Il fatto era che c’era troppa gente: Gil e Ingold avevano ragione, qualsiasi cosa potesse obiettare il Cancelliere. Contrariamente alle affermazioni della maggior parte dei suoi insegnanti della scuola pubblica, Rudy non era affatto stupido: semplicemente non nutriva un grande affetto per il sistema scolastico.
La notte precedente aveva ascoltato attentamente quanto era avvenuto nel corso del Consiglio — d’altronde con cosi poco spazio a disposizione era difficile non origliare — ed aveva visto quello che stava accadendo in citta. Aveva attraversato i boschi ed i campi, e si era reso conto della sporcizia, dell’immondizia accumulata e sopratutto della disorganizzazione. Fino a quel momento aveva assistito a sette litigi: tre per furti di cibo, due per furti d’acqua ed altri due che non avevano alcuna ragione. Aveva sentito predicatori da comizio ed oratori improvvisati che proponevano diverse soluzioni ai problemi di Karst, dal suicidio collettivo alla salvezza, ed aveva visto un vecchio lapidato da un gruppo di bambini perche qualcuno aveva lanciato contro di lui l’accusa di essere in combutta con il Buio… come se fosse possibile avvicinarsi ai Guerrieri del Buio per unirsi a loro!
Rudy avvertiva nettamente la tensione che regnava in citta, come una sorta di corda tesa sul punto di spezzarsi, e si rendeva perfettamente conto di come quella terra stesse vivendo sull’incerto confine tra le legge e il disordine piu completo. Le Guardie lasciate in citta a cercare di mantenere un minimo di giustizia erano troppo poche e, sebbene non fosse mai stato molto portato ad avere simpatia per la polizia, questa volta non poteva non solidarizzare con quegli uomini: lui stesso non avrebbe mai voluto rimanere rinchiuso troppo a lungo in quel manicomio.
Il fumo dei fuochi accesi per cucinare aveva creato una densa nebbia, che in alcuni punti si alzava fino ai piani piu alti delle case.
Rudy decise di fare ritorno in piazza, e le ombre sembrarono seguirlo muovendosi sulle pareti della piccola strada; il rumore delle voci nella piazza era ancora attutito dalle mura, e sembrava un mormorio insignificante, come il suono lontano delle campane delle chiese.
A dispetto della fame, della folla, della miseria, della minaccia di malattie, e della paura del Buio, Rudy si trovo stranamente in pace con la propria anima e con il mondo.
Oltre il muro alla sua destra senti delle voci, quella di una donna e quella, piu giovanile, di una ragazza. La donna si stava raccomandando.
«Non fargli mettere niente in bocca.»
La voce della ragazza, gentile e riservata, rispose:
«No, mamma.»
«E non farlo andare in giro a farsi male: tieni gli occhi aperti e sorveglialo, ragazza mia.»
Rudy riconobbe l’emblema sul cancello semiaperto di ferro arrugginito in una parte del muro: tre stelle nere che qualcuno gli aveva detto appartenere alla Casata di Bes, la stessa Casata del Cancelliere Alwir. Se questa era la villa di Alwir, allora le due donne stavano probabilmente parlando di Tir.
Al di la del passaggio nel muro, pote vedere un giardino semiavvizzito, bruno per il freddo e, aldila ancora, la parete rocciosa di una terrazza che si trovava dietro l’imponente ombra grigia di una villa una volta splendida.
Aveva ragione: le due donne erano in piedi nella grande porta ad arco, e stavano stendendo a terra una stuoia di pelle d’orso sotto gli ultimi raggi del sole. La donna grassa, vestita di rosso, si stava muovendo con agitazione e gesti stizzosi, mentre l’esile ragazza vestita di bianco stava in piedi e teneva delicatamente in grembo un bambino.
La donna grassa continuo a brontolare.
«Vedi che non prenda freddo.»
«Si, Medda.»
«E non prendere freddo neppure tu!»
La voce della donna piu anziana era fiera ed imponente. Si giro un attimo, poi entro nell’ombra della porta e svani.
Rudy oltrepasso il cancello e passo attraverso sentieri silenziosi ornati da brune siepi inaridite. Sopra il suo capo, gialli rami artritici tremavano nell’aria azzurrina.
Anche se moribondo per l’autunno incalzante, il giardino era ancora immacolato. Rudy si fermo al centro dei vialetti per orientarsi, e si chiese a chi fosse stato dato il compito di spuntare ogni giorno le siepi…
La ragazza che badava al bambino si era seduta su un angolo della pelle d’orso accanto al Principe. Alzo gli occhi e trasali, non appena Rudy giro intorno alla balaustra avvicinandosi.
«Ciao», disse, timidamente.
Rudy le rivolse uno dei suoi sorrisi piu affascinanti.
«Salve», disse. «Sono felice che lo abbiate portato qui. Temevo di dover chiedere il permesso ad ogni Guardia della casa per poter vedere come stava.»
La ragazza si rilasso e gli restitui il sorriso.
«Dovrei riportarlo dentro», si scuso, «ma probabilmente questo e uno degli ultimi giorni caldi che avremo.»
La sua voce era bassa e timida, e Rudy stimo che dovesse avere tra i diciotto e i venti anni.
«
Trasalendo, la ragazza scosse la lunga treccia nera che le scendeva sui fianchi, ed alzo verso di lui i suoi occhi di un profondo e luminoso blu scuro, simile al colore del Crater Lake in un pomeriggio estivo.
«Oh!», sorrise. «Tu sei il compagno di Ingold, quello che lo ha aiutato a salvare Tir.»
E in verita Tir si stava avvicinando intenzionalmente a Rudy, ma fini con l’ingarbugliarsi nella seta bianca e nera della sua veste. Rudy si sedette a gambe incrociate accanto alla ragazza e prese il bambino in braccio.
«Bene…», disse, un po’ imbarazzato da quello sguardo che esprimeva timore e gratitudine. «Mi ci sono trovato. Voglio dire: o venivo con lui o sarei morto. Suppongo di non aver avuto altra scelta…»
«Ma tu hai avuto la possibilita di stare con lui nella tua terra, non e vero?»
«Si», annui. «Ma, credimi: se avessi saputo di cosa si trattava, starei ancora correndo.»
La ragazza rise.
«Un eroe tradito…», e lo canzono gentilmente.
«Guarda che tu non sai…»
Rudy si libero delle manine di Tir che cercava qualcosa nel suo colletto, e cerco in tasca le chiavi che immediatamente furono afferrate dal bambino il quale, tutto contento, cerco subito di mangiarle.
«Tu sai», continuo dopo alcuni minuti, «che quello che mi preoccupa di piu e proprio la salute del bambino. E stato bene dal momento in cui Ingold lo porto via da Gae fino a quando lo abbiamo riportato qui… anche se temevamo che potesse subire uno scock. I bambini sono cosi fragili: sembra quasi che si possano rompere come un fiore o qualche animaletto…»
«Sono piu resistenti di quanto si possa credere,» disse la ragazza sorridendo. «La razza umana si sarebbe estinta molto tempo fa se i bambini non fossero cosi resistenti. E spesso lo sono piu dei loro genitori.»
Le sue dita giocherellavano con i riccioli neri e vellutati di Tir.
Rudy ricordo qualcosa di quanto era stato detto nella sala, e lo collego con altre cose sentite durante la sua passeggiata.
«Come sta sua madre?», chiese. «Ho sentito che la Regina sta molto male. Guarira?»
La ragazza esito, ed il suo viso assunse un’espressione indefinita, forse di rabbia, forse di qualcos’altro, e strinse istintivamente i muscoli della mascella cosi che il suo profilo delicato si induri.
«Dicono che la Regina si riprendera,» rispose lentamente. «Ma io non so dirti se cio sia vero. Dubito che possa mai ritornare quella di un tempo.»
La ragazza cambio posizione sulla pellicca e spinse la sua lunga treccia dietro le spalle. Rudy si fermo prima di formulare un’altra domanda, chiedendosi invece in quali circostanze e come quella fanciulla fosse riuscita a fuggire da Gae.
«E la tua amica?» La ragazza con uno sforzo visibile cerco di cambiare argomento. «L’altra compagna di Ingold?»
«Gil?», rispose Rudy. «Credo che sia andata con le Guardie a Gae questa mattina. Questo e quanto ho saputo… Io non mi avvicinerei a quella citta a meno di cento miglia!»
«Adesso sei a meno di dieci miglia…», disse la ragazza, osservando Rudy pacatamente.
Il giovane scosse le spalle.
