osservando attentamente. Carlsen disse: — Niente. Sono rimasto la a guardarla.
— Deve essere stato un bel colpo per voi. Continuate.
— Lei si e alzata con movimenti agili, e ha cercato di mettermi le braccia al collo.
— Voleva “assorbire” anche voi?
— Forse. — Era incredibile come gli riusciva difficile rispondere a quelle domande. Una forte resistenza interiore stava alzando una barriera alta come un muro.
Dal teleschermo venne un segnale. Apparve Ash. Disse: — Quelle creature signor Bukowsky… sono gia morte.
— Morte? Ne siete sicuro?
— Venite a vedere voi stesso.
Bukowsky usci. Gli altri lo seguirono senza parlare. C’erano tre poliziotti nella stanza dei campioni. Uno stava prendendo le misure con un metro a nastro, un altro era intento a fare fotografie. Il corpo di Seth Adams non era stato toccato. Il medico legale era inginocchiato accanto al cadavere. I cassetti con i due extraterrestri erano aperti. Carlsen capi subito quello che aveva voluto dire Ash. Non si poteva sbagliare. Quelli erano i corpi di due morti. Quando ando piu vicino senti un leggero odore di decomposizione.
Poi Carlsen guardo il corpo di Seth Adams, e rabbrividi. Adesso sembrava una mummia, con la carne rinsecchita aderente alle ossa.
Caine disse, incredulo: — Avete detto che quest’uomo aveva poco piu di vent’anni?
Carlsen fece segno di si. Si sentiva soffocare. Chiese a Bukowsky: — La madre non e ancora stata informata, vero?
— No. Non sapevamo chi fosse.
— Sara meglio che lo faccia io — disse Carlsen, e a Caine chiese: — Avete ancora bisogno di me?
— Non credo. Il vostro numero e sull’elenco?
— No — rispose e scrisse il numero per l’ispettore.
Bukowsky e il dottore stavano osservando i cadaveri dei due extraterrestri. Bukowsky disse: — Bene. Adesso basta trovare la ragazza.
Carlsen fece per parlare, poi cambio idea.
Preferi non dire quello che pensava.
Il ronzio del teleschermo lo desto da un sonno profondo, comatoso. Udi la voce di Jelka che diceva: — Chi…? Oh, credo che stia dormendo.
Con voce impastata dal sonno Carlsen chiese: — Chi e?
— La polizia.
— Dammi. — Prese la cuffia che metteva in contatto audio. — Pronto — disse.
— Il signor Carlsen? Sono il sergente investigativo Tully, signore. L’ispettore Caine mi ha chiesto di chiamarvi. Vorrebbe che veniste qui appena possibile.
— E urgente?
— Sissignore.
— Dove devo venire?
— Se siete pronto fra cinque minuti, vi mandiamo una cavalletta.
Mentre Carlsen si vestiva, la moglie disse: — Devi proprio andarci? Non lo sanno che stai poco bene?
— Ha detto che e importante.
Jelka accese la luce fra i due letti. Lui infilo pantaloni e maglione sopra il pigiama, poi si chino a scompigliare i capelli della moglie. — Dormi — le disse. — E non aprire a nessuno.
Uscito di casa accese la sua radiobussola e poco dopo vide la luce blu di una cavalletta. Pochi secondi dopo l’elicottero atterro silenziosamente sulla strada. Ne smonto un poliziotto che aiuto Carlsen a salire a bordo. Dietro il pilota c’era seduto un uomo in abito da sera. Quando Carlsen si fu sistemato, l’uomo si presento: — Sono Hans Fallada. Piacere di conoscervi.
Carlsen gli strinse la mano. Malgrado il nome tedesco, Fallada aveva una pronuncia tipicamente inglese aristocratico. La voce era bassa e profonda.
Carlsen disse: — Sono lieto di conoscervi personalmente.
Fallada disse: — Anch’io. Peccato che sia successo per motivi di lavoro.
Carlsen guardo il Tamigi allontanarsi sotto di loro. A oriente si stava allargando la linea grigia dell’alba; sotto si vedevano le luci dei sobborghi, gialle e arancione.
I due uomini cominciarono a parlare contemporaneamente. Poi Fallada rispose alla domanda di Carlsen.
— Sono rientrato in fretta e furia da Parigi. Che coincidenza, quando mi hanno chiamato, stavo tenendo una conferenza al banchetto annuale dei criminologi europei. Adesso pare che il mio viaggio sia stato inutile.
— Perche?
— Non ve l’hanno detto? Forse hanno trovato il cadavere della ragazza.
Carlsen era troppo stanco per avvertire appieno il colpo. Si udi chiedere: — Ne sono sicuri?
— No. Per questo vogliono che lei la identifichi.
Carlsen si appoggio allo schienale e cerco di analizzare le proprie reazioni. Gli sembrava di avere il cervello annebbiato. Era certo di una cosa sola: istintivamente una parte di se rifiutava di crederci.
In cinque minuti furono sopra il centro di Londra. Fallada stava dicendo: — Straordinarie queste cavallette. Seicento chilometri all’ora e atterraggio su un metro quadrato di spazio anche in mezzo al traffico dell’ora di punta.
Riconobbero le luci verdi dell’Istituto Ricerche Scientifiche vicino a Piccadily. L’elicottero scese verso la vasta macchia di Hyde Park. Le luci del velivolo illuminarono le acque calme della Serpentine.
La cavalletta si fermo a mezz’aria e poi si poso senza scosse. Fallada smonto per primo. L’ispettore Caine ando loro incontro, seguito da Bukowsky e da Geroge Ash. A una ventina di metri avevano eretto una specie di barriera con un telo.
Caine disse: — Ci dispiace di avervi disturbati, signori, ma e questione di pochi minuti.
— Che cosa vi fa pensare che sia quella ragazza?
— E lei, non c’e dubbio — disse Bukowsky. — Ma bisogna che voi la identifichiate. Siete stato l’ultimo a vederla.
Li accompagnarono dietro il telo. Il cadavere era coperto da un lenzuolo. Carlsen noto che il cadavere giaceva a gambe larghe e braccia tese all’infuori.
Caine tiro indietro il lenzuolo, e accese una torcia elettrica. Per un attimo Carlsen rimase in dubbio. L’occhio sinistro era nero. Le labbra gonfie e contuse. Poi osservo la forma del mento, i denti, gli zigomi alti. — Si, e lei — disse.
— Nessun dubbio?
— Nessuno.
Fallada tolse completamente il lenzuolo. La ragazza indossava adesso sul corpo nudo un leggero grembiule verde da lavoro e un cappotto, entrambi aperti. Il corpo era macchiato di sangue dal collo alle ginocchia. Alla luce della torcia Carlsen vide segni di morsi sulla carne. Un capezzolo era stato staccato. A due passi dal cadavere c’erano un paio di scarpe di gomma. Fallada tocco la testa della ragazza, e la testa ricadde di lato.
Caine disse: — Sicuramente ha trovato i vestiti nell’armadio degli addetti alle pulizie.
Fallada chiese: — Da quanto tempo e morta?
— Da nove ore circa. Almeno cosi pare.
— In altre parole, e stata uccisa solo un’ora dopo essere fuggita dall’Istituto Ricerche Spaziali. Incredibile! Vi risulta che ci sia un maniaco sessuale in circolazione da queste parti?
— Non abbiamo segnalazioni del genere. L’ultimo omicidio di questa natura e avvenuto a Maidstone un anno fa.
Carlsen si rialzo. Le ginocchia dei pantaloni si erano bagnate di brina. Chiese a Fallada: — Secondo voi, perche l’ha morsa?
Fallada si strinse nelle spalle: — E una perversione sessuale abbastanza nota. Viene definita vampirismo.
