— Sono vampiri… Succhiano la vita… — rispose con voce assonnata.
Era disteso sul divano nell’ufficio di Bukowsky. Harlow, responsabile della Sicurezza, seduto li di fianco, si protese verso di lui, chiedendo: — Chi e il vecchio che c’e di la, sul pavimento?
Carlsen fece uno sforzo per mettersi a sedere. Aveva la sensazione di risvegliarsi da un sonno narcotico. — Non e un vecchio. Ha poco piu di vent’anni — disse.
Harlow penso certo che stesse delirando. — Dov’e andata la donna? — chiese.
— Si e svegliata. E tornata in vita. L’ho vista sul teleschermo del mio ufficio. — Gli riusciva difficile parlare, quasi che trovasse difficolta a coordinare le idee.
Incespicando nelle parole, come avesse in bocca una patata, comincio a raccontare.
Bukowsky l’aggredi urlando: — Avete portato qui un giornalista? Lo sapete che e contro i regolamenti!
Carlsen disse: — Ho deciso di fare cosi… tanto domani ci sara la mia conferenza stampa, e lui era il figlio di una mia vecchia amica. Ho voluto fargli un favore.
— Gli avete fatto proprio un bel favore!
Harlow stava dando ordini al telefono. Carlsen lo senti dire: — Se la vedete, non avvicinatevi. Sparate.
Le parole gli fecero male. Un male fisico che gli fece fare una smorfia. Si ricordo di colpo che la ragazza aveva il suo tesserino perforato. Poteva essere in qualsiasi parte dell’edificio, o forse era gia uscita.
A poco a poco, sotto l’effetto del caffe nero comincio a sentirsi meglio. Con sorpresa si accorse anche di aver fame, una fame da lupo, piu di quand’era tornato sulla Terra tre mesi prima.
Disse: — Potrei mangiare qualcosa? Ho una gran fame.
Bukowsky disse: — Certo. Ma continuate. Cos’e successo dopo che ci siamo parlati?
— L’ho vista ucciderlo… sul teleschermo. Poi sono sceso.
— Lei era ancora la?
— Si.
— Perche l’avete lasciata scappare?
— Non potevo fermarla.
Entro il medico dell’Istituto. Fece togliere a Carlsen giacca e camicia, gli controllo le pulsazioni e la pressione. Poi disse: — Pare che tutto sia perfettamente normale. Forse soffrite i postumi dello shock.
— Avete un misuratore di onde lambda?
— Si — rispose il medico in tono di sorpresa.
— Vi spiacerebbe controllare il mio campo lambda?
Il medico gli assicuro il galvanometro al polso sinistro e gli mise l’altro elettrodo sul torace all’altezza del cuore.
— E piu alto di quello che dovrebbe essere. Molto piu alto.
— Piu alto? — Carlsen si raddrizzo. — Siete sicuro di averlo applicato giusto?
— Sicurissimo. Del resto il punto in cui lo si applica non ha molta importanza.
Piu alto… Gia. Lui sentiva una strana sensazione di calore dentro di se, malgrado la spossatezza. Eppure era convinto che la ragazza gli avesse rubato energia. Si ricordo di come si era sentito esausto il giorno in cui avevano esplorato il relitto. Dave Steinberg e Ives Lloyd avevano poi dormito per dodici ore filate… In qualche modo quegli esseri avevano assorbito la loro energia vitale, ne era certo. Eppure il suo campo lambda era piu alto. Dunque lei gli aveva dato energia oltre che togliergliene.
Portarono dei panini imbottiti. Dopo averne mangiati un paio e bevuto una birra, si senti meglio.
Harlow apparve sul teleschermo. — Non e su questo piano… forse e gia uscita. L’abbiamo cercata dappertutto.
— E impossibile. Non poteva entrare o uscire da nessuna parte senza un tesserino perforato.
— Aveva il mio — disse Carlsen.
— Bene! E lo dite adesso? — Bukowsky si rivolse allo schermo. — Cercate ancora. Puo essere su qualsiasi piano. Ma non e certo uscita nuda — disse. Poi torno a rivolgersi a Carlsen. — Come diavolo fa ad avere il vostro lasciapassare?
— Me l’ha preso.
— Come faceva a conoscerne l’esistenza?
— Me l’ha letto nel pensiero.
— Ne siete sicuro?
— Sicurissimo.
— Questo complica le cose. Credete che possa leggere anche nella mente delle guardie di sicurezza?
— E probabile.
Bukowsky ando al mobile bar e si verso un whisky, poi alzo la bottiglia in direzione di Carlsen che accetto con un cenno. Il direttore torno con i due bicchieri. Carlsen bevve un lungo sorso e senti con piacere il leggero bruciore che gli scaldava la gola.
Bukowsky si sedette. Disse: — Olaf, adesso vi faro una domanda precisa e vorrei una risposta altrettanto precisa. Quella ragazza e pericolosa?
Carlsen disse: — Certo che lo e. Ha ucciso un uomo.
— Non e esattamente quello che intendevo. Volevo sapere se come creatura e cattiva.
Carlsen si provo a rispondere, ma nel suo intimo si scateno un conflitto. L’impulso era di rispondere no, ma la ragione gli diceva che cosi facendo avrebbe mentito.
Strano, ma non provava risentimento verso la ragazza, anche se lei aveva tentato di impossessarsi della sua forza vitale. Era cattiva? E cattiva una tigre che divora un uomo?
Mentre guardava fisso il pavimento pensando a una risposta, Bukowsky disse: — Avete capito cosa vi sto chiedendo. Quell’uomo aveva evidentemente intenzione di usarle violenza carnale. Lei lo ha distrutto. Potrebbe essere stata legittima difesa?
Carlsen sapeva gia cosa rispondere. In tono stanco disse: — No. Non e stata legittima difesa. Aveva bisogno della sua vita e se l’e presa.
— Deliberatamene? — Poiche Carlsen esitava, Bukowsky aggiunse: — Lei era in stato di incoscienza. L’ho vista parecchie volte. Il suo campo lambda era di zero zero quattro. Basso quanto quello di un pesce congelato in un blocco di ghiaccio. Non puo darsi che non avesse modo di controllare le proprie azioni per evitare cio che e successo?
Carlsen riflette un momento. Alla fine disse: — No. Poteva controllarsi. E stato un atto deliberato.
— Va bene. — Bukowsky si alzo e ando davanti al teleschermo. Disse: — Passatemi George Ash… George Ash… George, ascolta bene. Nella stanza dei campioni i due extraterrestri, l’uomo e la donna… voglio che vengano distrutti immediatamente. Questa sera. Subito. E poi manda un messaggio alla “Vega”. Non devono avvicinarsi alla “Stranger”. Devono starne lontani almeno duecento chilometri.
Ash era il capo della polizia dell’Istituto Ricerche Spaziali, e agiva alle dirette dipendenze di Harlow. Disse: — Li faccio mettere subito nell’inceneritore.
Bukowsky torno accanto a Carlsen. — Adesso bisogna trovare la ragazza. Speriamo che non sia uscita, almeno. Dare un allarme generale provocherebbe panico. — Si prese la testa fra le mani. Doveva essere molto stanco. Disse: — Per fortuna e fuggita soltanto lei.
— E arrivato l’ispettore Caine, signor Bukowsky — annuncio la segretaria. Caine l’aveva scritto in faccia che era un poliziotto: massiccio, triste, capelli grigi.
Bukowsky gli presento Carlsen. Caine disse: — Gia, vi riconosco. Siete stato voi a scoprirli.
Carlsen si strinse nelle spalle. — Siamo stati noi a scoprirli, o sono stati loro a scoprire noi? La “Stranger” era davvero la da un milione di anni o e stata messa la apposta perche noi la trovassimo?
A Caine questi sofismi pero non interessavano. Chiese con tono paziente: — Scusatemi, capitano, ma vorrei sentire da voi che cos’e successo qui questa sera.
Carlsen racconto nuovamente tutto, e Caine registro le sue parole. L’ispettore l’ascolto senza interromperlo fino al momento in cui Carlsen disse di essere entrato di corsa nella stanza e di aver trovato il cadavere.
— Avete detto che la ragazza ha aperto gli occhi. Poi che cos’e successo?
— Si e messa seduta e mi ha teso le braccia, cosi… come un bambino che chiede di essere preso in braccio.
— E voi che cos’avete fatto?
Carlsen scosse la testa. Gli sembrava stupido rispondere: “Mi sono innamorato di lei”. Bukowsky lo stava
