Al forte rumore di un vetro infranto proveniente dalla casa seguirono le grida di molte voci diverse. Poi una serie di profondi tonfi, come un martello che battesse con forza sulle travi del soffitto, seguita da nuove grida e nuovi tonfi. E poi, all’improvviso, echeggio il secco frastuono di un colpo di pistola.
Guardando verso la casa, interamente in penombra tranne che per due finestre fiocamente illuminate da qualche lampada da tavolo, Bill non riusci neppure a intravedere l’origine di quel tumulto.
Nonostante l’agitazione, non tardo a rendersi conto di non poter fare nulla cosi sui due piedi. Per cui resto dov’era, attendendo il momento buono per intervenire.
Mentre vegliava diligentemente l’anziana cliente, Maria noto una luce in movimento fuori dalla finestra, oltre la tendina. Un semplice riflesso, si disse, ma di che cosa? Batte le palpebre, guardo di nuovo… e l’orrore l’assali in un’unica, gelida e travolgente ondata. Ora la luce era li, nella stanza, e si muoveva verso di lei. La vecchia Sarah Tyrrel, prima profondamente addormentata, sedeva ora rigidamente sul suo letto. Un altro battito di palpebre e Maria vide, per poi scordarsela completamente, la figura di un uomo in piedi davanti a lei. E poi, per il momento almeno, non vide e non senti piu nulla.
Quando il tumulto ruppe la quiete di quella notte invernale, Joe Keogh scatto d’istinto verso la scala a pioli per rientrare in casa e dare una mano, ma poi ricordo che la botola poteva venir aperta solo dall’interno. E quindi anche lui non pote far altro che riguadagnare la sua posizione, aspettare e sperare.
Per un lungo attimo, Bill resto indeciso, meta in ombra e meta illuminato dalla luce della luna. Sentiva di dover fare qualcosa, di dover entrare in azione per aiutare come poteva Maria e gli altri presenti nella casa. Ma poi si ricordo della botola chiusa, come Keogh poco prima, e rimase dov’era. Esisteva anche la possibilita che tutto quel rumore fosse fatto di proposito per allontanarlo dalla sua posizione.
Ma quell’indecisione non doveva durare a lungo: meno di cinque secondi dopo, la sua attenzione venne attratta dalle nere sagome di due strane figure, una dietro l’altra, che si gettarono correndo a rotta di collo giu per la ripida scarpata. Entrambe venivano senza dubbio da casa Tyrrel, anche se non riusci a capire da dove, e fuggirono tanto velocemente da passargli davanti prima che lui avesse il tempo di abbozzare la minima reazione.
Subito Bill si getto al loro inseguimento. Impugno la torcia elettrica e l’accese, urlando istintivamente ai due di fermarsi. Ma quell’ordine non sorti alcun effetto.
Nonostante l’eccitazione del momento, lo colpi l’inquietante particolare che le sue prede, le due figure vagamente umane a pochi metri da lui, non sembravano davvero correre, ma piuttosto fluttuare, scivolare giu per la ripida scarpata molto piu velocemente di quanto sembrava possibile. E un secondo piu tardi sparirono intoccate nelle invisibili profondita del canyon.
Stavano fuggendo liberi come l’aria dopo aver beffato tutti gli sforzi di Bill e dei suoi colleghi per proteggere efficacemente la loro cliente.
Peggio della sconfitta era l’insulto. C’era qualcosa di indefinibilmente scoraggiante nelle figure che Bill aveva intravisto, in particolar modo nella prima, ma lui era un giovane forte e coraggioso e non esito, almeno sul momento, a inseguirli nella notte.
Presto la torcia elettrica non riusci piu a illuminare la prima figura, ormai tanto lontana da sembrare svanita nel nulla, ma il raggio di luce gli consenti di osservare bene la seconda che si era fermata per un attimo. Gli occhi di Bill contemplarono solo per un istante la forma di un uomo, un uomo totalmente sconosciuto per quanto ne sapeva, con i capelli grigi e con indosso una tuta da lavoro pure grigia. Spiccando un balzo avanti, Bill intimo a quell’uomo di fermarsi.
Ma lo sconosciuto non presto la minima attenzione al suo ordine e continuo a fuggire, riprendendo senza alcuno sforzo la sua corsa olimpionica giu per la scarpata.
Facendo appello a tutte le sue restanti energie, Bill riprese a sua volta a tallonarlo nell’oscurita quasi totale.
Joe Keogh intanto fece in tempo a osservare per un attimo quelle stesse due figure. Ai suoi occhi parvero subito sinistre e minacciose, ma poco dopo qualcosa doveva spaventarlo ancor di piu: la vista di Bill che si gettava al loro inseguimento nelle ore piu profonde della notte.
Subito Joe grido a Bill di fermarsi.
Ma Bill presto a quell’ordine la stessa attenzione che le due strane figure in fuga avevano prestato al suo.
Tirando il fiato per urlare di nuovo, Joe si getto a sua volta all’inseguimento.
Ma dopo pochi metri di corsa a piena velocita, prima che potesse chiamare nuovamente Bill, Joe incespico sul ripido sentiero barcollando per qualche passo come un ubriaco. Un lancinante dolore gli trapasso la caviglia, avvisandolo della rovina ormai prossima. Joe cadde con tutto il suo peso, ignorando inizialmente il doloroso impatto delle mani sul terreno sassoso, i graffi e le contusioni provocati dai cespugli spinosi e rinsecchiti e dalle friabili rocce appuntite.
Sprecando il poco fiato che gli restava in inutili imprecazioni, Joe si rialzo d’istinto lanciandosi nuovamente in avanti. Ma basto un solo passo a dissuaderlo, fu sufficiente poggiare a terra la gamba destra per convincersi che quella sera la sua maratona era finita. E con un gemito di rabbia e di dolore, Joe cadde nuovamente a terra.
Intanto John Southerland, doverosamente immobile al suo posto da cui teneva d’occhio l’accesso principale della casa, udi un improvviso subbuglio provenire da dentro o, piu precisamente, dal retro. Seguirono il frastuono di un vetro infranto e altri forti rumori, accompagnati da diverse voci che urlavano.
John si acquatto ancor di piu dividendo la sua attenzione tra la casa e il viale pedonale, da cui l’ultimo turista era scomparso circa un’ora prima. In ogni caso decise di non abbandonare per nessun motivo la sua posizione: piu che possibile che tutto quel baccano fosse, in realta, un’esca per distrarli.
Gradualmente Maria si rese conto che Gerald Brainard, tremante e borbottante, si trovava accanto alla sua sedia con un grosso e fumante revolver in mano. Nella stanza accanto, la signora Tyrrel sedeva ancora rigidamente sul suo letto.
— Se ne sono andati, per fortuna. E finita — disse Brainard con voce roca. Maria penso di vederlo curiosamente sollevato.
La sua radio prese a ronzare sul tavolino accanto alla sedia, e lei allungo faticosamente una mano per rispondere.
Da fuori, Joe, seduto dolorante sul terreno, stava chiamando aiuto.
Ricevendo quella chiamata, John Southerland decise finalmente di lasciare il suo posto. Impugnando la torcia elettrica fece di corsa il giro della casa per poi scendere rapidamente la scarpata verso il punto in cui si trovava Joe.
John si rilasso solo quando inquadro con la torcia suo cognato seduto su una roccia, intento a imprecare troppo forte per un uomo mortalmente ferito.
— Aiutami, dannazione!
— Cosa ti fa male?
— La caviglia!
John afferro il cognato per le braccia e lo rialzo, fornendogli un sostegno. — Dov’e Bill? — chiese poi, guardandosi attorno.
— Si e gettato al loro inseguimento come un dannato idiota! — replico Joe saltellando su un piede e sorreggendosi alla spalla di John. — E proprio per rincorrere lui che sono caduto. No, resta qui! Lascia perdere, John!
— Ma e da solo contro… contro… — John non completo la frase, poiche lesse in anticipo la risposta negli occhi spaventati di Joe.
Per i successivi due minuti tentarono, senza successo, di mettersi in contatto radio con Bill.
— Aiutami a tornare dentro — ringhio Joe alla fine. — Ma che diavolo sara successo?
— Non ne ho idea. Maria sembrava avere tutto sotto controllo. Ehi, Maria, sei ancora la?
— Si, sono ancora qui — rispose lei dopo un momento. — Se volete rientrare vi apriro la botola.
