia cosi. Quella tra Laura e Harry e una relazione che molte persone non approverebbero, ma in un certo qual modo dipendono l’uno dall’altra. Ognuno dei due cerca di proteggere il compagno, e il loro rapporto e fondato su una reale necessita. Che differenza fa il fatto che Milton abbia trovato la pistola ad acqua di Harry? Oh, be’, in questo caso Harry avrebbe mentito omettendo di essere andato sul tetto quella sera.» Tacque un istante poi domando nuovamente: «Ma anche se fosse, nella sostanza che differenza fa?»
Charlie si strinse nelle spalle. «Vorrei tanto saperlo. Andiamo a dormire. All’improvviso il fuso della West Coast ha cominciato a farsi sentire, e l’orologio mi dice che e ora di andare a letto.» Si ripresentava continuamente lo stesso problema, penso con irritazione. Almeno due di loro avevano avuto l’opportunita di commettere un delitto, e probabilmente tutti avevano un movente. Ma come diavolo era riuscito l’assassino a uccidere due uomini forti e vigorosi senza la minima colluttazione?
Constance comincio a ordinare i fogli, Charlie si alzo e si stiro, tolse il copriletto e lo butto su una sedia. Stava sbottonandosi la camicia quando Constance sussurro: «Ecco cos’e!»
«Cos’e cosa?»
Constance scrutava attentamente il letto. «Sapevo che c’era qualcosa di strano nella camera di Milton, oltre a tutti quei soprammobili di rame troppo lucidi. Guarda cos’hai appena fatto.» Constance indico il copriletto. «E cosi che si prepara normalmente il letto per la notte. Si toglie il copriletto oppure, se si e particolarmente precisi, lo si piega e poi lo si toglie. Il copriletto di Milton invece era ancora sul letto, abbassato insieme alla coperta e al lenzuolo. Ti ricordi come risaltava il pigiama bianco sul copriletto? Tu come ti prepari per andare a letto?»
Charlie sgrano gli occhi. «Ci rinuncio.»
«La tua vestaglia e ancora nell’armadio, e anche se l’avessi tirata fuori non l’avresti appoggiata ordinatamente sul copriletto perche deve essere tolto per la notte. Forse in inverno, in una casa particolarmente fredda avresti lasciato il copriletto, ma non in questa casa, non in estate, non con una coperta sul letto, altrimenti saresti morto di caldo. E Milton era troppo preciso, troppo ordinato per lasciare il copriletto e la vestaglia sul letto per tutto il giorno. Penso che li avrebbe tirati fuori solo poco prima di indossarli, e non dimenticare che non ha messo la sedia sotto la maniglia ne ha tentato di chiudere la porta in qualche maniera. Non deve averne avuto il tempo. L’assassino dev’essere entrato nella sua stanza, oppure Milton dev’essere uscito immediatamente. Non credo che avrebbe preparato il letto per la notte senza togliere il copriletto. Sono convinta che se ne avesse avuto il tempo lo avrebbe piegato accuratamente e lo avrebbe appoggiato sulla sedia. Charlie, e stato qualcun altro a preparare il letto, non Milton.»
«E poi ha cancellato tutte le impronte nella camera. Pensi possa essere stata Laura?»
«Perche avrebbe dovuto? Non sembrava importarle che qualcuno fosse a conoscenza di quello che aveva fatto in passato.»
«Forse Harry per proteggerla? O Beth? La sua stanza e vicina a quella di Milton e ha detto di non aver sentito nulla. Pensi possa essere stata Beth?»
Constance non sapeva dare una risposta. Pochi minuti dopo Charlie la osservo piegare il copriletto del secondo letto gemello e togliere l’ordinato involto cosi come ogni sera.
16
Dall’alto della scogliera Charlie osservava gli uomini muoversi come formiche tra gli scogli e Dwight Ericson aggirarsi all’estremita di quella nera distesa irregolare, investito dagli schizzi delle onde che s’infrangevano di tanto in tanto sulla costa. Charlie non aveva mai visto il livello della marea cosi basso. La mattina era fresca e senza vento. Il sole a est non aveva ancora illuminato la parete di roccia dietro a Smart House.
Jake Kluge comparve sul sentiero che saliva dalla spiaggia in pantaloncini e maglietta a maniche corte. Era estremamente muscoloso e in forma, e la scioltezza della sua camminata ora sembrava appropriata al suo fisico. Nonostante avesse corso e si fosse arrampicato per il sentiero, non ansimava particolarmente. Lo saluto con un cenno della mano ma non si fermo. Solo pochi minuti prima Harry era sceso giu per cominciare la sua corsa mattutina.
Charlie penso a quanto lo irritavano gli uomini che mettevano in mostra i muscoli delle gambe con i pantaloncini corti, che trasformavano la corsa all’alba in una sorta di rituale. Alla fine si diresse nuovamente verso casa e vide Constance che lo aspettava sotto l’ampia veranda. Charlie la raggiunse con la dignitosa e pacata sobrieta di chi e consapevole del proprio ruolo nella vita, ed entrarono insieme per fare colazione.
Bruce era sulla soglia della sala della colazione e fissava Alexander con uno sguardo pieno d’ira. «Non me ne frega un cazzo! Voglio quella lista!» grido. «Ne ho diritto!»
«Te ne faro una copia» gli rispose Alexander. «Faro una copia a tutti dopo colazione.»
«Eccome se la farai!» Bruce usci a grandi passi e sbatte la porta.
Alexander comincio ad avvicinarsi piano alla porta. Sembrava terrorizzato, piu da Charlie che da Bruce.
«Be’, il ragazzo e piuttosto arrabbiato stamattina» disse allegramente Charlie, e avvicino una sedia per Constance e un’altra per se. «Si sieda Alexander.»
Alexander si sedette miseramente in punta alla sedia.
«Cos’e questa lista di cui dovrebbe dare una copia a Bruce?»
«Niente di importante, davvero. Una lista di cose che la polizia ha preso dalla stanza di Milton, tutto qua. Bruce sta cercando di fare un inventario degli oggetti della casa. Teme che qualcuno stia portando via delle suppellettili.»
Se Alexander avesse assunto un’aria ancora piu colpevole, lo avrebbero certamente portato via per impiccarlo, penso Charlie.
«Gliene preparero io una copia» gli propose Constance. Preso dalla confusione Alexander ebbe un attimo di esitazione. Constance stese la mano e disse con decisione: «Sono sicura che avra cose piu importanti da fare.»
Assistere all’indecisione di Alexander, per quanto breve, fu una sofferenza. Alla fine tiro fuori dalla tasca un foglio di carta e lo consegno a Constance. Il ragazzo parve istantaneamente sollevato. «Per quanto tempo ci terranno qui? Cosa stanno aspettando?»
Charlie si strinse nelle spalle. «Stanno cercando la pistola. Appena l’avranno trovata probabilmente vi rilasceranno tutti.»
«Se non ci lasciano andare presto…» comincio a dire Alexander, ma poi scosse la testa. «Devono per forza lasciarci andare. Non si rendono conto del logorio, della tensione, degli stati d’animo che si stanno creando. Dobbiamo tornare tutti al lavoro e loro non lo capiscono.»
«Oh, credo che lo capiscano» rispose Charlie con un certo sarcasmo. «Sono sicuro di si.»
«Alexander, che tipo di rapporto c’era tra di voi al di la del lavoro? Vi conoscevate bene?» domando pigramente Constance.
«Alcuni si conoscevano piu di altri» borbotto. «Non lo so.»
«Sa se qualcuno di loro pratica arti marziali?»
Alexander la fisso come se avesse detto qualcosa di osceno o stesse parlando in swahili. Charlie sentiva che la sua pazienza nei confronti della ritrosia di quel ragazzo era giunta agli sgoccioli. Alexander scosse la testa e bofonchio qualcosa di incomprensibile, si alzo e si avvicino quasi furtivamente alla porta. Questa volta nessuno dei due cerco di fermarlo. Arrivato in prossimita dell’uscita, si volto e si allontano in fretta.
«Probabilmente possiamo scoprirlo» disse Charlie immerso nei suoi pensieri. «Perche lo vuoi sapere?»
«Stavo pensando a Gary. Io sarei in grado di buttare chiunque in quella vasca idromassaggio e di affogarlo senza procurargli nemmeno un livido. Mi chiedevo se qualcun altro fosse capace di farlo.»
In quello stesso momento, al piano di sopra, Beth era appoggiata al montante della vetrata scorrevole della camera di Maddie. Si sentiva goffa, provava una sensazione di pesantezza in tutto il corpo, persino nel cervello. Non riusciva a comprendere cosa le stesse proponendo Maddie. Quella notte si era girata e rigirata nel letto, aveva fissato l’oscurita e per due volte si era alzata di scatto trattenendo il respiro per ascoltare i rumori del buio. Alla fine aveva acceso la luce del bagno lasciando filtrare un po’ di chiarore dalla porta, e solo a quel punto era riuscita ad appisolarsi, pur
