Rientrarono al ristorante solo pochi minuti prima di Dwight che al suo arrivo si mostro stanco, irritabile e affamato. Charlie e Constance avevano sete e stavano gia bevendo delle birre, e mentre Dwight a sua volta ordinava un panino e una birra, Charlie fece un veloce schizzo su un tovagliolo.
«Ancora niente?» domando Constance a Dwight.
Dwight scosse la testa. «Oh, una novita c’e» disse con grande amarezza. «Harry Westerman e la moglie mi hanno fatto contattare dal loro avvocato che mi ha ordinato di portare via i miei uomini da Smart House e di lasciare andare a casa quella povera gente.»
«Che sfortuna» disse Charlie senza troppa convinzione. Termino lo schizzo, lo osservo un istante poi lo giro in modo che Dwight potesse vederlo.
«Guardi» disse Charlie indicando tre rettangoli. «Questo grosso affare e l’ascensore principale, accanto c’e quello segreto, e l’ultimo piccolo pozzo e per il montavivande. Nonno, papa e bambino, uno accanto all’altro.»
In quel momento l’atteggiamento di Charlie era talmente compiaciuto da risultare insopportabile, penso Constance guardando alternativamente il marito e Dwight Ericson che invece sembrava aver indossato una maschera impenetrabile.
«Qui in fondo abbiamo la cella frigorifera» continuo Charlie. «Nella cella frigorifera c’e un’atmosfera controllata. Quindici per cento di ossigeno, un per cento di anidride carbonica e cosi via, tutto debitamente monitorato con allarmi e valvole di scarico nel caso in cui la situazione andasse fuori controllo. Il basso livello di ossigeno e l’alto livello di biossido di carbonio sono dati preimpostati e quindi non fanno scattare alcun allarme. E qui» disse indicando un punto con un piccolo scarabocchio «c’e un’apertura che va dal pozzo piu piccolo, quello del montavivande, a quello dell’ascensore segreto, un buco di un paio di centimetri nel muro in basso. Praticamente tutta la tromba del piccolo ascensore segreto diventa parte del sistema ad atmosfera controllata della cella frigorifera.»
Dwight Ericson scuoteva la testa. «Abbiamo fatto dei calcoli, Charlie. Ci sarebbe voluto troppo tempo per saturare di biossido di carbonio un ambiente cosi grande o per aspirarne l’ossigeno. Nessuno di loro si e allontanato per un tempo sufficiente a compiere una simile operazione. E cosa pensa che abbiano fatto la dentro Gary e Rich, che abbiano semplicemente incrociato le braccia aspettando di morire per una o due ore? Avrebbero fatto un putiferio, e lei lo sa. Qualcuno li avrebbe sentiti urlare o battere sui muri.»
Charlie continuo tranquillamente. «Anch’io ho fatto dei calcoli. Se la cabina fosse stata sigillata ermeticamente, ci sarebbe voluta mezz’ora per far morire asfissiati due uomini per mancanza d’ossigeno. In pratica sono stati loro stessi a produrre anidride carbonica durante la respirazione. Vede pero, non sono morti a causa del biossido di carbonio, e la cabina dell’ascensore non e sigillata ermeticamente. In basso c’e quell’apertura di cui parlavo poco prima, e in alto delle prese di ventilazione. Immaginiamo che quando i due entrano per qualche ragione nel piccolo ascensore e chiudono la porta, la cabina sia qui, al primo piano. Naturalmente nella cabina c’e dell’aria calda, e appena cominciano a scendere la ventilazione entra in funzione. L’aria fredda del pozzo dell’ascensore comincia a sostituire l’aria calda, e la piacevole aria calda comincia a salire portando con se l’ossigeno. Quando siamo entrati alla cabina, abbiamo provato tutti e tre le stesse sensazioni: un senso di umidita, di freddo, di oppressione. Poi abbiamo aperto la porta e siamo usciti. Ritornando al mio ragionamento, invece, prima che la cabina arrivi nel seminterrato l’aria e stata cambiata un paio di volte. L’aria pulita e uscita completamente ed e entrata solo aria viziata. Normalmente questo fatto non si nota nemmeno, dal momento che aprendo la porta entra immediatamente dell’aria pulita. Ipotizziamo invece che quella volta la porta non si sia aperta, e che la cabina si rimasta ferma in una sacca d’aria particolarmente nociva, con una concentrazione molto alta di biossido di carbonio e molto bassa di ossigeno. Lei sa cosa sono le sacche di anidride carbonica, di aria viziata, le concentrazioni di aria contaminata?»
L’espressione di Dwight era cambiata, non sembrava piu impaziente, annoiata o tollerante. Il capitano annui e il suo sguardo si fece piu penetrante. «Si, i minatori, i sommozzatori, gli speleologi conoscono bene l’eventualita di imbattersi in sacche d’aria come quelle.»
«E i vigili del fuoco» aggiunse Charlie cupamente. «Se si entra in un grande palazzo di una qualsiasi citta e lo scantinato non e stato utilizzato da qualche tempo, be’, allora si capisce cosa puo accadere. Insomma, e esattamente una di quelle sacche che si e formata nel pozzo di quell’ascensore. Il biossido di carbonio rimane in basso perche e piu pesante, gli elementi piu leggeri in alto, ma pur sempre nocivi.»
«Buon Dio!» esclamo Constance sommessamente. «Quei poveretti!»
«Gia» disse Charlie quasi bruscamente. «E cosi restano intrappolati nell’ascensore. Il calore stesso del loro corpo crea una sorta di corrente ascensionale sufficiente ad annullare l’effetto delle prese d’aria, che in realta aggravano la situazione perche la pesante miscela di biossido di carbonio viene spinta dentro dal basso, mentre l’aria piu pulita esce dall’alto. Ogni minuto che passa consumano circa settecento centimetri cubi di ossigeno, e producono da cinquecento a seicento centimetri cubi di anidride carbonica.» Il tono della sua voce era divenuto del tutto inespressivo, quasi meccanico. «S’imparano queste cose per essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione durante un incendio, quando ci si domanda se le persone all’interno della sacca d’aria sono ancora vive, se stanno respirando, se l’ossigeno si e esaurito.» Charlie s’interruppe all’improvviso, poi riprese il discorso. «A ogni modo, nel momento in cui Gary e Rich si sono resi conto che avrebbero potuto morire, probabilmente era troppo tardi per fare qualcosa. Innanzitutto dopo solo un paio di minuti si viene assaliti dallo sconforto, dal mal di testa, e poi da una particolare condizione emotiva che prima mi avevano solo descritto ma che adesso posso testimoniare, uno stato che assomiglia al risveglio da un incubo, quando ci si rende conto che bisogna muoversi ma si e incapaci di individuare le parti del corpo per farlo. Sono sufficienti cinque minuti al massimo, dopodiche e troppo tardi. Subentrano il collasso, la perdita di coscienza, e tutto accade molto velocemente.»
Dwight comincio a dire qualcosa ma poi rinuncio, come se si fosse reso conto che in quel momento Charlie non doveva essere interrotto, che stava arrivando a mettere a fuoco qualcosa che nessun altro era riuscito a vedere.
Il silenzio continuo finche Charlie scrollo leggermente le spalle e disse: «Ma come dice lei, le due vittime non sono morte nell’ascensore per poi essere spostate in un secondo tempo. I loro corpi senza vita non sono stati gettati in un posto qualsiasi, e di sicuro non ci sono andati con le loro gambe. E quella dannata casa la responsabile delle prime due morti, ma l’atto finale si e concluso fuori dall’ascensore e per mano di qualcun altro. Quando la porta si e aperta dovevano essere ancora vivi, anche se in condizioni critiche. A chiunque li abbia trovati dev’essere venuto un colpo, e istantaneamente deve aver capito che occorreva portarli altrove, altrimenti ogni colpa sarebbe stata imputata alla casa. Forse in quel momento potevano ancora essere rianimati, ma se fosse morto anche solo uno dei due ogni responsabilita sarebbe ricaduta sulla casa, e di conseguenza sulla societa. Uno dei due, o entrambi, avrebbero potuto subire lesioni cerebrali. Se uno dei due si fosse ristabilito avrebbe potuto accusare chi li aveva chiusi dentro all’ascensore, e l’assassino non poteva rischiare nulla di tutto questo. Probabilmente ha mandato il piccolo ascensore sul tetto mentre lui ha preso quello principale. Il tetto e l’unico punto in cui i due ascensori sono uno di fianco all’altro. Il suo primo pensiero dev’essere stato tirarli fuori dall’ascensore segreto, allontanarli dall’ufficio di Gary o dalla sua stanza dove, battendo sulle pareti, l’ascensore segreto avrebbe potuto essere scoperto. O forse l’assassino si trovava gia sul tetto, e quando ha chiamato l’ascensore e l’ha aperto vi ha trovato Gary e Rich agonizzanti. A ogni modo l’operazione successiva dev’essersi svolta sul tetto, un luogo in cui poteva passare da un ascensore all’altro riducendo al massimo il rischio di essere visto. Penso che prima abbia rimesso in piedi Rich, lo abbia fatto entrare nell’ascensore principale e poi lo abbia finito li dentro. O forse Rich e collassato e si e ferito il viso cadendo a terra. Sicuramente e stato l’assassino a dargli il colpo di grazia perche qualunque ferita al volto non sarebbe stata sufficiente a provocare la morte. Forse l’assassino gli ha causato delle lesioni al volto ed e ricorso alla borsa di rete per nasconderne i segni, ma molto piu probabilmente l’ha usata per assicurarsi che la polizia non considerasse quella morte accidentale. A quel punto l’assassino e tornato da Gary, e sceso insieme a lui al pianterreno, e uscito dalla piccola porta posteriore dell’ascensore segreto e ha attraversato il corridoio sul retro. Nel frattempo Gary doveva essersi ripreso, aprendo la porta dell’ascensore l’aria avvelenata era stata rimpiazzata da quella pulita. Sappiamo che Gary era in grado di camminare, i tabulati originali confermano che e entrato nella sala idromassaggio, ma era intontito. Sono questi infatti i sintomi che le vittime dell’anossia avvertono prima di morire. L’assassino quindi ha accompagnato Gary lungo il corridoio buio sul retro della casa fino alla sala idromassaggio, gli ha dato una leggera spinta per farlo cadere in acqua e ha coperto la vasca. Stava tentando in tutti i modi di assicurarsi che la polizia cercasse un assassino e non archiviasse nessuna delle due morti come accidentale. La sua grande intelligenza pero ha finito per fargli combinare dei pasticci. Troppe piste, troppi falsi indizi che portavano in ogni direzione.
«Deve aver avuto un paio di minuti di tempo per rimettere tutto a posto, ben sapendo che nessuno dei due cadaveri sarebbe stato ritrovato molto presto. Dopo aver utilizzato l’ascensore principale l’assassino lo ha tenuto bloccato utilizzando il computer portatile, consapevole del fatto che il corpo di Gary non era visibile. Ha messo l’altro computer portatile e le copie cianografiche nell’ascensore segreto, deciso a evitare che per il momento qualcuno ne scoprisse l’esistenza, ha preparato i popcorn e imitato la risata di Gary per far pensare che fosse ancora vivo e procurarsi cosi un alibi. Poi ha sbloccato l’ascensore principale, ha raggiunto il resto del gruppo e ha aspettato.»
Dwight mangiava il panino meccanicamente. Mastico per parecchi minuti e infine scosse la testa. «E una ricostruzione plausibile, lo ammetto. Ci sono dei passaggi poco chiari, pero. Per esempio mi chiedo come mai ha spostato Gary mentre avrebbe potuto lasciare anche lui nell’ascensore principale.»
«E se fosse stato disturbato dall’arrivo di qualcuno?» domando Charlie. «In effetti un paio di persone sono salite sul tetto proprio nel momento sbagliato per l’assassino. Non poteva rischiare che con l’aria fresca Gary rinvenisse e magari cominciasse a fare rumore. Per questo ha dovuto bloccare le porte dell’ascensore principale, chiudersi con Gary nell’ascensore segreto e condurlo dove avrebbe potuto portare a termine cio che aveva iniziato, ovvero dimostrare l’innocenza di Smart House.»
Dwight sospiro. Era ancora dubbioso, poco convinto di quella versione dei fatti. «E cos’e questa storia dei popcorn? Come diavolo e arrivato a pensare una cosa simile?»
«Quella sera, prima delle undici, Gary aveva preso in cucina la macchina per i popcorn» disse Charlie. «Era uscito dalla porta secondaria della cucina, diretto certamente al piccolo ascensore che lo avrebbe portato nel suo ufficio o nella sua stanza. D’abitudine preparava i popcorn ogni sera nel suo ufficio, come mai quella sera non l’ha fatto? Perche portarsi dietro quell’aggeggio per quindici, venti minuti? In quel lasso di tempo sicuramente Gary non si e fermato in giardino, c’era troppa gente che andava e veniva per passare inosservato. No, uscito dalla cucina e andato da qualche altra parte e ha posato l’aggeggio per i popcorn. In seguito, l’assassino, vedendo la macchina per i popcorn, deve aver pensato fosse un modo perfetto per far credere che alle undici e un quarto Gary fosse ancora vivo e affamato. Quando ha preso le copie cianografiche e i computer per nasconderli nell’ascensore segreto, li ha presi dall’ufficio di Gary. La macchina per popcorn probabilmente era li e l’assassino non si e lasciato sfuggire l’occasione.»
«Si, la sua ricostruzione potrebbe essere convincente» disse Dwight dopo un’altra pausa di riflessione. «E Dio solo sa quanto vorrei che lo fosse, ma non c’e un solo modo per provarla.»
Charlie allargo leggermente le braccia. «Ne Rich ne Gary erano sotto l’effetto di droga o alcol. Probabilmente non sono stati ipnotizzati e costretti a sdraiarsi per morire, non e stato un rito vudu a provocarne la morte, ne sono stati convinti a farsi ammazzare con la promessa di dolci e caramelle. Non si puo ordinare a un uomo di sdraiarsi e di smettere di respirare, anche sotto la minaccia di una pistola. Dovevano trovarsi in una condizione di stordimento, incapaci di opporre resistenza a quanto stava per accadere loro, ma in grado di camminare se sorretti e aiutati. E lo stordimento provocato dall’anossia. Le loro teste non sono state tenute a forza dentro ai contenitori per la frutta, ne sono stati costretti a entrare in una di quelle strutture sperimentali che si trovano nella serra. Si trattava di un luogo accessibile, un luogo che non li avrebbe messi in allarme costringendo l’assassino a ingaggiare con loro una lotta. E per questo che ho pensato all’ascensore. Ha ragione, Dwight, non ci sono prove, ma non e una novita.» Si appoggio al divanetto con il braccio steso sullo schienale e la mano appoggiata alla spalla di Constance. «E poi» aggiunse «sapevo fin dall’inizio che questa dannata casa era colpevole.»
«Immagino che lei sappia anche chi ha voluto correre un simile rischio solo per scagionare Smart House.»
«Certo» rispose Charlie. «Ma sara molto complicato provarlo.»
19
Erano quasi le otto e Charlie aveva appena finito di caricare i bagagli sull’auto presa a noleggio, quando Beth e Jake lo videro. Beth era pallida come un cencio, gli occhi sgranati e spaventati. Jake sembrava piu preoccupato per lei che per gli evidenti preparativi per la partenza di Charlie.
«Alexander ci ha detto che stava andando via!» grido Beth dalla veranda, mentre Charlie le andava incontro. «Perche? Cosa sta facendo la polizia? Perche hanno tolto un pezzo di pavimento sul balcone? Charlie, cosa sta succedendo?»
Charlie la prese per un braccio e la spinse verso l’ingresso. «Si calmi, non si agiti. Saremmo venuti a cercarla per salutarla. Dov’e adesso Alexander? Dove sono tutti gli altri? Pensavamo che steste cenando e non volevamo disturbarvi.»
«Ma chi riesce a mangiare in questa situazione?» grido Beth.
«Sono nella sala da pranzo a far finta di tenersi occupati» rispose Jake con estrema compostezza. «Che sta succedendo?»
Charlie guardo l’ora e disse con una certa rassegnazione: «Beth, potrebbe dire a Constance che sono al bar del giardino? Andiamo a bere qualcosa» disse poi rivolto a Jake.
