sull’apparecchio interno.
— Lamson, vi dispiace venire da me un momento? — disse.
Dopo un istante di silenzio Heseltine disse: — Io non riesco ancora a capire perche questa aliena abbia scelto un criminale subnormale. Non poteva scegliere una persona normale?
Carlsen rispose: — Scegliere un criminale, particolarmente uno psicopatico, e come entrare in una casa vuota. Inoltre quest’uomo credeva gia d’essere posseduto da un demone. Non avrebbe quindi trovato niente di strano nell’essere posseduto da un vampiro.
— E l’infermiera? Ellen Donaldson non e una criminale.
— Non e tanto una questione di criminalita, quanto di sdoppiamento di personalita.
Fallada annui. — E un assioma della psicologia. Chiunque sia preda di potenti impulsi del subconscio ha l’impressione che dentro di lui ci siano due persone.
Armstrong disse: — Se intendete dire che Ellen Donaldson soffre di una grave dissociazione della personalita, posso rispondere di non averlo mai notato.
Mentre Fallada stava per ribattere, Carlsen disse: — Non occorre che si verifichi una dissociazione del genere. La signorina Donaldson e frustrata sessualmente. Ha forti stimoli sessuali e non e sposata. Inoltre sente di non essere piu tanto attraente. Cosi, siccome questa creatura aliena soddisfa i suoi piu intimi impulsi, non si pone problemi.
Bussarono alla porta, e Armstrong apri! Entro un uomo mastodontico, con la corporatura di un sollevatore di pesi. Gli occhi gli brillarono quando riconobbe Fallada e Carlsen.
Armstrong gli mise una mano sulla spalla, e disse in tono esageratamente cordiale: — Questo e il mio prezioso aiuto e capo infermiere Fred Lamson. Fred, questi signori sono interessati a Reeves. — Lamson annui. Avrebbe preferito una presentazione secondo le regole, ma evidentemente Armstrong non voleva prolungare il colloquio piu del necessario. Carlsen noto, divertito, che Armstrong aveva rovinato il suo tentativo di cordialita con la sua impazienza e il suo snobismo. — Ditemi, Fred, avete notato qualche cambiamento in Reeves nelle ultime settimane? — chiese il direttore.
Lamson scosse la testa. — No.
Armstrong sorrise. — Niente, allora. Va bene. Grazie, Fred.
Lamson pero non voleva essere cacciato via cosi in fretta. — Intendevo dire non nelle ultime settimane — riprese. — Ma da un paio di giorni mi sembra diverso dal solito.
— Diverso in che modo? — chiese Armstrong con impazienza.
— Non saprei con precisione…
Carlsen chiese: — Vi e sembrato forse piu vivace, piu attento?
Lamson si passo una mano sui capelli a spazzola. — Ecco… mi pare di si. Vi diro una cosa. Gli altri hanno la tendenza a prenderlo in giro quando e tranquillo. Ma ho notato che negli ultimi due giorni gli sono stati alla larga.
— Sara perche ci stiamo avvicinando al periodo di luna piena — disse Armstrong.
Lamson scosse la testa in maniera decisa. — No. Quando si avvicina la luna piena, Reeves diventa teso e nervoso. Questa volta e diverso. E come ha detto questo signore. Sembra piu vivace, piu attento.
Fallada chiese: — Non avevate notato niente di simile, prima?
— Direi proprio di no. In generale succede il contrario.
Armstrong chiese: — Adesso e in isolamento?
— Si. Lo mettiamo sempre in isolamento quando si avvicina la luna piena. Ma, secondo me, questa volta non ce n’era bisogno. Non mi e sembrato che… che…
Mentre si sforzava di trovare le parole giuste, Armstrong l’interruppe d’autorita. — Grazie, Fred. E tutto quello che volevamo sapere. Potete andare.
Notando la malcelata irritazione dell’uomo, Carlsen disse: — Ci siete stato davvero molto utile. Vi ringraziamo.
— Non c’e di che, signore. — Lamson sorrise e usci.
Carlsen disse: — Un particolare da annotarci. La aliena non vuole attirare l’attenzione, ma non si rende conto che la personalita di uno psicopatico muta nel periodo di luna piena. E cosi finisce per attirare proprio quell’attenzione che vuole evitare.
Fallada chiese ad Armstrong: — Allora, cominciate a credere ai vampiri, adesso?
Armstrong disse, evasivamente: — E curioso… molto curioso.
Carlsen sbadiglio. — Temo che per me sia ora di andare a letto — disse, alzandosi. In circostanze normali sarebbe stato intimidito dall’autorita di Armstrong, ma ora, riuscendo a percepire chiaramente la malignita dell’uomo, la sua vanita mista al desiderio di sentirsi ammirato, provava solo antipatia e disgusto.
— Non volete il bicchiere della staffa?
Heseltine segui l’esempio di Carlsen. — Siamo troppo stanchi — disse. — E meglio andare subito a letto.
Carlsen chiese: — Questo Reeves… A che ora fa colazione?
— Di solito alle otto — rispose Armstrong.
— Sarebbe possibile mettergli un tranquillante nel cibo, un leggero sedativo?
— Credo di si, se lo ritenete necessario.
— Grazie.
Armstrong li accompagno alla porta. Nell’atrio incontrarono Lamson che scendeva dal piano di sopra. Armstrong gli chiese: — Dove siete andato?
— A controllare Reeves, direttore. Quello che mi avete detto mi ha fatto pensare…
— E lui vi ha visto? — domando Carlsen.
— Certo. Era sveglio, sveglissimo.
Uscirono e attraversarono il prato buio. Fallada camminava avanti, con Lamson. Carlsen disse a Heseltine: — Peccato che sia andato su.
— Perche? — disse Heseltine. — Mi sembra normale dare un’ultima occhiata ai prigionieri prima di andare a dormire.
— Non so… comunque, e troppo tardi per preoccuparsi.
Le loro tre camere erano adiacenti. Il pilota della cavalletta aveva gia portato le loro valigie nelle rispettive stanze. Carlsen era in pigiama quando Fallada busso alla porta ed entro con in mano una bottiglia.
— Cosa ne dici di un whisky prima di dormire?
— Buona idea. — Carlsen ando a prendere due bicchieri in bagno.
Fallada si era tolto la giacca e allentato la cravatta. Fecero tintinnare i bicchieri prima di bere. Poi Fallada disse: — Mi ha colpito la tua osservazione sullo sdoppiamento di personalita. Credi davvero che quelle creature non riuscirebbero a impossessarsi con la forza di una persona sana, normale?
Carlsen, seduto sul letto, scosse la testa. — Non ho detto questo. Probabilmente potrebbero invasare chiunque, con la forza o con l’astuzia. Ma una persona normale dovrebbero ucciderla. Probabilmente e per questo che hanno dovuto distruggere le loro prime vittime… come Clapperton.
— E il Primo Ministro? — disse Fallada.
— Proprio non lo so. E difficile da credere… eppure… c’e qualcosa in lui… — Corrugo la fronte guardando il bicchiere. — Ma forse i politicanti hanno tutti un qualcosa… quella loro capacita di esprimersi in maniera equivoca… Non possono permettersi d’essere onesti e sinceri come altri. Devono essere subdoli, evasivi…
— In una parola, diplomatici.
— Gia. E una qualita che ho notato anche in molti personaggi del clero che a me sembrano bugiardi di professione. O per lo meno sono degli illusi. — D’improvviso si animo. — Ecco, e proprio questo che volevo dire. Sono gli illusi coloro che sono piu facile preda dei vampiri. Quelli che con una parte della mente pensano in un modo, e con l’altra in un altro. Jamieson mi da questa impressione. E il tipo d’individuo che non riesce nemmeno a sapere quando e sincero e quando no.
Restarono seduti in silenzio, ognuno immerso nei propri pensieri. Fallada fini il suo whisky, poi disse: - Che cosa faremo, se questi esseri risultano indistruttibili? Se non troviamo il modo di costringerli a lasciare il nostro pianeta? — Poiche Carlsen non rispondeva, Fallada aggiunse: — Dobbiamo tenere conto di questa possibilita. Il mondo e pieno di criminali psicopatici. Ogni volta che ne prendessimo uno, loro potrebbero trasferirsi a un altro. Non ti pare?
