Trevize esito, poi decise di mettere le carte in tavola. — Il fatto e che i giganti gassosi di solito svuotano un volume considerevole di spazio planetario. Il materiale che non incorporano nella loro struttura si consolida in grandi corpi celesti che formano poi i loro sistemi di satelliti. I giganti gassosi impediscono la formazione di altri corpi celesti entro un raggio notevolissimo… Per cui, piu un gigante gassoso e grande, piu e probabile che sia l’unico pianeta vero e proprio di un dato sistema solare… In pratica, avremo solo il gigante gassoso e degli asteroidi.
— Intendi dire che non ci siano pianeti abitabili qui?
— Piu aumentano le dimensioni del gigante gassoso, piu diminuiscono le probabilita di trovare un pianeta abitabile… e questo gigante gassoso e cosi imponente da essere quasi una stella nana.
Pelorat chiese: — Possiamo vederlo?
Tutti e tre fissarono lo schermo (Fallom era nella camera di Bliss coi libri).
L’immagine venne ingrandita, finche la mezzaluna non occupo tutto lo schermo. Sopra il centro, era solcata da una sottile linea scura, l’ombra del sistema anulare visibile oltre la superficie planetaria come una curva scintillante che penetrava per un breve tratto nel lato notturno prima di scomparire nell’oscurita.
Trevize spiego: — L’asse di rotazione del pianeta e inclinato di circa trentacinque gradi rispetto al piano di rivoluzione, e gli anelli si trovano sul piano equatoriale, naturalmente, per cui la luce della stella proviene dal basso, a questo punto dell’orbita, e proietta l’ombra degli anelli al di sopra dell’equatore.
Pelorat osservava estasiato. — Sono sottili, quegli anelli.
— In realta, sono di dimensioni superiori alla media — fece notare Trevize.
— Stando alla leggenda, gli anelli di un gigante gassoso del sistema planetario della Terra dovrebbero essere molto piu ampi, piu luminosi, e piu elaborati di questi… Praticamente gli anelli dovrebbero far scomparire il gigante gassoso al confronto.
— Non mi sorprende — disse Trevize. — Quando una storia passa di persona in persona per migliaia d’anni, i particolari vengono ingigantiti, non credi?
Bliss disse: — E stupendo. Guardate la mezzaluna… sembra che si muova e si contorca.
— Perturbazioni atmosferiche — spiego Trevize. — Si puo vedere con maggior chiarezza scegliendo la lunghezza d’onda ottica adeguata. Ecco, ora provo. — Poso le mani sulla scrivania ed ordino al computer di operare una selezione nello spettro e di fermarsi sulla giusta lunghezza d’onda.
La mezzaluna pallida si trasformo in un caleidoscopio di colori che cambiavano a ritmo vertiginoso e che abbagliavano la vista se si cercava di seguirli. Infine, l’immagine si stabilizzo su una tinta rosso-arancione, ed all’interno della mezzaluna si scorsero nette spirali in movimento che si attorcigliavano e si svolgevano.
— Incredibile — mormoro Pelorat.
— Delizioso — commento Bliss.
Credibilissimo, riflette con amarezza Trevize, e tutt’altro che delizioso. Estasiati dalla bellezza dello spettacolo, Bliss e Pelorat dimenticavano che la presenza del pianeta che stavano ammirando facesse diminuire le probabilita di soluzione del mistero che assillava Trevize. Del resto, perche avrebbero dovuto preoccuparsi, loro? Erano convinti che la decisione di Trevize fosse giusta, ed erano contenti cosi, accompagnandolo nella sua ricerca senza provare un coinvolgimento emotivo autentico. Era inutile incolparli della loro buona fede.
Trevize disse: — Il lato notturno sembra scuro, ma se i nostri occhi fossero sensibili ai raggi luminosi leggermente al di la della gamma limite, vedremmo una fascia di rosso intenso, cupo. Il pianeta riversa nello spazio una quantita enorme di infrarosso perche e cosi massiccio da essere quasi incandescente. Piu che un gigante gassoso, e una sub-stella.
Attese alcuni istanti, quindi prosegui: — E adesso lasciamo perdere il gigante gassoso e cerchiamo il pianeta abitabile… ammesso che ci sia.
— Puo darsi che ci sia, no? — sorrise Pelorat. — Non arrenderti, vecchio mio.
— Non mi sono arreso — ribatte non troppo convinto Trevize. — La formazione dei pianeti e una materia troppo complicata perche ci si possa basare su regole precise. Siamo nel campo delle probabilita: con quel mostro nello spazio, le probabilita diminuiscono, ma non fino a raggiungere lo zero.
Bliss disse: — Prova a cambiare prospettiva. Dato che le prime due serie di coordinate ci hanno portato su un pianeta abitabile, anche questa terza serie, che ci ha gia permesso di individuare una stella di tipo giusto, dovrebbe condurci su un pianeta abitabile, no? Perche parlare di probabilita?
— Spero davvero che tu abbia ragione — fece Trevize, per nulla rincuorato. — Adesso ci sposteremo dal piano planetario ed avanzeremo verso la stella.
Il computer esegui la manovra quasi simultaneamente. Trevize si rilasso sul suo sedile di pilotaggio e per l’ennesima volta decise che le navi gravitazionali dotate di un computer tanto perfezionato presentavano un unico grande svantaggio… Dopo avere pilotato una nave del genere era impossibile riuscire a pilotare ancora una nave di vecchio tipo.
Come ci si poteva riabituare a tutti i calcoli necessari? A considerare l’accelerazione, ed a limitarla a livelli ragionevoli? Probabilmente, lui se ne sarebbe dimenticato ed avrebbe inserito energia fino a far spiaccicare contro le pareti interne tutti i passeggeri a bordo.
Be’, in tal caso, avrebbe continuato a pilotare la “Far Star”… od una nave identica in tutto e per tutto, anche se l’idea di cambiare nave non gli andava affatto a genio.
E dato che non voleva pensare all’ipotetico mondo abitabile, si soffermo a riflettere sulla propria decisione di spingere la nave sopra il piano planetario, e non sotto. In mancanza di una ragione precisa per portarsi al di sotto di un piano, i piloti quasi sempre preferivano navigare al di sopra. Perche?
Perche ostinarsi a prendere in considerazione due direzioni come il sopra e il sotto? Nella simmetria dello spazio erano pure e semplici convenzioni.
Comunque, Trevize aveva sempre presente in che direzione un pianeta osservato ruotasse attorno al proprio asse ed orbitasse attorno al proprio sole. Quando entrambi i movimenti erano in senso antiorario, la direzione indicata dal braccio alzato di una persona era il nord, quella indicata dai piedi era il sud. Ed in tutta la Galassia, il nord corrispondeva al sopra, il sud al sotto.
Una pura e semplice consuetudine che risaliva alle nebbie delle epoche primitive, che veniva seguita passivamente. Se si guardava una mappa conosciuta, col sud in alto non la si riconosceva: bisognava girarla perche avesse un senso.
Trevize penso a una battaglia combattuta da Bel Riose, il generale dell’Impero, tre secoli addietro… Bel Riose, aveva spostato la sua squadra sotto il piano planetario in una fase cruciale, cogliendo impreparata una formazione avversaria. C’erano state delle lamentele, sostenendo che si fosse trattato di una manovra scorretta… ed a lagnarsi erano stati gli sconfitti, naturalmente.
Una consuetudine, fortissima e antichissima… che doveva essere nata sulla Terra… al che la mente di Trevize torno di colpo al problema del pianeta abitabile.
Pelorat e Bliss continuavano a osservare il gigante gassoso che ruotava lentamente sullo schermo. La parte illuminata si allargo e, dato che Trevize non modifico la regolazione spettrale, i fenomeni superficiali di turbolenza divennero ancor piu violenti ed ipnotici.
Poi Fallom apparve all’improvviso in sala comandi, e Bliss decise che il piccolo solariano dovesse fare un sonnellino, e che lei lo avrebbe imitato.
Pelorat rimase, e Trevize gli disse: — Devo abbandonare il gigante gassoso, Janov: voglio che il computer si dedichi al rilevamento di un eventuale segnale gravitazionale della giusta entita.
— Certo, vecchio mio — annui Pelorat.
Ma la questione non era cosi semplice. Il computer non doveva individuare soltanto un segnale gravitazionale di entita adeguata… anche la distanza doveva essere adeguata. Sarebbero trascorsi parecchi giorni prima che Trevize potesse avere una risposta.
6
Trevize entro in camera sua, serio, molto serio… il termine giusto era “cupo”… e sussulto sorpreso.
Bliss lo aspettava, ed accanto a lei c’era Fallom, col suo perizoma e la sua veste lavati e stirati da poco. Il suo abbigliamento originale gli donava di piu di una delle camicie da notte di Bliss debitamente accorciate.
