Nel corridoio, si fecero da parte per lasciar passare due inservienti che spingevano un carrello. Passando, i due uomini salutarono Fallada.

Nel laboratorio, Norman Grey stava osservando con una lente d’ingrandimento la faccia della ragazza uccisa.

Su uno sgabello stava seduto un tale di mezz’eta, calvo, che al loro ingresso si alzo. Fallada lo presento a Carlsen. — Il sergente investigativo Dixon, della Scientifica. Il capitano Carlsen… Come mai siete qui, sergente?

— Ho un messaggio per voi da parte dell’alto Commissario. Dice che non e il caso di darsi troppo da fare. Siamo quasi certi di sapere chi e stato — disse il sergente, e indico il cadavere della ragazza.

— Come ci siete arrivati?

— Siamo riusciti a prendere le impronte digitali dal collo della vittima. — Carlsen si avvicino di un passo alla ragazza e la osservo. La faccia era graffiata, e sul collo c’erano i segni della pressione di dita. Il lenzuolo tirato indietro scopriva una specie di grembiule azzurro.

Fallada chiese: — E un criminale abituale?

— No, signore. E quel Clapperton…

— Il corridore automobilistico?

Carlsen chiese: — Don Clapperton?

— Proprio lui, signore.

Fallada si rivolse a Carlsen: — Risulta scomparso nel centro di Londra la sera di martedi. — A Dixon chiese: — L’avete trovato?

— Non ancora, ma non ci metteremo molto.

Norman Grey chiese a Fallada: — Volete ancora continuare con l’analisi?

— Oh, direi di si. Tanto per fare un controllo. — Si rivolse a Dixon: — Ditemi un po’, a che ora Don Clapperton e stato visto l’ultima volta?

— E uscito di casa alle sette di sera per andare a una festa di bambini a Wembley. Doveva distribuire alcuni premi. Ma non e mai arrivato. Due ragazzi dicono di averlo visto verso le sette e mezzo in Hyde Park in compagnia di una donna.

Fallada disse: — E questa ragazza sarebbe stata uccisa da lui a Putney, circa otto ore piu tardi?

— Cosi sembra. Puo darsi che Clapperton abbia avuto una crisi. Forse ha perso la memoria e ha girovagato per ore…

Fallada chiese a Carlsen: — A che ora e fuggito il vostro vampiro femmina dall’Istituto Ricerche?

— Verso le sette. Credete che…

Fallada alzo una mano per interromperlo. — Non credero niente finche non avro esaminato il cadavere — disse, e si rivolse a Grey. — Norman, vorrei mostrare al capitano Carlsen come facciamo la prova dell’energia vitale negativa. Volete preparare l’apparecchiatura sul cadavere dell’uomo?

Dixon disse: — Ora vi lascio, signori. L’Alto Commissario ha detto che sara in ufficio fino alle sette.

— Grazie, sergente. Gli faro sapere i risultati.

Il corpo dell’uomo era ancora sul carrello vicino alla porta, ed era stato coperto con un lenzuolo.

Grey spinse il carrello verso l’altra estremita del laboratorio, dove c’era una porta che dava su un piccolo locale adiacente. Entrarono. La dentro c’era solo una specie di banco. Dal soffitto pendeva un apparecchio che ricordo a Carlsen quello dei raggi X. Aiutato da Carlsen, Grey trasferi il corpo dell’uomo sul banco, poi tolse il lenzuolo e lo butto sul carrello. La carne giallastra sembrava gomma. Il segno violaceo lasciato dalla corda era ben visibile sul collo. Un occhio era semiaperto. Grey lo chiuse con un gesto macchinale. Alla parete dietro il banco era appeso un grande misuratore di campo lambda, la cui scala era calibrata in milionesimi di ampere. Di fianco al misuratore c’era un monitor.

Grey applico l’estremita di un filo al mento dell’uomo, e ne applico un altro, a pinza, alla carne molle di una coscia. L’indicatore scatto in avanti. Grey disse: — Zero virgola quattro… Ed e morto da quasi quarantotto ore…

Fallada osservo il contatore lambda, anche quest’uomo e morto di morte violenta.

— Si, ma di sua mano. Non e come venire aggrediti e strangolati.

— Puo darsi. Adesso proviamo a infondergli un campo vitale artificiale con l’apparecchiatura Bentz. State attento. — Giro un interruttore. Dall’apparecchio sospeso sopra il corpo piovve un raggio di luce azzurra accompagnata da un suono in crescendo che in breve supero il campo dell’udibile. Dopo circa un minuto la lancetta comincio a salire lentamente. Dopo sette minuti era arrivata a 10,3, una misurazione leggermente piu bassa di quella che si sarebbe ottenuta su un corpo vivente. Sul 10,3 la lancetta vibro, poi non si mosse piu. Fallada disse: — Piu di cosi non salira. — Spense l’apparecchio e la luce svani.

Fallada indico l’ago che era rimasto sul dieci virgola tre: — Adesso il campo si indebolira gradualmente — disse — ma ci vorranno almeno dodici ore prima che tutta la vitalita artificiale che gli abbiamo infuso si disperda, nonostante sia gia iniziato il processo di decomposizione.

Grey stacco i fili dal cadavere. Trasferirono il morto nell’altro laboratorio e pochi minuti dopo tornarono con il corpo della ragazza trovata lungo la linea ferroviaria di Putney. La misero sotto l’apparecchio lambda e tolsero il lenzuolo che la copriva.

Sotto il grembiule azzurro la ragazza indossava una gonna di lana. Un paio di collant le pendeva da un piede.

Carlsen chiese: — Si sa chi era?

— Faceva la cameriera in un piccolo ristorante aperto tutta notte. Abitava a poche centinaia di metri dal posto di lavoro.

Senza esitazioni Grey sollevo la gonna. Sotto, la ragazza era nuda. Carlsen noto graffi e lividi sulle cosce. Grey applico un elettrodo alla parte interna di una coscia, e un altro al labbro inferiore. Fallada si protese in avanti.

Di colpo, Carlsen si rese conto di trattenere il respiro. La lancetta del misuratore sali lentamente, e si fermo a 0,002. Grey disse: — E diminuita di duemila millampere in sette ore.

Fallada allungo una mano e giro l’interruttore. Dall’alto cadde la luce azzurra. Quando il brusio dell’apparecchio cesso, nella stanza il silenzio fu assoluto. Lentamente, come la lancetta dei secondi di un orologio, l’ago sali fino a 8,3. Dopo un altro minuto fu evidente che l’ago non sarebbe salito oltre. Fallada spense l’apparecchio. Quasi immediatamente l’ago del misuratore comincio a scendere. Fallada e Grey si scambiarono un’occhiata. Carlsen noto che Grey stava sudando.

Fallada si rivolse a Carlsen. Gli disse a voce bassa: — Capite, ora?

— Non ne sono sicuro.

— Ecco: fra dieci minuti avra perso tutto il campo lambda artificiale, la vitalita artificiale che le abbiamo infusa. Non riesce a trattenerla.

Osservando la lancetta, Grey commento: — Ne ho visti tanti di campi con dispersioni, ma mai niente di simile.

— E che cosa significa? — chiese Carlsen.

Fallada si schiari la voce. Rispose: — Significa che chiunque sia stato a ucciderla — rispose — le ha succhiato la vita in modo cosi violento da distruggere la sua capacita di trattenere per un po’ un campo vitale artificiale. Questo cadavere e paragonabile a un pneumatico con centinaia di fori: impossibile che tenga l’aria.

Carlsen si accorse che gli ci voleva un certo sforzo per fare la domanda successiva. Chiese: — Siete sicuro che non ci sia un’altra spiegazione?

Fallada rispose, cupo: — Non ne conosco altre.

Segui un breve silenzio. Poi Grey chiese: — E adesso, cosa succedera?

Fallada disse: — Adesso credo che ricomincera la caccia. — Mise una mano sul braccio di Carlsen. — Torniamo nel mio ufficio.

Grey gli chiese: — Io cosa devo fare?

— Continuate con le analisi. Sarebbe interessante sapere se la pressione sul collo e bastata a ucciderla.

Tornati nell’ufficio, Carlsen riprese il suo bicchiere mezzo vuoto. Fallada si lascio cadere nella poltrona davanti alla scrivania, e premette il tasto del teleschermo. Una voce femminile disse: — Pronto.

— Chiamatemi Sir Percy Heseltine, a Scotland Yard.

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