Senza dilungarsi in particolari, Carlsen descrisse la sua visita all’Istituto Ricerche Spaziali, la morte di Seth Adams, e il suo incontro, subito dopo, con la ragazza aliena.

All’inizio von Geijerstam ascolto in silenzio, calmo, le mani intrecciate in grembo. Poi comincio ad annuire tutto eccitato. Infine, incapace di dominarsi oltre, prese a camminare su e giu per la stanza. — Si, si… E proprio come ho sempre pensato — disse. — Lo sapevo che era possibile!

Carlsen fu contento d’essere interrotto. Stava cominciando a risentire la curiosa riluttanza a parlare di quello che era avvenuto quando si era trovato solo con la ragazza.

Fallada chiese a von Geijerstam: — Vi e mai capitato di imbattervi in questa particolare forma di vampirismo?

— Mai in forma cosi forte. Eppure era evidente che doveva esistere. L’ho detto nel mio libro. Credo infatti che sia gia esistito sulla Terra, nel lontano passato. Le leggende sui vampiri non sono soltanto favole. Ma vi prego, continuate. Cos’ha fatto poi, la ragazza?

— E riuscita a trovare il modo di uscire dall’Istituto malgrado il sistema di vigilanza e i sistemi elettronici d’allarme. E un’ora dopo, gli altri due extraterrestri sono stati ritenuti morti.

— Ma la ragazza?

— E stata trovata morta, dieci ore dopo… violentata e strangolata.

Von Geijerstam chiese, incredulo: — Morta?

— Si.

— Impossibile!

Fallada guardo Carlsen, poi chiese: — Perche?

Von Geijerstam agito le mani, cercando la spiegazione piu chiara possibile. — Perche… come posso spiegarlo? Perche i vampiri riescono sempre a cavarsela. Sembrera assurdo, ma in tutta la mia carriera di criminologo ho sempre notato che le vittime di un omicidio sono tutte di un tipo ben definito. E i vampiri non appartengono a quel tipo. L’avrete notato anche voi, no?

— In tal caso, come si spiega la sua morte?

— Siete proprio sicuri che si trattasse del suo corpo?

— Assolutamente sicuri — rispose Carlsen che aveva identificato il cadavere.

Von Geijerstam resto in silenzio per qualche secondo. Poi disse: — Ci sono due spiegazioni possibili. Forse e stato una specie di incidente, questo…

— Incidente di che genere? — interruppe Carlsen.

— Lo si potrebbe anche definire un errore. Talvolta un vampiro e cosi avido di energia, che si lascia sfuggire la forza vitale senza accorgersene… la rimanda alla vittima, invece di assimilarla. Un po’ come un ghiottone che inghiotte il cibo per traverso.

— E l’altra possibilita?

— L’altra possibilita… Non ne ho avuto alcuna esperienza diretta. I greci e gli armeni sostengono che i vampiri possono abbandonare i loro corpi volontariamente, per creare l’impressione della morte.

— E credete che sia possibile?

— Io… credo che un vampiro possa esistere per un breve periodo fuori da un corpo vivente.

— Perche solo per un breve periodo?

— Perche gli occorrerebbe una immensa quantita d’energia e di concentrazione per poter mantenere la sua individualita al di fuori di un corpo vivente. Fra gli occultisti c’e una tecnica ormai nota chiamata “proiezione astrale” che per molti lati e simile al fenomeno di cui stiamo parlando.

Fallada si protese in avanti. — Allora crede che un vampiro potrebbe prendere possesso di un altro corpo? — chiese.

Von Geijerstam corrugo la fronte, fissando il tappeto. Poi disse: — Potrebbe. Sappiamo che certe persone vengono invasate da spiriti maligni… Io stesso ho avuto a che fare con almeno tre casi del genere. Questo invasamento sarebbe la conclusione logica del vampirismo, che e desiderio di possedere e di assorbire. Ma, ripeto, non ho mai avuto conoscenza diretta di un caso simile.

Appassionandosi all’idea, Carlsen chiese: — Quei casi di invasamento di spiriti maligni di cui siete a conoscenza… gli spiriti hanno distrutto le persone di cui si erano impossessati?

— In un caso, l’uomo e impazzito senza possibilita di guarigione. Gli altri due furono risolti con esorcismi.

Carlsen si rivolse a Fallada. — Che sia questa la spiegazione di quello che e successo a Don Clapperton? Se uno di quegli esseri l’avesse invaso, senza pero ucciderlo… lui si sarebbe accorto di quello che gli stava succedendo, anche se non poteva sottrarvisi. E alla fine loro, o meglio lei sarebbe stata costretta a ucciderlo perche lui sapeva troppo.

Il conte chiese: — Chi e questo Don Clapperton?

Fallada gli racconto in breve la storia della ragazza trovata lungo la strada ferrata e della sparizione di Clapperton, seguita dal suicidio.

Von Geijerstam ascolto attentamente. Poi disse: — Mi sembra allora che il Comandante Carlsen abbia ragione. Don Clapperton evidentemente dev’essere stato invasato da uno di quegli esseri. Si e ucciso molto probabilmente tentando di sfuggirgli.

Fallada commento: — Oppure e stato indotto al suicidio.

Restarono tutti e tre pensierosi, fissando il tappeto e le fiamme che s’alzavano dal ceppo nel camino.

Poi von Geijerstam disse: — Vedro cosa posso fare per aiutarvi. Per cominciare posso dirvi tutto quello che so io sui vampiri. Ma non so se sara di qualche utilita in un caso come il vostro.

Fallada disse: — Sono convinto che tutto quello che ci direte potra servire. Stiamo lottando contro il tempo. E se gli altri esseri fossero riusciti a scendere dalla “Stranger” sulla Terra?

— Questo e impossibile — disse il conte.

— Perche?

— Perche sembra una caratteristica dei vampiri quella che… devono essere invitati, per cosi dire. Non possono prendere l’iniziativa.

Fallada chiese incredulo: — Ma perche?

— Non e una certezza ma soltanto una mia impressione.

Nell’atrio risuono un gong. Ma nessuno di loro si mosse. Quando i colpi cessarono, si udirono le voci delle ragazze sulle scale.

Carlsen disse: — Ma si puo dire che siano stati invitati. Il nostro Primo Ministro vuole far portare la “Stranger” sulla Terra. Crede, giustamente, che abbia un grande valore storico.

— Lui lo sa quello che avete detto a me?

— Si, ma e un tipo testardo. Lui crede, ed e probabile che abbia ragione, non lo nego, che se non lo facciamo noi lo faranno i russi, o gli arabi, e si prenderanno tutto il merito e la gloria.

— Dovete impedirglielo!

— Ci ha dato due mesi di tempo. Due mesi per localizzare i tre extraterrestri. Avete qualche idea da dove cominciare?

Von Geijerstam riflette qualche secondo con gli occhi chiusi. Poi sospiro e scosse la testa.

— Cosi sui due piedi, no — disse.

Carlsen e Fallada si scambiarono un’occhiata di sconforto.

— Basta, per il momento. Ne riparleremo, e studieremo la situazione con calma — disse ancora il conte. — Ci deve pur essere un mezzo! Potete contare sulla mia completa collaborazione. Adesso andiamo a cena.

La sala da pranzo era piu piccola della biblioteca, ma il lungo e massiccio tavolo di quercia aveva pur sempre posto per quaranta commensali. Due pareti erano coperte di arazzi enormi.

Un lampadario di cristallo si rifletteva in due immensi specchi, uno appeso sopra il camino, l’altro alla parete opposta.

Le ragazze si sedettero per prime. Il maggiordomo stava riempiendo i bicchieri, alti calici verdi, con vino della Mosella.

Von Geijerstam indico l’arazzo centrale. — Questo e il nostro famoso vampiro, il Conte Magnus de la Gardie.

L’arazzo rappresentava un uomo imponente, in divisa militare, con la corazza. Aveva lo sguardo di chi e

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