laboratorio?

— Assolutamente impossibile. Severamente proibito: niente macchine fotografiche. Dovreste saperlo.

— Si, certo.

Nel traffico intenso del pomeriggio, il tassi ci impiego parecchio da Park Lane a Whitehall. Arrivarono verso le cinque, quando gia cominciava a imbrunire. Come aveva previsto, quasi tutto il personale se n’era andato. Il vecchio portiere saluto il capitano.

— Questo giovanotto e con voi? — gli chiese.

— Si. Andiamo un momento al Club.

Il portiere avrebbe dovuto chiedere a Seth il tesserino, ma poiche conosceva Carlsen da vent’anni, li lascio passare.

Carlsen si servi del suo tesserino perforato per chiamare la cabina dell’ascensore. Nell’edificio non c’erano scale, quindi nessuno che non fosse in possesso della speciale tessera poteva arrivare oltre l’atrio.

— Andiamo davvero al Club? — chiese Seth.

— Si. Voglio bere qualcosa.

— Non possiamo vedere il laboratorio, prima?

— Perche no?

Mentre percorrevano il corridoio, Seth disse: — Non ho parole per esprimere la mia riconoscenza. — Alla riconoscenza di Seth, il capitano non credeva gran che. Aveva l’impressione che il giovane considerasse l’appagamento dei suoi desideri un diritto naturale.

A prima vista il laboratorio sembro vuoto. Poi un giovane assistente in camice bianco usci dalla stanza dei campioni.

— Buona sera, Comandante. Siete venuto a vedere il film?

— Quale film? — chiese Carlsen.

— La pellicola mandataci dalla “Vega”. E arrivata questa mattina.

La “Vega” era una delle astronavi mandate a fare una nuova esplorazione del misterioso relitto. Le due unita spaziali potevano raggiungere la velocita di sedici milioni di chilometri al giorno.

— Bene. Che novita ci sono?

— Hanno trovato un altro squarcio nella “Stranger”.

Era con quel nome che la stampa aveva battezzato l’astronave alla deriva.

— Grande?

— Parecchio. Dieci metri.

— Incredibile! — Potendo, Carlsen sarebbe corso subito di sopra a vedere. Ma c’era Seth. Il capitano fece le presentazioni. — Seth Adams… Gerald… ho dimenticato il vostro cognome…

— Pike, Comandante.

— Ecco… Pike. A che ora ve ne andate, Gerald?

— Fra una decina di minuti. Perche? Avete bisogno di me?

— No, non importa. Volevo che qualcuno mostrasse il laboratorio al signor Adams mentre io vado di sopra…

Seth disse: — Se avete fretta, forse potrei vedere solo gli alieni.

— Certo, andiamo. — Carlsen precedette i due giovani nella stanza dei campioni. Lungo la parete di fondo erano stati installati di recente lunghi cassetti scorrevoli simili alle lastre di un obitorio. — Sapete dove sono, Gerald? — chiese il capitano.

— Certo, signore. Ora ve li mostro.

Gerald fece uscire un cassetto dalla parete. Dentro c’era il corpo dell’uomo. Aveva ancora gli occhi spalancati e lo sguardo fisso.

Carlsen disse: — Che strano, sembra piu vivo di quando l’ho visto l’ultima volta.

Gerald Pike disse: — Sfido, e vivo!

Seth chiese: — Ne siamo sicuri?

— Certo — disse Carlsen. — In caso contrario a quest’ora si sarebbe decomposto.

— Si puo svegliarlo?

— Se e possibile, non sappiamo come. Il suo campo vitale e forte, e questo significa che e vivo. Il campo sparisce completamente dopo un certo tempo dalla morte. E in una specie di trance, ma non siamo ancora riusciti a capire come rianimarlo.

Gerald Pike apri gli altri due cassetti. I due corpi nudi erano esattamente come Carlsen li ricordava, ma le facce non erano piu cadaveriche. Le due donne sembravano addormentate. Seth le guardo, affascinato. — Sono belle! — disse con voce strozzata, e allungo una mano. — Posso…

Seth poso delicatamente la mano sul seno della ragazza dai capelli scuri, poi la fece scorrere sfiorando tutto il corpo.

— Incredibile — disse.

Gerald disse: — Si, sono molto belle. — Da quando i tre corpi erano li, lui li aveva visti tutti i giorni. — La faccia dell’uomo e estremamente interessante.

Seth chiese: — Che eta avranno?

— Chi lo sa! — rispose Gerald. E aggiunse: — Potrebbero essere piu antichi della razza umana.

— Quale metodo usate per tentare di farli tornare in vita?

— E alquanto complicato, e non siamo sicuri di niente. Si tratta di rinforzare e alzare il campo lambda con integrazione in diretta…

— Potreste spiegarvi con parole piu semplici? — chiese Seth.

Carlsen disse: — Vi lascio soli per cinque minuti, se permettete.

Ando nel suo ufficio e si mise in contatto con la sala proiezione. La sala comparve sul teleschermo. Era affollata e c’era gente anche in piedi. Sullo schermo di proiezione vide la “Stranger” debolmente illuminata dal sole.

Vide lo scafo allontanarsi nello spazio, come se la cinepresa spaziale stesse indietreggiando per l’inquadratura finale, poi lo schermo si spense e la gente comincio ad alzarsi.

Chiamo l’ufficio del direttore. Sicuramente Bukowsky aveva visto quella proiezione appena il film era arrivato dalla “Vega”. La voce aspra di Bukowsky chiese: — Chi parla?

— Sono Carlsen.

— Olaf! E tutta il pomeriggio che vi cerco!

— Mi spiace, direttore. Mi sono addormentato al sole, a Hyde Park.

— Meno male che adesso siete qui. Sapete gia le ultime notizie?

— Per sommi capi, direttore.

— Allora sentite. La “Vega” e arrivata in vista della “Stranger” alle dieci e mezzo di questa mattina. La prima cosa che hanno visto e stato un grande buco in alto. Una meteora aveva colpito lo scafo come se fosse stata una palla di cannone. Che ne pensate?

— Strabiliante. Una coincidenza incredibile.

— E quello che penso anch’io. Voi non vi siete imbattuti in alcuna tempesta di meteore, no?

— Nessuna, Direttore. Altrimenti l’avremmo messo nel rapporto. Le piogge di meteore sono sempre associate alle comete, e in quella zona non c’era una cometa in un raggio di sessanta milioni di chilometri.

— Si… si… — Bukowsky detestava che gli si spiegassero le cose. — Allora, come puo essere successo?

— Sara stata una meteora sporadica. Ma le probabilita sono di una a un milione.

Bukowsky fece sentire un brontolio. — Proprio come dicevo. Ma naturalmente avremo pressioni per agire subito, appena la notizia sara diffusa. Questo lo sapete, vero? Ve la sentireste di andare in televisione questa sera e di spiegare che c’e una sola probabilita su un milione…

— Certo, se e necessario.

La porta alle spalle di Bukowsky si apri e Carlsen vide entrare varie persone, che riconobbe come consulenti dell’Istituto. Bukowsky gli disse: — Sara meglio che veniate su subito. Quanto ci mettete ad arrivare?

— Saro li fra cinque minuti — rispose Carlsen.

— Facciamo due — disse Bukowsky, e chiuse la comunicazione. Carlsen guardo l’orologio. — Al diavolo — disse. Doveva rimandare l’intervista con Seth Adams.

Premette il tasto che lo metteva in comunicazione con il laboratorio. La sala era vuota. Si collego allora con

Вы читаете I vampiri dello spazio
Добавить отзыв
ВСЕ ОТЗЫВЫ О КНИГЕ В ИЗБРАННОЕ

0

Вы можете отметить интересные вам фрагменты текста, которые будут доступны по уникальной ссылке в адресной строке браузера.

Отметить Добавить цитату