nostro transatlantico. Al confronto la nostra “Hermes” e soltanto un motoscafo. Ora… — e si rivolse a Ives — se una popolazione emigra, cosa porta con se per primo?
— Il suo dio.
— Giusto. Gli israeliti viaggiavano portando con se l’Arca dell’Alleanza. Queste creature si sono portate una cattedrale.
Steinberg disse: — Insisto che non e logico. Se noi emigrassimo su Marte non ci porteremmo la Cattedrale di Canterbury. Ne costruiremmo un’altra su Marte.
— Non dimentichiamo che la cattedrale e anche una casa. Ammettiamo che atterrino su Marte. Non e un pianeta ospitale. Potrebbero impiegare anni a costruire una citta sotto una cupola di vetro. Cosi, si sono portati una cupola gia fatta.
Gli altri ascoltavano attentamente. Dabrowsky chiese: — Ma le scalinate e i passaggi aerei?
— Strutture indispensabili in una nuova citta. A mano a mano che la popolazione aumenta, e necessario espandersi, ed e possibile farlo in un’unica direzione: verso l’alto. Quindi hanno costruito lo scheletro di una citta a piu livelli.
Ives disse, eccitato: — E io dico un’altra cosa. Non erano soli. Forse c’erano altre due o tre astronavi come questa. E non credo che intendessero atterrare su un pianeta come Marte, perche su Marte e impossibile vivere. Direi che la loro intenzione era quella di atterrare sulla Terra.
Tutti lo guardarono. Anche Carlsen si senti di colpo ben sveglio. Craigie disse sottovoce: — Ma certo…
Restarono tutti in silenzio per un po’. Poi Murchison prese a fischiettare sottovoce.
E poi Steinberg diede voce ai loro pensieri. — Dunque, questi esseri sarebbero i nostri antenati?
— No — disse Craigie. — I nostri antenati sono quelli che la Terra l’hanno raggiunta. Questi sono i loro fratelli…
Si misero a parlare tutti insieme. Poi la voce pacata di Farmer, col calmo accento del Northumberland, si levo sopra le altre. — Quindi, ecco finalmente risolto il problema fondamentale dell’evoluzione umana, e sappiamo perche l’uomo e tanto diverso dalla scimmia. Noi non siamo discesi dalle scimmie ma da quelle creature.
Carlsen chiese: — E allora, l’Uomo di Neanderthal e tutto il resto…
— Una linea d’evoluzione completamente diversa.
Vennero interrotti da un segnale proveniente dalla radio. Craigie sintonizzo l’apparecchio sull’ascolto e tutti si girarono, attenti. Attraverso lo spazio venne la voce di Zelensky, chiarissima: — Signori, una sorpresa per voi. Il Primo Ministro degli Stati Uniti d’Europa, George Magill, desidera parlarvi.
Si guardarono piacevolmente sorpresi. Se al mondo esisteva uno statista degno d’ammirazione, questi era Magill. Era stato lui a costruire l’Unita Mondiale. La sua voce, profonda e familiare, si diffuse nella stanza. — Signori, probabilmente ve ne sarete gia resi conto, ma voglio dirvi che oggi siete gli uomini piu famosi del nostro sistema solare. Ho appena visto il film che avete ripreso all’interno della nave spaziale. Nonostante i disturbi di ricezione, e il piu sensazionale documento che io abbia mai visto. Devo congratularmi con voi per la vostra eccezionale avventura. Avrete… — A questo punto la voce venne soverchiata dai disturbi. Quando torno chiara, Magill stava dicendo: — …e d’accordo con me che il primo e piu importante passo da fare e riportare sulla Terra almeno uno di questi esseri, se possibile piu di uno. Naturalmente lasciamo a voi il compito di giudicare se l’impresa e fattibile. Ci rendiamo conto che all’apertura delle cripte i corpi potrebbero polverizzarsi. Ma voi sarete certo in grado di stabilire se le cripte contengono aria o se ne sono prive. Se non c’e atmosfera, allora non dovrebbe esserci problema…
Carlsen borbotto: — Chi e l’idiota che ha tanta fretta? — Poi tacque per non rendere piu difficile l’ascolto del messaggio di Magill e resto seduto la, accigliato, mentre il Primo Ministro illustrava l’importanza scientifica e politica della scoperta.
Alla fine risentirono la voce di Zelensky. — Allora, signori, questo e stato il messaggio del Primo Ministro degli Stati Uniti d’Europa. Sono perfettamente d’accordo con lui. Se e possibile, portate un paio di quegli esseri sulla Terra. Immagino che troverete il modo di entrare in quei cubi. Non dimenticate che forse non sono morti ma in stato di animazione sospesa. Se riuscite a recuperare i corpi, chiudeteli nella cella frigorifera della “Hermes” e lasciateveli fino all’arrivo alla base lunare.
Carlsen si alzo e usci. Ando nella sua cabina, entro in bagno, poi si distese sul letto. Si addormento quasi immediatamente.
Quando si sveglio vide Steinberg vicino alla porta. Si rizzo a sedere. — Quanto ho dormito? — chiese.
— Sette ore. Avevi l’aria cosi stanca che abbiamo deciso di non svegliarti.
— E successo qualcosa nel frattempo?
— Quattro uomini sono appena rientrati. Sono riusciti ad aprire una di quelle tombe.
— Oh, Cristo, e perche? Non potevate aspettare che mi svegliassi?
— Ordine di Zelensky.
— Qui gli ordini li do io, fin che sono il Comandante.
Steinberg sembro spiacente. — Abbiamo creduto che ti avrebbe fatto piacere. Hanno tagliato un’apertura in una di quelle tombe. Sono sotto vuoto. Il corpo non si e polverizzato, e non dovrebbe esserci problema a metterlo nella cella frigorifera.
Cinque minuti dopo, fregandosi gli occhi ancora assonnati, Carlsen scese nella cabina di comando. Dall’oblo poteva vedere il chiarore verdazzurro che ricordava benissimo. La “Hermes” era riuscita a spostarsi fino allo squarcio che si apriva nell’area dove c’erano i cubi di cristallo, e dall’oblo adesso si potevano vedere abbastanza chiaramente le tombe degli umanoidi.
Dabrowsky disse: — Dave Steinberg te l’ha detto che non e vetro?
— Che cos’e?
— Metallo. Un metallo trasparente. Abbiamo messo la lastra asportata nella camera di decontaminazione, e pare che non sia radioattiva. Niente radioattivita neanche nella tomba. Dev’essere un materiale che serve da schermo contro le radiazioni.
— Come siete riusciti a tagliarlo?
— Col laser… un taglio perfetto.
Carlsen disse in tono irritato: — Un’altra volta aspettate i miei ordini! — Tronco ogni replica con un gesto. — Intendevo chiamare la base lunare e consigliare di lasciare le tombe intatte fino a una prossima spedizione. Supponiamo che quegli esseri siano in stato di animazione sospesa, supponiamo che li abbiate uccisi…
— Be’… ce ne sono altri ventinove… — disse Murchison.
— Non e questo il punto. Avete forse distrutto una vita solo perche quei pazzi sulla Terra ignorano il significato della parola pazienza. Sarebbero bastati pochi mesi per mandare qui una spedizione equipaggiata in modo idoneo. L’astronave avrebbe potuto essere rimorchiata fino alla Terra, messa in orbita, e poi studiata per anni. Invece…
Dabrowsky l’interruppe. — Scusa, Comandante, ma e un po’ colpa tua. Li hai resi tu tanto curiosi, parlando di giganti.
— Giganti? — Carlsen aveva dimenticato quello che aveva detto.
— Hai detto che l’astronave sembrava costruita da giganti, e ieri sera sulla Terra tutti l’hanno sentito alla televisione. Esploratori scoprono un’astronave costruita da giganti.
— Oh, Cristo!
— Quindi puoi immaginare la curiosita. Tutti ad aspettare notizie dei giganti. Un’astronave lunga ottanta chilometri costruita da uomini alti cento metri… Sono impazienti di sapere il seguito!
Carlsen guardava dall’oblo con aria cupa. Prese distrattamente una tazza di caffe, ne bevve un sorso, e disse: — Sara meglio che vada a dare un’occhiata.
Dieci minuti dopo si trovava nella tomba gia aperta. Era quella che conteneva l’uomo. Avevano tolto il lenzuolo di tela grezza, tagliandolo. L’uomo, nudo, era fissato al letto con cinghie metalliche. La carne era come ritirata e fredda. Quando la sfioro appena con l’indice guantato, vibro come gelatina. L’uomo aveva gli occhi spalancati, vitrei. Carlsen provo a chiudergliene uno, ma la palpebra riscatto indietro.
— Curioso — disse Carlsen.
Dalla “Hermes” Craigie chiese: — Cosa c’e?
— La pelle sembra ancora elastica. — Carlsen guardo le gambe nude, magre, i piedi, le vene azzurrognole in rilievo.
— Come si possono togliere queste cinghie?
