astenerti da tale argomento di tesi. E una brutta idea che non migliorera il tuo carattere. Non spendere tutti i tuoi soldi. Saluti». In fondo alla lettera c’erano nome, indirizzo e professione del padre, il tutto molto formale. Ma guarda un po’ che tipo, penso Thora. Non una parola di congratulazioni con il figlio per il fatto di essere arrivato alla tesi o di gioia per aver avuto sue notizie, non un accenno al fatto che gli fosse particolarmente mancato; non aveva nemmeno firmato con «papa» o «tuo padre». Era palese che si trattava di un rapporto freddissimo tra i due, anzi, surgelato. Per di piu era strano che nessuno mandasse saluti per o dalla madre o dalla sorella. Pero Thora non sapeva se erano intercorsi altri messaggi tra padre e figlio: di sicuro non ce n’erano altri nel dossier.
Alla fine Thora trovo la stampata di una lista di associazioni e club studenteschi e di titoli di periodici pubblicati dagli studenti nei vari corsi di studio. Diede un’occhiata all’elenco e non noto niente di interessante finche arrivo a pie di pagina e lesse: «Malleus maleficarum, associazione di dilettanti di storiografia e antropologia». Thora sollevo lo sguardo dalla pagina: non c’era lo stesso nome nel manifesto di fondazione dell’associazione all’Universita di Monaco? Si mise a cercare la pagina in questione: e si, era proprio cosi. Inoltre si accorse che sotto il nome della societa nella lista islandese era stata apposta a matita la dicitura: «
Il fascicolo sui conti correnti era una spessa pila di estratti conto provenienti da banche estere. Harald Guntlieb ne era l’intestatario e le cifre in questione erano ingenti. Alcune uscite particolarmente elevate erano evidenziate in rosa e lo stesso era stato fatto in giallo per le entrate. Thora si accorse subito che queste ultime erano sempre della stessa entita: all’inizio di ogni mese Harald riceveva piu di quanto lei guadagnasse in sei mesi quando c’era molto lavoro. Non potevano essere altro che i versamenti costanti provenienti dal fondo che il nonno del ragazzo aveva intestato a suo nome, o almeno cosi le aveva riferito Matthew. Molto probabilmente il testamento aveva predisposto che Harald ricevesse un ammontare fisso ogni mese, piuttosto che tutto il fondo in un colpo solo. Tali disposizioni venivano spesso formulate nei casi in cui l’erede era ancora giovane e cessavano di valere al raggiungimento della maggiore eta, o almeno di una maturita accertata, cosa che probabilmente Harald Guntlieb non aveva fatto, visto che a ventisette anni ancora non era entrato in possesso del capitale intestato a suo nome. Comunque, nel suo conto corrente si era accumulato un bel gruzzolo, a dimostrazione che le spese di mantenimento di Harald erano molto al di sotto delle somme in entrata ogni mese.
Per quanto riguardava invece le uscite segnate, la musica cambiava. Si trattava non soltanto di somme assai differenti tra loro, ma anche irregolari nella data di emissione. Gia erano state apposte delle note a margine della maggior parte di esse e, non essendo numerose, Thora si mise a leggerle una per una. Alcuni commenti erano ben comprensibili: per esempio, accanto a una forte somma, spesa all’inizio dell’agosto 2004 c’era scritto BMW, dal che Thora dedusse che Harald si era comprato un’auto non appena sbarcato in Islanda. Altri invece erano assolutamente impossibili da capire: «
Due particolari, pero, richiamarono la sua attenzione. Un’uscita di 42.000 euro, risalente ad alcuni anni prima, con ancora una volta l’espressione latina «Malleus maleficarum». Piu sotto un’uscita, piu recente, di circa 310.000 euro accompagnata da un punto interrogativo. Che si trattasse della somma che Matthew le aveva confidato essere scomparsa dal conto? Non c’era da meravigliarsi se Matthew dubitava che quella somma fosse servita ad Harald per finanziare l’acquisto di stupefacenti. Il ragazzo non avrebbe potuto consumare una tale quantita di droga nemmeno se si fosse trovato in compagnia di Keith Richard. Comunque, a giudicare da quell’estratto conto Harald non era certo a corto di mezzi economici, pur avendo ritirato tali somme.
Thora sfoglio le pagine successive, con i movimenti della carta di credito di Harald nei mesi immediatamente precedenti la sua morte. A prima vista le uscite si riferivano per lo piu a ristoranti, bar e qualche negozio di abbigliamento. I ristoranti erano accomunati dal fatto di essere i piu alla moda, i piu «in», come avrebbe detto la sua amica Laufey. Incredibilmente ridotte erano invece le voci di spesa nei negozi di alimentari. Una somma alquanto elevata era stata spesa presso l’
Accese il computer e si mise a cercare la dicitura «Malleus maleficarum» su internet. Ne ricavo piu di cinquantacinquemila siti, ma uno attiro la sua attenzione perche sul riassunto dei contenuti si leggeva che il nome latino significava «Il maglio delle streghe», titolo di un libro del 1486. Thora clicco sul link che la immise nel sito in lingua inglese. L’unica figura disegnata nella pagina di introduzione era l’antica miniatura di una donna avvolta in un saio e legata, o almeno cosi sembrava, a una scala. Due uomini erano indaffarati a sollevare la scala per scaraventare la donna su una pira, le cui fiamme si levavano al cielo. Era evidente che la donna era stata condannata al rogo. La malcapitata volgeva lo sguardo verso l’alto e si rivolgeva a Dio, ma Thora non era in grado di distinguere se gli indirizzasse preghiere di perdono o maledizioni sataniche. Era chiara invece la sua profonda disperazione. Thora mando la pagina in stampa e usci dal suo studio per andare a prenderla prima che Bella se ne impossessasse: di quella ragazza non ci si poteva certo fidare.
4
Le pagine che uscirono dalla stampante erano cinque e non una sola, come Thora aveva creduto. Il sito conteneva evidentemente molto materiale, e lei comincio a leggere mentre tornava al suo studiolo.
Nella breve introduzione si spiegava che il
Gli autori dell’opera erano due frati domenicani: Jakob Sprenger, ex rettore dell’Universita di Colonia, e Heinrich Kramer, professore di teologia presso l’Universita di Salisburgo e
