Bliss disse: — Non volevo disturbarti mentre eri impegnato al computer… ma adesso ascolta… Su, Fallom.
Con la sua vocetta melodiosa ed acuta, Fallom disse: — Ti saluto, Protettore Trevize. E con grande piacere che io ti ap… ti ad… ti accompagno nello spazio su questa nave. Mi rende felice, inoltre, la bonta dei miei amici, Bliss e Pel.
Fallom termino e sorrise, e Trevize si domando per l’ennesima volta: «Lo considero un maschio od una femmina, od entrambe le cose, o nessuna delle due?»
Annui. — Imparato a memoria alla perfezione. E pronunciato in modo pressoche perfetto, direi.
— Non e affatto un brano imparato a memoria — replico Bliss. — Fallom l’ha composto personalmente, ed ha chiesto di poterlo recitare a te: non sapevo nemmeno cosa ti avrebbe detto fino a poco fa.
Trevize si sforzo di sorridere. — In tal caso, davvero ottimo — commento, notando che Bliss evitava di usare i pronomi personali.
Bliss si rivolse a Fallom. — Te l’avevo detto che a Trevize sarebbe piaciuto… Ora vai da Pel. Se vuoi, puoi leggere ancora.
Fallom corse via, e Bliss disse: — E sorprendente la rapidita con cui impara il galattico. I Solariani devono essere particolarmente portati per le lingue. Pensa… Bander parlava il galattico, e lo aveva sentito solo nelle comunicazioni iperspaziali. I loro cervelli possiedono senza dubbio doti notevoli, a parte la trasduzione di energia.
Trevize sbuffo.
— Non dirmi che Fallom continua a non piacerti! — fece la ragazza.
— Non e questione di piacermi o meno… solo che quella creatura mi fa sentire a disagio. Innanzitutto, e una sensazione orribile, avere a che fare con un ermafrodita.
— Via, Trevize, e assurdo. Fallom e una creatura vivente accettabilissima… Pensa a quanto dobbiamo sembrare disgustosi noi due ad un ermafrodita, allora! Due meta incomplete… un maschio ed una femmina, che per riprodursi devono sottostare a una unione goffa e temporanea.
— Hai qualcosa in contrario, Bliss?
— Non fraintendermi. Sto cercando di vedere noi due dal punto di vista di un ermafrodita. Quello che per noi e del tutto naturale, per gli ermafroditi e ributtante. Se Fallom ti ispira ribrezzo, be’, sappi che e solo perche sei di vedute ristrette e provinciali.
— Francamente, pero, e seccante non sapere che pronome usare con quella creatura.
— E un difetto della nostra lingua — replico Bliss. — Fallom non ha alcuna colpa: non esiste alcuna lingua umana che si sia sviluppata tenendo conto dell’ermafroditismo. E mi fa piacere che tu abbia toccato l’argomento, perche io stessa ci ho pensato parecchio… Evitare un pronome particolare non mi pare una soluzione. Perche non ne scegliamo uno arbitrariamente? Quando penso a Fallom, io penso ad una femmina. Innanzitutto, per la sua voce acuta, e poi perche ha la capacita di prolificare, una caratteristica basilare della femminilita. Pelorat e d’accordo con me… Perche non ti adegui anche tu? Consideriamola tutti una “lei”.
Trevize si strinse nelle spalle. — Benissimo. Sembrera un po’ strano precisare che questa lei abbia i testicoli… comunque, d’accordo.
Bliss sospiro. — Hai il brutto vizio di non prendere seriamente nulla, ma mi rendo conto che sei sottoposto ad una tensione notevole e ti concedero questa attenuante… Comunque, usa il femminile quando parli di Fallom, per favore.
— Lo faro. — Trevize esito un attimo, quindi, incapace di frenare la lingua, disse: — Ogni volta che vi vedo assieme, ho l’impressione che Fallom sia diventato… sia diventata una specie di figlia per te… Forse perche desideri un bambino, e credi che Janov non sia in grado di dartene uno?
Bliss spalanco gli occhi. — Janov non e qui per fare dei figli! Credi che mi serva di lui come di un comodo espediente per cercare di avere un bambino? Be’, sappi che per me non e ancora giunto il momento di avere figli. E quando questo momento arrivera, dovro mettere al mondo un bambino gaiano… e Pelorat non possiede certi requisiti.
— Intendi dire che Janov dovra essere messo da parte?
— Assolutamente. Si trattera solo di un episodio temporaneo: potrebbe anche avvenire per inseminazione artificiale.
— Immagino che potrai avere un bambino solo quando Gaia stabilira che sia necessario, quando si creera un vuoto in seguito alla morte di una componente umana di Gaia, vero?
— Si, e vero, anche se ti sei espresso in termini molto brutali: Gaia deve essere ben proporzionata in tutte le sue parti.
— Come Solaria.
Bliss serro le labbra, impallidendo. — Niente affatto. I Solariani producono piu del necessario e distruggono l’eccedenza. Noi produciamo lo stretto necessario e non ci troviamo mai nella condizione di dover distruggere… proprio come tu sostituisci gli strati esterni morenti della tua pelle con nuovi strati di pelle, in cui il numero di cellule non supera di una sola unita la quantita occorrente.
— Certo, capisco — annui Trevize. — Spero comunque che tu tenga conto dei sentimenti di Janov.
— Riguardo la nascita di un figlio mio? Non ne abbiamo mai discusso, e non ne discuteremo nemmeno in futuro.
— No, non mi riferivo a questo… Il fatto e che mi sembri sempre piu attaccata a Fallom. Ecco, Janov potrebbe sentirsi trascurato.
— Non lo trascuro affatto, ed anche Janov ha un profondo attaccamento verso Fallom. Fallom e un altro fattore comune che rafforza se mai il nostro legame e ci unisce ulteriormente. Non sarai tu a sentirti trascurato, eh?
— Io? — Lo stupore di Trevize era autentico.
— Si, tu. Non capisco gli Isolati, come tu non capisci Gaia, ma ho l’impressione che ti piaccia essere al centro dell’attenzione su questa nave… e con l’arrivo di Fallom puo darsi che ti senta in secondo piano.
— Sciocchezze.
— Come quando sostieni che forse stia trascurando Janov.
— Senti, stabiliamo una tregua, allora, e smettiamola. Io cerchero di considerare Fallom una femmina, e non mi preoccupero eccessivamente della tua mancanza di riguardo per i sentimenti di Janov.
Bliss sorrise. — Grazie. Tutto a posto, dunque.
Trevize fece per andarsene, e lei lo fermo. — Aspetta!
Lui si giro e, un po’ stancamente, disse: — Si?
— Trevize, e evidente che sei triste e depresso. Io non sondero la tua mente… comunque, potresti dirmi che c’e che non va… Ieri hai detto che in questo sistema c’e un pianeta adatto, e sembravi abbastanza soddisfatto… C’e ancora, spero… Non e stata una scoperta errata, eh?
— Gia, c’e un pianeta adatto in questo sistema… c’e ancora.
Le sue dimensioni sono giuste?
Trevize annui. — Dal momento che e adatto, le sue dimensioni sono giuste… Ed e anche ad una distanza giusta dalla sua stella.
— Be’, allora cosa c’e che non va?
— Siamo abbastanza vicini da analizzare l’atmosfera, adesso… Ma, guarda caso, ho appena scoperto che questo pianeta non ha un’atmosfera.
— Non ha atmosfera?
— No, non ha un’atmosfera vera e propria: e inabitabile, e non esiste alcun altro pianeta abitabile in orbita attorno a questo sole… Il terzo tentativo non e servito a nulla.
7
Pelorat, l’aria cupa, era chiaramente restio a interrompere il silenzio infelice di Trevize. Rimase a guardare dalla porta della sala comandi, sperando che l’amico si decidesse ad avviare la conversazione.
Trevize non lo fece, chiudendosi in un silenzio piu ostinato che mai.
