continuando a svegliarsi di tanto in tanto.
Maddie aveva esordito chiedendole se l’investigatore avesse intenzione di trascinarli nel fango a causa di quello stupido gioco, ma aveva abbandonato subito l’argomento, e cio di cui stava parlando in quel momento risultava incomprensibile a Beth.
Maddie aveva gli occhi rossi, il viso e le palpebre gonfi. Continuava a traguardare Beth fissando il mare al di la del vetro, sollevando e posando piu volte la tazza senza bere. Sul tavolo davanti a lei c’era la colazione, intatta.
«Ci devi qualcosa» le disse. «Avresti potuto evitare tutto quanto. Tutto quanto. Aveva continuamente bisogno di te e tu lo sapevi. Hai distrutto la sua vita e ora rovinerai anche quella di Bruce e la mia.»
«Non so di cosa stai parlando!»
«Lo sai, lo sai. Lo hai buttato tra le braccia di quella donna! Lui la disprezzava. Non faceva che ripetermelo, e tu lo hai buttato tra le sue braccia. Ora tu avrai i soldi e Bruce sara rovinato. Ci devi qualcosa!»
«Cosa vuoi da me?» le domando Beth decisa a non piangere, a non urlare contro quella donna che ora le appariva del tutto folle.
«Che tu venga a casa con me. Anche Bruce ci verra. Noi tre saremo di nuovo una famiglia. Bruce ha bisogno di qualcuno di cui fidarsi, di qualcuno che adesso lo aiuti. Ci saranno abbastanza soldi, e poi a te non servono tutti, a nessuno serve cosi tanto denaro, non quello che Gary ha tirato su dal nulla. Ci devi…»
«Smettila! Non vi devo un bel niente! Ne a te ne a Bruce. Mio Dio, se potesse mi manderebbe sulla forca!»
Sembrava che Maddie non l’avesse nemmeno sentita. «Voleva una famiglia, io lo so, una vera famiglia con te, dei bambini, una vera casa. Cosi sarebbe stato felice, soddisfatto. Tu glielo hai negato e lo hai negato anche a me. Come puoi essere cosi insensibile ora? Ci sono abbastanza soldi per tutti. Non devi distruggere anche la vita di Bruce. Come puoi farlo? Sii piu gentile con noi, Beth. Ti prego, non farci piu soffrire.»
Beth si tasto le orecchie con le mani. «Non voglio piu sentire questi discorsi! Maddie, tu sai cosa significava vivere con Gary. Maledizione, lo sai!»
«Ha lavorato cosi tanto» disse Maddie, e ricomincio a piangere. «Per tutta la vita ha avuto solo te e il lavoro. Le uniche due cose…»
Con un grido inarticolato Beth corse via e si fermo tremante nell’ampio corridoio. Sobbalzo nell’udire la voce di Jake che la chiamava.
«Stai bene?» le domando avvicinandosi con un’espressione preoccupata.
«Si» rispose Beth. «Stavo parlando con Maddie prima di colazione. E stato uno sbaglio.»
«Ho bussato alla tua porta» le disse, e d’un tratto parve a disagio. «Pensavo che avremmo potuto fare colazione insieme, ma dopo quello che e accaduto ieri forse preferiresti di no. Beth, mi dispiace. Non avrei dovuto criticarti. Ieri io, e adesso Maddie…»
«Non l’hai fatto» rispose. «Insomma, non la definirei una critica.» Beth si rese conto di essere altrettanto impacciata. Fece un profondo sospiro e si sforzo di sorridere. «A ogni modo sono felice che tu mi abbia parlato un po’.»
«Un po’? Ti ho raccontato la storia della mia vita!»
Arrivati alle scale Jake la fermo premendole una mano sul braccio, la guardo intensamente e disse: «Ascolta, Beth, permetti a tutti di approfittarsi di te, me compreso. E ora Maddie. Qualsiasi cosa voglia non e un tuo problema. Non deve confonderti ulteriormente e nemmeno io. Ho passato una brutta notte» aggiunse con un’espressione truce. «Continuavo a pensare a tutto quello che ti ho detto ieri su Gary, sulle mie speranze, i miei progetti, le mie preoccupazioni, e all’improvviso mi sono accorto che e cosi che ti trattiamo tutti da sempre. Quando venivo a casa vostra, di tanto in tanto ti osservavo e mi chiedevo come facessi a sopportare Gary e la sua meschinita, le sue continue pretese, e la scorsa notte ho capito di averti messa esattamente nella stessa situazione. Mi dispiace.» D’un tratto Jake sorrise, le afferro il braccio e comincio a spingerla giu per le scale. «Ecco qua. Ero sicuro che non sarei riuscito ad arrivare fino in fondo a questo discorso. Mentre correvo, stamattina, non ho fatto altro che ripeterlo.»
Constance mangiava uova, prosciutto e biscotti insieme a Charlie, dando contemporaneamente un’occhiata alla lista di oggetti che la polizia aveva prelevato e portato in laboratorio a fare esaminare. Comincio a dire qualcosa, ma poi porse la lista a Charlie e indico una voce. «E strano.»
Charlie lesse la riga che Constance gli aveva indicato: 'tre lenzuola due coperte, due copriletti'. La porta si apri e Charlie ripiego in fretta il foglio e lo mise in tasca. Beth e Jake entrarono nella sala della colazione.
Beth guardo Charlie e Constance e non riusci a trattenersi dal chiedere: «Avete gia detto alla polizia… quello che sapete?»
«No, io no» rispose Charlie.
«Oh, si riferisce al gioco?» chiese Constance.
«Si. Glielo avete detto? Maddie e convinta di si, mentre io ero sicura che non l’avreste fatto, non senza avvertirci. Glielo avete detto?»
«Perche Maddie ha questa convinzione?»
«Per qualcosa che le ha detto Bruce. La polizia lo ha accusato di essere stato reticente, di aver mentito. Praticamente il capitano ci ha accusati tutti di aver mentito.»
«Non gliene abbiamo parlato, Beth» ribadi Charlie. «Santo cielo, pero il capitano ha ragione, gli avete mentito tutti.»
Beth si morse il labbro, guardo la tazza che aveva davanti a se e comincio a farla ruotare sul piattino finche emise un rumore stridulo simile a quello delle unghie sulla lavagna. Jake le allontano la mano dalla tazza. «Ho detto a Maddie che ve lo avrei chiesto. Dovremmo dirlo alla polizia, vero?» sussurro senza sollevare ancora lo sguardo. «Forse se glielo dicessimo potrebbe aiutarli nelle indagini.»
«Vi e stato di qualche utilita saperlo, Charlie?» domando Jake.
«Non lo so ancora. Beth, se sara necessario glielo diro. Lo capisce questo, vero?»
Beth annui.
«Quanto e stabile l’equilibrio di Maddie in questo momento?»
«Non e ancora crollata, ma non manca molto» rispose Beth. Lancio uno sguardo a Jake il quale annui. «Penso che sia arrivata al limite. Perche me lo chiede?»
«Come reagirebbe se accusassero Bruce di omicidio? Riuscirebbe a sopportarlo?»
«Oh, mio Dio! Hanno intenzione di accusarlo?»
«E possibile. In ogni caso…» Mrs Ramos entro con un vassoio. Charlie si ammutoli e osservo ogni suo movimento finche non se ne fu andata. D’un tratto si alzo in piedi.
«Scusatemi. Torno subito.» Charlie segui Mrs Ramos in cucina.
Beth lo guardo uscire, poi si volto con uno sguardo confuso verso Constance che si limito a stringersi nelle spalle. Beth comincio a mangiare lentamente, ma dopo un boccone poso nuovamente la forchetta. «La prendera davvero male» disse tristemente. «Maddie e convinta di aver trascurato Bruce nel corso degli anni, Bruce lo sa e non perde occasione per rafforzare questa convinzione. Ieri sera e stato orribile. Bruce rideva come faceva sempre Gary, e lei continuava a tremare. E stato terribile.»
«Cerca sempre di imitare il fratello?»
«Non proprio. Penso sia un retaggio del test di Turing al contrario a cui si erano sottoposti molti anni fa. E stato allora che ha perfezionato l’imitazione di Gary.»
Constance sorrise e scosse la testa. «Le spiacerebbe fare un passo indietro? Cos’e un test di Turning al contrario?»
«Turing» la corresse Jake. «Dal nome del matematico che ha messo a punto il test originario. Il soggetto siede a un terminale, scrive delle domande e cerca di determinare quali risposte provengono dal computer e quali dalla persona che si trova in un’altra stanza. Il test ha anticipato le attuali ricerche sull’intelligenza artificiale. L’idea di Gary era di creare delle tracce audio e con esse programmare il computer insieme a una serie di dati riguardanti ogni persona coinvolta nell’esperimento. L’intenzione era quella di perfezionare a tal punto la capacita del computer che nemmeno un imitatore professionista avrebbe potuto trarlo in inganno. Insomma, un test di Turing al contrario per tentare di raggirare un computer anziche una persona.» E aggiunse con una certa freddezza: «Ora il computer non sbaglia piu un colpo.»
«Buon Dio!» esclamo Constance a bassa voce. «Succede spesso alle persone, vero? Sentono una voce e credono appartenga a qualcuno che conoscono, poi si voltano e si trovano di fronte un estraneo. Il computer riesce a riconoscere le voci anche in un luogo affollato? Penso che i servizi segreti sarebbero piu che mai interessati a una simile tecnologia.»
Beth e Jake si scambiarono degli sguardi e all’improvviso il silenzio si fece innaturale. Constance ebbe l’impressione di aver toccato un argomento proibito.
«E una delle ragioni per cui e stato scelto un luogo isolato» spiego Jake dopo un istante. «Gary voleva poter contare sull’assoluta segretezza del progetto finche non fosse stato pronto a mostrare l’intero pacchetto dei programmi a cui stava lavorando. Alla fine sono riuscito a cavare solo questo da Alexander.»
«Santo cielo!» esclamo nuovamente Constance. «Se il computer era in grado di riconoscere la voce delle persone la sera in cui Gary e Ridi sono stati uccisi, allora deve aver sentito anche la voce dell’assassino.» Si rese conto con un brivido che ne stava parlando come se si fosse trattato di una persona e non di una macchina.
«Non era un registratore» protesto Jake.
«In realta si» intervenne subito Beth. «Ti ricordi il primo programma di successo scritto da Bruce? Era un programma musicale» spiego a Constance. «Poteva sintetizzare musica, qualsiasi strumento, e suonare un’intera sinfonia, la partitura di ogni singolo strumento rendendo ognuno di essi in modo unico, e lo stesso principio e stato applicato alle voci. L’insieme di voci, indipendentemente dal numero, viene considerato un insieme di strumenti i cui suoni possono essere riprodotti.»
Questo spiegava l’apprezzamento di Bruce nei confronti di cio che Alexander era riuscito a realizzare come programmatore, penso d’un tratto Constance. Bruce era perfettamente in grado di comprendere cio che stava facendo Alexander e quello che significava.
«Bruce…» sussurro Beth. «Se Maddie dovesse capire che sta per perderlo…»
Jake le prese la mano. «Beth» le disse fermamente «ricordi cosa abbiamo detto? Non sono un nostro problema, nessuno di loro lo e.» Jake la fissava intensamente, con insistenza, come se cercasse di allontanare quei pensieri dalla mente di Beth, e non si rilasso finche la donna finalmente annui e sollevo nuovamente la forchetta. «Dopo colazione andiamo a fare una passeggiata e poi passiamo da Maddie per vedere come sta. Le piace giocare a bridge. Chiederemo anche a Laura di giocare. Forse giocare un po’ a carte potrebbe essere d’aiuto a tutti oggi.»
Constance lo osservava con grande interesse. Jake era perfetto come terapeuta o come sacerdote, ma anche per ogni altra attivita per la quale fosse stata necessaria una buona dialettica. Aveva il dono di individuare subito i problemi, e questo era uno dei requisiti fondamentali per certe professioni. Constance ebbe l’impressione che durante quel breve interludio Jake si fosse completamente dimenticato di lei. Ora che quel momento era passato, poteva tornare a includerla nella loro conversazione, cosa che infatti fece invitandola a giocare a bridge in un modo tanto cortese da dare per scontato un suo rifiuto.
Quando Charlie un paio di minuti dopo ritorno, Constance fu sorpresa nel constatare che ne Beth ne Jake reagirono in alcun modo alla nuova carica immessa nell’aria dal suo arrivo. Lei invece la percepi quasi come una scossa. Allontano leggermente il piatto e si alzo. «Penso sia arrivata l’ora della nostra passeggiata» disse. Charlie annui e Constance lo raggiunse alla porta. «Ci vediamo dopo» disse senza voltarsi, e usci insieme al marito.
«Cos’hai scoperto?» gli chiese non appena furono in corridoio.
«Shh. Parliamone fuori.»
Nella veranda Constance fece un altro tentativo. «Cos’hai in mente?»
«Voglio che Dwight Ericson porti quassu le chiappe e che i suoi uomini lavorino per me.»
«Charlie!»
«Ho dato un’occhiata alla macchina per popcorn. E esattamente come quella che avevamo prima che Jessica se ne impadronisse quando ha cominciato l’universita.»
Charlie non aveva mai dimenticato che sua figlia aveva portato via la macchina per popcorn quando aveva lasciato casa per frequentare l’universita. L’averne comprata una nuova non era
