c’era al mondo persona che mi fosse piu cara. Era tutta la mia famiglia, e io ero la sua. Potreste cercare i motivi che l’hanno spinta a uccidere, se siete ancora curiosi, se a qualcuno importa ancora dopo sette anni. Be’, io ho passato sette anni a cercare motivazioni, nella sua vita precedente, e sapete cos’ho trovato? Siete in ascolto? Aaron?

— Si. — La sua voce suono vuota, ossessionata.

— Ora vi diro la verita. Direttore Klyos?

— Vi ascolto.

— Niente. Ecco cos’ho trovato! Ha ucciso per niente. Per nessun motivo. Per nessun motivo terreno. Per sette anni mi sono nascosta, per sette anni ho indossato un viso… il viso della Regina di Cuori, la cubista dal sorriso d’oro, che milioni di persone riconoscevano e nessuno ha mai conosciuto… perche quando mi guardavo allo specchio vedevo il viso di Terra, l’altro mio viso, e temevo che anch’io avrei potuto fare quello che aveva fatto lei… Ma adesso so che quel momento di sette anni fa nel Settore Deserto appartiene al suo passato, e il suo passato appartiene a lei, non a me, e non si ripetera… Aaron…

— Non l’abbiamo toccata! E lei che ha il fucile!

— Di’ il mio nome. Dillo. Dillo.

— Michelle — mormoro lui. — Michelle Viridian.

— D’accordo. — Strinse la spalla del Mago con maggior forza, e lui si accorse che tremava. — Adesso lo sai. Cio che non ti avevo detto. Cio che ti avrei detto quando… se fossi tornata. Se tu avessi avuto voglia di ascoltare. Ma sei venuto qui.

— Si — mormoro lui.

— Be’, adesso mi conosci, Aaron, riconosceresti il mio viso, adesso. — La voce si affievoli. Lei si spinse indietro i capelli con aria stanca. — Non mi nascondo piu. Non avevi mai conosciuto Terra e quindi non mi avresti creduto se ti avessi detto che non era mai stata un mostro, solo un normale, intelligente essere umano con qualche talento e un viso grazioso. Per me era straordinaria, certo, perche ci volevamo bene, ma la persona piu comune diventa sempre straordinaria quando le vuoi bene. Non avresti dato peso al fatto che mi teneva stretta la notte quando piangevo i nostri genitori, che c’era sempre un piatto di minestra ad attendermi quando tornavo a casa dai club alle tre del mattino, oppure che quando arrivammo sulla terra ed ero terrorizzata dai rumori, dai colori, lei si muoveva in quel mondo alieno come se nell’intero universo non ci fosse niente che poteva spaventarla. Io l’amavo. Ma se tutto questo ti lascia indifferente, allora spiegami perche il Mago rischia la vita per Terra e vede le visioni di Terra… Aaron?

— Non posso. — La sua voce tremava in maniera incontrollabile, e il Mago si senti accapponare la pelle, come per una sensazione di pericolo.

— Non dovresti essere qui — disse Michelle disperatamente. — Non dovresti esserci affatto. Non volevo che tu sapessi, prima che tutto fosse terminato. Te l’avrei detto, dopo, se tu avessi ancora desiderato sapere chi ero. Ma voglio solo… Mi hai dato la rosa. E allora voglio che tu sappia, se ancora t’importa… o se mai t’importera… che le parole che ti dissi quando venisti a salutarmi… su di te, sui cubi, sulla musica del Mago…

— Basta! Non voglio sentirlo! Non voglio!

Lei sollevo la mano dalla spalla del Mago, si tocco le labbra. — Scusami. — I suoi occhi erano storditi, feriti. — Scusami…

Il Mago l’allontano, si chino sull’intercom. — Aaron.

— Che c’e? — Sembrava furioso, scosso, come se lo avessero privato della sua essenziale intimita.

— Per favore. Terra e…

— Magico Capo, quella pazza ha ucciso mia moglie!

— Oh! — mormoro. Per un attimo rimase senza fiato. — Dio mio! — L’intercom ammutoli. Il Mago si chiese se un fragile anello invisibile nella notte che li univa si fosse improvvisamente spezzato. Alzo bruscamente lo sguardo, perche Michelle era scomparsa. Ma era ancora accanto a lui. Non riusciva a sentirne il respiro. Pur fissandola, non riusciva a trovarla. C’era solo il suo viso, immobile, cereo, inespressivo: un’altra maschera. Gli occhi grigi sembravano prosciugati.

— Signor Restak — disse Klyos.

— Si — rispose intontito.

— Siete pronto a tornare?

Barcollo, stordito dai fatti. Poi scorse la visione umana che il Professore gli aveva regalato, traendola da un tempo e uno spazio che non esistevano se non in un linguaggio trasmesso di millennio in millennio: il Musico che si fermava per girarsi indietro, girarsi disastrosamente indietro, e guardava la lunga strada percorsa dall’Averno per vedere se aveva davvero portato in salvo una cosa di valore.

— No.

4

Jase si asciugo il sudore dal viso e cerco di sgranchirsi, pur restando legato al sediolo. — Dove siamo? — brontolo. Avevano inseguito il Pianto volante per giorni interi, gli sembrava, per mesi, come un’ombra uscita dal futuro, che avesse attraversato la sua vita gia prima del loro incontro. I pericoli e le tensioni, dentro la lancia, gli erano divenuti familiari come i coltelli di un giocoliere.

Aaron lesse le coordinate con voce spenta. Un preciso e delicato equilibrio di eventi aveva spinto il poliziotto in quella corsa senza scopo nella notte, all’inseguimento di persone amiche, mentre il suo incubo peggiore gli puntava un fucile alla schiena. Jase, ammirando l’artistica inventiva del destino, non avrebbe biasimato Aaron se a questo punto anche lui fosse impazzito e avesse gettato la lancia nell’oblio scatenando il laser di Terra. Ma Aaron anziche esplodere diventava piu freddo.

— Mi spiace — disse infine Jase, inutilmente. Aaron scosse appena la testa, senza cambiare espressione, sbattendo le palpebre come se avesse della sabbia negli occhi.

— Sono cose che succedono.

— Dio ci aiuti tutti quanti — mormoro Jase — se e questo che si intende per “cose che succedono”. — Tocco l’intercom. — Klyos a Scalo Uno.

— Scalo Uno.

— Avete gia rintracciato Sidney Halleck?

— Affermativo. Gli abbiamo suonato le parole d’ordine dal registro dello scalo principale. Adesso le sta analizzando, signore.

— Bene. — Jase sospiro. — Voglio parlare con lui. E voglio, che lui parli al Mago. Il Pianto volante ha un canale aperto sulla FA.

— Si, signore, li abbiamo ascoltati. Pero continuano a non risponderci.

— Predisponete un collegamento con Sidney Halleck quando richiamera. Scommetto che a lui risponderanno.

— Sissignore.

— Chiudo. — Avverti il dissenso inespresso e diede un’occhiata ad Aaron. — Qualcosa non va, signor Fisher?

— No. Solo, mi dispiace vedere Sidney coinvolto… Adorava la musica del Mago. Per questo ha mandato quassu i Nova. Se mai rivedra il Mago, lo trovera in una cella, con i capelli rapati a zero, e nessuna musica da suonare. — Irrigidi il viso bruscamente. Sembro che volesse infilare il pugno nell’analizzatore. Ma le mani rimasero immobili. Con voce abbastanza ferma aggiunse: — Non m’intendo molto di musica. Ma conosco Sidney. Sara un brutto colpo, per lui. Lo spreco. L’assoluto, totale spreco… — Alzo lo sguardo, fisso intensamente il buio. — Quella li riesce ancora a uccidere la gente…

Gente che ami, termino in silenzio Jase. Si lancio un’occhiata alle spalle, verso la figura immobile seduta per terra, con il fucile puntato contro lo schienale di Aaron. Appena sopra la cintura, immagino Jase, se Aaron l’avesse fatta sobbalzare. Gli occhi della donna si mossero, incontrarono i suoi: non era lui quello che Terra voleva vedere. Klyos la lascio alla sua misteriosa attesa.

Disse d’un tratto: — Non avete mai parlato al Mago di vostra moglie.

— No — rispose brevemente Aaron.

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