contraendone l’estremita. Quella gran cacciatrice dagli occhi color zucchero bruciato era come se stesse segnalando la propria presenza a ogni preda nel suo raggio d’azione. Ashcam raccolse le gambe sotto al corpo, pronto a spiccare un salto. Candy lo ignoro e Ashcam, attratto da qualcosa che si muoveva nell’erba, ci balzo sopra. Candy prosegui verso la terrazza e quando si accorse della presenza dello straniero si fermo, drizzo il pelo lungo la schiena, appiatti le orecchie e miagolo a Constance e Charlie con una voce graffiante e roca. Ashcan fuggi in preda al terrore mentre Brutus si alzo e si allontano disgustato. Charlie ritorno a guardare Milton Sweetvvater.
«Che cosa ha fatto il computer per convincere la polizia che era veramente impazzito?»
Milton inspiro profondamente e annui come a dire 'Bravo!'. «Negli articoli non si fa cenno a niente di tutto questo, ma naturalmente lei ha ragione. La polizia era arrivata da circa un’ora quando le luci hanno cominciato ad accendersi e a spegnersi qua e la. Porte che sino a poco prima si erano aperte solo sfiorandole rimanevano chiuse, mentre se ne aprivano altre. Alexander Randall era fuori di se. Poi ci fu il tocco finale: nella serra venne immesso un potente insetticida in concentrazione sufficiente a uccidere chiunque si fosse trovato a respirarlo, e questo fece scattare un allarme. Fortunatamente a quell’ora non c’era nessuno nella serra. Penso sia stato questo a convincerli che la casa era un’assassina.»
«Ah. E lei cosa ne pensa?»
«Non e possibile» rispose Milton senza esitazione. «Se lo fosse saremmo rovinati.»
Charlie lo guardo, inarco le sopracciglia e prese la bottiglia di birra ormai quasi vuota. «Che cosa vuole? Perche e venuto qui?»
«Giusta domanda. Quello che le ho esposto a grandi linee e lo scenario su cui stiamo lavorando. Dopo il funerale e dopo le formalita legali, si supponeva che le cose tornassero, per quanto possibile, alla normalita. Bastava solo riorganizzare e pianificare il futuro dell’azienda, ma improvvisamente Beth Elringer, la vedova, ha cominciato a sollevare delle obiezioni e Bruce Elringer si e schierato con lei. Ormai all’interno della societa c’e una frattura ampia e profonda come quella che divise il Mar Rosso. Nella situazione in cui ci troviamo nessuno ha abbastanza voti per prendere delle decisioni. La societa andra a picco se non potra progredire. Le cose funzionano cosi nell’industria informatica, nessuno puo starsene a guardare e aspettare. Lo scorso giovedi c’e stata un’assemblea degli azionisti, e tutti hanno urlato agli altri le proprie ragioni per tre ore finche ho proposto di assumere un investigatore privato per chiarire la situazione. Bruce ha avuto anche un’altra idea, e alla fine abbiamo deciso di prendere in considerazione entrambe le proposte.»
«Bruce Elringer? Lui cosa crede che sia accaduto?»
«Pensa che Beth abbia ucciso il marito.»
Charlie emise un leggero sibilo.
«Gran brutta situazione» commento Milton con una certa amarezza. «A ogni modo, Bruce ha invitato tutti a tornare a Smart House il prossimo fine settimana per ricostruire i momenti salienti di quell’ultimo giorno, e dimostrare che Beth ha avuto l’opportunita di uccidere Rich e Gary. Bruce ha anche individuato un movente e delle prove indiziarie. Alcuni di noi hanno protestato contro la richiesta di Bruce e preteso che accettasse la presenza di una figura professionale come la sua. Ecco perche sono qui.» Milton inspiro profondamente.
Senza dire nulla Charlie si allontano e torno con altre due bottiglie di birra. Constance si verso il te rimasto e per molto tempo nessuno parlo.
«Se andiamo da Spirelli, non riusciremo a parlare perche quel dannato fisarmonicista comincia a suonare alle otto» disse infine Charlie con un’aria pensosa. «Io propongo di andare da El Gordo. Voi che ne pensate?» Poi, rivolgendosi a Milton con un tono quasi cordiale: «Temo di avere un sacco di domande da farle.»
5
A tarda sera Charlie e Constance si misero a parlare approfittando del fresco della camera da letto, i cuscini dietro la schiena, il televisore accesso, l’audio abbassato. Fuori dalla porta della stanza Brutus miagolava per entrare. I gatti non sopportavano che chiudessero la porta, e con l’aria condizionata accesa Charlie e Constance la tenevano chiusa.
«Se lo faccio entrare gironzolera per la stanza cinque minuti e poi comincera a miagolare per uscire di nuovo» disse Charlie. «Fai finta di non sentirlo. Che impressione ti ha fatto Sweetwater?»
«E spaventosamente viscido e scaltro. E un tipo affascinante. Assomiglia a Gregory Peck e sfortunatamente lo sa. Tocca a te ora.»
«E un genio del computer» disse Charlie, come se questo riassumesse le sue impressioni.
«Da quel che ha detto, lo sono tutti.»
«Lo so» borbotto. Brutus alzo la voce e Charlie impreco contro di lui. Per un istante vi fu silenzio, poi Ashcan emise un verso stridulo e si udirono gli altri gatti correre all’impazzata per il corridoio. Charlie sospiro, si alzo dal letto e usci in corridoio accompagnato dalla risatina di Constance.
Condusse i tre gatti verso la porta scorrevole che dava accesso alla terrazza, li fece uscire e rimase fuori per un minuto. I lampi giocavano con le nubi verso ovest, ma erano troppo distanti perche si potesse udire il rombo del tuono. L’aria era pesante, minacciosa e dannatamente calda, decreto Charlie. Poi un lampo baleno in cielo e questa volta il fragore del tuono si fece sentire distintamente, molto piu vicino.
«Ho capito!» esclamo, e rientro a chiamare Constance. Quell’estate erano stati investiti per tre volte da tempeste elettriche che avevano fatto saltare la corrente. Una scarica aveva danneggiato il televisore e la stufa elettrica dei Mitchum, i loro vicini.
Staccarono le spine dalle prese in tutta la casa e si sedettero in terrazza ad aspettare che il temporale li rispedisse dentro. Si stava alzando il vento. La temperatura sembro aumentare e l’aria sapeva di ozono. Charlie si auguro che venisse un bell’acquazzone, che rinfrescasse l’aria e mettesse fine all’ondata di caldo che giorno dopo giorno lo stava facendo sciogliere come ghiaccio al sole.
«Se la casa, o il computer della casa, ha veramente ucciso due persone, non pensi che potrebbe essere un luogo pericoloso?» gli domando Constance tra un rombo di tuono e l’altro. 'La pioggia si sta allontanando' penso con rammarico.
«Staremo alla larga da ascensori e vasche idromassaggio. Sei nervosa all’idea di andare in quella casa?»
«Non particolarmente, era solo una considerazione. Se si erano messi tutti in agitazione per un gioco, immagina come saranno stavolta quando si riuniranno. Ora sanno che la casa e in grado di uccidere o che tra loro c’e un assassino.»
«Quel dannato temporale passera a sud di casa nostra» disse Charlie deluso. «Almeno sulla costa dell’Oregon fara fresco.»
Per un istante Constance ebbe la netta sensazione che il marito avesse accettato quel caso assurdo semplicemente per sfuggire all’ondata di caldo. Stava per dire qualcosa e protestare, ma rinuncio. Se quella gente era preoccupata quanto lo sarebbe stata lei nella loro situazione, probabilmente Charlie avrebbe fatto di tutto per tornare a casa molto velocemente.
«Charlie, ora che hai parlato con Milton e hai letto il materiale che ci ha fornito, pensi ancora che sia stato il computer?»
«Vedi, quando una persona vuole uccidere qualcuno di solito si serve di un’arma che gli e familiare: una pistola, una mazza, un mattone, del veleno o qualsiasi altra cosa, oppure afferra quello che ha a portata di mano, per esempio una padella, un’arma eccellente. La cara vecchia padella nera viene sbattuta sulla testa della vittima e la testa si rompe, ma utilizzare una borsa di rete o affogare qualcuno in una vasca idromassaggio mi lascia perplesso. Come ho detto a Milton Sweetwater, daremo una rapida occhiata, cercheremo di mantenere il piu a lungo possibile una mente aperta a ogni ipotesi e alla fine addosseremo la colpa al computer. Andiamo a dormire. Non arrivera nessun acquazzone stasera, e c’e piu caldo di un’ora fa.»
Quella mattina il benzinaio della stazione di servizio che si trovava nell’Oregon, poche miglia a sud di Bandon, aveva detto a Beth che gli abitanti della costa durante l’estate si spostavano nell’entroterra per scaldarsi. Era una giornata grigia e freddina. La nebbia fitta che poco prima avvolgeva ogni cosa si era dileguata non appena Beth aveva raggiunto quella zona. Da li a Smart House c’era meno di un’ora.
'Devo essere pazza' si disse rabbrividendo mentre guidava verso Smart House, assalita da un
La porta d’ingresso si apri ancor prima di aver scaricato la valigia dall’auto e Jake le venne incontro a grandi passi. Si fermo a poca distanza da lei, questa volta pero senza arrivare a toccarla, esamino il suo volto attentamente poi annui. «Perche non hai risposto a nessuna delle mie telefonate?»
«Non lo so. Mi sembrava inutile, credo.»
Beth si volto sfuggendo al suo sguardo inquisitorio e apri la portiera posteriore, ma Jake la scavalco e tiro fuori la valigia. Entrarono in casa senza dire una parola, e nessuno dei due propose di prendere l’ascensore. Mentre salivano le scale dell’ingresso, la casa pareva misteriosamente silenziosa. Raggiunto il corridoio del primo piano, Beth si affaccio a guardare l’atrio deserto e bello come sempre. La cascata era in funzione, gli spruzzi riflettevano una delle luci a soffitto, l’acqua scintillava e si frangeva creando un infinito effetto caleidoscopico. Qualcuno doveva aver lasciato aperta una porta, penso Beth distrattamente, l’odore del cloro era penetrato dappertutto.
Avrebbe preferito che ci fosse stato qualcun altro ad accoglierla o anche nessuno. Poteva benissimo portarla da sola la valigia. In effetti, Jake aveva chiamato parecchie volte e aveva lasciato molti messaggi nella segreteria telefonica, ma lei l’aveva sempre spenta. 'A cosa sarebbe servito?' si ripete. Arrivarono davanti alla porta.
«Il… il computer e acceso?» domando Beth con una certa esitazione.
«No» le rispose bruscamente. «Quella dannata macchina e stata spenta una volta per tutte.» Jake apri la porta. «C’e una catena di sicurezza all’interno, una semplice antiquata, meccanica catena. L’ho montata poco fa.»
«Dovro aprire da sola le tende e regolare la temperatura dell’acqua della vasca da bagno…» Beth trasali. Aveva udito il suono di una risata, la risata di Gary. Beth si aggrappo allo stipite della porta.
«Non te la prendere» le disse Jake che l’aveva afferrata saldamente per un braccio. «Si e esercitato a lungo.»
«Era ora che arrivassi!» grido Bruce dall’ascensore in fondo al corridoio. «Tra cinque minuti in giardino ci sara una riunione di famiglia.»
«Oh, mio Dio!» mormoro Beth fissando Bruce. In passato Bruce aveva sempre cercato di mettere in risalto le piccole differenze tra lui e Gary: lui indossava la giacca, Gary i maglioni, Bruce portava scarpe lustre, Gary le scarpe da ginnastica, i capelli di Bruce erano relativamente ordinati, quelli del fratello sempre spettinati, una zazzera di ricci che tagliava solo quando gli scendevano sugli occhi. Quel giorno Bruce indossava un maglione, calzoni sportivi e scarpe da ginnastica con le stringhe slacciate, mentre i capelli erano scompigliati e arruffati.
'Persino le parole' penso Beth. 'Bruce ricordava persino quello che Gary aveva pronunciato l’ultima volta.'
«Come ho detto» ripete rabbiosamente Jake «ha fatto molta pratica.» Poso la valigia in camera mentre Beth si fermo sulla soglia.
Ora Jake sembrava impacciato. Beth si sposto per lasciarlo passare ma lui non si mosse. «Beth, non raccogliere le sue provocazioni, d’accordo? Hai degli amici all’interno della societa, lo sai. Milton, io. Bruce e stato sgradevole ma non ha nessun potere e se ne rende conto. Non puo fare assolutamente niente, per cui non te la prendere.»
Beth annui. «Grazie, Jake, apprezzo il tuo interessamento.»
«Ci vediamo dopo.» E si allontano in fretta.
Beth chiuse la porta e dopo un istante mise la catena. Solo allora avanzo nella stanza, la stessa stanza rosa e gialla in cui aveva dormito l’ultima volta. Apri le tende e guardo il mare. L’orizzonte era indefinito, si vedevano solo l’oceano e il cielo grigio che si confondevano l’uno nell’altro. 'Nessuna via di fuga in quel mare' penso. 'Si potrebbe prendere il largo sino all’orizzonte ma poi il cielo ti rispedirebbe indietro.' Volto le spalle. Il computer, silenzioso e vacuo, se ne stava li e la fissava. Beth stava tremando. Con movimenti rapidi ando in bagno, prese un asciugamano e copri lo schermo. «Ecco qui» sussurro alla macchina. Senza fretta disfece la valigia, si lavo faccia e mani e s’infilo una felpa senza sapere se il freddo che provava fosse dovuto a un raffreddore o a una disfunzione del suo organismo. Ma questo non era importante, stava gelando.
Giunta al piano terra, scorse Maddie e Bruce vicino al bar. L’aria era calda e umida in quell’ambiente. Doveva essere fiorito qualche nuovo fiore, si ritrovo a pensare, qualcosa che emanava un
