tipo alquanto schivo e riservato, aveva gia dimostrato una tale diligenza che avrebbe potuto far comodo a Thora, in caso di bisogno. «A dire il vero, mi ero riproposta di passargli i casi a cui sto lavorando in questi giorni, proprio per alleggerirmi e concentrarmi solo su questo. Ho ancora una montagna di impegni da sbrigare.»

«Naturalmente, non ti preoccupare, fai come desideri», disse uscendo.

Thora tiro a se la cartella e riprese la lettura da dove era stata interrotta. Esamino il resto delle foto che mostravano la crescita di Harald, ora diventato un attraente ragazzo dalla pelle e dai capelli chiari come quelli di sua madre. Suo padre, invece, era piu scuro e il suo volto non era di quelli che si ricordano. Nell’ultima pagina c’erano solamente due fotografie, entrambe chiaramente scattate presso uno studio professionale, l’una in occasione di una laurea, presumibilmente quella ottenuta da Harald presso l’Universita di Monaco, l’altra relativa all’inizio o alla fine del servizio di leva, dove Harald compariva con l’uniforme dell’esercito tedesco. Thora non conosceva abbastanza bene le uniformi per poter dire a quale reggimento appartenesse, ma contava di ricevere le dovute informazioni dal dossier, sotto la dicitura «Leva».

Nelle pagine successive si trovavano le fotocopie del curriculum scolastico di Harald, dall’inizio degli studi fino alla laurea: a giudicare dai voti, il ragazzo era stato uno studente esemplare. Aveva sempre riportato voti eccellenti che, per esperienza personale, Thora sapeva difficili da ottenere nel sistema scolastico tedesco. L’ultima delle fotocopie veniva dall’Universita di Monaco, dove Harald aveva ottenuto la laurea in Storia a pieni voti. Dalle date dei vari anni scolastici si notava che il ragazzo si era preso una pausa dagli studi prima di iscriversi all’universita. Forse c’entrava qualcosa il servizio militare, anche se le sembrava piuttosto strano che con quei voti avesse preferito sprecare il tempo in caserma. Certo, la leva era ancora obbligatoria, in Germania, ma non era difficile ottenere il congedo provvisorio o addirittura l’esonero definitivo dal servizio militare, soprattutto se si avevano genitori ricchi e potenti come i suoi.

Thora sfoglio ora la seconda parte del dossier, classificato «Leva». Era un capitolo piuttosto scarno di notizie. La prima pagina era la fotocopia dell’immatricolazione di Harald Guntlieb nella Bundeswehr — l’esercito della Germania Unita — nel 1999. Da quanto Thora capiva di quel tedesco burocratico, Harald aveva scelto la fanteria, cosa strana, perche lei avrebbe giurato che fosse piuttosto un tipo da marina o aviazione. Seguiva un documento con l’ordine ricevuto, dal battaglione di appartenenza, di partire per il Kosovo, mentre la terza e ultima pagina di quella sezione era la comunicazione dell’espulsione di Harald dall’esercito: era datata sette mesi dopo e non conteneva alcuna ulteriore spiegazione, tranne un accenno a «medizinische Grunde», cioe motivi di salute. A margine della fotocopia qualcuno aveva aggiunto un chiarissimo punto interrogativo. Thora ne dedusse che doveva trattarsi della scrittura di Matthew il quale, a quanto ne sapeva, aveva raccolto quel dossier tutto da solo. Lei fece un appunto sulla sua agenda per ricordarsi di chiedere all’uomo dettagli piu precisi sull’argomento, poi passo al capitolo successivo.

Anche questa sezione cominciava con la fotocopia di un’immatricolazione, questa volta presso l’Universita di Monaco, e Thora pote notare che la data d’iscrizione risaliva a un solo mese dopo l’uscita dall’esercito. La salute di Harald, a quanto pare, era talmente migliorata da permettergli di iscriversi ai corsi, se era poi vero che di malattia si era trattato. Poi seguivano alcune pagine di cui Thora non riusciva a comprendere il significato: una era il manifesto di fondazione di un’associazione storiografica dal nome latino di Malleus maleficarum, l’altra conteneva la lettera di raccomandazione di un certo professor Chamiel, che stendeva un elogio spassionato del suo studente, mentre le ultime erano programmi di studio della storia del XV, XVI e XVII secolo. Una documentazione ben strana.

In fondo alla sezione degli studi si trovava il ritaglio di un articolo proveniente da un giornale tedesco, dove si parlava della morte di alcuni giovani in seguito ad atti di estrema perversione sessuale, ovvero autostrangolamento con un cappio durante la masturbazione.

Doveva trattarsi di quel tipo di sesso a cui aveva accennato Matthew. A detta del giornalista, tali pratiche erano alquanto diffuse tra chi non riusciva a raggiungere l’orgasmo per colpa di un consumo eccessivo di stupefacenti, alcolici o sostanze allucinogene. Difficile era invece trovare il nesso tra quell’articolo e la morte di Harald, tranne il fatto che uno degli studenti trovati morti frequentava la stessa universita alla quale era iscritto lui. Dello studente in questione, comunque, non venivano riferiti ne il nome ne l’eta, e l’articolo era senza data. Certo, un collegamento doveva pur esserci, se il pezzo era stato incluso in quella sezione del fascicolo. Thora sfoglio a ritroso l’album per trovare la foto della laurea di Harald. Osservando con attenzione l’immagine, noto un segno rosso, come di una sferzata, sulla parte del collo che emergeva dal colletto del ragazzo. Thora sfilo la fotografia dalla busta di plastica e la guardo piu da vicino, ma non riusci a capire se quel segno fosse un livido o qualcosa del genere. Thora prese allora un altro appunto per ricordarsi di chiedere a Matthew qualcosa in proposito.

L’ultimo dettaglio che emerse dal riassunto degli anni accademici di Harald a Monaco, in verita piuttosto bizzarro, era la copertina della sua tesi di laurea. A giudicare dal titolo della dissertazione, l’argomento doveva essere la caccia alle streghe in Germania, con particolare attenzione alla cattura ed eliminazione dei bambini accusati di magia. Thora rabbrividi. Ovviamente aveva sentito parlare delle persecuzioni da parte dell’Inquisizione e ne aveva letto le descrizioni raccapriccianti nei libri di storia del liceo, ma non aveva mai sentito parlare anche di bambini in tale contesto. Anche perche, se una tesi del genere si fosse trovata in uno di quei noiosissimi testi scolastici di storia antica e medievale, da lei particolarmente odiati, non l’avrebbe certo dimenticata. Comunque, dato che nel fascicolo non c’era altro che il frontespizio della tesi, Thora sperava che le conclusioni della ricerca dimostrassero che nessun bimbo fosse stato condannato al rogo. In cuor suo, sapeva pero che sicuramente ce n’erano stati.

Da li passo a leggere il capitolo sull’Universita d’Islanda.

Per prima cosa scorse una lettera dell’universita con la quale veniva comunicato a Matthew che la sua domanda di iscrizione al corso per il master in Storia medievale era stata accettata e che lo studente era stato invitato a presentarsi in segreteria all’inizio dell’anno accademico, nell’autunno del 2004. Seguiva la copia dei voti degli esami sostenuti. Thora si rese conto, dalla data di emissione, che la copia del documento era stata stampata dopo la morte dello studente, probabilmente su richiesta di Matthew. Nonostante Harald non avesse sostenuto molti esami del corso e quell’anno non avesse frequentato abbastanza, i risultati erano stati eccellenti. Thora sospettava che il giovane avesse ottenuto il permesso di dare i suoi esami in inglese dal momento che, per quanto ne sapeva, non parlava ancora l’islandese. Dai documenti risultava che ad Harald mancavano soltanto dieci crediti per concludere il master.

Nella pagina successiva c’era una lista con cinque nomi. Erano tutti islandesi, con a margine, scritta in stampatello, l’indicazione della materia di studio e di quella che sembrava una data di nascita. Probabilmente era il gruppo di amici frequentati da Harald, dato che erano tutti praticamente coetanei. I nomi erano: Marta Mist Eyjolfsdottir, Teorie del femminismo, n. 1981; Brjann Karlsson, Storia, n. 1981; Halldor Kristinsson, Medicina, n. 1982; Andri Thorsson, Chimica, n. 1979; Briet Einarsdottir, Storia, n. 1983.

Thora sfoglio ancora nella speranza di trovare ulteriori informazioni su quei ragazzi, ma le pagine successive comprendevano solo le cartine e le mappe dell’area universitaria e di tutti gli edifici principali dell’intero campus. Attorno all’edificio che ospitava l’Istituto Arni Magnusson e gli uffici del dipartimento di Storia erano stati fatti dei cerchi, cosi come attorno alla sede centrale e di nuovo le venne in mente che doveva essere stato Matthew a segnare i fogli. Le pagine seguenti erano stampate direttamente dal sito internet dell’universita, in lingua inglese, con la descrizione relativa al dipartimento di Storia medievale, accompagnata dalla solita pagina di informazioni per gli studenti stranieri dell’universita. Niente che potesse servire per la sua indagine.

L’ultimo documento della sezione era la stampata di un messaggio di posta elettronica inviato dall’indirizzo «[email protected]», chiaramente quello di Harald presso l’universita. Era una lettera di Harald a suo padre, datata poco dopo l’inizio degli studi nell’autunno 2004. Leggendola, Thora rimase sorpresa dal tono formale e distaccato. In breve, Harald faceva sapere al padre di trovarsi a suo agio in Islanda, di aver preso in affitto un appartamento, di averlo gia arredato e cose del genere. La lettera si concludeva con la comunicazione che gli era stato assegnato un docente per seguire la sua tesi di master, il professor Thorbjorn Olafsson. A quanto si leggeva, la tesi avrebbe dovuto prendere in considerazione le differenze tra le condanne a morte per stregoneria in Islanda e in Germania, alla luce del fatto che quasi tutti i condannati al rogo in Islanda erano stati uomini, mentre in Germania, per la stragrande maggioranza, donne. La lettera terminava con un saluto e Thora ebbe un tuffo al cuore nel leggere il P.S. che Harald faceva seguire in calce: «Se ti degni di metterti in contatto con me, ora hai il mio indirizzo e-mail». Non sprizzava certo affetto famigliare! Probabilmente la cacciata del figlio dall’esercito aveva a che fare con questa freddezza di rapporti. Inoltre, a giudicare dalle foto di famiglia, il padre di Harald non sembrava proprio il tipo piu comprensivo del mondo, e indubbiamente non si era rassegnato alle sregolatezze del ragazzo.

La risposta del padre, riportata nella pagina seguente, era di questo tenore: «Salve, Harald, ti consiglio di

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