— Signor Fisher, vi e mai capitato di leggere un’antica poesia che parla di sei ciechi che tentano di descrivere un elefante basandosi sul tatto?

Aaron rimase in silenzio, fissando senza espressione la macchia della Via Lattea. Poi sospiro. — Scusatemi. Continuo a dimenticare che e successo sette anni fa…

— Siete restato in silenzio molto a lungo.

— Sono abituato a non parlare… Quando mi arrabbio, non riesco a parlare. Seppellisco le cose. Proprio ora, vorrei prendere i comandi della lancia e scagliarla contro il Pianto volante.

— Lo so.

— Ricordo quella poesia sull’elefante. Terza elementare.

— Ecco perche faccio domande. Ho continuato a definire quest’elefante come un serpente con un ciuffo di peli a un’estremita e un foro puzzolente all’altra. Michelle Viridian ha convinto il Mago a liberare Terra dall’Anello Scuro, e tutto sembra molto semplice. Giusto?

— Semplice — fu d’accordo Aaron.

— Anche probabile?

Aaron sposto lo sguardo dalle stelle a Jase. — No, se conoscete il Pianto volante. Il Mago puo guidare quel vascello con la musica. Dice che e la sua anima. Non lo metterebbe mai in pericolo. E poi semplicemente ha troppo buon senso. O lo aveva.

Jase annui. — E questo che non capisco. Che una montagna mobile sia attaccata al serpente…

— Continuo a sforzarmi di trovare una parola — disse Aaron. Induri di nuovo il viso, ma continuo ostinatamente: — Ha ucciso mia moglie. Adesso, sette anni dopo, siamo qui, lei e io, nella stessa spaziolancia, quando invece lei dovrebbe essere rinchiusa nell’Anello Scuro e io sulla Terra, e questa volta lei ha il fucile puntato su di me.

— Ironia.

— E questa la parola? Mi sembra troppo insignificante… Non faccio altro che pensarci e ripensarci. Come abbiamo fatto a cacciarci tutti in questa situazione.

— Quello che voglio sapere io, e il perche.

Aaron borbotto qualcosa in tono piatto. — Ho cercato i perche per sette anni. Ed ecco cosa ne ho ricavato.

— Be’ — sospiro Jase — ne avete certamente ricavato una grossa delusione.

— Direttore Klyos — disse Scalo Uno. — Qui Scalo Uno.

— Eccomi.

— La flotta d’inseguimento chiede l’ultima posizione del Pianto volante.

Aaron trasmise le coordinate, controllando che il Pianto volante non virasse appena intercettata la comunicazione. Non accadde nulla: la spaziomobile era silenziosa come una tomba e puntava diritta su una vicina galassia.

— Direttore Klyos — disse un’altra voce. — Qui Nilson.

— Nils! Sei nel Mozzo?

— Si, signore. L’abbiamo rimesso un po’ a posto, anche se bisogna ancora sostituire gli schermi di controllo. Stanno anche sostituendo la vostra scrivania, la poltrona, le apparecchiature e la maggior parte del tappeto.

— Hai liberato il dottor Fiori?

— Si. Lui e i suoi assistenti sono in buone condizioni. Ma dice che la Macchina dei Sogni non puo piu essere riparata. L’UIGLM vuole parlarvi.

— Ci avrei giurato. Cosa gli hai detto?

— Che siamo in stato d’allarme, ma la situazione si va normalizzando. Nient’altro.

— Bene.

— Inoltre, cominciamo a ricevere chiamate dai mass-media.

— Come? — esplose lui.

— Le notizie filtrano in fretta. Abbiamo fatto decollare la flotta della Luna, la gente si chiede perche.

— Cristo. Mantieni il silenzio radio, escluse le spaziomobili in servizio e le situazioni d’emergenza. Informa l’UIGLM che richiamo io.

— Hanno detto…

— Digli di lasciar liberi i canali finche non ho qualcosa da comunicare. Possono sempre licenziarmi in seguito.

— D’accordo. Signore, non abbiamo trovato Terra Viridian. Potete confermare che si trova con il Mago?

— No — disse acidamente Jase.

— Allora dev’essere…

— E seduta nella stiva della nostra lancia, con un fucile puntato su di noi. — Tocco l’intercom. — Nilson. Nils…

— Sono qui — disse l’altro, con voce stridula. — Cosa… cosa…

— A parte questo, pare che non corriamo pericoli immediati. Nils, nel caso che non tornassimo indietro, voglio che venga inoltrata una raccomandazione per citazione al valore, impresa straordinaria in servizio, eccetera, a nome dell’agente di prima classe Aaron Fisher, Settore Costadoro.

— Jase — supplico Nils. — Non e a questo prezzo che desidero prendere il vostro posto. Codice.

— Niente codice. Niente ordini. Lei e interessata al Mago, non a noi. Sta’ calmo. E passami Halleck appena possibile. Chiudo. — Aggiunse, in tono pensoso: — Posso gia vedere i titoli, AVERNO BLOCCATO DA COMPOSITORE MORTO DA SECOLI. MAGO BLOCCA A TERRA LA FLOTTA DI AVERNO. DIRETTORE IN ORBITA… — Allungo di nuovo la mano verso l’intercom, impaziente, poi cambio idea. — No. Mi parlerebbe solo di visioni. Non ha mai dato segni di pazzia, prima d’ora?

Aaron scosse la testa, poi preciso: — Non di pazzia. Solo… di comportamento bizzarro. Ve ne ho gia parlato. Accadde la notte in cui nel club di Sidney un complesso ando vicino ad autofulminarsi durante l’esibizione. A quell’ora ero in servizio. C’erano poliziotti, ambulanze, strumenti rotti, gente e robot che portavano via i rottami… e lui nemmeno ci vide. Resto seduto sul palco a suonare la sua musica senza sentirci, senza accorgersi…

— E questo il massimo livello di follia che ha raggiunto?

— Nei cinque anni da quando lo conosco.

— Allora in nome di Dio cos’ha provocato tutto questo?

— E stata lei.

— Lei chi? Terra? O Michelle?

— Michelle no. Li ho visti insieme. Dovevo sapere. Come… cos’erano l’uno per l’altra. Fra loro c’era solo la musica.

— Terra — disse Jase, incredulo — e rimasta chiusa nell’Anello Scuro per sette anni senza nemmeno sapere che il Mago esisteva. Lui l’ha vista per circa un’ora.

— In quel periodo e successo qualcosa?

— Non le ha nemmeno parlato! Quando ho capito chi era la Regina di Cuori…

Aaron giro di scatto la testa. — Come? — supplico. — Io ho passato sette anni a cercare Michelle Viridian. Come avete fatto a trovarla cosi in fretta?

Jase ci riflette sopra. — La cercavate sotto il suo vero nome. Io sono partito dal suo nome d’arte e sono tornato indietro fino a quando ancora non esisteva. A sette anni fa. Mi basavo anche sull’intensa sensazione che lei era una persona di cui volevo conoscere il nome.

— Anch’io.

— Ma voi non sospettavate della Regina di Cuori. Io si.

— No — disse Aaron in tono cupo. — Non avevo sospetti.

— Comunque, le ho chiesto se voleva vedere Terra. Immaginavo che fosse venuta proprio per questo, a ogni modo… — Si interruppe, colpito da un ricordo, e rivide la bizzarra posizione del Mago fra il gruppetto di persone che ascoltavano Terra. — Michelle e Terra si parlarono. Erano presenti il dottor Fiori, e sei guardie, i suoi tre assistenti, e il Mago. Avevo chiesto io al Mago di accompagnare Michelle. Guardavamo tutti la Macchina dei Sogni. Era affascinante. Si poteva vedere su uno schermo quello che pensava Terra. I suoi pensieri erano molto

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